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Il “post mortem” della CIA sul proprio fallimento iraqeno

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08


Sarebbe il caso di chiamarlo “mea culpa”, così come ha fatto la rivista americana Foreign Policy presentando tre giorni fa  per prima il documento. Si tratta di un “intelligence assessment” della CIA del gennaio 2006, dal titolo “Misreading Intentions: Iraq’s Reaction to Inspection Created Picture of Deception“. Un’analisi del contesto e delle cause che portarono la CIA al fallimento analitico sulle armi di distruzione di massa iraqene.
Il documento non contiene sostanziali novità (tra l’altro è pesantemente censurato) e conferma puntualmente quanto acclarato dalle commissioni d’inchiesta statunitensi e cioè che l’errore principale compiuto dagli analisti della Central Intelligence fu quello di valutare il comportamento della leadership iraqena con la forma mentis statunitense, un bias analitico che spinse la CIA ad inquadrare le informazioni sulle armi di distruzione di massa iraqene all’interno di un framework analitico già consolidato ma errato.
La novità del documento, di fatto un post-mortem, consiste proprio nel fatto che l’autore è la stessa CIA che riconosce il proprio fallimento.

Il documento è stato desecretato a seguito di una specifica richiesta del National Security Archive.

 Misreading Intentions – Iraq’s Reaction to Inspections Created Picture of Deception – CIA



8 settembre 2012 - 11:48 pm | by | 11 Comments »
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11 Responses to “Il “post mortem” della CIA sul proprio fallimento iraqeno”

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  1. avatar Ero Morgana scrive:

    Silendo….ma dove le trovi queste cose!!! Sei un mago!

    • avatar Silendo scrive:

      Eeeeh…. sapessi…. :D :D

      • avatar Giovanni Nacci scrive:

        Beh… non per sminuire le doti analitiche del Vate (non ci penserei mai e poi mai e poi mai…) ma è quasi fisiologico che quando uno arriva a montare una greca e una stella in qualche modo possa contare – secondo il famoso ed abusatissimo paradigma shannoniano – su un certo numero di “canali” aperti… ;)

  2. avatar Max scrive:

    …consiglio il film The green zone…spiega assolutamente bene gli errori/orrori fatti dalla cia nell’analisi sulla gestione dell post saddam…film fatto molto bene.

  3. avatar Anonimo scrive:

    <<la forma mentis statunitense, un bias analitico che spinse la CIA ad inquadrare le informazioni sulle armi di distruzione di massa iraqene all’interno di un framework analitico già consolidato ma errato>>
     1) In quale  framework analitico   la Cia inquadra  le informazioni sulle  armi di distruzione  di massa  iraniane?
    2) In quale  framework analitico  la  CIA inquadra  le informazioni sulle  armi di distruzione  di massa  israeliane?
     
     
     

    • avatar Silendo scrive:

      Anonimo, perdonami, non ho capito bene la tua domanda.
      Intendi chiedere come la CIA vede il programma nucleare iraniano e l’atomica iraniana?

  4. avatar Anonimo scrive:

    Sia il programma  nucleare  iraniano  e l’atomica  iraniana sia il programma  nucleare  israeliano  e l’atomica  israeliana.

  5. avatar Anonimo scrive:

    Ovvero se   <<la forma mentis statunitense, un bias analitico che spinse la CIA ad inquadrare le informazioni sulle armi di distruzione di massa iraqene all’interno di un framework analitico già consolidato ma errato>>  perseveri   nell’inquadrare  sia   il  programma  nucleare  iraniano  e l’atomica  iraniana  sia il programma  nucleare israeliano  e l’atomica  israeliana.

    • avatar Silendo scrive:

      Premesso che queste cose si scoprono solo ex post, per ovvi motivi: le analisi di intelligence non sono pubbliche.
      Per quanto riguarda l’Iran, per quanto è dato sapere (ad esempio anche tramite l’ultimo National Intelligence Estimate del 2007, direi di no.
      Riguardo ad Israele, ha già la bomba quindi non è possibile un raffronto.

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