6 Responses

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    Giovanni Nacci at |

    Per tutta la mia vita professionale ho cercato di evitare il mondo dell’intelligence, e per una buona ragione: quale giovane docente di storia militare presso la Royal Military Accademy di Sandhurst, mi è sempre stato detto che qualsiasi contatto con i servizi informativi… (omissis) …mi avrebbe procurato una riprovazione ufficiale. (omissis) Più tardi… (omissis) …decisi che interessarsi alle agenzie informative era poco saggio dato che in quel periodo, grazie alle letture, alle conversazioni e a qualche piccola osservazione personale, ero giunto alla conclusione che chiunque entri in contatto con quel mondo ritenendo di poterlo usare a proprio vantaggio rischia seriamente di esserne usato. Continuo a pensarla allo stesso modo.” (John Keegan, Intelligence in War, 2003)

    Fu un passaggio molto significativo per me. 

    (scusate la parentesi forse troppo personale…)

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    Il Raffa at |

    Non lo sapevo. Che peccato. Ricordo ancora quando lessi la sua storia della II GM. La marea che avanza ed il reflusso…

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    Anonimo at |

    Salve, mi intrometto impunemente (o forse dovrei dire in modo impudico)…
    ho trovato il post di Allegra Brigata interessante soprattutto perché alla voce di Wikipedia che ha segnalato ho trovato questo:
    “In another controversial position, Keegan claimed that cultural forces, not technology, produced the enhanced mayhem of the World Wars. Specifically, Keegan stated that mandatory public education created a homogenized populace that was more willing to accept conscription and other governmental demands.”
    non so quanto sia fedelmente riportata ma la trovo in ogni caso un’osservazione interessante.
    può essere stato vero, così come direi che, per esempio, oggi l’azione della scuola pubblica, alle attuali condizioni e in diversi paesi democratici del mondo, rappresenti quanto di più lontano da quanto sopra descritto (sfiorando decisamente l’eccesso opposto).
    (mi pare di capire che conosciate i lavori di Keegan, vi risulta questa sua osservazione?)
    thanks,

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