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    Anonimo at |

    Saggio interessante specialmente nelle conclusioni: in sostanza, la rinuncia al concetto di State-building. Quindi, più interventi militari di contenimento/riduzione della minaccia che volti all’eliminazione della stessa: in altre parole, togliere un po’ di tumore. Ne consegue l’utilizzo “punitivo” delle forze armate con prevalenza di impiego di sistemi d’arma missilistici e aerei. Influenzare non uccidere. Storicamente, però, l’uso punitivo dello strumento militare porta a cambiamenti nulli o modesti nei comportamenti dei cosiddetti “devianti”. Vedremo.

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