11 Responses

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    haze at |

    Salve a tutti…dirò cosa ovvia e scontata ma a me sembra che questa fuoriuscita di notizie su stuxnet e flame e l’ operazione “olympic games”, sia un chiaro messaggio da parte degli apparati Usa al resto del mondo che gli stati uniti sono a buon punto nella corsa alle cyber armi …mi pare una dichiarazione di “potenza” e un deterrente x chi volesse sfidare gli usa in questo campo. 
    Anche la tempistica della pubblica ammissione a proposito della fabbricazione di stuxnet gia  a pochi mesi dalla sua scoperta, quando in questa nuova dimensione la difficoltà a risalire al mandante dovrebbe in teoria essere uno dei punti di forza di queste ipotetiche cyber weapons, mi fa pensare che la suddetta arma  sia già roba da antiquariato…
    in poche parole come ha detto il generale americano “é stato passato il Rubicone”…
    fantascienza?

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    Stv Giovanni Nacci at |

    Premetto che non mi mi è mai piaciuto cimentarmi con la fantapolitica, ma nel caso della fanta-cm-f posso fare un’eccezione :).
    Vediamo cosa ci esce:
    0) nella notte dei tempi, venne sviluppata una tecnologia per l’interconnessione tra sistemi elettronici per il trattamento automatico dell’informazione. In tale tecnologia l’aspetto della sicurezza non fu collocato ai primissimi posti di una ipotetica classifica di “needs”…
    1) poi si scoprì che questa tecnologia poteva avere interessanti possibilità di ritorni economici e  pertnanto si commercializzarono tecnologie intrinsecamente poco sicure, sulle quali poi si sviluppò un network mondiale “ricreativo”.
    2) poi ci si accorse che il network mondiale ricreativo è comodo e soprattutto economico e quasi subito si implementano applicazioni e servizi delle più varie tipologie e criticità;
    3) poi ci si accorse che per certe applicazioni è necessario implementare sullo strato tecnologico del network mondiale ricreativo una funzione di sicurezza. Per far questo vengono sviluppate soluzioni – tecnologie e servizi – che tendono a mantenere la economicità del sistema;
    4) una volta fatto ciò si reindirizzano porzioni significative di attività, funzioni e infrstrutture critiche sul “network-mondiale-ricreativo-enhanced”
    5) dopodichè – quando il valore strategico del “network-mondiale-ricreativo-enhanced” raggiunge un certo livello critico (pure lui…) -si decide che può essere un ottimo strumento di superiorità strategica, all’interno del quale combattere sfruttando le sue intrinseche debolezze. Le stesse debolezze che permisero il suo sviluppo… planetario.
    Per la serie: “se mi è difficile esprimere superiorità in un teatro strategico, me ne invento un altro nel quale (forse) le cose mi si semplificano”. Forse lo scopo del famoso progetto di reti interconnesse DARPA era proprio questo? Se si, mi sembra perfettamente riuscito :)))
    Fine. Il comando di Starfleet vi invita a seguirci nelle prossime puntate 😀

    P.S.: come sono andato? 😛
     

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    Linus at |

    Forse scopro l’acqua calda, ma nel tuo esame diacronico, però, occorre sottolineare che tra il punto 0 e il punto 5 si sono avvicendate 3 generazioni diverse con tutto quel che ne consegue.
    Secondo me non c’è sviluppo lineare, ma una sorta di eterogenesi (dei fini) :)

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      Stv Giovanni Nacci at |

      Mah Linus, può essere  😉
      Però devo ancora scrivere la puntata sugli esperimenti di condizionamento del pensiero e sugli innesti di circuiti a microvalvole termoioniche avvenuti negli anni ’50, che potrebbe per certi versi spiegare la cosa… 😀
       

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    Linus at |

    uhm..dovete fare economia di risorse. Ho letto da qualche parte che il Commissario Bondi ha ordinato la spending review alla Starfleet 😉

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      Anonimo at |

      E’ un periodaccio per tutti… 😀

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        Stv Giovanni Nacci at |

        Il post sopra è mio. Mi dimMMmenticai il login…

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          AllegraBrigata at |

          E’ colpa dell’età Giovanni :) :) :)

          Vittorio

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          Stv Giovanni Nacci at |

          verissimo! verissimo! 😀 😀 😀

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