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    Morgana at |

    Per TEOFILO,

    rispondo qui al tuo commento inserito in “Armamenti nucleari, deterrenza e stabilità strategica”: condivido l’idea di violenza da neutralizzare, ma scusami cerco di essere concreta e mi spiego meglio. Quando accade qualcosa nel mondo, rifletto su ciò che tocco con le mani, su ciò che ascolto, su ciò che vedo, su ciò che respiro, su ciò che gusto e lo amplifico per capire come posso senza gli organi di senso ma solo con le mie capacità cognitive raggiungere un luogo, e capire come elaborare delle ipotesi circa l’evento che si è verificato. Essere “animali razionali” come diceva Aristotele non significa regredire, ma ad esempio come fanno gli etologici, è possibile studiare l’aggressività negli animali e comprendere come esorcizzarla nei comportamenti umani ( in proposito una semplice lettura non pesante è Konrad Lorenz “L’aggressività”). Con ciò è possibile anche pensare ad un “butterfly effect”, ovvero che un semplice battito d’ali di farfalla può provocare un evento catastrofico dall’altra parte del mondo, ma per non essere paranoici utilizzando bene i propri istinti è possibile avere un controllo su ciò che abbiamo intorno ed amplificarlo lontano da noi…insomma la paura non esiste quando, come diceva Heidegger, “viviamo per morire”…e mi pare sia contemplato anche nel nostro Inno Nazionale “siam pronti alla morte l’Italia chiamò”. Posto ciò la sopravvivenza è ridurre il più possibile le incertezze.

    Avere una viva fede è utile, ma sempre con la consapevolezza che si può essere devoti a Fatima o a Padre Pio, anche se personalmente preferisco l’ordine della SS. Annunziata nel motto “Fert”, ma non credo molto nei “miracoli”. Come diceva Freud (in “Psicologia delle masse e analisi dell’io”) esistono due grandi gerarchie: l’esercito (con struttura verticale) e la Chiesa (con struttura orizzontale). A me personalmente non mi ha convinto molto, forse perchè sono sempre in cerca di tracce di razionalità e a modo mio ritengo che soprattutto nella cultura benedettina che interessa la Fede in questo momento, cultura di frati scrivani del 1300, è necessario essere più attenti alle scritture, anche se è un esercizio duro, ma non impossibile.

    Concludo dicendo che sarebbe opportuno non perdere mai di vista il punto di vista occidentale: capita di voler leggere materiale di altre culture, ma farlo diventare la propria condotta di vita, secondo me è sbagliato. Personalmente in termini di antropologia culturale non mi identifico, ho notato che aumenta l’incertezza: studiare culture altre mediante identificazione, posso garantire che disorienta perchè manca il distacco. Insomma non mi piace essere una bussola smagnetizzata. Ergo, caro Teofilo “cogito ergo sum”.

    Morgana  

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    Anonimo at |

    ….dimenticavo per quanto riguarda la necessità di avere self-control, penso che avere equilibrio è una buona premessa per prevenire la violenza, ma posso garantire che proprio perchè siamo animali razionali, è giusto anche alterarsi se necessario, l’autorevolezza a volte è necessaria soprattutto nei confronti di soggetti che tendono a prevaricare il prossimo.

    Morgana

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    Teofilo at |

    Morgana,
    ti ringrazio perchè introduci un dibattito fondamentale articolandolo sinteticamente in alcuni suoi punti essenziali.
    Ti dimostri inoltre vero “animale pensante” e questo ti fa onore, soprattutto perchè questo tema è sostanzialmente difficile ai più, specie nelle civiltà occidentali, che scelgono l’approccio alla vita più immediato e diciamo volatile, sicuramente meno proficuo.

    Bene, spero con l’aiuto del Signore, di riuscire anche attraverso la razionalità e con i fatti, ad offrire un contributo valido al fine di chiarire alcuni punti essenziali, nonchè a fugare qualche dubbio che ho potuto leggere all’interno del tuo scritto.

    Parto dal primo concetto: la razionalità. Essa, intesa come capacità di produrre inferenze logicamente corrette risale alle origini del pensare umano, difatti Aristotele e prima di lui Euclide applicavano integralmente questo processo costituito dall’utilizzo di premesse iniziali per giungere a delle conclusioni finali. Questo processo quindi segue l’uomo dalle sue origini più lontane, il logos stesso è la necessità di dover dare un significato ad ogni evento che circonda l’essere umano. Ma quì, risiede pure la grandezza umana che, differentemente dagli animali sprovvisti di logos, lo rende capace di ammettere di essere inferiore al Dio Creatore che lo ha stabilito nel cosmo che lo circonda.
    Difatti da un modo di pensare legato all’economia cosmica appartenente ai classici, ci siamo rivolti nel corso della storia ad una economia cristiana, passando per una economia profetica, questo per due motivi essenziali il primo perchè Dio che ci ha creato ama infinitamente la sua creatura ed ha già stabilito il rimedio nel momento stesso della ribellione di una parte delle sue creature (uomo compreso), e perchè lo stesso Dio ha nel tempo (cosmico) stabilito i modi per proporsi all’uomo (facendosi accettare liberamente) e preparare così la redenzione per il suo ritorno alla condizione originaria, ma questa volta libera e volontaria, di contemplazione della sua Gloria: il Paradiso.

    L’uomo quindi si è trovato, attraverso la razionalità, a confrontarsi con Dio e se inizialmente il cuore e lo spirito non erano pronti ad accoglierlo, con il tempo Dio si è manifestato, ha rivolto la sua parola attraverso i Profeti, e così infine, quando erano pronti i tempi (tempo cosmico cronologico con l’eternità slegata dal tempo di Dio) il Signore (Dio Padre) ha mandato il suo Verbo (Spirito Santo, Dio Spirito) nel tempo e nello spazio cosmico, egli si è fatto uomo (Gesù, Dio Figlio) nella condizione più umile e Santa cioè libera dal peccato, per portare a compimento le antiche profezie ovvero il disegno di rendenzione per l’uomo voluto da Dio attraverso la sua morte e Risurrezione, purificando l’uomo dalla condizione di legame con il male che lo caratterizza. Il segno della Risurrezione è in questo tempo, e la presenza di Gesù vivo durante l’Eucarestia e quindi della presenza nella sua Chiesa pellegrina sulla terra nei secoli, mentre nel momento che Dio Padre conosce, ovvero quando il nostro tempo cosmico con l’eternità di Dio saranno nuovamente pronti, vi sarà la Rivelazione, l’Apocalisse finale in cui si manifesterà nella sua pienezza la Gloria di Dio.

    Sostanzialmente la fede – 2° punto –  ci fa comprendere che noi siamo creature, che Dio ci ama senza riserve e che noi nella nostra libertà possiamo accogliere o meno il suo disegno di riportarci a Lui per contemplare la sua Gloria. Nel tempo cosmico in cui viviamo, tutto è compiuto, ovvero ogni cosa pensata da Dio per l’uomo ha trovato la sua manifestazione e ognuno di noi può quindi in questo tempo accogliere Dio e giunto al passaggio della morte può rinascere con Lui alla vita nuova nella conteplazione e nella Gloria dell’Altissimo. La Chiesa quindi come luogo fisico e materiale presente nel nostro tempo e nella storia, accoglie al suo interno l’eternità di Dio eterna e senza storia e lì Gesù si manifesta e si rivela durante l’elevazione del Corpo e Sangue di Cristo per trovare dimora in noi. Perciò, ci spiega la teologia, quando si varca la soglia di una chiesa dove è presente il S.S. Sacramento si entra in un’altro tempo, ovvero l’eterno.

    La violenza invece -3° punto – è il modo in cui opera Lucifero con i suoi prìncipi, i demoni che collocati nella dimensione infernale (eterna anch’essa e senza redenzione) a seguito della grande apostasia, hanno potere sul mondo e sull’uomo in virtù del legame che quest’ultimo stabilì con Lucifero sottoforma di tentazione. La violenza dicevo, è ciò che in maniera coercitiva mira a distruggere e dominare. La violenza è la forma con cui la creatura sfida il suo creatore, ed è la forma con cui il forte prevale sul debole, ma pure il debole con il forte, perchè in fondo la violenza nasconde in sé un’altra componente diabolica, ovvero l’odio. L’odio infatti è l’avversione totale e volontaria dell’altro vicino o lontano che sia. Odio e violenza sono quindi concetti consequenziali, interdipendenti, ma ve ne è un’altro che sostanzialmente determina gli altri due, ovvero la paura. Infatti la paura descrive una condizione di angoscia derivante dalla consapevolezza di aver fatto del male (inconscio) e subire una reazione dannosa (conscio) vera o presunta.

    Dunque la fede è un processo estremamente razionale, perchè essa avviene attraverso la preghiera (ascolto di Dio), attraverso la propria adesione completa a Dio, e attraverso la constatazione dei miracoli ovvero i fatti che non possono essere spiegati unicamente dal meccanismo ipotesi–>concluisione.

    Condivido con te l’ultimo passo, ovvero la necessità e la speranza che l’occidente non disperda la sua cultura, e  aggiungo che la fede non teme confronti, la Chiesa ha nei secoli (anche se con alti e bassi dovuti anche a fattori “ambientali” interni ed esterni) avuto sempre un chiaro confronto con le altre credenze religiose, ed è l’unica a convocare i diversi concili ecumenici per poter apprendere e confrontare la dottrina di Cristo con gli altri nel massimo rispetto, soprattutto dell’islam e dell’ebraismo con cui ha in comune Dio Creatore e l’identificazione in Abramo come padre della fede.

    Ora, credo che la fede cristiana, unica e sola rivelata, agisce coinvolgendo liberamente la mia persona, la mia anima e il mio spirito e questo non in una condizione spiritistica o astratta dalla realtà, ma fermamente ancorata al presente, con la razionalità e lo spirito critico che caratterizza l’intelligenza, ma con la coscienza la carità quale discriminante.

    Il ragionamento deve portare a qualcosa e questo qualcosa è la Verità. Altrimenti ci si perde in un oblio speculativo che ramifica e ci rapisce dalla Verità.

    “Tu lo dici. Io sono re, e per questo sono nato e sono venuto nel mondo: per rendere testimonianza alla verità. Chi appartiene alla verità ascolta la mia voce.” Ma Pilato risponde a Gesù: “E che cos’è la verita?” (Gv 18, 37-38)

    “Se rimanete nella mia parola, siete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi” (Gv 8,31-32)


    “Io sono la via, la verità e la vita” (Gv 14,6)

    Dunque per concludere, una volta acquisita la cognizione del nostro fine e quindi capita la Verità, ognuno di noi è chiamato a vivere nel mondo e leggerlo con i doni e con le capacità che ci ha dato il Signore, come l’intelligenza, la razionalità, lo spirito critico, la tecnologia (elevazione dello spirito sulla materia) e la scienza, senza però ridurci al tecnicismo o mettendoci dal punto di vista nichilista di condizione di Super Uomo che non si riconosce creatura e che soprattutto non si sente amato nè bisognoso di amore: ecco quello sarebbe un grave errore.

    Spero di aver almeno in minima parte raggiunto, in questi brevi passaggi, quanto mi ero prefissato di fare in premessa, quindi porgo a te e a tutti i lettori

    un caro saluto,

    E.S. 

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    Morgana at |

    Teofilo ti ringrazio infinitamente per la pazienza dettagliata nell’analisi delle scritture, faccio tesoro delle tue parole nella consapevolezza che la teoria e la pratica sono dei momenti della comprensione estremamente significativi. Mi fai riflettere ulteriormente, se non avessimo la prontezza di aver letto, probabilmente non saremmo in grado di trovarci proprio in quei luoghi scritti ed affrontarli con la forza e la lucidità di non farci travolgere dal “canto delle Sirene”…ogniuno a modo suo sa riconoscere i demoni e ritengo che la “metafora dell’apocalisse” è un monito agli esseri umani affinchè sappiano vivere ed apprezzare la propria esistenza.

    Quanto alla violenza, è energia sprecata e quindi va contro i principi della fisica, perchè in natura l’energia nè si crea nè si distrugge, ma si trasforma da una forma all’altra. Tuttavia la variabile che si introduce nel passaggio dallo stato di natura allo spazio sociale è che talvolta soggetti ambigui hanno la capacità di attuare meccanismi di provocazione tali da sfociare nella mancanza totale di rispetto. Tale comportamento personalmente l’ho riscontrato sia in soggetti elitari che di comune estrazione, e sinceramente non capisco come persone di profonda cultura possano non avere “educazione”. Tuttavia talvolta l’indifferenza è utile per avere un atteggiamento empatico e soprattutto permette di attuare il “libero arbitrio”, altro principio ormai soppiantato da tanta psicologia sul “condizionamento”…per fortuna sopravvive ed è forse la caratteristica che ci rende più umani.

    Infine, posso confermare che alcuni comportamenti umani sono spesso condizionati da una comprensione della storia recente piuttosto confusa: in particolare la storia d’Italia così come la leggiamo negli ultimi 40 anni e così come ce la raccontano coloro che l’hanno vissuta in particolari episodi, mi hanno dato occasione di attraversare città e luoghi in cui la dimensione urbana sembra non volerne dimenticare, davvero ci sono luoghi in cui i fantasmi del passato resistono? Forse qualcuno non riesce proprio a tagliare il cordono ombellicale della tensione, eppure posso dire di avere sempre trovato il modo di interpretare il presente come un tempo diverso dal passato. 

    PS non mi avevano mai definito un “animale pensante”…di che specie?

    Morgana   

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    Teofilo at |

    Morgana, dato che hai fatto riferimento ad Heidegger ho voluto ri-citarlo con questa definizione da lui coniata :-) Sicuramente appartieni alla specie migliore! 😀

    Per quanto concerne le sacre scritture, esse sono non solo metafore, ma profezie, ovvero sono i tracciati entro i quali si svilupperà la storia nel corso del tempo cosmico, quello che viviamo. Tuttavia la profezia esiste perchè in realtà ciò che essa predice si è già avverato, ovvero ha già trovato compimento presso l’eternità di Dio. La fede in questo aiuta a comprendere ed accettare la profezia, chi non ha fede vivrà normalmente il corso degli anni dando diverse spiegazioni/interpretazioni degli avvenimenti nell’immanente.

    Le Sacre Scritture, specie il Nuovo Testamento, sono gli scritti più documentati e con più riferimenti dell’antichità, basti pensare che in confronto dei famosi Seneca e Virgilio rimangono pochissimi riferimenti storici, i quali tuttavia non influenzano l’enorme eco, per i classici greci poi, i riferimenti storici sono ancora meno, vedi ad esempio Socrate ed Aristotele, ma tutti noi li conosciamo.

    Al fine di evitare la seduzione della violenza potrei suggerire un metodo, fatta salva la sensibilità di ognuno di fronte al mysterium iniquitatis, che consiste in seguito ad un offesa, nel perdonare l’offensore cercando con la preghiera (sfera interiore) ed il dialogo (sfera esteriore), di arrivare ad una condivisione anzichè alimentare una divisione, arrivando ad una soluzione pacifica, contemplando nella situazione difficile il corpo martoriato di Gesù, il quale – innocente – prima di noi ha sofferto le più grandi sofferenze in espiazione dei peccati. Il perrdono è un gesto che necessita dei suoi tempi, le passioni e il dolore travolgono l’animo e offuscano il nostro rapporto con Dio (il quale con amore incessante perdona le nostre offese), in chi offende deve maturare la condizione di accogliere il perdono, gratuitamente. Tuttavia si tratta di un gesto di carità immensa e quindi di amore incondizionato, ed in questo è necessaria la preghiera perchè le persone sono facilmente influenzabili dal diavolo che sempre e costantemente come leone ruggente va in giro cercando chi divorare (San Paolo) quindi con la forza della fede, si ha quell’ausilio per comprendere quando il male agisce nell’altro che ci offende o in noi quando perseguiamo i nostri piaceri o avidità.

    Cosa, in questo discorso può essere affine all’intelligence? Tutto! Perchè, come un visore notturno infrared, ci permette di valutare oggettivamente le situazioni ed i contesti, applicando oltre alla visione “diurna” dei fatti così come accadono nell’immanente (crònos, tempo cosmico finito), anche la visione “notturna” affine al grande combattimento escatologico (eterno infinito) che accompagna inesorabilmente il percorso dell’uomo negli avvenimenti del tempo e della storia. Posto che tutto questo, non contrasta minimamente con lo studio tecnico e l’analisi “realistica” delle situazioni, tuttavia occorre sempre fare il migliore discernimento per ottenere il migliore risultato. Per il benessere dell’umanità ovviamente :-)

    Un caro saluto,

    E.S. 

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    Morgana at |

    Teofilo sei sempre molto preciso….l’idea del perdono è condizione necessaria, personalmente ho affrontato situazioni tali da saper fare una scelta senza dover ricorrere al rancore…l’immoralità a mio dire non è un danno per chi la subisce, è una scelta, ragion per cui se non mi appartiene mi è indifferente. L’opinione pubblica ha invece un’idea vittimologica che necessita una compensazione emotiva, incapace di osservare e dare il giusto peso. Scusami ma non sono in grado di avere un pensiero universalmente condivisibile, ogniuno raggiunge la consapevolezza che vuole e se vuole, personalmente ha affrontato da sola molte molte difficoltà senza avere aiuti, non ho provato invidia e approfitto per rivolgere a Silendo un quesito: qualche tempo Babbano diceva che è possibile individuare link sul web in merito alla modalità di reclutamento dei Servizi…ho trovato un sintetico documento che afferisce ai Servizi statunitensi, italiani e sovieti e devo dire che per digerirlo ci ho messo un pò! Soprattutto in merito alla necessità di reclutare soggetti anche con il dono dell’immoralità…e ok….ma bisogna per forza essere psicopatici? Sono un pò perplessa..ma come! Proprio adesso che provo a fare pratica di equilibrio per rispettare il prossimo ed essere in armonia col mondo!!! Non riesco ancora a dire che mi abbia convinto, soprattutto in merito alla necessità di non avere un guadagno. Ora ci credo ai comandamenti e soprattutto al “non rubare”, ma secondo me con “la misericordia” non sopravviviamo. Mi piacerebbe invece individuare qualcosa di più scientifico: insomma per reperire informazioni non bisogna necessariamente andare nei bassifondi e guardare la crisi, personalmente cercherei diversamente, in fondo l’intelligence è un business, forse i canali della mediazione e della diplomazia, oltre che dell’incontro culturale sono più validi….anche se vanno vagliati perchè ci sono ambienti culturali orientati alla crisi e al deprezzamento dell’intelligenza…spero sempre di saperli riconoscere!!

    Morgana

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      Anonimo at |

      x Morgana : 

      Potresti Gentilmente “girarmi” il link del documento/i di cui parli ?

      B.A. curioso

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  7. avatar
    Morgana at |

    Ciao Babbano, premetto che quanto ho avuto modo di leggere sul sito di crimelist.it cui è corredato questo sotto link ha sicuramente validità:
      h.ttp://osservatorio.poloict.fvg.it/notizie/cosa-si-dice-sul-web/5153533/mostra_articolo

    Morgana 

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    Morgana at |

    rispetto al riferimento alla storia delle spie da Mata Hari in poi, ritengo che i tempi sono cambiati e direi maturi per preferire la Testa di Domitilla alla Nike di Samotracia…la Nike di Samotracia è una statua senza la testa, rinvenuta nella Grecia…di Troia.

    PS. non sono mai stata in Grecia

    Morgana  

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