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    AllegraBrigata at |
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    elperroloco at |

    Quello che segue è un mio contributo, del tutto personale.
    Secondo i rapporti della IAEA finora noti, l’Iran avrebbe raggiunto un grado di arricchimento dell’uranio maggiore del 20%, che, al momento, potrebbe consentire di giungere all’assemblaggio di un ordigno rudimentale (improvvisato, IND) a basso potenziale, con l’impiego di grosse quantità di materiale (da 0,7 a 20 %, uranio a basso arricchimento LEU; oltre il 20% uranio ad alto arricchimento HEU, considerabile weapon usable; oltre il 75% uranio di livello weapon grade, impiegabile per ordigni nucleari). Il  reale timore risiede nella ipotetica capacità tecnica di poter, un giorno, forse arrivare ad ottenere un livello di arricchimento tale da a raggiungere il weapon grade, che consentirebbe l’assemblaggio di testate nucleari.
    In ogni caso, alcune voci sostengono che, se anche un giorno l’Iran arrivi ad ottenere la “Bomba A”, l’effetto primario sarebbe quello di creare una sorta di maggiore equilibrio strategico, in quella parte del medio oriente dove Israele ha un potenziale bellico  decisamente sproporzionato rispetto alle nazioni che lo circondano (India e Pakistan ne sono un esempio). In effetti, tra ambiguità “nucleari” e “diplomatiche”, il possesso di testate atomiche ha avuto finora lo scopo “pacifico” della dissuasione. Mantenendo vivo quell’ “equilibrio del  terrore” che ha assicurato la pace tra U.S.A. ed U.R.S.S. durante gli anni della guerra fredda, i contendenti si oppongono in un « (…) puro balletto diplomatico, tra chi possiede o meno le chiavi di un arsenale atomico, dove, il mero astenersi da usarlo, si sa, conferisce autorevolezza ai leader di un paese, che per ciò stesso acquisiscono il diritto di potersi sedere a fianco a fianco con presidenti e primi ministri armati quanto loro, in uno sfoggio collettivo di saggezza ed amore per la pace (…) » (virgolettato tratto da: William Langewiesche “Il Bazar Atomico” – ADELPHI Edizioni S.P.A., Milano, 2007 – pag. 89) 
     

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    1. avatar
      AllegraBrigata at |

      Buonasera. Ho letto con grande interesse il tuo contributo.
      Ti pongo una domanda in riferimento alla seconda parte del tuo commento, se mi è permesso.
      Tu scrivi: “In ogni caso, alcune voci sostengono che, se anche un giorno l’Iran arrivi ad ottenere la “Bomba A”, l’effetto primario sarebbe quello di creare una sorta di maggiore equilibrio strategico, in quella parte del medio oriente dove Israele ha un potenziale bellico decisamente sproporzionato rispetto alle nazioni che lo circondano “. La mia domanda è: tu cosa ritieni? Sei d’accordo con queste voci?

      Grazie,
      Vittorio

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    elperroloco at |

    Salve.
    Premetto. La mia opinione deriva dalla lettura di numerosi articoli sull’argomento, che mi incuriosisce ed affascina. Le “voci”, altro non sono che commenti letti qua e la.
    Rispondendo. Sotto il profilo bellico, non vi è dubbio che lo Stato di Israele abbia un gran numero di risorse in più rispetto ai suoi eventuali contendenti nell’area (e, direi, per fortuna, stante le numerose minacce a cui è da sempre sottoposto). Oggettivamente, per necessità storica, si sa che Israele é uno dei paesi meglio armati al mondo, sia in modo convenzionale che non (ufficialmente, non lo ha mai dichiarato, ma gli esperti del settore ritengono che nel suo arsenale abbia tra le 100 e le 200 testate nucleari). Per quello che so, nessuno dei contendenti può minimamente competere.
    Se (e solo se) un giorno l’Iran arriverà a confezionare la Bomba, non è detto che la sganci. Anzi, sarebbe più probabile che se ne serva per avere più peso politico verso la comunità internazionale, contro Israele e, soprattutto, nei confronti di quei paesi arabi “nemici” che la circondano (sauditi in primis). Strano è che, in dieci anni, ancora non siano riusciti ad ottenere nulla di concreto: paesi con meno risorse hanno voluto e hanno ottenuto risultati più tangibili (Pakistan e Nord Corea, per fare un esempio).
    Forse i servizi israeliani sono riusciti a bloccarne i programmi: “(…) Corre voce che il programma nucleare iraniano di Teheran in realtà sia stato messo K.O. dal Mossad, “colpevole di aver diffuso il virus informatico Stuxnet e di avere assassinato diversi scienziati (e militari, ndr) coinvolti nel programma nucleare” (Panorama on-line del 9.11.2011: http://blog.panorama.it/mondo/2011/11/09/il-rapporto-dellaiea-sul-nucleare-iraniano-lanalisi/).
    Forse, gli intenti iraniani semplicemente sono più propagandistici che reali. Rimane ferma l’idea (e la speranza) che nessuno sia così pazzo da spingere il pulsante per primo. Quantomeno, nella considerazione del fatto che, quasi certamente, sarebbe vittima della medesima reazione da parte del nemico.
    In ogni caso, sarebbe meglio non rischiare. Qualunque sia la verità, la mia opinione è che l’attuale regime teocratico di Teheran non offre sufficienti garanzie sotto alcun punto di vista e, quindi, è ovvio sperare che mai e poi mai ll’Iran arrivi a concludere i suoi piani, qualunque essi siano.

    Spero di aver risposto. Ora, mi piacerebbe conoscere la tua opinione sul tema.

    Grazie

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    1. avatar
      AllegraBrigata at |

      Buonasera e grazie per la tua risposta.
      Chiarisco che non sono un esperto dell’argomento ed anche per questo mi fa piacere confrontarmi con chi segue questa vicenda.
      Sinteticamente sono dell’avviso che un Iran nucleare avrebbe potenzialmente due effetti. Da un lato un bilanciamento strategico riguardo ad Israele e dall’altro potrebbe incentivare una corsa agli armamenti nucleari in Medio Oriente.
      Non sono tra coloro che collega, automaticamente, la bomba atomica iraniana al Male assoluto, questo no.
      Il nostro Silendo, da vero esperto, ne sa più di me 😉

      Grazie,
      Vittorio

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