44 Responses

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    barry lyndon at |

    Privet Silendo!
    ringrazio, sentitamente, spessatamente e quantunquemente….ora tocca solo iscriversi ad un corso intensivo di russo! 😛

    il cirillico, nonché le indigene dei freddi luoghi ove si parla quell’idioma, mi hanno sempre affascinato!  😀

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      AllegraBrigata at |

      indigene dei freddi luoghi ove si parla quell’idioma, mi hanno sempre affascinato

      Come mai? :) :)

      A.

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        barry lyndon at |

        :)

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        Stv Giovanni Nacci at |

        si accettano ipotesi… 😛

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    Stv Giovanni Nacci at |

    Ma davvero volete farmi credere che non conoscete nemmeno un po’ il russo?
    Ma dai… 😛

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      barry lyndon at |

      io, Giò, per ora vanto solo una profonda conoscenza dei dialetti e degli slang dell’Italia meridionale! 😛

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        Stv Giovanni Nacci at |

        il che – beninteso – non è affatto poco 😉

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        AllegraBrigata at |

        U megghiu 😉

        En

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    Anonimo at |

    eh eh, io il russo lo parlo per davvero… non mi è mai servito a molto, perchè finisce sempre che
    1. quasi tutti i tuoi colleghi non parlano russo
    2. tutti i russi parlano inglese
    3. si finisce per parlare inglese

    tempo fa mi trovavo nella dell’ ITU a Ginevra e parlavo con un delegato russo.. stavamo negoziando, il tema erano le cognitive radio e il software defined radio… i russi avevano una linea molto chiara in merito…. americani, francesi e inglesi anche… persino i portoghesi…  per l’Italia… c’era Telecom che aveva le idee chiare… ma lato istituzionale… lasciamo perdere…

     

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    Nemo profeta in patria at |

    domanda: volete sapere come sta messa l’Italia?

    eccovi serviti:
    quando si tiene una conferenza a Ginevra, all’ITU, per negoziare trattati su di tematiche oggetto di questo post (cioè atti finali treaty level)
    1. l’Italia invia personale che non sa parlare inglese e quando apre bocca fa sghignazzare una plenaria e il chairman chiede di ripetere perchè non ha capito cosa si volesse dire con quell’inglese maccheronico
    2. il suddetto personale non ha studiato le pratiche perchè “fra due anni vado in pensione” 
    3. se le avesse studiate non avrebbe fatto la differenza, perchè non ha la competenza tecnica per capire di che si tratta 
    4. ti arriva il ministeriale e ti chiede “ma come si chiama questo meeting?” e poi sparisce a fare shopping al negozio diplomatico
     

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    Nemo profeta in patria at |

    ah, la chicca è quella volta che la delegazione italiana, non capendo bene l’inglese, non ha colto che il chairman aveva deciso di trattare le tematiche Italy-related in una sottosessione a parte , ora X , sala Y 

    inizia il meeeting, ci sono i paesi confinanti e mancano gli Italiani… passano i minuti e niente, ma dove sono finiti gli Italiani… il chairman li va a cercare, e li becca…. al bar.. li cazzia e li porta al meeting, punti come scolaretti… (insulto finale: il chairman era francese e per tutto il corridoio ha ripetuto mais non mais no, on ne peut pas…)

     

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    barry lyndon at |

    😀

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    Anonimo at |

    Caro Nemo profeta in patria,
    i tuoi post (se corrispondenti al vero per davvero) mi hanno un po’depresso.
    SIGH..SNIFF..SOB..
    :-((
     

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    Nemo Profeta in Patria at |

    anche il precedente Anonimo, si sarà capito, era mio.
    Purtroppo è tutto vero… non sto facendo disinformazione….

    esercizio: meeting del working group 4A dell’ITU-R. Per intenderci li si negoziano i trattati internazionali che regolamentano satelliti (fissi, i mobili sono nel 4C) e orbite. Basta andare a vedere quali nazioni hanno presentato input paper (cioè stanno lavorando a qualcosa e stanno cercando mi modificare i trattati a loro favore) e quanti delegati hanno inviato (quanto stanno investendo nel settore).

    Sempre presenti: USA, Russia, Cina, ESA, Francia, Germania, Emirati (Thuraya), UK (Inmarsat), Giappone e poi altri che vengono quando gli interessa (es. Nigeria-Niger-Sat)…

    basterebbe guardare quante volte c’è un delegato italiano(quasi mai) e quante volte c’è un input paper lato nostro (mai).

    Saluti
    Nemo

     

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    Nemo Profeta in Patria at |

    addirittura certi “mestieri” si stanno estinguendo in Italia. Secondo voi quante persone in possesso della cittadinanza italiana, conoscono davvero le procedure internazionali per avere accesso a uno slot orbitale? si contano sulle dita di una mano, mentre i Francesi hanno un vivaio di giovani ingegneri, bravi e motivati (età media inferiore ai 30, regolarmente inviati a seguire tutti i meeting per farsi le ossa e i contatti giusti, ripartiti tra EADS, ANFR e CNES) gli italiani sono tutti sopra i 50, metà lavorano all’estero, e gli altri due o tre non hanno eredi, nel senso che non mi risulta che stiano allevando … ancora qualche anno e avremo perso un know-how che serve un decennio ad acquisire… a quel punto ciao ciao velleità nel settore spaziale… sarà molto semplice: compreremo dai francesi e basta… ma voi credete che fregi qualcosa a qualcuno? no… perchè? perchè chi deve decidere su queste questioni, non sa di che si sta parlando… 

    Salutoni
    Nemo

     

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    barry lyndon at |

    Nemo, per capire perché mancano specifiche expertise nel settore (fondamentali per la tutela degli interessi nazionali) è sufficiente censire quante cattedre universitarie di Diritto Aerospaziale ci sono in Italia: le dita di una mano bastano e…avanzano! 😉

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    AllegraBrigata at |

    Sile, bisognerebbe brevettarti!!! 😉

    En. 

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      AllegraBrigata at |

      Puoi dirlo forte fratello.

      A.

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    Nemo Profeta in Patria at |

    Due anni fa sul sito della nostra intelligence era aperta la raccolta dei CV.
    Mi ricordo che immediatamente mi è balzata all’occhio una concezione dei ruoli e delle attività che tradisce una mentalità vecchia…

    mi spiego: la dicotomia era
    1. analisti : laurea in materie economiche…
    2. network specialist: laurea ing. info/ TLC e varie 

    il profilo network specialist era poi molto IP oriented (poca enfasi sulle grandi architetture, sui sistemi, zero sulla guerra elettronica, telerilevamento, infrastrutture…)  e  molto “operativo, mani sul server” (certificazioni CISCO ecc…) 

    quello che ho pensato
    1. sbagliato il taglio dato alla figura degli analisti: l’analisi di intelligence è per definizione multidisciplinare, possibile che manchi solo gente esperta in economia? io avrei lasciato aperte più porte: nano-tecnologie, biochimica, fisica, psichiatria, matematica, e anche laureati in ingegneria TLC/Info: anche in questi casi si rende necessario analizzare scenari, per esempio capire come mai ci siamo persi per strada tutta la filiera TLC e come stanno facendo i cinesi a buttare fuori mercato quel poco che resta e se non si è del settore, se non si capisce la tecnologia , le analisi lasciano il tempo che trovano..

    2. sbagliato il titolo di studio richiesto  persino per gli analisti in ambito economico finanziario. Se voglio cercare gente che ne capisce di finanza e soprattutto è in grado di interpretare gli scenari e le manovre che avvengono nel mondo finanziario, l’unico punto chiave, il resto è fuffa, è DEVO PER FORZA prendere chi viene da JP Morgan, City, Lehman ecc… ed è passato dalla City o da Canary Wharf… ma il problema è il canale di reclutamento di queste banche per i propri esperti di finanza, privilegia laureati e meglio ancora PhD in materie tipo matematica e ingegneria (cercano una solida base quantitativa e una logica strutturata, come funzionano gli strumenti finanziari glielo insegnano loro abbastanza in fretta)… per cui se voglio un esperto di finanza internazionale, molto spesso lo troverò con all’orgine una laurea in ingegneria o matematica, anzichè in economia… e questo vale anche per ruoli “operativi” come la gestione delle asset classes  e non solo per i profili da “quant”

    se queste sono le premesse culturali sui cui è fondato il ricambio generazionale della nostra intelligence, dubito che avremo la capacità di affrontare problemi di strategici dovuti all’evoluzione tecnologica… 

    Saluti
    Nemo P.

     

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    Nemo Profeta in Patria at |

    Caro Silendo

    buon giorno anche a  te!

    Sono totalmente d’accordo. Sicuramente il caso specifico che ho esposto si inserisce nel quadro complessivo che hai indicato.

    Ho avuto a che fare per anni con la classe dirigente italiana e di altri paesi (ora temo di farne parte) e ho sempre dovuto rimarcare che gli italiani hanno gente valida, mediamente più valida dei competitor stranieri,  dai livelli bassi fino al livello di quadro, mentre dal livello di dirigente in su, ho sempre notato che i nostri erano molto più scarsi (sia in termini di bagaglio culturale, sia in termini di capacità decisione e visione di lungo periodo).
     
    Per tornare al tema specifico di questo blog, che è l’intelligence, non conosco i nostri apparati (sono così segreti che si ha l’impressione che siano più che altro rintanati nel loro mondo, senza molte delle sinapsi col mondo esterno che sarebbero invece necessarie), ma da quello poco che leggo (il livello degli articoli sulla rivista Gnosis è molto basso, il tenore delle relazioni pubblicate è scolastico) non mi sembra che la capacità di analisi strategica sia molto evoluta.

    Saluti 

    Nemo

     

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    Linus at |

    Voglio proprio vedere se nelle altre agenzie di intelligence, anche le più blasonate al mondo, il Governo riesce a strappare tutti questi geni alle più prestigiose merchant bank!

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    barry lyndon at |

    l’ENISA ha appena pubblicato un Report che prova a fotografare il panorama europeo con specifico riferimento all’adozione, da parte dei singoli Stati membri UE, di strategie di cyber security:
    http://www.enisa.europa.eu/activities/Resilience-and-CIIP/national-cyber-security-strategies-ncsss/cyber-security-strategies-paper
    provate ad indovinare tra gli Stati assenti (e cioè privo di una propria strategia) chi figura?

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      AllegraBrigata at |

      Tu ed il Capo avete una connessione neurale… siete coordinati in tempo reale… 😉 :) :)

      En.

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    barry lyndon at |

    😀

    Enrico, tu sai bene quale sia l’origine di tale connessione neurale… 😀 😀 😀

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      AllegraBrigata at |

      Lo so bene sì… 😀 😀 😀

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        AllegraBrigata at |

        Niente volgarità per cortesia 😉 😉 😉 😉

        A.

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          AllegraBrigata at |

          Ah ah ah :) :)

          E.

          Reply

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