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    rottamato at |

    buonasera a tutti. mi domando anche io a che cosa possa servire “il consigliere per la sicurezza”: abbiamo già il direttore del dis e l’eventuale autorità delegata. si sente forse la necessità di creare un’altra figura di super dirigente, con relativa struttura dipendente, per giustificare super emolumenti premiali da spartire fra i vari clientes? dubito fortemente che possa mai verificarsi un’eventualità del genere, almeno mai in Italia……. a proposito di spending review –  sempre questo eccesso di anglofonia – sembrerebbe che il novero di dirigenti  di elevato livello sia spropositatamente aumentato, avranno sufficienti dipendenti su cui contare? per fortuna abbiamo ottimizzato i risparmi con la rottamazione imposta dal dpcm 2/2010…..

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    mister X at |

    insomma bisogna rifare   la L. n 124 !!

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    libero pensatore at |

    Bisognerebbe creare un vero coordinamento. Aise ed Aisi sono due tasche dello stesso pantalone. Non sarebbe più opportuno ottimizzare le spese. Invece di sdoppiare non sarebbe meglio unificare? Una unica spesa per un unica Agenzia?
    Magari strutturata in maniera tale che ogni comparto ha il suo obiettivo però ramificata sotto un unico gruppo di analisi. Così come è adesso i due cugini non si parlano!! Ne tantomeno il Dis fa il suo dovere di coordinamento!!!
    In Nigeria è successo un pandemonio e ancora dopo 24 ore dall’accaduto nessuna Agenzia sa niente? Ma scherziamo? E’ morto un italiano con le cui tasse pagava gli stipendi ai Signorini dell’Aise che erano tranquillamente in albergo a 5 stelle nella capitale nigeriana a non fare un c…..!!!!
    Ed altresì ognuno continua ad interloquire con il Ministero di riferimento stile Sisde-Sismi.
    E poi ci sono troppi rami vecchi all’interno. Bisigna potare!!!!! 

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    pinocchio at |

    assolutamente d’accordo con l’ulimo commento! vogliamo o no creare un’organizzazione seria o continuiamo a metterci addosso un abito di armani (L.124) e sotto abbiamo la rogna (stessi fanc……isti di sempre)?!

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    Anonimo at |

    Da LA STAMPA :
    ” UN CORO BIPARTIZAN : Il PREMIER LASCI LA DELEGA AI SERVIZI.
      SERVE un SOTTOSEGRETARIO AD HOC. ” 
    http://rassegna.governo.it/rs_pdf/pdf/1C4G/1C4GGQ.pdf

    B.A. forse dovevano scrivere un SILENDO AD HO ….:)

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      barry lyndon at |

      Babbano, stai seriamente sottovalutando Egli 😀

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      AllegraBrigata at |

      100, 1000 silendo!!!!! :DD

      F.

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    barry lyndon at |

    non che sia necessario, ma sottoscrivo in toto il “richiamo” del Padrone di casa.

    il rispetto prima di tutto.

    sia tra noi (frequentatori del blog) sia nei confronti di chi (x motivi diversi) non può replicare/intervenire nelle nostre discussioni/confronti/dibattiti.

    il nostro è (e vuole continuare ad essere) un “piccolo club di gentiluomini”.

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      Stv Giovanni Nacci at |

      Condivido e appoggio quanto detto dal Vate e da Barry (molto bella la tua definizione 😉 )

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      AllegraBrigata at |

      piccolo club di gentiluomini

      Ciao Barry :)
      proprio così, è proprio quello che vogliamo essere qui dentro 😉

      F.

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        AllegraBrigata at |

        😉 😀

        En.

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          barry lyndon at |

          😉

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    Anonimo at |

    Spie e “barbe finte” riempiono il Transatlantico – SPIFFERI

     

    Tags: Giulio TerziIndiainghilterraLamolinaraMario MontiSpifferi dal Transatlantico
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    Il Ministro degli Esteri Terzi riferisce alla Camera sul caso India – marò (Credits: Mauro Scrobogna/LaPresse)

    “Queste informazioni si autodistruggeranno tra cinque secondi… Altrimenti sarò costretto ad ucciderti!”. Manca solo qualche deputato che si arrampica alle pareti, una sfilata di giacche in pelle nera, e la deflagrazione di occhiali high-tech allaEthan Hunt. Per il resto, il Transatlantico di oggi non ha nulla da togliere al set di Brian De Palma in Mission Impossible.
    Un nutrito gruppo di parlamentari trasformati in professionisti di intelligence che ci tengono a dire la loro sulle ultime crisi internazionali che hanno coinvolto l’Italia. Si commenta a bassa voce. Sguardo circospetto e scrutatore. Un continuo “dico non dico” che sull’affaire Nigeria porta ad un atteggiamento di dubbi e sospetti sui servizi segreti italiani, ormai ritenuti “sfarinati”.
     
    LE BARBE FINTE – “C’è una missione davvero dura per il governo Monti. Pochissime ore di tempo per recuperare la fiducia dei partner stranieri nell’intelligence italiana”, tuona un deputato del Pdl. “Sembrerebbe che durante l’audizione di Santini, ieri al Copasir, si sia tracciato un bruttissimo capitolo sicurezza per gli italiani all’estero”.
    Una riunione – a quanto si apprende – in cui è stata messa sul tavolo anche la possibilità di nominare un Sottosegretario ad hoc alla Presidenza del Consiglio con delega ai servizi segreti. Chigi smentisce e conferma che la delega resterà a Monti. “Bravissimo. Un tecnico capace e puntuale. Ma occuparsi di servizi vuol dire avere un’esperienza casistica ed una fitta rete di relazioni con le barbe finte. E Monti non mi sembra addestrato per queste operazioni speciali. Non ricordo corsi alla Full Metal Jacket in Bocconi…” – replica un deputato del Pd. Le frecciatine si scagliano sempre più dritte: “magari sono le stesse barbe finte che non si fidano di lui…”.
    IL TOTOSERVIZI – “Quando si cerca un eroe, bisogna partire da quello di cui ogni eroe ha bisogno: un cattivo”. Un malpancista del Pdl prende in prestito una delle più note citazioni del film di De Palma per fare strane congetture:
    “Monti sta andando bene! E noi ci stiamo rivelando degli incapaci perché non riusciamo a contenere e fermare la sua irrefrenabile sete di leadership. Magari ci ha pensato qualcun altro a creargli imbarazzo…”.  Parte il totoservizi: “circolano già i primi nomi di esperti in intelligence ed antiterrorismo che potrebbero prendere il vecchio posto di Gianni (Letta). Stefano Dambruoso è una delle opzioni più accreditate, ad esempio. Ma mi dicono che il Pd avrebbe frenato perchè considerato un nome di area Pdl”. In buvette alcuni colleghi del Pd rilanciano su qualche altro outsider: “ho sentito circolare di nuovo il nome di Giuliano Amato”, sostiene uno di loro. “Se è per questo ci sono anche i nomi di Mario Caligiuri, Carlo Jean, e Nicola Pedde”. Una roulette di deleghe e nomi che rapisce l’attenzione di non pochi parlamentari e consiglieri di Montecitorio, pronti a prostrarsi al nuovo eletto. Si scommette sulla casella in cui si fermerà la pallina.
    TRATTAMENTO ANTIRUGGINE – I ciak della saga “Mission Impossible in Transatlantico” non sembrano deludere i cultori delle spy-story. Circolano parole come “inganno, infiltrazione, depistaggio, intercettazioni…”. In molti concordano sul fatto che “i nostri servizi sono stati completamente tenuti fuorigioco in questa vicenda”.
    L’opinione comune è che “la macchina di Forte Braschi sia un po’ arrugginita e che urge sostituire al più presto qualche componente”. I vertici dell’intelligence, in effetti, sono in scadenza nei prossimi mesi. E questo spigherebbe “gli appetiti che in queste ore si stanno concentrando sulle loro poltrone”. C’è chi parla di “manovre e strategie che poco hanno in comune con gli interessi del Paese e molto con ambizioni personali…”. E chi non esclude che la morte di Lamolinara faccia il gioco di alcuni contendenti al trono di De Gennaro, di Piccirillo e dello stesso Santini.
    “Bisogna attendere l’esito dell’indagine britannica e la conclusione della vicenda dei due marò. In caso di missione fallita, sappiamo che la lista degli eredi è già pronta…”, commenta al telefono un deputato del Pd.
    LA TATTICA LEGHISTA – Chi ci sguazza di brutto in tutto questo polverone è la Lega che “prepara una nuova partita a scacchi col governo”. E non è un caso se da qualche giorno la voce della Padania ha cominciato a  tuonare contro il Ministro degli esteri Giulio Terzi chiedendone le dimissioni.
    “Un po’ tattica ed un po’ strategia”, ammettono le camice verdi. Perché “essendo l’immagine di Monti tutta proiettata verso l’esterno, le dimissioni di Terzi creerebbero un imbarazzo non da poco per il governo, al punto da renderlo più fragile e vulnerabile all’estero”. “Maroni è quello più impuntato”, si mormora. “Deve aver fatto il diavolo a quattro per ottenere che domani Terzi riferisca in mattinata anche a Montecitorio”. Il Carroccio prepara la forca bis e si ritira per decidere chi di loro interverrà in Aula.
    STRANI SILENZI – Dal Pd qualcuno fa notare lo “strano silenzio del Ministro Di Paola”. “In questi giorni ha mantenuto un profilo molto basso, anche se si dice che le lame che la Difesa sta agitando verso la Farnesina siano più affilate del solito”. Domani sarà la volta di Di Paola al Copasir, insieme al direttore del Dis Gianni De Gennaro.
    Fonti bene informate di Montecitorio sostengono che già nel pomeriggio “D’Alema potrebbe chiedere un appuntamento a Monti per aggiornarlo su quanto emerso dalle audizioni e per decidere il da farsi su Palazzo Chigi o al vertice dei servizi”. “Non è ancora la fine del mondo – commenta un deputato pidiellino – ma certo mi sa che da queste vicende il governo ne esce fracassato fino all’ultimo metacarpo”.

    redazione
    Martedì 13 Marzo 2012

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      AllegraBrigata at |

      certo che in transatlantico ne volano di stupidate :)))))

      f.

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    Armigero at |

    …. stavo andando a pranzo per gustare un’abbondante piatto di mezze maniche alla carbonara ben innaffiato da un robusto Chianti quando mi hanno recapitato l’anteprima di stampa di “Panorama” che sarà in edicola domani…… dato che l’inchiostro fresco sporcava ancora le mani (e che non so resistere alla carbonara unita al Chianti 😉 ) ho rinviato la prima delle solite tre riletture (noi armigeri si sà siamo genericamente un pò lenti di comprendonio..) a dopo pranzo onde favorire il riposo post prandiale…….
    Mal me ne incolse……
    A pag. 25, a firma Stefano Vespa, salta all’occhio (ferendone la cornea…. ) l’articolo “INDISCRETO L’archivio degli 007 è lungo 27 chilometri” con sottotitolo “Esclusivo: milioni di fascicoli saranno spostati. Intanto, ecco il piano Monti per cambiare i Servizi”…….
     Preso da violenti spasmi al piloro mi sono gettato a capofitto nella lettura…..che li ha se possibile accentuati….
    ma non volendo togliervi il gusto di precipitarvi in edicola domattina all’alba e volendo contribuire alla diffusione dell’editoria italiana non vi anticiperò nulla della amena lettura……
    un caro saluto a tutti e specie al graditissimo Padrone di Casa……
    Armigero

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      AllegraBrigata at |

      Preso da violenti spasmi al piloro

      Buonasera Armigero. E’ colpa della pancetta
      😉

      R.

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    Anonimo at |

     

    Lungo 27 km l’archivio dei servizi. Ecco come Monti vuole cambiare gli 007 – ESCLUSIVO PANORAMA

    L’archivio dei servizi segreti è lungo 27 chilometri. A tanto ammontano i milioni di fascicoli della nostra intelligence che gradatamente saranno spostati all’Archivio centrale dello Stato, anche se andranno modificati i regolamenti per rendere la procedura più veloce. Lo scrive Panorama in edicola domani, aggiungendo che finora ne sono stati spostati poco più di 8 mila. I dati sono stati forniti dal direttore del Dis, Gianni De Gennaro, il 29 febbraio al Copasir, il comitato parlamentare che controlla i servizi.

    Il settimanale, grazie a documenti riservati, racconta inoltre il dibattito sviluppatosi finora tra il presidente del Consiglio, Mario Monti, che ha tenuto per sé la delega ai servizi, e il Copasir. Il Comitato vuole contare di più e propone un minor numero di agenti segreti ma più efficienza; l’inclusione nell’area intelligence dei reparti informazione delle forze armate, di Carabinieri e Finanza; il proprio controllo sulle risorse finanziarie anche in relazione ai risultati.
    Monti, scrive ancora Panorama, nell’audizione del 22 febbraio, avrebbe insistito proprio sulla necessità di riscrivere le competenze sia del Dis che delle agenzie. All’Aisi potrebbero andare terrorismo, eversione, controspionaggio e questioni economico-finanziarie; all’Aise la raccolta delle informazioni all’estero. Inoltre, andrebbe eliminata la competenza sulla criminalità organizzata italiana per evitare equivoci visto che i servizi non dipendono dalla magistratura come la polizia giudiziaria.

    B.A.

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    Giano08 at |

    agenzia delle 17.00

    Roma, 14 mar. (Adnkronos) – Verificare l’ipotesi di una riforma del Ris, il Reparto informazioni sicurezza, a disposizione dello Stato Maggiore della Difesa. A sottolinearne l’opportunita’, apprende l’Adnkronos da fonti qualificate, sarebbe stato il ministro della Difesa, Giampaolo Di Paola, nella sua audizione di questa mattina al Copasir.

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    Gianluca at |

    mi sembra che, come al solito in materia di sicurezza, si proceda per tentativi….nessuno ha un’idea chiara di come deve essere organizzato e strutturato  il comparto sicurezza in Italia…non è possibile che dopo neanche 5 anni dalla L. 124 si stia ancora parlando se avere uno o due servizi, le competenze assegnate ad un’ agenzia piutttosto che all’altra, dove deve essere collocato il RIS e così via.

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    Armigero at |

    effettivamente il guanciale (e non la pancetta :-)…. ) potrebbe, se soffritto troppo, “rinfacciarsi” come si dice nei miei luoghi natali……..
    l’articolo completo, rispetto alla sintesi ottimamente rinvenuta da Babbano, mi pare molto interessante quanto meno per i particolari sapientemente evidenziati e per l’evidenziazione della vulnerabilità circa” l’accesso a documenti molto riservati…..” (sic!!!)….
    a Voi altre considerazioni…….
    Armigero

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      AllegraBrigata at |

      Il guanciale? :O
      Scopro solo adesso di aver mangiato sempre con la ricetta sbagliata
      :) :) :)

      Mie considerazioni: battaglia in corso…

      R.

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    Name * at |
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    Linus at |

    I cosiddetti restlying legislativi sono i soliti discorsetti tipici della subcultura del bar sport. Se qualcosa non va, è colpa della legge. Barzellette autoconsolatorie o, peggio, fumo negli occhi.  

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      Giano08 at |

      vero Linus, spesso si ripiega su scuse “ovvie” e assolutorie come quella di dar la colpa alla legge.
      ma in altri casi accade davvero che un impianto normativo non sia buono, o non lo sia in ogni sua parte, e questo porta delle ripercussioni sulla struttura che ne deriva.
      e non mi pare che questa legge sia stata disegnata in maniera così precisa…
       
      Vate, che ne pensi?

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    Armigero at |

    confermo che è meglio il guanciale……….
    armigero

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    Linus at |

    Tutto è perfettibile, ma voglio solo dire non sono le leggi a creare gli imperi….:)
    Nella terra della perfida Albione mi risulta che l’MI6 sia andato avanti senza-una-legge-istitutiva fino al 1994!

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      barry lyndon at |

      Linus, ricordiamoci, peró, che il Regno Unito ha un sistema di common law

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    Giano08 at |

    la legge istitutiva era una cosa tipo “il servizio è istituito per difendere il Regno”.
    bèh… una “non-legge” è di certo ottima per non creare lacci e lacciuoli vari.
    (ma credo pure che da noi sarebbe rischioso non avere limiti, darebbe adito ad una gestione… come possiamo dire? creativa?? :) )

    cmq concordo: non sono le leggi a creare gli imperi. ma servono buone leggi per mantenerli. e soprattutto serve chi le leggi le fa attuare…

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  19. avatar
    Linus at |

    Magari Mario Monti, rèsosi conto della desolazione italica, farà istituire un dottorato strafigo in studi strategici, intelligence e war studies alla Bocconi  :)

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      AllegraBrigata at |

      Alla Bocconi??? :)))))
      Dovrebbero occuparsene altri che neanche ci pensano.

      Linus so che la tua era una battuta :)

      F.

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  20. avatar
    Linus at |

    Allora attendiamo tutti la Silendo School of Government 😛

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  21. avatar
    Anonimo at |

    La resa dei conti con gli inglesi è prevista tra una settimana esatta. Diplomatica, educata ma decisa. Riguarderà il passato recente imbrattato del sangue di Franco Lamolinara e il futuro prossimo dei due marò del San Marco ancora detenuti nel carcere statale del Kerala, alla periferia di Thiruvananthapuram, in India. E anche un’altra vicenda, rimasta finora riservata, che adesso il nostro intelligence si prepara a mettere sul piatto non appena il ministro degli Esteri inglese, William Hague, arriverà in Italia il prossimo 22 marzo. Si tratta di una storia vecchia di qualche mese, ma inedita.
    E riguarda l’operazione da manuale che il nostro Aise portò a termine nelle settimane successive all’inizio della rivolta libica, quando gli oppositori di Gheddafi presero le armi per rovesciare il regime del Colonnello. Accadde nel marzo dello scorso anno, quando sei teste di cuoio dello Special Air Service inglese, considerato uno dei reparti speciali meglio addestrati al mondo, furono arrestate a Bengasi, in Libia, subito dopo essere state paracadutate in una zona controllata dagli oppositori al regime. Con loro c’erano altri due uomini, esponenti del Mi6, il servizio segreto inglese.
     
    La loro missione era quella di contattare i capi della rivolta per assicurare l’appoggio delle forze armate della coalizione; ma i ribelli non gradirono quell’intromissione e gli otto inglesi finirono agli arresti, proprio come i nostri due militari del battaglione San Marco. Ebbene, in quella occasione furono i nostri 007 a mediare con i rivoltosi che avevano già sequestrato la sofisticata attrezzatura degli uomini del Sas e i computer degli 007 inglesi.
    Anche in quella occasione, gli inglesi avrebbero dimostrato un certo «decisionismo» fuori luogo, provocando la reazione degli insorti, almeno a leggere il commento dell’epoca di uno degli oppositori: «Se questa è una delegazione ufficiale, perché sono venuti con gli elicotteri, perché non hanno detto: stiamo arrivando, abbiamo l’autorizzazione ad atterrare? Ci sono delle regole da rispettare per queste cose». Eppure, nonostante la rabbia dei rivoltosi, al termine di una complicata trattativa diplomatica l’Aise ottenne non solo la liberazione di tutti i prigionieri, ma anche le armi delle teste di cuoio e gli apparati informatici.
    È questo il credito che l’Aise si prepara a riscuotere con il ministro Hague, che fa parte di un governo che certamente può fare una enorme pressione per il rilascio dei nostri uomini. Anche se probabilmente il buon esito della vicenda dei marò del San Marco non basterà a blindare Adriano Santini al vertice del servizio. Il capo dell’Aise sarebbe sempre più vicino alla sostituzione, come testimoniano alcune circostanze che a Forte Braschi sono di tutta evidenza.
    Una su tutte è la decisione di inviare il suo uomo di fiducia, quasi un attendente di campo, al corso di specializzazione per diventare capocentro all’estero. Significa che, entro tre mesi, il braccio destro di Santini diventerà responsabile di una stazione Aise oltreconfine; e questo lascia intuire che entro quel termine lo stesso capo dell’intelligence avrà cambiato funzioni.
    Con il ministro inglese, inevitabilmente, si parlerà ancora di quello che è accaduto in Nigeria. Perché le autorità militari italiane non hanno ancora ricevuto neanche il resoconto dettagliato dei fatti dal governo di Abuja; anche se ieri la polizia nigeriana ha reso noto che il presunto cervello del sequestro di Lamolinara e McManus è morto il giorno dopo il blitz, il 9 marzo, per le «gravi ferite da arma da fuoco» riportate nel raid.

    B.A. …. Addetto presso  …

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    Alberto Conte at |

    Ragazzi…. Toglietimi una curiosità , secondo voi un ottimo informatore, collaudato sul campo, fedele, serio, rigoroso, scrupoloso e chi più ne ha più ne metta, ha qualche opportunità di entrare ufficialmente in Ditta?
    Attendo vostre e vi ringrazio in anticipo

    Alberto

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