Il capitale intellettuale dello statista

E’ illusorio pensare che le capacità di un leader si arricchiscano con la pratica di governo. […] Il suo capitale intellettuale, cioè il bagaglio di idee che si è costruito prima di raggiungere le più alte cariche è piuttosto soggetto all’usura determinata dall’esercizio continuo delle sue funzioni

da “White House Years” pag.54, di H.Kissinger
citato in “All’ombra della Guerra Fredda” di Giuliana Iurlando, Nuova Storia Contemporanea n°6/2011

9 Responses

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    Anonimo at |

    motivo per cui uno ‘statista’ o un presunto tale, o chi ambisse a diventarlo,
    dovrebbe circondarsi non già (in primis) di assistenti e futuri delfini, ma innanzitutto di consiglieri ed esperti pronti a dargli non ragione e sostegno, ma ragionevolmente torto.
    i delfini si scelgono meglio quando si hanno ben chiari gli errori propri.

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    SG at |

    Ho qualche dubbio che le “capacità di un leader” e il “suo capitale intellettuale” possano essere considerate allo stesso modo.

    “If you have an apple and I have an apple and we exchange apples then you and I will still each have one apple. But if you have an idea and I have an idea and we exchange these ideas, then each of us will have two ideas.” (G.B.SHAW)

    Ecco, forse, la “capacita di un leader” (intesa come chance di un leader di riuscire ad acquisire, mantenere e gestire il potere politico) è piu simile alla mela: non puo essere condivisa e quindi passando di mano in mano si consuma, si logora.
    Mentre “il capitale intellettuale” non lo è: come le idee di G.B.Shaw, si puo essere condividiviso e quindi, con il tempo, puo solo crescere, se cresce poco o tanto dipende solo dalla ricettività della persona e da quanto sia stimolante l’ambiente in cui vive, ma senza dubbio puo solo crescere. 
    SG

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    Anonimo at |

    Caro SG non sono d’accordo. Il capitale intellettuale può DECRESCERE, può divenire sterile, obsoleto, fatuo, un archivio di parole o di pregiudizi, auto-referenziale.
    assolutamente. 
    le idee non sono piante da vaso, hanno bisogno di terreno e di altre piante intorno. spesso chi detiene potere pretende di potersi mettere ‘in vaso’.

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    barry lyndon at |

    Il capitale intellettuale può DECRESCERE, può divenire sterile, obsoleto, fatuo, un archivio di parole o di pregiudizi, auto-referenziale

    sottoscrivo!

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    SG at |

    Rispondo ad Anonimo e Barry Lyndon. Forse il problema è sempre a distinzione tra “capacità di un leader” e “suo capitale intellettuale”.
     
    Se a cinque anni imparo ad andare in bicicletta questo diventa parte del mio “bagaglio intellettuale” (è solo un esempio!). Nessuno si dimentica come si va in bicicletta come tutto quello che si impara tutti i giorni. In termini assoluti il mio bagaglio intellettuale cresce sempre.
     
    Ma se, nonostante questa crescita costante, a trenta anni non ho ancora la patente, in Italia ho qualche problema, ho difficoltà a trovare un lavoro, anche solo per andarci. Questo potrebbe non essere vero in altre realtà, in realtà moderne come New York o, all’opposto, in realtà molto arretrate, non avere la patente potrebbe non essere un problema.
     
    Quindi il mio bagaglio culturale, se non cresce a sufficienza e relativamente alla realtà in cui mi devo confrontare, potrebbe risultare “sterile, obsoleto, fatuo, un archivio di parole o di pregiudizi, auto-referenziale” ma cio non toglie che in termini assoluti il bagaglio intellettuale di una persona puo solo crescere (se si è in salute).
     
     
     
    Non sono in disaccordo con quanto dice Kissinger, era solo un appunto al concetto che il “capitale intellettuale” possa decrescere.
     
     
     
    PS: nelle parole di G.B:Shaw c’e’ la ragione di esistere di internet e dei blog, anche di questo. C’è il futuro prossimo che sta arrivando, e forse è gia arrivato. Finora si “condividevano” sole le mele e i polli di Trilussa.
    Saluti
    SG
     

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    Anonimo at |

    Caro SG, non conosco i detti o i versi di Trilussa sulle mele e i polli e non ho capito la tua battuta finale….peccato, perché da quel poco che conosco Trilussa, posso solo immaginare che siano parole molto acute..
    torno però sul ‘capitale intellettuale’ a cui si riferiva Kissinger nella citazione postata dal padrone di casa…
    secondo me il primo è diverso dal bagaglio di varie conoscenze che uno raccoglie nella vita, anche senza ben comprenderle o condividerle, ma venendone in qualche modo comunque informato.
    il bagaglio ‘intellettuale’ è quello che guida la tua azione e che ti dà gli strumenti per dirigere la tua attenzione, esrcitare criticamente il tuo giudizio, individuare obiettivi. quindi è più ‘operativo’ di un semplice bagaglio di conoscenze che via via si accumulano giorno dopo giorno, anche SENZA la tua volontà (sei raggiunto da cose, persone, avvenimenti, usi, utilizzi, cambiamenti, etc)
    siccome è alla base della tua INTENZIONE, secondo me Kissinger ha ragione. se vuoi, puoi ‘schermarlo’ da qualunque ingerenza esterna, puoi farne un’isola di resistenza rispetto a fatti nuovi e/o puoi applicarlo senza nessuna revisione o updating a fatti che in realtà non sei (non vuoi) in grado di comprendere.
    si sosteneva che Assad figlio fosse diverso da suo padre e certamente è vero in molte cose, (in parte, è ovvio: nessuno è la copia clonata del proprio padre) ma non è riuscito a farsi molta forza della sua differenza. forse i gangli e i gruppi di potere lo hanno davvero sempre schiacciato, o forse no. ora (parliamo di Assad così non parliamo di politica nostra..),
    in entrambi i casi, deve aver mancato nel corretto aggiornamento o utilizzo del proprio bagaglio intellettuale: se la sua azione di gov. è sempre stata sotto scacco, meglio avrebbe fatto a chiedersi se cercare lo scontro in momenti a lui più favorevoli non avrebbe potuto essere la migliore opzione sul terreno..al limite, poteva andar via dalla Siria accusando colpi di mano delle gerarchie e divenirne l’eroe nazionale, cercando alleanze estere per preparare il suo ritorno (visto che adesso gli esteri, e di diverse provenienze pure,ce li ha in casa comunque ma non a suo favore); se non è sempre stato sotto scacco, allora ha smesso di ossigenare il suo capitale intellettuale con nuovi dati (non ha osservato bene il suo paese) e di cogliere il senso delle sue azioni rispetto alle possibilità.
    credo che Kissinger volesse dire che queste cose (specie l’utlima a mio modesto parere) capitino a causa del fatto che il logoramento nervoso e anche fisico dell’esercizio di funzioni di governo a livelli particolarmente importanti o determinanti, possano avere l’effetto di ‘drogare’ mente e corpo con una sollecitazione continua da cui risulterebbe un ‘blocco’ percettivo e riflessivo.
    prima OSSERVAVI (magari anche molto), rilfettevi, comparavi e poi agivi; adesso sei tu il capo e magari sei anche un capo che si fa pressare (ce ne sono a milioni):ritieni o hai l’impressione di non avere più tempo per osservare, o semplicemente non riesci più ad avere la visuale giusta, hai perso il tuo punto di osservazione. in più, ritieni erroneamente di dover agire a ruota continua. per giunta, magari agisci senza renderti conto di quali siano le tue priorità, perchè forse hai commesso l’errore di fartele spiegare dai tuoi assistenti. vai a vedre come te li sei scelti, poi…..
     
     

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    1. avatar
      SG at |

      ciao anonimo,
       
      le mele sono quelle di G.B.SHAW (a differenza delle idee, se le condivido sempre quella quantita sono) mentre di Trilussa sono solo i polli (non volevo neanche mettere il nome di Trilussa, accanto ai polli, pensavo fosse noto a tutti, prob. sei giovane). Trilussa scrisse questa poesia:
       

       

      La Statistica

       

      Sai ched’è la statistica? È ’na cosa
      che serve pe’ fa’ un conto in generale
      de la gente che nasce, che sta male,
      che more, che va in carcere e che sposa.
      Ma pe’ me la statistica curiosa
      è dove c’entra la percentuale,
      pe’ via che, lì, la media è sempre eguale
      puro co’ la persona bisognosa.
      Me spiego: da li conti che se fanno
      secondo le statistiche d’adesso
      risurta che te tocca un pollo all’anno:
      e, se nun entra ne le spese tue,
      t’entra ne la statistica lo stesso
      perché c’è un antro che ne magna due.

       
      Cioe il senso della mia ultima frase sarebbe: le idee si possono condividere, le mele e i polli (e il potere) no, si spartiscono.
       
      Vedi oggi il tuo bagaglio culturale si è arricchito un pochino, a tua insaputa, di una bellissima poesia che magari un giorno, durante una riunione di lavoro di tornerà utile e lascerai senza parole un nugolo di neolaureati saputelli che pretendono di saperne piu di te solo perche scrivono gli sms col pollice snodato all’uopo e senza guardare lo schermo…
       
      Ciao
       
      SG
       
       

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    Morgana at |

    …non vorrei essere troppo classica ma “un politico pensa alle prossime elezioni, uno statista pensa al futuro delle generazioni”- Alcide De Gasperi

     

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      AllegraBrigata at |

      Parole sacrosante!

      A.

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