158 Responses

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    nick at |

    E si sapeva che andava a finire così. L’esempio di altri paesi già collaudato e funzionante non andava bene, i nostri capoccia dovevano far vedere che avevano iniziativa e capacità di analisi superiore. Così hanno pensato di inventare la formula ibrida: il privato paga gli uomini dello Stato così risparmia. E gli uomini dello Stato che fine fanno in casi come questo? Staremo a vedere quali pezzi a colori riusciranno a mettere i capoccia o a chi andranno ad inchinarsi per riavere i nostri Marò. Mamma mia come stiamo messi, anzi in mano a chi stiamo.

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    Silendo at |
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    ga78 at |

    http://www.ultimaora.net/notizie-mondo/pescatori-uccisi-scontro-diplomatico-italia-india.html

    Certo che da 20 a 60 , c’è una bella differenza!
    Ciao cari utenti e un buon pomeriggio al Padrone di casa!

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      Silendo at |

      Buon pomeriggio a te :)

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        ga78 at |

        Ciao Sil! Tu cosa ne pensi?

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          Silendo at |

          Che le due parti la vedano in modo differente…. e che si devono accordare…

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            ga78 at |

            😀 ottimo! Riassunto in una riga!

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    Anonimo at |

    Nelle situazioni delicate e’ meglio attrezzarsi di calma e gesso e lasciare lavorare i professionisti.
    Tanto detto, l’esperienza non mi lascia tranquillo al pensiero che i nostri maro’ dovrebbero essere riportati a casa da funzionari della Giustizia e degli Esteri.
    Speriamo non gli stessi che non hanno evitato che il Presidente della Repubblica ricevesse l’ex presidente tedesco Wulff due giorni prima delle dimissioni.

    anonimo nazionale

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    Anonimo at |

    Qui un commento del ministro Krishna:
    http://www.thehindu.com/news/national/article2910047.ece

    Qui un breve editoriale che tocca anche il problema dei pescatori e della loro sicurezza:
    http://www.thehindu.com/opinion/editorial/article2900922.ece

    Qui un altro breve commento sulla posizione indiana:
    http://www.thehindu.com/news/national/article2910792.ece

    sono tratti da The hindu (http://www.thehindu.com/ ) che è il quotidiano in lingua inglese più popolare a Kochi (a quanto Wikipedia sostiene).

    S.

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      Silendo at |

      Grazie S. :)

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    Anonimo at |

    Speriamo bene.

    S.

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    Silendo at |

    Ulteriori aggiornamenti:
    – il parere del docente di diritto internazionale Natalino Ronzitti

    – i “punti oscuri della vicenda” di Fiorenza Sarzanini

    – le “acque pericolose” di Guido Olimpio

    – il “fattore Sonia Gandhi” di Francesca Marino.

    Da leggere con molta attenzione soprattutto quest’ultimo…

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    Giulio at |

    Mi permetto di suggerire al Governo italiano una strategia di intervento per risolvere la situazione: visto che il fermo dei militari è ILLEGALE dal punto di vista del diritto internazionale, il fermo verrà considerato come un atto di guerra dell’ India all’ Italia. Il Governo indiano ha 48 ore di tempo per liberare i due soldati, la petroliera e l’equipaggio della stessa. Se ciò non avverrà, l’Italia chiederà alla Nato di intervenire militarmente contro l’India per liberare i militari, la nave e l’equipaggio. Se la Nato si rifiutasse di intervenire, l’Italia si ritirerebbe immediatamente dall’Afganistan ed uscirebbe dalla Nato e andrebbe a liberare con le proprie forze i militari prigionieri.
    Ovviamente è solo una provocazione, ma è utile per riflettere sulla assoluta inadeguatezza della reazione italiana ad un episodio che non è grave in sé e per sé, ma per le conseguenze che ne derivano nel futuro: ogni Stato sa che i cittadini italiani in giro per il mondo possono essere arrestati in modo arbitrario ed ingiustificato e che lo Stato italiano non è in grado di reagire adeguatamente neanche dal punto di vista verbale! Cosa ne pensate? Per quanto mi riguarda partirei anche adesso in missione per l’India per liberarli! Cosa ne pensate?

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      Silendo at |

      Per quanto mi riguarda partirei anche adesso in missione per l’India per liberarli!

      POCO MA SICURO!

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    Teofilo at |

    C’è una campagna politica interna all’India che vuole togliere il potere a Sonia Ghandi, usano lo stratagemma degli italiani per provare una sorta di legame tra le origini italiane della Ghandi e la vicenda.

    Si è parlato di una bugia delle autorità indiane per far entrare in porto la petroliera ed oggi una manifestazione-sommossa davanti al magistrato era partecipata solo da attivisti politici.

    I pescatori uccisi fanno parte di una comunità cristiana che non ha sollevato polveroni e vorrebbe fare un funerale tranquillo ai due uomini, ma a quanto pare a terra al ritorno del peschereccio c’era un comitato di accoglienza di scalmanati che hanno subito invocato all’arresto.

    Sembra che le barche (quella descritta dai militari italiani) e quella con a bordo i pescatori morti non siano le stesse nelle descrizioni fornite.

    Infine, mi chiedo: non si potrebbero verificare i proiettili rimasti all’interno del peschereccio? Non esistono videocamere esterne della nave che possano aver filmato l’accaduto (so per certo che le petroliere sono obbligate a filmare le zone esterne della nave con telecamere fisse)? e poi: i sofisticati strumenti che sono presenti in sala comando, non possono fornire i dati sull’esatta posizione della nave?

    Saluti,

    E.S.

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    Idea at |

    Pensavo che l’Arabia Saudita fosse di gran lunga meno flessibile negli stessi contesti, ma dopo aver letto questo articolo avrei da veicolare un idea che sarebbe il male minore prima che tutto degeneri, e se QuAlcUno mi ascolta sa bene di cosa parlo : Andiamo a ‘riprenderci’ adesso i nostri ragazzi !

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    Anonimo at |

    Caro Teofilo, hai ragione a sottolinerae le quadrature politiche interne all’India, come peraltro Silendo ci ha suggerito negli aggiornamenti..leggevo che il Kerala è uno stato particolare all’interno dell’India e l’attivismo politico pare sia fortissimo, così come il partito comunista…

    S.

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      Teofilo at |

      Buongiorno S.

      a tal proposito ho appena letto un’articolo di Avvenire che riprende una notizia di Agenzia Fide che fa un po di chiarezza almeno dal lato delle vittime (poveri – economicamente – pescatori nel posto sbagliato al momento sbagliato):

      http://www.avvenire.it/Mondo/Pagine/Kerala-il-dolore-dei-cristiani.aspx

      Nell’articolo si apprende un dato interessante, ovvero che l’uccisione di pescatori da parte delle grandi navi commerciali è un episodio frequente ergo significa che già altre nazioni si sono trovate a fronteggiare analoghe situazioni, regolarmente passate sotto silenzio (“bravura” dei servizi?).

      Cmq. personalmente credo che se la vicenda non si sblocca in due-tre settimane potrebbe essere valutata l’ipotesi (difficile) di un blitz anche se dovrebbero essere valutare attentamente le ripercussioni di ciò, l’India è molto importante nell’assetto geopolitico dell’Asia, senza contare che è un paese emergente con una economia verso cui l’Italia cerca di espandersi (seppur tra mille difficoltà) attraverso investimenti e partnership.

      Il punto è: ci sarà un’escalation?

      Saluti

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    folgore at |

    Io sono già più o meno a metà strada…metterei volentieri a disposizione la mia relativa professionalità per riportare a casa quei ragazzi…da notare che sono scesi volontariamente…un civile col cavolo che scendeva dalla nave sai le urla…il contegno è a dir poco esemplare!!Fulgido esempio di elette virtù militari…

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      Silendo at |
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        Stv Giovanni Nacci at |

        Odio questa sensazione di consapevole – ed impotente – delusione che mi prende da qualche anno a questa parte quando, nel caso di eventi come questi, capita di guardare al nostro Paese in modo un po’ più critico.

        D’altro canto non posso evitare di rendere grazie, praticamente ogni giorno, per esser riuscito (quasi una ventina d’anni fa, anche se per pochi anni) a prendere le stellette… che mi sembrano davvero uno dei rarissimi argomenti oggi disponibili per i quali uno se la possa sentire di scrivere un post “affettuoso” come questo.

        Dispiace che sia (praticamente sempre) necessario ripiegarsi tra i propri simili (questo blog…) per trovare un po’ di mutuo conforto, specie quando ci si aspetterebbe dalla “società civile” un sussulto di orgoglio, un’esplosione di solidarietà per quei due italiani, quei due militari?

        Chissà se metteranno delle gigantografie in Campidoglio…

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          Silendo at |

          specie quando ci si aspetterebbe dalla “società civile” un sussulto di orgoglio, un’esplosione di solidarietà per quei due italiani, quei due militari?
          Chissà se metteranno delle gigantografie in Campidoglio

          Mi hai proprio tolto le parole di bocca, caro Gio’! E non continuo solo perchè non sopporto le polemiche, men che meno in questo blog…

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          ga78 at |

          Civile= STO’ COI MARO’!!!
          Nel rispetto e nell’Orgoglio di averli come Nostri Militari!
          Ora ci chiamano “mascalzoni italiani”, ma se in questa vicenda ci sono troppi punti interrogativi,troppi e tutti insieme( in modo particolare le elezioni).
          A voi utenti e al Padrone di casa, non aggiungerò altre polemiche,perchè quello che ho voluto dire, è racchiuso nelle prime 2 righe.

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            ga78 at |

            A tal proposito vi linko un’intervista fatta Sig. Paolo d’Amico Presidente della Confederazione Italiana Armatori http://blog.panorama.it/mondo/2012/02/21/paolo-damico-confitarma-sono-certo-della-professionalita-dei-due-maro/#more-68514

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    Linus at |

    Perchè sono scesi dalla nave?

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    folgore at |

    Secondo me la nave è entrata in porto su pressione dell’armatore…scaricava il guaio e ripartiva per paura di un blocco delle autorità…comportamento veramente schifoso…io si che facevo il pirata…puntavo le armi e dicevo continua…ti dico io quando fermarti…scusate lo sfogo ma questa situazione è tragicomica ma quei due ragazzi non stanno passando dei bei momenti…ora ogni militare dovrebbe rifiutarsi di fare il metronotte in affitto…

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      Silendo at |

      Caro Folgore, buongiorno.

      ora ogni militare dovrebbe rifiutarsi di fare il metronotte in affitto

      Colgo la palla al balzo

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    Silendo at |

    – Il rapporto dei nostri marò ed il loro addestramento;
    – il parere di Lucio Caracciolo.

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    barry lyndon at |

    anche se parzialmente off-topic, segnalo un articolo di Newsweek sull’impiego dei Seal da parte dell’amministrazione Obama (anche) per attività di contrasto alla pirateria:

    http://www.thedailybeast.com/newsweek/2012/02/19/navy-seals-obama-s-secret-army.html

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    Anonimo at |

    Per Giovanni (e il ns Silendo a seguire):

    “Dispiace che sia (praticamente sempre) necessario ripiegarsi tra i propri simili (questo blog…) per trovare un po’ di mutuo conforto, specie quando ci si aspetterebbe dalla “società civile” un sussulto di orgoglio, un’esplosione di solidarietà per quei due italiani, quei due militari?”

    carissimi, non so se questo può consolarvi un poco, ma io non sn un vs ‘simile’ sul piano della provenienza o delle esperienze di formazione professionale…… e non penso proprio di essere una specie rara.
    forse è che in Italia però siamo ancora pochi/e…. ma perché questo attiene all’essere liberi. solo chi è veramente libero può comprendere la solidarietà, la giustizia, la franchezza, l’essere una comunità e tanti altri valori.

    è lo spirito di libertà individuale che mancaun po’ in questo paese, Giovanni. è l’individuo libero la chiave di tutto. perché l’individuo libero agisce per volontà interiore.

    i miei più cari saluti, vi assicuro che umanamente parlando la vicenda non necessita di trascorsi militari di alcun tipo per essere compresa nella sua gravità e importanza.

    S.

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      half-baked at |

      Sottoscrivo appieno.

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      Stv Giovanni Nacci at |

      Chiedo venia, mi sono spiegato male. Con “…i propri simili (questo blog)” intendevo appunto includere… questo blog (civili e militari).

      E’ ovvio che essendo – e sentendomi ancora – militare, io tenda a sentire “più frà” – tra gli altri frà civili – coloro che portano le stellette. Ma questo presumo sia per certi versi normale e spero che in qualche modo me lo perdonerete…

      E’ una questione, diciamo così, “affettiva” che non parte da nessuna valutazione di merito, ci mancherebbe.

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        Silendo at |

        Dai, sei perdonato… 😉

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    Anonimo at |

    Comincio a perdere la pazienza e – tra le ovvietá dei sedicenti “maggiori esperti di italiani di geostrategia” e la notizia che a dare manforte agli impiegati ministeriali non si é trovato di meglio che inviare il dott. De Mistura – mi domando se il Presidente della Repubblica e il Presidente del Consiglio non ritengano di intervenire presso il governo indiano e riportare i nostri due leoni a casa. Ora!

    Io sono un pratico e delle imminenti elezioni indiane me ne curo poco o punto.

    anonimo nazionale

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    Teofilo at |

    Mario Monti? Giulio Terzi? Paola Severino?

    No.

    Leggete chi sta mediando (e traete le prime conclusioni)

    Roma (Agenzia Fides) – Nella vicenda dei due pescatori indiani uccisi – nell’incidente che ha coinvolto, il 15 febbraio, due soldati italiani sulla petroliera “Enrica Lexie” – il neo Cardinale George Alencherry, Arcivescovo Maggiore della Chiesa Syro-malabarese in Kerala, con sede a Cochin, si è attivato per mediare e cercare una soluzione pacifica alla delicata situazione. In un colloquio con l’Agenzia Fides, il Cardinale ha confermato che “ha contattato i Ministri cattolici che ci sono nel governo del Kerala”, annunciando il suo costante interessamento finchè il caso non sarà “pacificamente chiarito e risolto”, allontanando i rischi, pur concreti, di strumentalizzazioni politiche.
    Il Cardinale, che è Arcivescovo di Ernakulam-Angamaly, ha detto a Fides: “Ho appreso la vicenda dei pescatori cattolici uccisi: è molto triste. Ho subito contattato i Ministri cattolici chiedendo al governo del Kerala di non agire con precipitazione. Nell’episodio, certo, vi sono stati degli errori, dato che i pescatori sono stati scambiati per pirati. Ma il punto è un altro: sembra che il partito di opposizione voglia sfruttare la situazione e strumentalizzare il caso per motivi elettoralistici, parlando delle ‘potenze occidentali’ o della ‘volontà di dominio americano’ ”.
    In Kerala, dove le elezioni del Parlamento statale sono previste a marzo, il governo è guidato dalla coalizione “United Democratic Front”, con a capo il “Congress Party”, la stessa al governo a livello federale. L’opposizione è costituita dalla coalizione del “Left Democratic Front” (LDF), guidata dal “Communist Party of India” (CPI).
    Il Card. Alencherry prosegue: “Sono e resterò in stretto contatto con i ministri cattolici del Kerala e spero che possano aiutare a pacificare la situazione. In particolare confido nell’opera del Ministro del Turismo, il cattolico K. V. Thomas, che è venuto qui nei giorni scorsi e ha partecipato alla Celebrazione Eucaristica con il Santo Padre e i nuovi Cardinali: è un uomo di grande statura morale e di rilevante influenza, sia nel governo locale che in quello centrale, e mi ha assicurato il suo massimo sforzo. Garantisco, nei prossimi giorni, il mio costante interessamento con le autorità indiane sulla vicenda”. (PA) (Agenzia Fides 21/2/2012)

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      Teofilo at |

      Aggiungo un’altro dato interessante che chiarisce come mai le fazioni politiche indiane stiano “spingendo” questo caso riguardante i pescatori:

      In Kerala, l’industria della pesca occupa un posto importante nell’economia. La sua quota nella produzione nazionale di pesce marino tocca il 25%. Vi sono oltre 100.000 uomini coinvolti nella pesca in acque territoriali indiane e quasi 350.000 pescatori impegnati nelle operazioni di pesca al largo delle acque territoriali. La costa del Kerala è lunga 590 chilometri, include nove porti con una fitta attività di pesca e 17 grandi centri di smistamento del pesce. Nel periodo 2010-2011, i proventi dell’esportazione di pesce e dei frutti di mare dal Kerala hanno superato i 2,8 miliardi di dollari.

      E.S.

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        Nessuno at |

        Scusa Teofilo ma com’è che dal 21 febbraio sei sempre tu l’ultimo con l’ultima parola, quando siamo al 2 marzo ? Aiuti celesti dall’altro eh ? 😉

        Un caro saluto

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          Teofilo at |

          😀 😀 No niente aiuti celesti! Anzi un po mi vergogno perchè quel post si è “incastrato” in fondo e slittava sempre in ultima posizione :-s 

          Chi può avere informazioni più dettagliate sulla vicenda che lega la vicenda di Finmeccanica? so di una diplomazia molto attiva su questo tema..

          Nel suo ruolo di mediazione “riservato”, la chiesa oltre ad adoperarsi per gli indennizzi sta sollevando forti pressioni al Governo indiano legate alla tutela delle minoranze cristiane e i veri intenditori di diplomazia della S. Sede sanno bene che questo è un vero atto energico e a tutela (indiretta ovviamente) della questione dei marò e orientato a creare quel clima per cui spero che presto si proceda con un rilascio.

          Saluti,

          E.S.
           

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      Silendo at |

      Teofilo, buonasera. Perdonami…è lo Stato italiano che sta mediando. Servendosi ANCHE di altri canali, tra i quali quelli della Chiesa :)

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      1. avatar
        Teofilo at |

        Buongiorno Silendo!

        Si infatti, occorre precisarlo (e sarebbe errato negarlo), lo Stato Italiano sta mediando.

        Tuttavia l’elemento importante che si coglie da questa notizia è che lo Stato Vaticano, tramite le sue figure istituzionali e il naturale approccio orientato alla pace e alla riconciliazione, è a mio avviso elemento fondamentale per la diplomazia Italiana e più in generale dell’occidente.

        Ora il punto è (perdonami se ci ritorno) se l’occidente (e l’Italia) rinunciano alla Fede ed ai valori che essa rappresenta, si perde inevitabilmente il collante – anche diplomatico – che unisce i popoli e le nazioni, e che assieme a Stati governati con sapienza e alto spirito di servizio, genera la sicurezza, la stabilità e la pace.

        Il mondo e i popoli tutti infondo hanno bisogno di speranza, di civiltà di sviluppo e non di guerre. Chi si impegna nel costruire questo tipo di mondo, oltre a mettersi a servizio del Bene vero, deve saper valutare ed utilizzare gli strumenti migliori, ricavando da ogni situazione il massimo risultato per la comunità globale, mai per qualcuno in esclusiva.

        Ecco perché è meglio una diplomazia, paziente, attenta e pacifica, in quanto mediazioni impostate sulla rivalsa dell’onore, sulla ratio e sulla rivendicazione di diritti (seppure lecite, ben inteso) non portano da sole a buoni risultati.

        Saluti.

        E. S.

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          Silendo at |

          Teofilo, buongiorno e grazie per i tuoi spunti di riflessione :)
          Faccio una premessa, solo per onestà intellettuale. Non ho il dono della Fede, pur avendo avuto una solidissima educazione cattolica (cosa di cui, tra l’altro, mi vanto).
          Premesso ciò, forse siamo in disaccordo su un paio di punti. Forse.
          Mi spiego meglio. Se non ho capito male tu attribuisci, più o meno implicitamente, alla diplomazia vaticana una maggiore efficienza. A causa, se non erro, della natura stessa dello Stato che rappresenta. Orientato alla pace ed alla riconciliazione.
          Sbaglio?
          Io non sono del tutto convinto di ciò.
          In linea generale (perchè, ovviamente, stiamo facendo un discorso generale) qualunque diplomazia è “paziente, attenta e pacifica”. Altrimenti non sarebbe diplomazia. Lo Stato Vaticano, come tutti gli altri Stati, è portatore di interessi, materiali ed immateriali. Esattamente come tutti gli altri Stati. Lo Stato Vaticano ha “merce” di scambio, esattamente come tutti gli altri Stati. E’ su questi interessi e su questa “merce” che si svolge l’attività diplomatica. Quella del Vaticano esattamente come quella di tutti gli altri Stati del mondo.
          Tutto sta nel capire se in quella data trattativa gli interessi e la merce del Vaticano sono più…. funzionali rispetto agli interessi ed alla merce di altri Stati 😉
          Ad esempio, e tirando a caso, si potrebbe ipotizzare che in una trattativa con l’India (Stato federale o stati locali) lo Stato Vaticano possa buttare sul piatto della bilancia di una trattativa una certa influenza su qualche milione di cattolici indiani…
          Un’influenza che lo Stato italiano, e la sua diplomazia, non hanno…

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            Anonimo at |

            Silendo carissimo,

            (quale gioia..)

            ‘tirando a caso’ pensavo esattamente la stessa cosa.

            (mia soddisfazione: ma allora, anche magari solo in questo caso, vuol dire che ciò non deriva affatto da femminile ‘dietrologia’, eh!!)

            cmq, sì. a rigor di logica mi pare che si possa pensare questo.

            (peraltro, direi che Teofilo ne uscirebbe più che soddisfatto. ovvero: evidentemente il Vaticano si dimostrerebbe qui un validissimo alleato in campo ‘diplomatico’ e questo certamente può portare a contropartite ..

            lo dico in senso buono, eh!?? inteso come normale scambio nei rapporti tra stati e (si spera) alleati…)

            😉

            S.

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            1. avatar
              Silendo at |

              Cara S. specifico: la mia è davvero solo un’ipotesi “ad alta voce”. Intendevo solo far capire come la vedo io e cioè che quando si parla di diplomazie, di Stati e quindi di politica, gli interessi in gioco sono generalmente molto… concreti… 😉

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            Teofilo at |

            Caro Silendo in parte ciò che dici e vero: il Vaticano come Stato e Istituzione non ha una maggiore efficienza “di suo” rispetto ad altre Istituzioni. Questo perché esso necessariamente si eleva per sua natura da specifiche questioni legate alle singole nazioni, ed anche all’interno delle stesse nazioni dagli individui che le costituiscono.

            E questo per la sua natura universale, che vede le Opere terrene da custodire come un buon amministratore, un buon padre: perchè è da ciò che si compie sulla Terra che si determina il Giudizio (di Dio, Colui che solo è Giusto e Misericordioso) che sarà Particolare e Universale.

            Ora ecco che vengo al secondo punto, in cui si definisce il criterio della “merce di scambio”, ed anche qui dico, si, in un certo senso il “peso” è costituito dal numero dei fedeli, ma bisogna anche dire che gli stessi interessi cui il Vaticano come Istituzione fa riferimento, non sono orientati alla strategia di imposizioni politiche, ma allo sviluppo e alla crescita e alla coesistenza di tutte le parti in ogni questione e ..si, anche attraverso interessi materiali (che senso avrebbe la Fede senza le Opere Giacomo 2,14) ma solo in parte, in quanto le mediazioni della Chiesa vanno al di là dell’immanenza, cercando di arricchire costantemente la spiritualità dei popoli attraverso le relazioni con le diverse Istituzioni.

            Questo per dire in conclusione che la Chiesa senza il sincretismo con i singoli Stati non opera (anzi viene perseguitata), perché ha compreso nei secoli che la sua natura terrena non si può circoscrivere entro confini geopolitici, bensì essa è ovunque e “in” chiunque. In questo episodio dunque lo Stato Indiano riceve molto dal contributo che la Fede cattolica insegna alla gente, e così in tanti altri paesi del mondo. E’ per questo che il ruolo di mediatore del Vaticano è così alto, perché non sostituisce gli Stati ma li completa, perché il Signore Dio non sostituisce l’uomo, ma lo completa (come insegna Gesù).

            PS
            Silendo, la Fede l’avrai sicuramente, la religiosità forse no, però mi ha colpito la sincerità con cui lo affermi e per questo dico di cercare sempre la Verità, ricordandosi che la Chiesa (contrariamente a quanto dice chi la odia, è fatta di Santi peccatori e fedeli “infedeli”) non è fatta solo di regole e precetti (aspetto religioso), ma di amore e valori che vedono gli uomini – tutti e ovunque – quali figli di Dio (aspetto della fede).

            Tocchiamo temi importanti, fondamentali Silendo e sicuramente una persona della tua statura non poteva essere da meno: ti rinnovo i complimenti per questo spazio virtuale che metti a disposizione, estendendo i complimenti a tutti i frequentatori per la civiltà e le competenze che dimostrano nei propri interventi.

            Emanuele Salvati

            Reply
  20. avatar
    Anonimo at |

    Caro Giovanni,

    certo che te lo perdoniamo.

    come scrivi, è naturale…’ci mancherebbe’.

    :-)

    S.

    Reply
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    Giulio at |

    Secondo me c’è poco da mediare. Bisogna imporre un termine perentorio al Governo indiano per liberare la nave, l’equipaggio e i militari, senza scambi, condizioni, giri di parole. Con la forza di chi sta dalla parte della RAGIONE (il fatto che la nave si trovasse in acque internazionali è un dato oggettivo provato dal satellite), con la forza di chi è orgoglioso di essere italiano e di avere (a parer mio) i migliori militari del mondo in rapporto alle risorse a loro disposizione. L’errore della nave di essere entrata in porto secondo me passa in secondo piano ed è qualcosa che dovrà essere chiarito in seguito. ABBIAMO RAGIONE, non capisco i tentennamenti e l’assenza dei membri del governo. Spero che il Capo di Stato Maggiore della Marina Militare Italiana faccia pressioni sul ministro della difesa per affrontare in modo più deciso e fermo questo caso, ne va anche del Suo onore e dell’onore di tutti i militari che ogni giorno rischiano la cosa più preziosa che hanno (la vita) per lo Stato italiano. Lo Stato italiano deve difenderli e liberarli al più presto e ad ogni costo!!! Sempre pronto a partire!!

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      Silendo at |

      Giulio, premesso che capisco perfettamente cosa intendi e che mi trovo d’accordissimo con il tuo giramento di scatole e soprattutto con il tuo orgoglio ed amor di Patria, però, assodato che far guerra all’India è impossibile (mai, disgraziatamente, ve ne fosse realmente la necessità), mediare, ovvero trattare, sono le uniche vere azioni possibili.

      Il punto è: farlo e saperlo fare. E con ciò, sia chiaro, non intendo dire che il nostro Governo non lo stia facendo o che non lo stia facendo bene. Avendo solo informazioni di stampa non sono in grado di valutare cosa sta succedendo “dietro”.

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        barry lyndon at |

        “…mediare, ovvero trattare, sono le uniche vere azioni possibili.” sono d’accordo! :)

        “Avendo solo informazioni di stampa non sono in grado di valutare cosa sta succedendo “dietro”.” appunto, ricordiamoci che non sempre le attività sono palesi e di pubblico dominio e lasciamo che le nostre strutture, ognuna secondo le proprie competenze ed i propri canali, operino per la risoluzione della complessa e delicata questione 😉

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    Nessuno at |

    Buonasera a tutti con priorità al padrone di casa al quale devo fare i complimenti per la trasformazione da un semplice blog all’interno di splinder ad un sito vero e proprio.
    Cominciavo a temere che la mia forzosa assenza da questo luogo di amena intellettualità imposta da un blocco per le politiche aziendali…(poi non aggiornano gli indirizzi et voilà on y va !) diventasse perpetua. Invece…. ;.)

    …Caso india, no comment non c’è solo il problema Gandhi, da parte indiana ma anche un problema Finmeccanica da parte italiana. Nel seguire la strana modalità di approccio di Terzi, ma anche di De Paola mi meraviglio dello srotolarsi della storia dove gli unici a dare dignità di comportamento e di bandiera sono i due Marò.

    Non esiste che in termini di diatribe internazionali soprattutto su questo livello non esiste il ricorso a contesti giuridici internazionali che possano stigmatizzare il comportamento delle autorità indiane in dispregio di qualsiasi procedura congiunta di acquisizione ed esibizione prove e d qualsiasi inorma giuridica a livello penale che tuteli pure sul livello internazionale i presunti responsabili…E nessuna protesta all’ambasciatore indiano in Italia !!! mandiamo noi una lettera?

    A mio modesto parere necessari cinque passaggi che sono stati e che sono negletti.

    1) non c’è stata la copertura dei due Marò da parte della catena di comando nazionale civile e militare.
    2) non c’è stata la presa in carico di custodia cautelare presso un edificio diplomatico italiano (consolato o ambasciata) e l’assistenza alle autorità indiane incaricate delle indagini, purchè affiancate da magistrati italiani
    3) non c’è stata la richiesta ufficiale dell’esibizione obbligata delle prove.
    4) non è stata assicurata la disponibilità ad un eventuale risarcimento alle famiglie delle vittime come passo affiancato ed eventuale riconoscimento di danno da azione bellica
    5) non sembra esserci stata nessuna copertura mediatica e/o diplomatica internazionale di livello per una sensibilizzazione a favore dei due Marò.

    Purtroppo percepisco una prudente attesa in bonis o in parallelo una modica sfiducia in malis solo per il fatto che appartengono alla Marina Italiana.

    Se fosse per me dopo un timing di 48 ore per l’esibizione delle prove, una rescue operation nella migliore tradizione dello spy game di robert redford (se vi capita di vederlo leggete chi è il consulente nei titoli di coda….)

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      Silendo at |

      Buonasera a tutti con priorità al padrone di casa al quale devo fare i complimenti per la trasformazione da un semplice blog all’interno di splinder ad un sito vero e proprio.

      Buonasera a te e bentornato :)
      Grazie per i complimenti 😉

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      Anonimo at |

      Gentile Nessuno,

      avrei se possibile una domanda: non vorrei capire malissimo ciò che intendi,

      “anche un problema Finmeccanica da parte italiana”

      ad una persona come me, il significato può sfuggire e risultare: una prudenza italiana che appare eccessiva e dovuta anche a gare ancora in ballo o cmq con margini di competizione.

      mi sembrerebbe una cosa pessima perché l’immagine conta in molti contesti, ed è bene difenderla. non penso possa essere messa sullo stesso piano di un contratto per quanto inquadrato in rapporti con un paese come l’India.

      ???

      S.

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        Nessuno at |

        Gentile S, l’info analisi di fonte finanziaria svizzera….mi sembra tu l’abbia glossata bene. L’immagine conseguente a tanta prudenza, rafforza l’azione di presentazione dello speaker: ” Ed ecco a Voi, signori, l’Italia !

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          Anonimo at |

          Gentilissimo Nessuno,

          grazie per la risposta.

          dunque la prudenza come ‘aura’ e come ‘abilità’, ovvero come autorevolezza, sottigliezza, strategica pazienza.

          oltre che elegante, efficace. (o almeno queste sarebbero le intenzioni, mi par di capire infine..)

          Grazie,

          S.

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    daniele67 at |

    Buongiorno a tutti gli Amici ed al Vate,

    vorrei solo dire che, aspettare che si sviluppino gli eventi…è davvero snervante accidenti…( la locuzione sarebbe un altra…)

    una buona giornata a Tutti

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      Silendo at |

      Già…

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      barry lyndon at |

      Daniele! :)

      Reply
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    Teofilo at |
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  25. avatar
    Silendo at |

    Un punto di vista indiano: http://southasiaanalysis.org/papers50/paper4924.html

    ATTENZIONE: sconsigliato ai deboli di…. stomaco…

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      Giulio at |

      Ho letto e tradotto tutto l’articolo. Silendo, una domanda: è INFERIORITA’ INTELLETTIVA O MALA FEDE???

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        Silendo at |

        No, dai… inferiorità no.
        Direi che o è cattiva informazione o è malafede, magari dovuta ad un tantino di nazionalismo.

        Reply
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          Anonimo at |

          Silendo io ho avuto difficoltà tecniche a comprednee il testo enlla sua ricostruz dei fatti e per esempio non è possibile per una persona con la mia formazione entrare nel merito dei dettagli specifici ,

          ma io l’ho trovato molto aggressivo. un po’ troppo. anche il riferimento alle diverse politiche di Colombo in merito alle armi, o il riferimento ai protocolli o regole di sicurezza..tutto quello che capisco è che l’articolo è quasi ingiurioso e sembra sostenere più che altro che nelle acque di interesse indiano non è gradito l’impiego di militari a bordo delle navi nel modo in cui la legge italiana ha deciso.

          ?

          S.

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            Silendo at |

            A me sembra che il senso del breve articolo di questo ufficiale della Marina indiana in congedo sia quello di sollecitare una revisione delle procedure e delle best practices nell’impiego di personale armato in funzione di contrasto alla pirateria.

            Reply
  26. avatar
    daniele67 at |

    buonasera Amici carissimi e buona sera Vate,

    perdonatemi per quello che sto per dire, vi prego perdonatemi, ma..leggendo tutto ciò che si può leggere su questa vicenda…..io dico che…mi sono davvero stancato di fare l’ortolano ( il famoso ortolano) ogni tanto, anche se non è fantastico..vorrei fare il cetriolo……

    perdonatemi ma questa faccenda ha dell’assurdo, quei ragazzi, quei miei colleghi, indossano una divisa…..e NON DEVONO STARE LI DOVE SONO ORA!!!

    scusami Silendo, scusatemi Amici

    Reply
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      Silendo at |

      Scusa di cosa??? Di avere ragione…???

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  27. avatar
    daniele67 at |

    scusa dell’esempio del cetriolo e dell’ortolano….ma..quando ci vuole, ci vuole!!!!!

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    daniele67 at |

    Buongiorno Amici, buongiorno Vate !!

    grazie Roberto!!! 😉

    Reply
  29. avatar
    Anonimo at |

    dato che il ministro della difesa indiano ha parlato della cosa:

    http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=162055

    allora ho trovato ho trovato una pagina wikipedia su di lui. ora, wikipedia è wikipedia, non è mica la bibbia. però….può essere utile..

    inoltre il min. ha i suoi interessi in Kerala (da cui proviene e ha iniz.carriera)

    e ha anche fatto arrabbiare i cinesi (sostenuto dagli Esteri) per la sua intrapredente visione di un India concentrata sullo sivluppo delle sue difese e dello sviluppo economico nell’Arunachal Pradesh, ecco nell’ordine:

    http://en.wikipedia.org/wiki/A._K._Antony

    http://indiatoday.intoday.in/story/kerala-antony-lauds-ldf-gives-nod-to-defence-projects/1/139874.html

    http://indiatoday.intoday.in/video/india-china-border-arunachal-pradesh/1/175416.html

    una buona serata,

    S.

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    Nessuno at |

    Teofilo, beata (xchè bella) l’amicizia con il Divino anche lui amico di pescatori e spesso sul Lago di Tiberiade…tuttavia su Il Messaggero di oggi 27 febbraio pagina 11, si parla poco di pescatori….
    Un caro saluto

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      Teofilo at |

      Chissà cosa scopriranno con i Rafale… …sempre che un magistrato francese inizi ad indagare su Dassault :-)

      Chissà perchè in questi articoli e in questi casi c’è sempre Sikorsky che ha perso un contratto per la fornitura di elicotteri… :-)

      Per il mio punto di vista, è meglio parlare dei pescatori: sono loro i morti. 😉 e sono sicuro che anche Gesù (vero Dio e vero Uomo), ha molto a cuore questi uomini che sicuramente adesso possono stargli accanto!

      Un caro saluto anche a te.

      E.S.

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    Silendo at |

    Chissà quando arriverà il momento di incazzarsi….

    PS chiedo scusa per il francesismo.

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    Anonimo at |

    Buongiorno a tutti, ritorno sui due leoni ostaggi in India dato che appare opportuno incoraggiare le nostre autoritá a considerare tutte le opzioni per riportare a casa i nostri uomini.
    Mi domando, ad esempio, se il Ministero degli affari esteri abbia considerasto l’ipotesi di nominare i due sottufficiali del San Marco agenti diplomatici e richiederne l’immediato rilascio in base alle guarentigie giuridiche internazionali riconosciute, almeno queste, anche dall’India.
    Come tanti altri avrei in mente soluzioni anche meno burocratiche, come dire, “all’israeliana”, ma mi rendo conto che la realtá é quella che é.

    anonimo nazionale

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      Nessuno at |

      Mi sembra un’ottima idea, la prima. Per me come dicevo in un post precedente sarebbe stata opzionale anche la seconda. In tutte e due le ipotesi il tempo, così come si sono messe le cose, per mancata rivendicazione autoritativa dell’impianto giuridico internazionale evocabile cui costringere le autorità indiane,  sta giocando a nostro sfavore, perchè con il tempo trascorso è sfavorevole il campo e le regole del gioco dettate solo da parte indiana. Se guardo la data in cui non si ipotizzava la necessaria ed obbligatoria presenza di ns esperti balistici, segnalata invece su questo sito, e quella in cui si è proceduto, si può capire lo spostamento delle pedine fatte dagli indiani. Devo confessare che sono basito del parziale interesse dei nostri media, del fatto che nessun partito politico abbia il coraggio di assumere una posizione corretta sotto il dubbio ( e se fossero veramente colpevoli?) rivendicando un’istruttoria condotta con regole certe, presenze riconosciute ed esami oggettivi che non possano inficiare il processo e il conseguente giudizio, ovunque si svolga.
      Resto altresì basito che nessuna di questa richiesta sia stata con forza avanzata  all’ambasciatore indiano a Roma e che nessun giurista internazionale se non altro per spirito nazionale abbia perso un pò di tempo per capire se l’intera vicenda possa essere portata in altri contesti, come quello UN..visto che la dichiarazione dei diritti dovrebbe valere – come fonte primaria per tutti gli stati firmatari anche per i presunti colpevoli. Per ultimo resto basito della conferma di come abbiamo poca o nulla intelligence intesa come knowledgement orientato del territorio e dello stato di federale riferimento. Forse da questa vicenda, se si è fortunati, impareremo come non esista solo un Libro delle Furbizie sulla capacità strategica e tattica delle popolazioni del Medio Oriente e un Sun Tzu e Lao Tze per quelle asiatiche, bensi anche un comportamento innervato da una cultura millenaria che ha costretto anche gli inglesi ad imparare la lezione.

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        Anonimo at |

        Gent.mo Nessuno,
        l’ultimo punto in particolare del tuo giusto e qualificato commento, è notevole a molto acuto.
        e purtroppo è una questione da prendere motlo seriamente, specie pensando chi ne sta facendo le spese…
        S.

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          Teofilo at |

          Consiglierei di leggere anche la vita e le opere di Santa Madre Teresa di Calcutta, leggendo infatti si capisce veramente molto di come funziona la realtà indiana sia a livello culturale che di istituzioni  .. e come è stato necessario l’adattamento nei casi di contrasti anziché tentare i muro contro muro! 😉

          In sostanza: con i popoli asiatici – dall’India al Sud-Est – è necessario valutare la possibilità di munirsi di numerosi “workaround”. :-)

          Saluti,

          E.S. 

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    Anonimo at |

    Buongiorno a tutti voi,
    a proposito dell’attivismo tra gli altri del ministro della difesa Antony che è anche andato a far visita alle famiglie degli uccisi (da chi e cosa bisognerà vedere a dispetto delle quasi certezze o speranze del sig. in questione e di altri come lui), qui:
    http://timesofindia.indiatimes.com/india/Indian-laws-to-decide-Italians-fate-Antony/articleshow/12048681.cms
    ho trovato mooolto più onesto e interessante lo scambio via rete tra i commentatori all’articolo. qui: 
    http://timesofindia.indiatimes.com/india/Indian-laws-to-decide-Italians-fate-Antony/opinions/12048681.cms
    peraltro, come commenta il lettore che si firma Jerico, è verissimo che gli indiani sembrano giocare una partita sporca sulla questione delle loro capacità di difendere nonché disciplinare le attività dei loro pescatori in prossimità delle loro acque, hanno anche problemi con lo Sri Lanka e hanno problemi continui di incidenti. pare anche che non siano in grado (le autorità preposte) di definire quelle c.d. best practices che servirebbero a fare da ‘manuale’, anzi ho letto sul sito di una loro associaz. che i pescatori sostengono che per le operazioni di soccorso servirebbero, riporto lett., “men with balls” e lamentano che sono + bravi i pescatori a soccorersi tra loro che le autorità ad intervenire.
    a quanto pare sulle spalle dei ns marò è stato deciso di metterci ANCHE i c..zi del gov. indiano e le loro dispute e problemi di immagine a livello nazionale, che nulla hanno a che vedere con questioni di immagine o difesa della propria territorialità a liv.internazionale, anzi BEN al contrario.
    S.
     
     

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    Nessuno at |

    Mi riferisco a quanto scrive Teofilo circa l’esperienza di Santa Teresa di Calcutta e devo dire che è illuminante. Stamane – quando in rassegna – ho letto quello che diceva Lord Desai, peraltro insigne della London School Economics, ho provato un senso di fastidio. Fastidio per quello che diceva ed al quale ricollego le stesse osservazioni che ha fatto il Preside nei suoi post alle cyber-weapons sul tuttismo, pressapochismo. Il mio pensiero era “Desai lasci perdere le acque territoriali indiane e pensi ad altro”. Ora dopo le affermazioni di Teofilo, ho meglio notato che il Lord poneva l’accento della distanza tra indiani e noi causata da nostri atteggiamenti frontali, arroganti etc. Abbiamo sbagliato per quel che ci è sfuggito ?…. alla pari di fissare gli occhi di una donna islamica scita cercando di darle una mano e dicendole piacere di conoscerti !?! O quello di Desai è un’altra forma sottile “orientale, non alla maniera generalmente nota” di collateralismo mediatico, come un kriss di carta ?
    Tuttavia giocoforza ben detto – nella partita – da Steffan come il comportamento del comandante della petroliera è stato molto diverso da quello di altri nello stesso braccio di mare.

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    Silendo at |

    Marò prigionieri: crolla l’attendibilità“, di Gianandrea Gaiani (Panorama).

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    Anonimo at |

    Mi scuso in anticipo col padrone di casa e con gli altri frequentatori del blog per l’insistenza quasi monotematica ma, come facilmente prevedibile, un giudice indiano – manifestamente incompetente – ha deciso la traduzione in carcere dei nostri due leoni.

    Quanto dobbiamo ancora aspettare perché il Presidente della Repubblica e quello del consiglio dei ministri si decidano ad intervenire?

    anonimo nazionale

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    Silendo at |

    Continuiamo a farci del male

    Il giudice indiano della corte di Kollam ha deciso il trasferimento dei due marò italiani accusati dell’uccisione di due pescatori indiani in custodia giudiziaria nel carcere di Trivandrum con effetto immediato. Secondo quanto riportato dal Times of India, il Chief Minister del Kerala, Oommen Chandy, ha dichiarato: «Nei confronti dei non verrà mostrata alcuna indulgenza» e ha sostenuto che nei confronti dei militari italiani vi sono «prove incontrovertibili».
    Il giudice di Kollam ha disposto che i due marò ricevano in carcere un trattamento differenziato, dato il loro status particolare. E ha lasciato alla polizia e alla direzione generale delle prigioni la libertà di disporre in seguito una diversa forma di custodia.

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      Giulio at |

      Era prevedibile che le trattative non avrebbero portato ad alcunché. Il punto è che l’Italia avrebbe dovuto assumere una posizione dura ed intransigente fin dall’inizio per due motivazioni. La prima riguarda la forma, perché un fatto avvenuto in acque internazionali su una nave italiana è di competenza della magistratura italiana. La seconda riguarda la sostanza, perché i nostri militari non hanno sparato a quei due pescatori che tragicamente sono morti per mano non si sa di chi. Da una posizione di assoluta ed incontrovertibile RAGIONE, perché abbiamo ragione su tutta la linea, non c’era nessun compromesso da accettare, nessuna trattativa da fare, nessuno scambio da effettuare. C’era da agire e minacciare l’intervento militare della nato per liberare due soldati italiani che sono stati “rapiti” dallo Stato indiano.
      Ora andranno in carcere… Mi trattengo a stento dall’esprimermi in modo volgare, ed invito il Governo almeno adesso, anche se con grave ritardo, a rendersi consapevole che il tempo delle trattative è finito, si deve agire. 

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        ga78 at |

        Giulio sottoscrivo con te!! Ora basta con le parole, passiamo ai fatti!

        Reply
  38. avatar
    Anonimo at |

    Ma perché…perché?perché?
    ??????????
    abbiamo ‘sbagliato’? abbiamo ‘sbagliato’ cosa?? ..ci sono (cito il giud.) ‘prove incontrovertibili’?
    ‘incontrovertibili’? e quali, e perché i ns periti sono stati inclusi come dire.. appena sulla soglia della porta..?
    come commentatori stranieri hanno scritto su alcuni quotidiani indiani online, un indiano colpevole avrebbe più diritti in Italia che nel suo stesso paese..e i militari italiani in India?
     

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  39. avatar
    daniele67 at |

    Buonasera Amici carissimi, Buonasera Silendo,

    questa..”storia”..ha dell’incredibile..incredibile davvero, è troppo facile lasciarsi prendere dalla dietrologia….

    A me sembra un incubo…sarà che penso : ” potevo esserci io” , sarà che penso : ” ci sono due miei colleghi”…sarà che penso…

    QUESTA VICENDA E’ TUTTA SBAGLIATA ACCIDENTI..TUTTA SBAGLIATA….

    Quei ragazzi.. le loro famiglie….E’ TUTTO SBAGLIATO..

    SONO ARRABBIATO e..se non fossi la persona che sono, se non indossassi la mia adorata divisa, se non avessi fatto il Giuramento che ho fatto, se non fosse che insegno alle mie figlie di rispettare le regole e le leggi, se nom fosse per tante altre cose…… DIREI..ANDIAMO, ANDIAMO A PRENDERLI  E BASTA!!! ma non posso dirlo, insegno alle mie figlie che NOI..non siamo così, NOI non siamo come loro..

    ma..è veramente dura!!!

    esattamente una settimana fa, a cena con 3 Amici fantastici..si parlava anche di questo….

    buona serata a tutti Amici!

    ad maiora….

    Reply
    1. avatar
      Nessuno at |

      Daniele, chi ha detto che andarli a prendere nell’arco dei primi tre giorni, al fine di porli sotto giurisdizione italiana e dopo aver offerto agli indiani di copartecipare e/o cooperare nella ricerca della verità, ed aver ricevuto da questi un diniego, sia contro le leggi ? 

      Reply
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    UlisseCobra at |

    Perchè non dichiariamo l’Ambasciatore, l’Addetto Militare, il Consigliere Economico ecc ecc indiani come indesiderati e li sbattiamo fuori dall’Italia?

    Reply
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      Silendo at |

      Perchè non è arrivato ancora il momento… 😉

      Reply
  41. avatar
    Nessuno at |

    Teofilo
    finmeccanica in india è al vaglio della magistratura….quindi il di più è coperto da segreto istruttorio italiano. Sulla pista dei motivi che hanno mosso i magistrati italiani si stanno muovendo (per ovvi motivi politici, oltre che giudiziari) anche gli indiani

    conosco la tradizione (persone incluse) della segreteria di stato: è eccellente.

    Pace e bene (nulla di più desiderabile in questo momento !)

    Reply
  42. avatar
    Lupazzo at |

    Buonasera a tutti,
    qualche documento per chi volesse approfondire…
    Nuclei Militari di Protezione (NMP)
    http://www.marina.difesa.it/attivita/operativa/nmp/Documents/Presentazione%20NMP.pdf
    Convenzione tra MINDIF e CONFITARM
    http://www.marina.difesa.it/attivita/operativa/nmp/Documents/B_101011_Convenzione_Difesa_CONFITARMA_UG.pdf
     
    Alla luce dei suddetti documenti, secondo voi, chi può aver deciso di entare nel porto di Kochi? chi ha ordinato che i fanti del mare si consegnassero?
    Perchè si è valutato che fosse meglio assecondare le richieste indiane invece di tirare diritti per la propria rotta? Che sarebbe accaduto?
    Cordialmente
    Lupazzo
     

    Reply
    1. avatar
      Silendo at |

      Lupazzo, buonasera.
      Grazie per i documenti linkati. Interessantissimi. Soprattutto il secondo :)

      chi può aver deciso di entare nel porto di Kochi?

      Il comandante della nave.

      Perchè si è valutato che fosse meglio assecondare le richieste indiane invece di tirare diritti per la propria rotta?

      Personalmente non saprei dirlo.

      Reply
  43. avatar
    B.A. at |

    Silendo, cosa pensi della manifestazione al Pantheon in favore del rientro in Italia dei Nostri 2 Maro’ ?
    Buona Serata.

    B.A.

    Reply
  44. avatar
    Anonimo at |

    Il sig. Monti si  dice adesso abbia ‘alzato la voce’ e chissà forse il sig. Singh è un po’ meno capoccia di altri esponenti indiani. cosa vorranno poi di preciso……

    Reply
  45. avatar
    Nessuno at |

    Quando l’ignoranza è pericolosa. Bene ha fatto il Presidente a chiedere riservatezza e discrezione per lo stato delle azioni in corso tra Italia ed India, ed ora forse in modo più attivo della UE.
    Male tutti coloro, compresi gli europarlamentari italiani, che hanno issato striscioni o lenzuoloni con scritto Salviamo in ns Marò, invece di :
    1) chiedere l’applicazione della legge di competenza italiana per una oggettiva gestione dell’accaduto
    oppure
    2) stigmatizzare l’impegno indiano.

    Tali slogan pro impunità sono assolutamente fuor di luoghi e paralleli a quelli dei partiti del kerala.
    Da noi si scambia lo stile per debolezza xchè per decenni nessuno ha educato ad essere forti con stile.

    Reply
    1. avatar
      Anonimo at |

      Gent.mo Nessuno,
      parole santissime.

      Reply
  46. avatar
    Teofilo at |

    Un aggiornamento: 

    (ANSA) – TRIVANDRUM, 14 MAR – E’ probabile che la prossima settimana i due maro’ Massimiliano Latorre e Salvatore Girone siano trasferiti dal carcere di Poojapura a Trivandrum ad una guest house, come sollecitato dalle autorita’ italiane. Lo scrive oggi il quotidiano Deccan Chronicle. Citando ”fonti governative” del Kerala, il giornale sostiene che la decisione sarebbe adottata su richiesta del sottosegretario agli Esteri Staffan de Mistura in un incontro con il premier Oommen Chandy.

    Saluti,

    E.S. 

    Reply
    1. avatar
      Teofilo at |

      Sembra che ci sia stato un’altro episodio in cui sono morti 5 pescatori in seguito all’affondamento del loro peschereccio da parte di una nave commerciale indiana.

      La notizia e l’aggiornamento sulla vicenda dei militari italiani qui.

      Saluti,

      E.S. 

      Reply
  47. avatar
    Silendo at |

    Il punto della situazione by Vincenzo Camporini. Da leggere con molta attenzione.

    Reply
    1. avatar
      Anonimo at |

      …. :

        In una recentissima intervista, i due fucilieri attualmente trattenuti in Kerala, ad una precisa domanda su chi avesse ordinato loro di scendere, hanno risposto: “Siamo scesi dalla nave perché ci è stato detto di farlo”, e al giornalista che insisteva per sapere chi fosse stato, la risposta è stata “Non rispondo”. Ora se questo qualcuno è un’autorità nazionale, questa si è resa responsabile di una grave violazione dei nostri principi costituzionali, che dovrà essere adeguatamente valutata.

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  48. avatar
    Silendo at |

    Grazie alla segnalazione di un gentilissimo lettore ho scoperto l’esistenza di un rapporto sul caso della Enrica Lexie. Si tratta di un’analisi tecnica messa a punto dall’Ing. Luigi Di Stefano. Ne dà conto anche Gianandrea Gaiani sul Sole 24 Ore.

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    SG at |

    Tantissimi complimenti a Luigi Di Stefano, ottimo lavoro. Sempre grande.
    Saluti
    SG

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    Anonimo at |

    BASTA. è una situazione indecente, è scandalosa.

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    Stv Giovanni Nacci at |

    già… incredibile…

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    Anonimo at |

    Ancora una volta ritengo opportuno insistere sull’urgente necessita’ che il Presidente della Repubblica e il Presidente del consiglio dei ministri, ognuno per le rispettive competenze, assumano le iniziative appropriate a porre termine alla illegale detenzione dei nostri due leoni, stante la palese e accertata incapacità del ministero degli affari esteri di risolvere la situazione.

    anonimo nazionale 

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    Anonimo at |

    secondo voi, posto che a) la privazione della liberta’ personale dei due militari e’ manifestamente illegittima, b) il fatto ha avuto luogo sul territorio italiano (quale e’ una nave battente bandiera italiana), la magistratura italiana dovrebbe o meno aprire un fascicolo per sequestro di persona, con corredo di ipotesi di concorso, favoreggiamento, abuso in atti d’ufficio ed altro, a carico di ignoti?

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    Nemo Profeta at |

    se come temo dovesse finire male per i nostri Marò, mi verrebbe da fare la mossa del cavallo. Il premier (nostro) va in televisione e ringrazia Sonia Ghandi per la solidarietà da lei  espressa per i propri connazionali italiani e del suo personale interessamento per una loro pronta liberazione. E poi buon caos politico a tutti gli indiani…

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    1. avatar
      SG at |

      Forse andrà cosi: i nostri  marò verranno riconosciuti colpevoli di omicidio e terrorismo e quindi condannati all’ergastolo o peggio. A quel punto Sonia Ghandi, sapendo che sono innocenti e che è tutto una trappola organizzata per danneggiarla, dovrà decidere cosa fare. Ascoltare la coscienza, graziare i marò (non so se ne ha il potere) e quindi suicidarsi politicamente oppure ignorare la coscienza  e lasciare marcire due innocenti in carcere.

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      Anonimo at |

      Nemo Profeta, non sto rispondendo da un punto di vista analitico, ma forse instintivo-emozionale,
      ma ti seguo a ruota.
      avevo pensato praticamente la stessa cosa.
      il punto NON è rifiutare l’idea che possano esser stati loro a colpire i pescatori..il punto è:
      i diversi livelli governativi indiani sin dall’inizio e DELIBERATAMENTE hanno usato la presenza dei ns marò per coprire, e distrarre i loro elettori, dalle loro inadempienze;
      hanno agito con un’arroganza inaudita e in modo assolutamente irrituale;
      un comportamento che qualifica lo stato indiano come assolutamente incompetente e assoluatamente scorretto.
      è semplicemente intollerabile.
      mi auguro e mi aspetto una campagna durissima (e quanto più ‘sottile’ e mirata possibile) nei confronti dell’India sotto tutti i punti di vista possibili e su tutti i possibili fronti.
       

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  55. avatar
    SG at |
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    Giulio at |

    Ma cosa aspettiamo a reagire con forza? Aspettiamo forse che vengano condannati all’ergastolo o addirttura a morte per un omicidio che non hanno mai commesso? Io mi vergogno da italiano per la reazione a dir poco timida che sta avendo il nostro Governo nei confronti di uno Stato che ha rapito (perché di questo si tratta) due nostri soldati! Almeno buttiamo fuori l’ambasciatore indiano, mandiamo la Cavour a stazionare al limite territoriale della acque indiane davanti al Kerala, almeno un atto simbolico! Oppure inaspriamo i controlli amministrativi nei confronti dei cittadini indiani residenti in Italia e sulle importazioni di merci indiane! Oppure ancora minacciamo l’India di porre il veto sull’accordo di libero scambio che l’UE si accinge a stipulare con essa! Mi sento impotente e frustrato e penso che lo Stato italiano non abbia mai subito un atto ostile di tale importanza dalla seconda guerra mondiale fino ad oggi.

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    Giulio at |

    Ad ogni modo le relazioni internazionali si basano su rapporti di forza, quindi ogni strategia basata su motivazioni giuridiche è fallimentare. L’Italia dovrebbe reagire con un atto di forza e con minacce concrete per ottenere la liberazione. A BRIGANTE, BRIGANTE E MEZZO.

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    1. avatar
      Anonimo at |

      A BRIGANTE, BRIGANTE E MEZZO.
      Caro Giulio,
      direi che tu abbia tradotto perfettamente la seguente considerazione:
      “If you are in a hostile environment, power respects power,”
      (vedi l’articolo dal Washington Post citato nei commenti al post sul missile Agni V)
      Concordo.

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    Anonimo at |

    Siccome non bastava avere affidato le sorti dei due leoni sequestrati in India a un tale incomprensibilmente nominato sottosegretario agli esteri, l’ineffabile governo ha ritenuto di versare una somma di danaro alle famiglie dei due disgraziati pescatori indiani.

    Forse contano di ripianare l’esborso con la nota fantasia italiana… http://www.marina.difesa.it/Conosciamoci/Notizie/Pagine/20120417_forzablu.aspx

    anonimo nazionale 

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    Silendo at |

    Dal Corriere.it: “Marò, la Corte suprema ammette il ricorso“.

    Da notare l’ultimo paragrafo dell’articolo…

     

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    1. avatar
      Stv Giovanni Nacci at |

      Se la cosa non è un attacco di “italico genio”, è grandioso; se invece lo è… ancora DI PIU’! 😀 😀 

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      1. avatar
        Silendo at |

        Aver pagato e non aver criticato l’India per il recente test missilistico aiuta… 😉

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      2. avatar
        SG at |

        Ma allora non è un insignificante dettaglio pompato un pò troppo dalla stampa, è voluto! non ci avevo minimamente pensato! è Bollywood! visto che c’erano era meglio che l’eroico militare italiano salvasse una giornalista femmina, e carina, e poi scoccasse un amore contrastato dalle famiglie, e poi…. Non posso credere che da quelle parti le cose funzionino cosi,  non ci voglio credere… Ma se è cosi incrociamo le dita, il gioco vale la candela. Che si deve fà pe’ campà..

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  60. avatar
    Stv Giovanni Nacci at |

    Vabè, dai… è che noi non siamo abituati ad accorgerci dei missili.
    (da qualsiasi parte arrivino 😉 

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  61. avatar
    Anonimo at |

    noi siamo sempre originali.
    mai che facciamo le cose come gli altri.
    senza di noi il mondo sarebbe assai diverso. …. e più noioso.

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  62. avatar
    barry lyndon at |

    la comunicazione e l’uso delle informazioni, se utilizzate adeguatamente, sono più efficaci di molte armi “convenzionali” 😉

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  63. avatar
    Anonimo at |

    La Corte Suprema indiana ha rinviato al 26 luglio il ricorso italiano relativo alla legittimita’ costituzionale dell’arresto dei due maro’, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone[…] Il lungo rinvio è dovuto alla pausa per le vacanze estive del massimo organo giudiziario che chiude a partire dal 14 maggio al 2 luglio.
    fonte: ANSA
    …..
    come dire, che dire.. che eleganza..

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  64. avatar
    Silendo at |
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  65. avatar
    Ga78 at |

    Bello schifo!!! I nostri marò non moriranno nelle prigioni Indiane!!! Cavolo!!! L’America li avrebbe liberati dai tempi dei tempi, e senza alcun preavviso! In alternativa li avrebbero avvertiti con intimidazioni!!! Mi verrebbe da scrivere altro, ma per rispetto del padrone di casa e degli utenti di questo splendido sito ,EVITO!!!
     

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  66. avatar
    Anonimo at |

    Cito dall’articolo segnalato dal ns Silendo:
    “…quello che chiediamo al governo è di cominciare a battere i pugni sul tavolo”
    E’ bello che i familiari dei ns marò siano così seriamente e fermamente intenzionati a sostenere i diritti dei propri cari,
    quello che non è bello è la percezione che un po’ in tanti abbiamo di un governo troppo timido nel gestire la situazione.
    ecco, un conto è la scelta di strategie volte ad evitare uno scontro da cui forse soprattutto alcune specifiche figure dall’altra parte sembrano voler trarre appositamente vantaggio (probabilmente da giocare in casa),
    un altro è dare diffusamente l’impressione di essere costantemente costretti ad inseguire le mosse della controparte……
    confusamente e un po’ tristemente, mi unisco alla comune attesa di schiarimenti all’orizzonte…..

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  67. avatar
    Silendo at |
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  68. avatar
    Silendo at |

    La lettera dei nostri due Marò

     

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    1. avatar
      Anonimo at |

      Che dire….forza ragazzi, rappresentate l’orgoglio della nostra amata Patria. Vi giunga il mio, anzi il nostro forte abbraccio. A presto.

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  69. avatar
    Anonimo at |

    Coraggio Ragazzi ….

    …. e Le Istituzioni Italiane ed Internazionali facciano qualcosa di più !!!

    Si deve avere la stessa disponibilità di quando è coinvolto uno dei “Servizi” !!!!

    Tutti servono la Patria !!!

    B.A.

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      Stv Giovanni Nacci at |

      Babbano carissimo, sono perfettamente d’accordo con te.

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    Anonimo at |

    leggo la seguente notizia ma sul sito di ‘Strategic Review’ io non trovo traccia né notizia dell’articolo, sapete dirmi come dovrei cercare (nell’archivio non dovrebbe esserci e cmq il filtro non dà nessun risultato)?
    “Quale Paese sarà disposto ad inviare suoi militari per proteggere le proprie navi, sapendo che rischierebbero l’arresto facendo il proprio dovere ?”. E’ l’interrogativo che pone il ministro degli Esteri Giulio Terzi nel suo articolo pubblicato nell’ultimo numero della più prestigiosa pubblicazione indonesiana di politica internazionale “Strategic Review”, nel quale il titolare della Farnesina affronta il tema della pirateria, con chiari riferimenti al caso dei due marò italiani in India.Nel lungo articolo Terzi ricorda che il sistema di pattugliamento congiunto attuato da Indonesia, Malesia e Singapore nello Stretto di Malacca è un’iniziativa di contrasto alla pirateria tra le più efficaci al mondo e sottolinea che la cooperazione internazionale nel settore sta dando i suoi frutti: gli episodi di pirateria nei primi otto mesi di quest’anno sono scesi dai 439 del 2011 a 202, anche se il fenomeno resta una “minaccia alla sicurezza internazionale ed all’economia globale, visto che più dell’80% del commercio mondiale avviene via mare”.

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  71. avatar
    Silendo at |

    FORZA, RAGAZZI!!!

    Di Gianandrea Gaiani:

    MILANO\ aise\ – “Si allungano ancora i tempi della giustizia indiana per i Fucilieri di Marina Salvatore Girone e Masimiliano Latorre, “prigionieri” delle autorità indiane ormai da otto mesi e accusati di aver ucciso due pescatori creduti pirati a bordo del peschereccio Saint Antony il 15 febbraio scorso.
    La Corte Suprema indiana, che da oltre un mese deve rendere nota la sentenza riguardante il ricorso presentato dallo Stato italiano circa la contestata giurisdizione indiana sulla vicenda, prende ancora tempo ufficialmente a causa di due imminenti periodi di ferie legate a importanti ricorrenze religiose. La notizia è emersa dall’esame del calendario delle festività pubblicato nel sito della Corte stessa che conferma come il più alto tribunale indiano sarà chiuso dal 22 al 27 ottobre compreso e poi nuovamente dal 12 al 17 novembre in occasione della festa di Dusshera e di quella del Diwali (o Festa delle Luci), che segna il Capodanno induista”. A fare il punto della situazione è Gianandrea Gaiani che, sul “Sole 24 ore”, prova a prevedere quello che accadrà ai due marò.
    “L’atteso verdetto, che determinerà il via libera o meno al processo contro i due militari già istruito dallo Stato del Kerala, potrebbe quindi subire nuovi ritardi a causa della sospensione dell’attività giudiziaria. In attesa della sentenza della Corte Suprema il giudice del tribunale di Kollam. P.D. Rajan aveva annunciato l’11 ottobre il rinvio del processo all’8 novembre. Uno slittamento che aveva suscitato la reazione del ministro degli Esteri, Giulio Terzi, il quale si era detto “allibito” avvertendo che se non si arriverà alla liberazione dei due militari l’Italia è pronta a “una serie di azioni a livello internazionale” che aprirebbero “una controversia tra Stati”.
    Ai primi di settembre il collegio giudicante dell’Alta Corte composto dai giudici Altamas Kabir e J. Chelameswar chiuse il dibattimento preannunciando una sentenza che finora non è stata emessa. In settembre la nomina del giudice Kabir alla presidenza della Corte Suprema stessa, ha determinato un ulteriore rallentamento dei tempi di attesa della sentenza.
    Indiscrezioni sottolineano però che sulla decisione si accentuano pressioni politiche divergenti tra quanti vorrebbero il processo (e la condanna) degli italiani e coloro che vorrebbero veder risolto il contenzioso con Roma con una sentenza che, limitandosi a stabilire il difetto di giurisdizione dell’India su un episodio verificatosi in acque internazionali, non entrerebbe nel merito della colpevolezza o innocenza dei due fanti del reggimento San Marco.
    Comunque vada, quindi anche se la Corte Suprema desse il via libera al processo in Kerala e in caso di condanna, per Latorre e Girone sembra ormai certo il rientro in Italia. I due militari, in libertà vigilata nella città portuale meridionale di Kochi, potranno usufruire dei benefici dell’accordo tra Italia e India sul trasferimento delle persone condannate dai tribunali dei due Paesi siglato in agosto e ratificato oggi dalla Camera.
    Il provvedimento, approvato con 458 sì, un astenuto e nessun contrario passa ora all’esame del Senato, aveva indotto il ministro Terzi a dichiarare il 15 ottobre che “i marò torneranno a casa” pur ammettendo di non sapere “quando””.
     (aise)

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