16 Responses

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    Anonimo at |

    Non so se ho capito bene e cosa ne pensino i frequentatori di questo blog più esperti in economia,

    ma a me par di capire che Monti punti su un approccio di tipo psicologico rispetto alla crescita,

    cioé volendo attrarre e risvegliare i mercati attraverso l’autorevolezza di sacrifici strutturali (e dunque affidabili sul medio-lungo),

    e volendo evitare allo stesso tempo il rischio di etero-dirigere la crescita, (spingedola in tempi brevi prima delle elezioni), causando involontariamente effetti di breve respiro che si riproporrebbero se non alla prossime elezioni quantomeno poco dopo.

    ?…

    S.

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      Paolo at |

      da come appare.. probabilmente non è ….
      Credo che, da come evolvono le peripezie economiche europee, siamo all’interno di un ciclone i cui costi alla fine corrisponderanno ad un conflitto bellico di vasta portata .
      Attualmente il nostro paese con tutto ciò che è stato messo sul piatto ( di piu non si puo , anzi siamo già oltre soglia ) ha calmierato le correnti pessimiste che a suon di sole parole ed impressioni ci declassano puntualmente facendo l’interesse di ci vuole far pagare piu interessi in funzione delle flottanze negative del rating.
      Quanto fatto quindi dall’attuale governo ci ha posizionato rispetto al ciclone esattamente nell’occhio di quest’ultimo, ove regna una calma surreale.. fino a quando ( non si sa quando ma presto ) saremo investiti dalla furia degli eventi.

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    Paolo at |

    .. come possibile immaginare e credere che a seguito delle misure varate dal governo, il PIL ( dice il premier ad interim ) si attesterà a fine anno al 3% ?

    Chi produrrà… e per quali popoli ?? .. non vi sembra che l’Eurozona sia un po in ginocchio ? quali saranno gli attori / compratori / consumatori che daranno impulso alla produzione ?? Saranno i ceti alti ??

    TUTTE BALLE .. ci propinano balle per traghettarci all’inferno facendoci preoccupare della Costa Concordia o di Celentano a San Remo….

    La stessa tattica dei Nazisti quando portavano i deportati nelle camere a gas illudendoli che erano docce

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    Anonimo at |

    mmmh, dunque..ciò che intendevo era:

    la ‘crescita’ appunto non viene presa in considerazione dalle manovre e nella visione di Monti (mi sembrerebbe) in quanto (sembrerebbe) secondo lui del tutto estranea alla possibilità di essere in qualche modo agevolata stante il presente sistema italiano (econom-polit-finanz).

    il che signficherebbe: essendo la situaz. gravissima non c’è crescita da stimolare, dato che ad essere malato ( e non c’entra né la Grecia nè i mutui subprime, c’entra proprio l’Italia da trent’anni almeno, qui concordo in pieno) è il sistema nazionale in sé.

    quindi: andiamo in recessione, ripartiamo dal rimettere qualche stampella al ns bilancio, riformiamo dove possiamo e poi speriamo di cavarcela con generazioni nuove di lavoratori e imprenditori (nuove non significa solo giovani anagraficamente) che qualcosa si inventeranno per forza, solo solo perchè ormai che sono in ballo (cioé son nati su questa terra) tanto vale ballare.

    ora, a me comincia a sembrare una buona logica (mi dovrei preoccupare??)…ma quaesto lasciamolo perdere..
    il punto però (anche quando) a me continua a sembrare il seguente: Monti dice ‘i cittadini italiani si son fatti forza di una buona dose di realismo’ (più o meno dice questo). Vero è.

    Ma la classe politica che non ne ha MAI onorato la fiducia, questo lo vuole accettare? io temo di no. Mettiamo che il sig. prof. Monti porti a casa davvero qualche risultato, sarà bene che lui o chi per lui gli trovi al più presto un ‘day after’ adeguato. altrimenti sarà ‘dopo di me il diluvio’…..

    S.

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    1. avatar
      PAOLO at |

      mmmmm.. credo che Lei abbia una visione riguardante le politiche economiche molto ricercata, … al punto che non sono stato in grado di seguirla… voglia perdonare la mia ignoranza

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    PAOLO at |

    ciò che deve allertarci è la rotta intrapresa dalle manovre economiche intraprese rispetto al risultato che ne deriverà …. il debito pubblico in sintesi assorbe 2,5 punti dal PIL, ergo ne consegue che quando il PIL sarà a 2,5 punti pareggeremo con gli interessi del debito..per l’anno in corso ( quindi lo sviluppo reale sarà a ZERO ).

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    Anonimo at |

    Caro Paolo,

    ecco appunto.

    ora forse il Monti ci sta dicendo che quello zero è il miglior gradino per ripartire (secondo lui)??

    cmq, non voglio dare avvio ad una danza di seghe mentali. vorrei solo capire se: Monti è consapevole di quello zero oppure se semplicemente non sa come aggiuncerci un numero…

    vorrei (non ho detto che sia facilemnte possibile, eh eh)

    grazie, cmq

    S.

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      PAOLO at |

      Carissima Anonimo,
      purtoppo Monti lo sa che dallo zere non ci si sposta, ma ancor peggio non ci si arriva. Siamo sottozero. La cacca ci entra nelle narici … ma ci dicono che non è vero..

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    Anonimo at |

    Silendo carissimo,

    il presente post per dirti che, in occasione dell’appena avvenuto intervento di Monti a Strasburgo ( un grandissimo intervento, g-r-a-n-d-i-s-s-i-m-o)

    (e considera che io sono diffidente nei suoi confronti per varie ragioni)

    il tuo post qui si è rivelato assolutamente in perfetto timing. PERFETTO.

    al Peterson Institute infatti nella sez Q&A Monti ha anticipato moltissimo di ciò che ha poi detto a Strasburgo, Grecia a parte (su cui è sato chiaro come pochi, come pochi)

    brravo bbravo il ns Silendo!!!!:-))) (clap, clap= applausi e fiori lanciati dalle dame in tribuna)

    ciao!

    S.

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    barry lyndon at |

    qui un interessante articolo di Foreign Affairs sulle scelte di politica economica del Premier Monti:

    http://www.foreignaffairs.com/articles/137200/mark-gilbert/mario-monti-and-italys-generational-crisis?page=2&cid=soc-twitter-in-snapshots-mario_monti_and_italys_generational_crisis-021512

    Mark Gilbert, l’autore dell’articolo, formula un giudizio molto positivo sui provvedimenti adottati da “SuperMario” e sulle sue linee programmatiche:

    “Monti’s efforts have paid off. In only three months, for example, the yield on ten-year Italian government treasuries, which had exceeded seven percent — the rate at which both Greece and Portugal had to seek bailouts — has declined to 5.6 percent.”

    e ancora:

    “Yet there is much left for Monti to accomplish. The Grow Italy decree is merely a starting point; for Italy to remain in the elite club of nations, Monti must reform the country’s byzantine legal system (it takes, on average, ten years to resolve a civil case in Italy), wasteful local government, creaking health sector, and dysfunctional universities. But changes in those areas would arouse severe opposition.”

    Grant, inoltre, mette in luce quello che è il vero problema del nostro “sitema-paese”: “Italy’s real dilemma is political, not economic.”, aggiungendo che, se non si risolve il “problema politico”, difficilmente si riusciranno a conseguire obiettivi di crescita e sviluppo a medio-lungo termine, perché: “Technocrats cannot govern forever; according to a recent poll by the Italian think tank ISPI, 90 percent of Italian voters currently express disenchantment with the existing political parties. For now, however, Monti is the only option.”

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    1. avatar
      barry lyndon at |

      aggiungo una nota personale: per la crescita (nell’accezione più ampia e completa del termine) del nostro Paese, è necessario far camminare, di pari passo, sviluppo (aspetto economico) e progresso (aspetto culturale). 😉

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    Anonimo at |

    Caro Barry, grazie da parte dei lettori interessati (immagino tanti) alle strategie del ns presidente per la segnalazione del bell’articolo di Gilbert.

    è drammaticamente vero che “Rome’s Economic Solutions Don’t Solve Its Political Problems “.

    infatti, io sono preoccupatissima per il ‘day after’ (ho deciso di chiamarlo così, suona abbastanza catastrofico, magari porta bene) cioè del dopo-Monti. molto preoccupata.

    e non solo per colpa della classe politica. ma per colpa del sistema di tipo clanico-burocratico che permea la testaccia degli abitanti di questo paese: i portieri, gli insegnanti, i dentisti, i notai, i posteggiatori, le mafie, le consorterie, i sindacati, gli onorevoli, gli studenti universitari, le hostess, gli impiegati etc etc.

    non ‘noi’ o al limite ‘io’ (che è sempre un gran buon punto di partenza) ma ‘noi studenti’, o ‘noi docenti’ etc.

    che si stia quasi come le foglie d’autunno, a molti che possono permetterselo o meglio CREDONO ANCORA (ancora!) di poterselo permettere, non gliene frega più di tanto: nel senso che non riflettono.

    riflettere richiede applicazione.

    in questo senso sì certo, concordo con voi che è necessario prima di tutto un ‘salto’ culturale (‘salto’ mi piace, ‘p*******o’ non mi piace)

    ora un salto culturale richiede in fondo la stessa cosa del primo tuffo: un po’ di coraggio.

    speriamo di averne di coraggio, dalle ns parti. che dite? speriamo di sì.

    (ah, di base ci servirebbe soprattutto un’overdose di Gemeinschaft. ma proprio da cavallo da corsa. ma, per i miracoli, tocca sperare in Gesù bambino)

    S.

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