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    Lupazzo at |

    Buongiorno,

    Nel suo articolo, Palombo scrive che l’incontro del 21 Gennaio scorso tra Monti e Qeeb “si concluse con la firma di un nuovo Trattato di amicizia con il governo transitorio della Libia”.
    Il 2 febbraio, invece, Natalino Ronzitti scrive “La posizione definitivamente espressa dal governo Berlusconi e fatta propria dal governo attuale è quella secondo cui il Trattato di Bengasi sia stato sospeso e debba essere riattivato. Di “riattivazione” del Trattato del 2008 ha parlato anche il nuovo ministro degli affari esteri, Giulio Terzi, nell’audizione congiunta delle Commissioni affari esteri della Camera e del Senato il 30 novembre 2011. A tal fine occorre un preciso atto di volontà”.
    Tuttavia, di riattivazione del Trattato del 2008 “non si riscontra traccia nella Tripoli Declaration siglata tra il Primo Ministro libico al Qeeb e il Presidente del Consiglio Mario Monti al termine della visita a Tripoli il 21 gennaio 2012”.
    Ronzitti conclude sostenendo che “Occorre un atto ricognitivo dei due Stati allo scopo di stabilire con certezza quali sono i trattati in vigore tra i due Stati”. (http://www.affarinternazionali.it/articolo.asp?ID=1961)

    Insomma, il quadro attuale dei rapporti bilaterali tra Italia e Libia risulta ancora piuttosto ambiguo. Che idea vi siete fatti al riguardo?

    Inoltre, trattando di intelligence, l’articolo di Palombo nulla dice circa la “lettera di intenti” in materia di cooperazione militare firmata, in occasione della missione governativa guidata da Monti a Tripoli, tra l’Ammiraglio Di Paola e il ministro della Difesa libico, Osama Jweli.
    Secondo quanto annunciato dallo stesso Di Paola, l’impegno riguarderà in particolare “l’addestramento, lo sminamento, la sorveglianza del territorio e la cessione di mezzi alle forze libiche”.
    L’ Operazione Cirene, scrive Gianandrea Gaiani, è già cominciata “con l’arrivo a Tripoli di un’avanguardia di sette militari che, a sua volta, anticipa l’arrivo di un contingente di 100 consiglieri militari e istruttori, 54 ufficiali e 46 sottufficiali provenienti da diversi reparti e specialità. Scarni i dettagli forniti dalla Difesa ma dal decreto che rinnova le missioni oltremare emerge che l’operazione Cirene sarà guidata da un Colonnello e costerà quest’anno 10 milioni di euro suddivisi in 7 milioni per il personale e 3 per il funzionamento”.
    Inoltre, si prevede di formare, in territorio italiano, circa 250-300 uomini delle forze di sicurezza libiche.

    Avete aggiornamenti al riguardo?

    Scusate se mi sono dilungato, nel rigraziarvi vi auguro una buona giornata
    Lupazzo

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