Il 23 gennaio un quotidiano tedesco, il Der Tagesspiegel, ha pubblicato la notizia che un documento strategico preparato dalla dirigenza qaedista sarebbe stato ritrovato ed analizzato dalle autorità di Berlino.
Riporta Daveed Gartenstein-Ross:
According to information obtained by Der Tagesspiegel, terror organization al-Qa’ida plans to fight a war of attrition against Germany and other Western states. Security sources say that a strategy paper drafted by the al-Qa’ida leadership based in the Pakistani-Afghan border area suggests that a combination of smaller and larger attacks “will drive the enemy to despair.” Other documents describe the taking and subsequent killing of hostages, the use of toxic substances, and how to give cover to fighters smuggled in.
Al-Qa’ida expects that growing fear among the general population and increasing reprisals on the part of the security authorities will marginalize Muslims. As a result of such escalation, Muslims will join the Holy War in ever larger numbers, security sources quote from the papers.
Ammesso che il documento sia originale (non l’ho letto e non conoscendo il tedesco mi devo basare unicamente sulle poche informazioni riportate da alcuni siti del settore) è interessante notare che:
a) la cultura strategica qaedista rimane quella propria di un’avanguardia;
b) come tale i qaedisti continuano a far leva sulla reazione repressiva delle autorità, secondo lo schema (semplificato): attentato qaedista -> repressione sulle comunità islamiche -> contro-reazione dei musulmani e adesione in massa alla jihad.
Per intenderci, lo stesso approccio del gruppi terroristici europei degli anni 70.


‘this strategy paper shows that the group continues to depend on the West’s reactions to advance its objectives’
ma questo allora non vuol forse dire che il terrorismo nella sua forma più effettiva (su base fortemente ideologica) è declinabile con successo solo secondo schemi dialettici ‘occidentali’ (tu scrivi: replicare i movimenti ns dei ’70) e dunque in realtà più adatto ad attecchire in profondità nelle ns società che in quelle arabe o afgane (lasciando stare il caso dell’algeria?)
S.
(comunque, minchiate personali a parte, quanto sei bbravo, ma quanto sei bbravo. anche se hai cambiato l’arredamento.)
ahahah ti ringrazio per il tuo complimento ma, sinceramente, non riesco a vedere tutta questa bravura
Detto ciò…la tua osservazione è molto interessante e quindi ti chiedo: cosa intendi esattamente per “attecchire in profondità“?
Ciao Silendo…prima della buonanotte a tutti….
….incredibilmente utile questo articolo..sottende molto di più…la cultura avanguardista e il sistema qaedista si diffondo anche nella cultura professionale…è proprio vero che “l’ignoranza crea la violenza” e che negli spazi urbani in cui vi è una compresenza di etnie ormai regna il disordine supremo…non è semplice insofferenza o intolleranza è incapacità a gestire spazi multietnici, è immaturità di responsabilità nel capire che in alcuni luoghi è impossibile la convivenza…non è resa democratica, ma necessità di concretezza per convivere meglio..
Morgana
Silendo,
risponderò alla tua domanda stasera (notte) perdonami, il lavoro chiama.
ma risponderò questa sera (notte).
S.
Ma scherzi? Rispondi quando vuoi
Silendo caro,
dunque, cercherò di essere chiara (a me stessa in primis):
a) una dialettica come quella impostata da Al Qaeda, specie se sviluppata con riferimento al ns terrorismo europeo dei ’70, necessita di due cose per individuare nemici: stato e nazione. se armo una guerra contro un ordine mondiale nemico, devo poter indicare quello stato/quelle nazioni/quella forma sociale che lo rappresenti, altrimenti non so da dove iniziare la mia strategia di propaganda
b) ora, prendiamo ad esempio i movimenti di miliziani salafiti (non intendo i salafiti come corrente di interpretazione del Corano, per carità): considerando quanto sono simpaticamente aggressivi, avrebbero ben potuto conquistare territori su territori, stato arabo dopo stato arabo. ma c’è un problema. le forme di governo dei paesi arabi sono intrise dello stesso senso dello stato come struttura a servizio e difesa della nazione che trovi tra i deputati regionali siciliani. questo determina un’altra cosa: gli arabi, ad esempio, che non sono idioti, non è che non si rendano conto di quando qualcuno vuole vendergli miraggi politici, soprattutto considerando che sono abituati alla sistemica anarchia. quando quegli idioti della sinistra internazionale hanno pensato che potessero diventare comunisti, hanno fatto lo stesso errore di chi ha creduto che Osama se li sarebbe chiamati tutti con lui come il pifferaio di Hamelin.
c) e dove invece le porcherie ideologiche attingono da sempre tanto bene? ad esempio in Europa. perché è bello sfogare le proprie frustrazioni e incapacità decisionali stabilendo che il problema non sei tu, è il mondo che è sbagliato. ce lo possiamo permettere, o almeno così crediamo. le generazioni arabe che manifestano reclamano diritti semplici, costruttivi. lavoro, autonomia decisionale, trasparenza e lotta alla corruzione (come gli indiani). noi abbiamo manifestanti che lottano contro l’abolizione dello statu quo. oppure animati da visioni a metà tra il vandeano e il nazista in salsa post-comunista. oppure, quando va bene, avidi lettori di Vanity Fair.
d) i ns ‘musulmani’ o gli immigrati a cui Al Qaeda potrebbe eventualmente mirare sono dunque tra l’incudine e il martello:
1) questioni di ius soli e ius sanguinis si sovrappongono ancora ai loro diritti nello spazio europeo (in diversi sensi)
2) desiderio di protagonismo attivo, di identità e di amalgama possono portarli ad abbracciare le ideologie di Al Qaeda proprio perché cresciuti in paesi sensibili alle ideologie
3) consideriamo poi il seguente esempio: Ahmed vede il proprio padre artigiano pagare il pizzo e il coetaneo di fronte casa sua fare il posteggiatore; si chiede perché cavolo suo padre sia convinto che qui è meglio che la’ (metti, in Marocco o che so io). Ahmed conclude: qui non c’è Stato, non c’è comunita civile. Ma Ahmed HA STUDIATO NELLE NS SCUOLE. Ahmed lo sa che cosa potrebbe essere una società civile. ora, o decide di fare il poliziotto e contrastare la mafia (volesse il cielo) o decide che questa società, la nostra ovvero la sua, è un fallimento.
uhm, mi fermerei qui.
ci sarebbe da considerare anche il fatto che i ‘miliziani’ nostrani autoctoni indigeni potrebbero trovare utile e molto trendy una joint- venture, ma questo lo lascerei considerare ai veri esperti.
ora sono un po’ stancuccia…..ciao
S.
Ciao Silendo, al volo:
diemnticavo esempio + calzante: vedi Ahmed e il suo papà e trasferiamoci in DE all’interno della ‘comunità’ turca.
mettiamo che sei il figlio di un turco che in germania deve subire un mondo sotterraneo di piccole ‘angherie’ tra turchi. cosa penseresti della convinzione dei tedeschi che il loro stato funziona? e le autorità tedesche, hanno abbastanza chiaro il pericolo rappresentato da questo tipo di problemi?
ciao, una splendida giornata a tutti
S.