8 Responses

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    discepolokr at |

    Ma saranno vere tutte queste cifre? Secondo me in questi giorni si "daranno i numeri" e bisognerà aspettare qualche mese per capire come stanno effettivamente le commesse. C'è il rischio di colpi di coda dei lealisti e non credo che russi e cinesi si lascino mettere da parte tanto facilmente.

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    utente anonimo at |

    1) bell'articolo, mi è piaciuto (grazie, caro Silendo)

    2) Gentile Discepolokr,
    sono d'accordo con te: è proprio troppo presto per fare i conti, da tutti i punti di vista!
    ho però una domanda:
    ecco, appunto per esempio i cinesi e i loro interessi nel continente africano; i FR ci parlano, li invitano, vedono gente, fanno cose; noi che famo?
    ci parliamo noi coi russi e coi cinesi? li invitiamo, (magari anche più discretamente)?
    …speriamo di sì, perché sono finiti i tempi di Gheddafi: anche se i fantomatici 'ribelli' si rivelassero una nube passeggera, cmq lo scenario è cambiato e nuove persone chiederanno nuove regole, nuove quote e nuovi affari..(almeno, secondo le normali logiche umane, dovrebbe andar così)

    non trovate? non sembriamo un tantinellino provinciali, in questa fase degli eventi?

    ??

    S.

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    AllegraBrigata at |

    Solo inq uesta fase…? :(

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    Silendo at |

    "bell'articolo, mi è piaciuto (grazie, caro Silendo)"
    Di niente 😉

    "non sembriamo un tantinellino provinciali, in questa fase degli eventi?"
    Io direi: non sembriamo privi di una strategia complessiva? 😉

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    discepolokr at |

    Caro S.#2,
    secondo me l'attivismo francese è frutto della frenesia di Sarkozy e delle sue ambizioni per le prossime elezioni. Gli italiani, in alcuni settori, il loro "mestiere" lo fanno bene, collaborando con chi serve nel modo e momento giusto.
    E' risaputo della"diplomazia parallela" dell'ENI nei paesi in cui opera e della sua capacità di penetrazione.
    Recentemente ENI aveva ceduto parte dei permessi di esplorazione di giacimenti d'idrocarburi libici alla russa Gazprom.
    Silendo, io credo che la mancanza di strategia ci sia stata a cominciare dalla NATO.

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  6. avatar
    utente anonimo at |

    Caro Discepolokr,
    ok, ho capito cosa dici, hai ragione.
    hai fatto molto bene a ricordare i rapporti con Gazprom che si sono molto intensificati. giusto, hai ragionissima.
    tu dici anche: il punto è la NATO.
    Ascolta, ho allora un'altra domanda:

    1) dunque, abbiamo il giocatore ITA che siede a diversi tavoli, NATO inclusa, e a questi tavoli non sempre appare in campana o in grado di far emergere il proprio orientamento.
    2) poi il ns giocatore per conto suo sa giocarsi partite a lei + congeniali su terreni scelti ad hoc, impostando tavoli a due scegliendo cosa dare a chi e con chi, come e qnd. e tu dici che questo il ns giocatore qnd vuole lo sa fare bene.
    3) Silendo parla di mancanza di strategia.
    domanda:
    se il ns giocatore ITA gioca meglio undeground e/o predisponendosi affari propri bilaterali, considerando comunque la compresenza sulla scena del salotto internazionale (e dunque il 'red carpet'), non dovrebbe assicurarsi di avere una strategia per l'appunto 'complessiva' tale da coniugare un eventualmente 'tattico' low profile in salotto e un più laborioso ruolo nel privé?
    speriamo di sì, perché altrimenti il rischio non potrebbe essere di dover inseguire le capriole dei salottieri e andare poi con l'affanno ai riservati appuntamenti a due, visto che il mondo al momento è instabile e ogni giorno può cambiare qualcosa ?
    non dovrebbe stare attenta a salvaguardare le sue capacità anche assestando di buona lena un forte e chiaro calcio sotto il tavolo nelle riunioni ufficiali, anche a costo di far parlare di sé (finalmente per un motivo serio) e dover sostenere qnd serve la parte della rompicoglioni (che ITA sembra temere più d'ogni altra cosa), di pari passo con i suoi interessi in privato ?

    tu dici: Sarkozy. ma appunto ci rendiamo conto che è quasi come dire che la NATO e l'Italia con essa sono andate in Libia appresso a uno (1!) che ha problemi a casa sua?

    la mia sensazione è che le due cose non vadano più insieme da molto tempo, cioé non siano guidate da una visione coerente.
    ora, questo, a mio personale parere, dipende da un provinciale ( e oltremodo irritante) senso di superiorità: noi possiamo un po' lasciar fare, al limite spendiamo soldi per un intervento che appare poco utile, tanto possiamo permettercelo, poi siamo bravi a riguadagnare posizioni.
    e se qualcuno, sapendo come la pensiamo, decidesse di sfruttare questa ns convizione a suo vantaggio?
    e se non bastasse più? se fosse ormai parte del vecchio mondo che è già passato a causa di quella che chiamano crisi e crisi non è, perché è invece un sistema nuovo che si è disvelato?

    Nella vita pubblica, non è questo diventare adulti : sapersi guardare le spalle e farlo capire agli altri, non alzare la voce ma saper sorridere mentre dici: 'mi spiace, questo non posso accettarlo, questa non è una buona idea, vi spiego perché' ? ITA non è forse ferma alla fase: sono la meno alta delle mie compagne di classe?
    l'immagine pubblica è importante, non può non essere parte nella sua strategia. se il problema parte dalla NATO, c'è un fatto: la NATO non è una testa, sono tante e se ITA è fra queste teste, beh, allora farebbe bene a considerare ruoli e posizioni al suo interno: può farlo, questo sa farlo ? perché dovrebbe fare bene l'una e l'altra cosa, per sicurezza.

    S.
    perdonate vi prego la lungaggine, ma di questi tempi sono una nuvola di dubbi e di punti interrogativi..

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  7. avatar
    Silendo at |

    Sul fatto che la NATO difetti di una strategia personalmente ho pochissimi dubbi :)
    Vedremo come evolve la situazione in Liba. Aiuterà a capire ancora meglio… 😉

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  8. avatar
    utente anonimo at |
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