52 Responses

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    utente anonimo at |

    Sarebbe interessante vedere dove finirà l'intelligence militare……………..

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    utente anonimo at |

    buona giornata.

    ..ancora una volta è sfuggito l'argomento tanto annoso e discusso quale l'assunzione/reclutamento del personale – alla luce delle nuove dinamiche che stanno interessando lo specifico comparto (vds. congedi e pensionamenti a seguito della sentenza di rigetto del TAR Lazio…) – in previsione anche delle nuove competenze..

    Nathan MUIR

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    AllegraBrigata at |

    Buongiorno Nathan. Stai facendo riferimento al saggio oggetto del post o parli più in generale?

    Roberto

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    .barry.lyndon. at |

    Ho letto con interesse l'articolo del Pref. De Gennaro.

    Di seguito le parti, a mio avviso, più pregnanti del testo e il messaggio sotteso agli stessi:

    1.
    "Il DIS svolge, talora in maniera autonoma, talaltra per conto dell’Autorità di governo, un ruolo di controllo e di garanzia che di fatto, pur senza interferire nella loro autonomia operativa, lo pone in una posizione sovraordinata alle Agenzie. In tal senso non può non leggersi l’attribuzione delle funzioni di ispezione e di inchiesta, di gestione degli archivi, di pianificazione delle risorse umane e finanziarie, di responsabilità nella formazione. […] Il Dipartimento delle informazioni per la sicurezza è l’organo del quale si avvale il Presidente del Consiglio dei ministri al fine di assicurare piena unitarietà al Sistema di informazione per la sicurezza.
    L’unitarietà del sistema è una delle chiavi di volta della riforma, perché è il canone organizzativo grazie al quale è possibile finalizzare con la massima efficacia i contributi che provengono dalle sue singole componenti
     "

    il Dipartimento se coordina deve anche "dirigire". Non può esistere cooridnamento senza direzione. L'efficacia della rifroma (e la funzionalità del SISR) è legata a doppio filo con il ruolo di vertice del DIS. 

     "   

    2.
    "nuove funzioni, che richiedono una discussione pubblica e una trattazione scientifica che in Italia sono ancora carenti e stentano a decollare."

    = occorre riqualificare il sistema e collegarlo permanentemente al mondo accademico/scientifico.

    3.
    "la definizione di interesse nazionale, sulla quale la discussione merita di essere ripresa ed ampliata, anche alla luce delle nuove indicazioni legislative che hanno affidato ai Servizi lo svolgimento di attività informative a protezione non solamente degli interessi “politici e militari” del nostro Paese ma anche di quelli“ economici, scientifici e industriali”.
    Questa interpretazione evolutiva della nozione di sicurezza nazionale pone con forza il tema dell’attività che i Servizi di informazione sono chiamati a svolgere per proteggere la sicurezza e la competitività delle imprese di rilevanza strategica e dell’intero sistema-Paese. […]
    La tutela del sistema economico e industriale è sicuramente uno dei campi più delicati dal punto di vista della legittimità dell’agire dei Servizi di informazione tanto in chiave “difensiva”, nei confronti di aggressioni o intrusioni di varia natura a danno delle imprese, quanto in chiave “offensiva”, in termini di informazione preventiva a sostegno della competitività delle imprese stesse sui vari scenari internazionali."

    = è arrivato il momento di smarcarci dall'approccio "difensivo"; soprattutto nel campo economico-finaziario e in quello tecnologico è necessario spingersi oltre e adottare un approccio proattivo.
     

    4.
    "Il CISR è configurato dalla riforma come un importante punto di raccordo del Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica.
    Le norme che disciplinano l’attività e i poteri del Comitato lasciano intravedere significative potenzialità, sulle quali una riflessione sarebbe assai interessante ed utile, al fine di individuare gli strumenti organizzativi e procedurali più idonei a favorirne una attività deliberativa sempre più consapevole ed efficace."

     
    =il potere politico deve essere motore dell'attività del SISR; il CISR potrebbe (dovrebbe) essere la base per l'istituzione di un Consiglio per la Sicurezza Nazionale.

    5.
    "… trasformando le attuali strutture che operano presso lo Stato Maggiore della Difesa in un vero e proprio organismo di intelligence militare dipendente dal Ministro della Difesa, con compiti esclusivi di tutela dei nostri militari dislocati “in teatro”, ma ben raccordato con il sistema informativo generale."

    = non è possibile avere un intelligence militare fuori dal comparto SISR.

     
    chew ne pensate 

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    .barry.lyndon. at |


    A seguire, invece, un passaggio che mi ha sorpreso, ovvero quella relativo all'ipotesi di implementare nel SISR un nuovo organismo deputato a svolgere in via esclusiva le attività SIGINT, ELINT ed IMINT:

     
    "A questo proposito, un’utile riflessione potrebbe essere sviluppata in merito all’opportunità, sia dal punto di vista funzionale, che del contenimento della spesa, di istituire, così come peraltro praticato tanto negli Stati Uniti, quanto nel Regno Unito, un nuovo organismo di intelligence che svolga in chiave unitaria e a favore di tutto il sistema le delicate attività di intelligence delle comunicazioni, di immagini e di segnale, che oggi rappresentano un pilastro fondamentale della raccolta delle informazioni per la sicurezza."
     ."""" dsg

    ne abbiamo realmente la necessità?

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    .barry.lyndon. at |

    errata corrige per il mio commento n. 4:

    "Di seguito le parti, a mio avviso, più pregnanti del testo e il messaggio sotteso ALLE STESSE"

    pardon….è il caldo!! 😀

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    AllegraBrigata at |

    Ottimi spunti, Barry.

    R.

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    utente anonimo at |

    Thanks, Roberto! :)

    sono delle riflessioni a “caldo” (nel senso meteorologico del termine!!).

    Cosa ne pensi dell’idea di creare una sorta di GCHQ italiano?

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    AllegraBrigata at |

    Penso che sia un'ipotesi da valutare…
    😉

    R.

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    giovanninacci at |

    "… trasformando le attuali strutture che operano presso lo Stato Maggiore della Difesa in un vero e proprio organismo di intelligence militare dipendente dal Ministro della Difesa…"

    – Cioè non trasformandolo…

    "…con compiti esclusivi di tutela dei nostri militari dislocati “in teatro”…"

    – "esclusivi" nel senso che il SISR – pur volendo – non se ne può occupare o "esclusivi" nel senso che SMD/RIS può occuparsi SOLO di quello? (e in tal caso, a che pro il "… ben raccordato con il sistema informativo geenerale"?)

    – e poi "tutela"… in che senso???

    E poi ancora in ultimo: quando mettono on line la versione accessibile a tutti di GNOSIS, la medesima può definirsi… GNOSINT?

    Non potevo immaginare che la pensione portasse tanti dubbi…

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    .barry.lyndon. at |

    Ciao Gió! 😉

    secondo me, quando nel saggio si parla di compiti esclusivi alla tutela dei militari in T.O. si intende circoscrivere la competenza dell’intelligence militare a quel compito specifico.

    quando si parla di “trasformazione”, invece, credo che ci si riferisca ad un procedimento strettamente riorganizzativo; cioé istituire un organismo autonomo che risponda gerarchicamente e funzionalmente al M.D., raccogliendo le varie articolazioni ad oggi presenti in SMD ed in particolare nel II Reparto.

    Tu che ne pensi dell’ipotesi di istituire una nuova struttura deputata a COMINT, SIGINT ed ELINT? :)

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    Silendo at |

    Caro Barry…. 😉

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    giovanninacci at |

    Barry caro,
    premetto che ho letto il documento molto, troppo velocemente.

    Ad ogni modo in primo luogo torno a sottolineare che per una questione di – passatemi il termine – "estetica" e stante la normativa attuale, fossi io il capo del DIS non andrei a disquisire su come andrebbe organizzato il RIS… Così come, per gli stessi motivi, se fossi indegnamente il capo di SMD RIS non mi sognerei nemmeno lontanamente di questionare su come organizzare il SISR.Magari farei qulache osservazione sugli stanziamenti a bilancio, ma tutto rimarrebbe in una classica e sana dialettica ministeriale

    Una (o più) intelligence "fuori" dal SISR ritengo sia una cosa normalissima e possibilissima (oltre che, aripassatemi il termine, "realissima").

    Riguardo la super-iper COMINT, SIGINT ed ELINT non posso non far riferimento al passaggio sulla "sicurezza cibernetica italiana" e sul relativo "perimetro": riguardo questo aspetto ho promesso più volte al Vate (e a me…) che non sarei più intervenuto e pertanto cerco, pur essendo marinaio, di mantenere almeno questa promessa.

    In attesa sempre che venga un giorno il tempo della "sicurezza filosofica italiana" che poi porterebbe alla "sicurezza metafisica italiana" passando per la "sicurezza della fisica dei bosoni di higgs italiani".

    Le parole vanno usate bene perchè hanno dei significati, e li hanno perché perchè esprimono concetti, prima ancora che "sensazioni" ed "emozioni". Normalmente i primi sono maggiornamente significativi, in certi contesti, rispetto alle seconde.

    I miei 2 cents ;))

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    ilraffa at |

    GIovanni scusami ma non sono d'accordo sul primo punto.
    De Gennaro esprime un parere su una struttura che, pure fuori dal Sistema, è comunque coinvolta nell'attività dello stesso. Eccome…
    L'argomento in questione, inoltre, è oggetto di dibattiti e riflessioni, a vari livelli.
    Al contrario, secondo me è un bene che riflessioni di questo genere non restino nel chiuso dei Ministeri ma siano pubbliche.
    Ecco questi sono i miei due cents…. :)

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    giovanninacci at |

    Carissimo,
    quel che intendevo sottolineare è che questa espressione di pareri sembra essere affetta da un grave fenomeno di carenza di reciprocità… "espressiva", cosa che sta alla base  invece di ogni buona discussione.

    Che l'argomento sia fonte di confronto a vari livelli mi sembra una cosa buona: anche questa nostra discussione fa parte di uno di questi livelli 😉 Tuttavia sembra eccessivo (o almeno pare così a me, da non esperto di fatti giuridico-politici…) che il capo di una struttura proponga – in modo più o meno velato – opzioni di modifica di una legge di uno Stato che riguarda altre strutture diverse dalla sua.

    Un po' come se un rettore di una università proponesse modifiche all'assetto organizzativo degli Istituti di formazione militare passandoli sotto il cappello del MIUR.

    Insomma, ecco, ne facevo una – profonda – questione di "stile" (sia in senso amministrativo che politico).

    (P.S.: Altri 2 cents: facciamo una colletta e poi ci prendiamo il caffè  :)))

    P.S.: ora qualcuno qui dentro dirà che sono di parte… ma – da un punto di vista epistemologico – è l'attività del SISR ad essere coinvolta in quella di SMD/RIS… 

    Un carissimo saluto a tutti! :))

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    AllegraBrigata at |

    Insomma… Gio'… non direi che l'attività del RIS sia estranea al comparto diretto dal Prefetto. Non è la stessa cosa dell'esempio da te fatto e che coinvolge le università. 
    Anche io come te ho letto velocemente il saggio ma non riscontro per giunta affermazioni che potrebbero danneggiare interessi o funzionamento dello SMD e delle Forze Armate, semmai il contrario.
    Non so. Può essere che sbagli perchè concordo con quanto si sottintende nello scritto…. 😉

    F.

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    giovanninacci at |

    Mah… non sono un esperto del settore specifico e delle sue prassi organizzative (anzi lo conosco assai poco) così come poco (ovvero per niente, in realtà) conosco i rapporti sistemici tra RIS e il SISR.

    Di conseguenza non ne faccio (non ne posso fare) un discorso di danneggiamento di interessi o funzioni dell'uno o dell'altro, assolutamente. Queste sono valutazioni, e il Vate Nostro lo sa, che io lascio sempre a chi ne sa molto, ma molto più di me (cioè a lui e a voi ;).

    Quel che volevo sottolineare è una certa "attitude" (ma potrei aver frainteso le indicazioni di questi ultimi anni) di certe strutture (strutture organizzative e strutture di "unità carbonio" *) nei confronti di SMD/RIS (mentre non noto, a quanto – poco – ne so, alcuna "attitude" da parte di SMD/RIS nei confronti di altri.

    In altre parole insomma, e sempre in tema di "attegiamenti", mi sembra come quando uno si organizza per diventare un buon amico di un terzo, con lo scopo di fregargli la ragazza.

    Ma può sempre essere che debba cambiare marca di brandy eh…

    Cari saluti a tutti! :)))

    * così una "macchina" definiva gli umani in uno dei film di Star Trek :)))

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    .barry.lyndon. at |

    Gió…credo sia veramente arrivato il momento di cambiare marca di brandy! :)))

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    Silendo at |

    Uhm… Gio'… secondo me questa volta ti sbagli… :)

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  20. avatar
    giovanninacci at |

    Quand'è così, corro in enoteca

    P.S.: le motivazioni avverso la mia tesi sono "sensibili" o qui – almeno – "chiacchierabili"?

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  21. avatar
    giovanninacci at |

    p { margin-bottom: 0.21cm; }

    Stavo però pensando a quali sarebbero le reazioni di giornalisti (più o meno esperti) commentatori (più o meno autorevoli) politici (più o meno interessati) nel caso in cui il capo del RIS – o anche il capo di SMD – uscisse periodicamente (anche solo un paio di volte basterebbero) su canali pubblicistici ufficiali della Difesa con documenti simili (per taglio, approfondimento, linguaggio, approccio scientifico e… destinatari) a quello del capo del DIS, ma magari sostenendo ipotesi diverse, auspicando in modo piuttosto chiaro la modifica sostanziale di una Legge dello Stato…

    Chissà che tipo di titoli (e di quale tono) leggeremmo il giorno dopo sulla stampa (è una curiosità vera, senza alcuna vena di polemica).

    AVVERTENZA: per chiarire il contesto di questo post, tengo a sottolineare che questa è una comunicazione in chiaro su tutti i canali standard, effettuata in data astrale 12.345, indirizzata al Comando Operazioni di Starfleet. Ogni riferimento ad altri fatti è da considerarsi assolutamente casuale. 

     

    Saluti cari!

     

    P.S.: che poi, va da sé, per quel che ne so io il capo di SMD e il capo del RIS magari sono totalmente d'accordo con quel che dice il capo del DIS ;)))

    …però sarebbe interessante saperlo con una qualche ragionevole garanzia di certezza: avete per caso notizie in tal senso?

    P.P.S.: come va la marca nuova di brandy? Meglio?

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    AllegraBrigata at |

    Giovanni caro vuoi forse dire che quando parla un militare si scatena un putiferio?

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    giovanninacci at |

    In una qualche misura… si. 
    Ma ne faccio di più una questione – come dicevo sopra – di atteggiamento e di "stile".

    Sarà che il mio cuore* (sia il ventricolo orgogliosamente militare che quello più tristemente civile…) affonda i remi nelle tradizioni della "Grande Silenziosa"… boh…

    Saluti cari!

    * si dice che i comportamenti abbiano origine nella mente, mentre gli atteggiamenti nel cuore…

    P.S.: la nuova marca di brandy mi rende eccessivamente malinconico :((( Ora dovrete aspettare che finisca…

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  24. avatar
    Silendo at |

    Gio', giuro che sulla "Grande Silenziosa" mi stava scappando una battuta cattiva riguardante la nostra II Guerra Mondiale… mi trattengo solo per rispetto nei tuoi confronti… ;))

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  25. avatar
    giovanninacci at |

    Purtroppo nella nostra II Guerra Mondiale quasi nessuna parte è indenne da battute cattive, dalle quali – ovviamente e per gli stessi motivi – mi astengo (come ho sempre fatto) anche io ;)))

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    giovanninacci at |

    Ah a proposito… se poi si vuol – più o meno amabilmente – discutere sul ruolo della Marina nella varie guerre o, più in generale, nelle Forze Armate, o della necessità -che so- di costruire nuove navi o portaerei… che si faccia pure, senza alcuna remora; ci mancherebbe.

    Io sono DEFINITIVAMENTE (e quasi ufficialmente, oltre che amministrativamente, ormai) in pensione, quindi il mio interesse per questi argomenti è ormai sotto la suola delle scarpe.

    Ciò significa che in ogni caso non me la prendo :)))))

    Come il titolo di un film quasi recente: "Good Night, and Good Luck!"

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    AllegraBrigata at |

    La Marina avrebbe dovuto ingaggiare battaglia anzichè restare nei porti.

    A.

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    giovanninacci at |

    il Ministero della guerra non fornì mai quantitativi adeguati di carburante, come da reiterate – pressanti – richieste. Né tantomeno quando si decise di fare un accordo in questo senso con l'alleato tedesco, le cose andarono meglio: la Germania fornì una frazione insignificante delle quantità citate nell'accordo e presto fu bloccata anche quella fornitura.

    Per non parlare del supporto aereo dove i piloti (anche quelli tedeschi eh…) – non addestrati all'avvistamento in mare – davano informazioni del tutto fuorvianti su flotte e posizioni, confondendo spesso (non per loro colpa, ma per mancanza di addestramento specifico) unità di uno schieramento con quelle dell'altro.

    E per non parlare nemmeno del fatto che le indicazioni sugli avvistamenti arrivavano a Supermarina solo dopo essere passati per i relativi comandi aero e solo dopo che i piloti l'ebbero comunicate a voce una volta atterrati.
    Informazioni che una volta trasmesse alle Unità in mare non solo non erano aggiornate ma – appunto – fuorvianti…

    Un paio di Ammiragli sono stati presi prigionieri e fucilati per colpe che non avevano.

    http://it.wikipedia.org/wiki/Luigi_Mascherpa
    http://it.wikipedia.org/wiki/Inigo_Campioni

     

    Reply
  29. avatar
    AllegraBrigata at |

    Caro Giovanni, temo che alla base vi fosse però anche dell'altro.
    L'errata convinzione che bisognasse tutelare il più possibile il naviglio, soprattutto quello "pesante", per non essere declassati a guerra finita.
    Mi insegni infatti che in quel periodo uno dei principali parametri attraverso i quali valutare la potenza di una nazione era considerato proprio il tonnellaggio navale.
    Per non parlare poi del mito della battaglia risolutiva, ecc ecc…

    Roberto

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  30. avatar
    utente anonimo at |

    Cari utenti, e stimatissimo Padrone di casa, vi segnalo un'articolo sulle donne italiane dei servizi segreti
    http://www.sisde.it/Gnosis/Rivista26.nsf/ServNavig/25

    Ga78

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  31. avatar
    giovanninacci at |

    Mah Roberto, non sono uno storico navale o uno stratega, quindi onestamente non saprei cosa dire a tal proposito, tranne che in un certo momento come flotta non eravamo niente male (ma proprio niente male).

    Quel che è certo è che una flotta può essere persa anche in porto (es. la battaglia di Taranto) e che lo scopo originario – in guerra ancor di più – di una divisione navale è quell di spendersi incrociando per mare senza risparmiarsi.

    Quando si hanno gravi problemi logistici a monte è ovvio che ciò diventa praticamente impossibile e magari succede che scelte forzate (o sbagliate…) possano essere in qualche modo "onorevolmente giustificate" in altro modo.

    Ripeto non sono affattu un esperto, faccio solo riferimento a vecchie reminiscenze della formazione Accademica…

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  32. avatar
    utente anonimo at |

    c'era un libro…molto bello mi pare si intitolasse "fucilate  gli ammiragli!!"…

    Folgore…

    PS Buon ferragosto a tutti…

    Reply
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    AllegraBrigata at |

    Buonasera Folgore.
    L'ho letto tanto tempo fa…

    R.

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  34. avatar
    giovanninacci at |

    Cari Folgore e Roberto la vostra citazione del libro di Gianni Rocca è per me un bellissimo regalo.

    "Fucilate gli Ammiragli" me lo regalò mio padre qualche mese prima del congedo. Non vi nascondo che ogni volta che ne ho bisogno, ne rileggo qualche pagina, commuovendomi come la prima volta…

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    Silendo at |

    Lo lessi da ragazzino…. bei ricordi :)

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  36. avatar
    .barry.lyndon. at |

    Giò leggo solo ora i tuoi commenti! 😀

    Sicuramente dopo il "cambio etichetta brandy" le cose vanno un pò meglio 😛

    Capisco quando parli di "stile" o di "attitude" a cosa fai riferimento. Sono assolutamente convinto che la forma e le parole siano fondamentali, soprattuto nei rapporti interistituzionali. 😉

    Ma ritengo che nel caso del saggio in esame non ci sia alcuna "caduta di stile" o "unfitting attitude" da parte dell'autore.

    Come già detto, ho trovato il saggio molto interessante.

    Soprattuto perché elabora pubblicamente una fotografia dell SISR ed del livello di attuazione della riforma del comparto, segnalando in modo organico quali sono:

    – gli obiettivi raggiunti;
    – quelli ancora da raggiungere;
    – le criticità.

    Quando nel saggio si fa riferimento alla necessità / opportunità di rivedere l'assetto organizzativo del Sistema, proponendo di raccogliere le articolazioni di SMD con funzioni intelligence in un unico apparato e di collocare tale apparato all'interno del SISR, l'autore, a mio avviso, sta segnalando una criticità.
    Sta evidenziando che non può esserci alcuna "unitarietà del sistema" informativo (pilastro della L. n. 124/07) se, per legge, sono affidate alcune funzioni di raccolta informativa a strutture poste al di fuori del SISR.
    E' una palese contraddizione.
    Dopo avere rilevato la criticità, l'autore avanza una (possibile) proposta di soluzione.

    In definitiva, quindi, non colgo nessuna "mancanza di stile" o "negative attitude" nei confroni del MD da parte del Direttore Generale dei DIS, perché la proposta di revisione del modello organizzativo non deve essere letta assolutamente come una critica all'organizzazione interna di SMD o al suo modus operandi nell'attività intelligence.
    La proposta è, invece, da considerarsi un messaggio rivolto agli unici organi competenti ad apportare dei "correttivi" alla riforma (non a caso il Pref. De Gennaro parla di "tagliando" della L. n. 124/07) e cioè al potere esecutivo e legislativo affinchè prendano atto della criticità segnalata e adottino, qualora lo ritengano opportuno, le conseguenti determinazioni. 

     

    Reply
  37. avatar
    giovanninacci at |

    Barry, magari ne parliamo a voce (se abbiamo voglia e se proprio non abbiamo altri argomenti SERI da discutere… )

    Ad ogni modo, quel che io vedo (e Madre potrà confermare, avendone qualche volta discusso insieme a lui mesi fa, anche se in quel caso si trattava di cm-f…) è una certa "insistenza" nella "positive attitude" .

    Un funzionario (ovvero Dirigente) dello Stato fa valere il suo parere consultivo verso il suo organo politico attraverso i canali che gli sono opportuni. Se io sono un dirigente dello Stato di altissimo rango e per comunicare una cosa al mio referente politico più in alto in grado devo ricorrere alla pubblicistica istituzionale… stiamo messi male. Viceversa se voglio affrontare la condizione di un "comparto", come giustamente tu dici, posso certamente esprimere liberamente il mio parere ma eleganza vorrebbe che concedessi almeno la possibilità di replica agli interlocutori (poi se questi non vogliono approfittare, sono cavoli loro). Meglio ancora sarebbe impostare la cosacome un "forum", come la Rivista normalmente fa per molte altre problematiche. Sarebbe una cosa carina e forse avrebbe anche qualche tratto di scientificità.

    Non si chi altri – oltre me – gioirebbe ad una tale ipotesi ma tant'è… "a me me pjiacerebbe" :)))

    Passando ad un'altra vision, ti dico che sono abbastanza contro i "tagliandi" alle leggi/provvedimenti. Se sono necessari, vuol dire che qualcuno ha intrecciato le cose all'inizio. Nessuno si ricorda più i motivi di chi sosteneva che  SMD/RIS doveva essere inserito nel "sistema" e di chi no? Con una "larga intesa" (così veniva detto, almeno dalla stampa, all'epoca) la norma è stata "rilasciata" in questo modo. Per tutta una serie di motivi sarete d'accordo con me che non va affatto bene mettere ad una norma una versione come si fa con i programmi dei computer: "Riforma della L801 – v. 2.3".

    Se è necessario farlo, qualcosa non è andato per il verso giusto (ma questo mi pare che lo sappiamo già).

    Infine non può esserci alcuna  "unitarietà del sistema" informativo perchè il tentativo di applicare il concetto di "uniterietà" ad un "sistema" è una contraddizione in termini. Se è "sistemico" non può essere "unitario". Su questo proprio non ci piove.

    Forse si può parlare di "unità d'azione" o di scopi o di finalità, come anche unitarietà di metodi, sistemi, prassi e tecniche analitiche e tante altre utilissime cose.

    Ma questa – diamine – E' TUTTA UN'ALTRA COSA.

    Quel tipo di unitarietà (della azione del sistema, ovvero – se vogliamo chiamarla così – la funzione interagency) è tranquillamente ottenibile anche con l'attuale organizzazione. Ma proprio con tutta tranquillità. Basta volerlo e saperlo fare: l'aspetto sistemico della cosa è bello proprio per questo motivo: ti permette di "mettere a sistema" -appunto- risorse e competenze anche assai diverse fra loro (come derivazione culturale, ed esempio) senza "fagocitare" niente e nessuno.

    – "la proposta di revisione del modello organizzativo non deve essere letta assolutamente come una critica all'organizzazione" su questo mi piacerebbe molto ascoltare anche l'altra campana, ma sappiamo tutti – per i motivi sopracitati – che forse non accadrà, quindi siamo nel campo delle ipotesi .

    – "al potere esecutivo e legislativo affinchè prendano atto della criticità segnalata". Intendi dire solo delle criticità che – legittimissimamente – indica il capo del DIS?

    Oh ragazzi, prendete queste cose come farneticazioni di un pensionato eh… non c'è niente di serio o scientificamente attendibile dietro

    Un saluto al caro Barry  e a tutti voi :))

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    utente anonimo at |
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    utente anonimo at |

    Un caro saluto a tutti: quello che nell'immediatezza della partenza non sono riuscito a fare e che mi viene reso possibile grazie alla pacatezza del ritorno.

    Ho letto con attenzione l'intervento del Prefetto e scorso velocemente i commenti e mi viene da dire…"meno male che ci si è arrivati nel 2007 a definire orizzonti e quindi mission della nostra intelligence…" Bisogna vedere poi come ci si è arrivati e qui appare significativa l'affermazione/appello alla diffusione e condivisione della cultura della sicurezza. In verità tutto quanto sembra invertito in questo processo e forse nella complessità della nostra storia repubblicana tale inversione può apparire comprensibile. Spiego l'inversione: si costruisce la macchina avendo il progetto che viene disegnato perche si conoscono le leggi fisiche e l'ampio scorrere del tempo e della pratica sperimentale che a quelle leggi hanno portato. Si costruisce la macchina perchè si sa che il pubblico correrà a vederla a Monza e Montecarlo etc e tripudierà per lei e capirà perche ha vinto o a perso perchè è nella sua storia e nella sua esperienza sentirla quella macchina. Qui in verità si è costruita  la macchina e poi si va alla ricerca di come far condividere la scuderia e la fabbrica che quella macchina ha costruito e i principi che ha adottato per quella costruzione per poi andare in giro ad invitare sulle tribune gli spettatori affinchè tifino.
    Comunque per la mia esperienza non mi meraviglio di alcune affermazioni del Prefetto (anzi meglio che ci siano..) visto che quando fu fatta – tanti ma tanti anni fa – la prima segnalazione sul rischio futures per l'equilibrio e la stabilità del sistema finanziario internazionale e dell'Italia con i suoi mercati, vaso di coccio in mezzo a vasi di ferro, qualcuno dall'alto esclamò…futures che? e perchè interessano a noi?….e a dir di vero era un civile.  Coraggio parte del cammino è stato fatto e giustamente il Prefetto quando parla di estensione e condivisione forse vorrebbe che non ci fossero solo Savona, Jean e qualcun altro che non può manifestarsi meglio come cartine di tornasole….
    Quanto al Ris ed ai suoi rapporti con il Sisr, più che una preoccupazione di un'articolista dell'Espresso, quasi o forse voce dell'opposizione in ruolo d'equilibrio al Copasir, la soluzione non è difficile e la trasparenza deve essere interna alle istituzioni e non esterna. Per quella esterna ci vuole la tutela della legalità. Il rapporto tra Ris e Sisr si risolve rispondendo ad una domanda. Se dovesse esserci in futuro la preparazione e la realizzazione di una nuova operazione Leonte chi come quando (dove e perchè si presume che si sappiano) dovrebbe andarci a mettere mente e braccio….Rispondete a questa domanda e tutto poi sarà più facile.

    Come al solito un grazie per la silente pazienza di Silendo :-)))

    PS. Se si va a bere per me porto ed antico toscano…è l'unica seduta spiritica cui reggo le altre…tipo quelle con l'ammiraglio Canaris, no !.:-P

    Nessuno

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    Silendo at |

    Di niente… 😉

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    utente anonimo at |

    Dopo tutte le considerazioni ed analisi di alto livello che ho il piacere di leggere, mi sono fatto anch'io una (piccola) idea, e voi assidui frequentatori mi vorrete perdonare la mia approssimativa conoscenza dell'argomento. .
    La legge 124 nasce con propositi dettati da reazioni emotive  a varie situazioni che accadono solo da noi, il riferimento é ben noto credo…
    Ovviamente una riforma andava fatta anche per stare al passo con i tempi, i riferisco anche alla tutela  giuridica degli agenti.
    altro punto
    Non riesco a capire come e per quale C…O di motivo vennero aboliti i SIOS accentrando tutto al RIS.
    Credo che ogni Forza Armata debba avere la sua intelligence per vari motivi di praticità e conoscenza del settore.
    Adesso notiamo come la classe dirigenziale italiana denoti una smisurata paura nei confronti dei militari del settore dell'intelligence e che non si riesce   a dare una struttura di livello  ai nostri ragazzi che si trovano nei vari teatri operativi.
    altra cosa
    Sono passati 4 anni dico QUATTRO dall'entrata in vigore della legge, e l'unica cosa che é stata fatta é mandare a casa 500 persone.
    concludo
    il sistema Italia si dirige alla deriva e con i motori fermi in attesa di un valido timoniere che forse non verrà.
    Buon fine estate

    ALBATOR 

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    utente anonimo at |

    …. approssimativa conoscenza dell'argomento ??? 😉 Allora forse è vero che il lateral thinking aiuta di più che non il central a centrare il centro!!
    Buona fine d'estate a te… aspettando sempre una stagione migliore della precedente.

    Nessuno

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    AllegraBrigata at |

    X Albatros: buonasera.
    Mi riferisco ad un punto del tuo intervento: "Credo che ogni Forza Armata debba avere la sua intelligence per vari motivi di praticità e conoscenza del settore."
    Credi che anche l'SMD debba avere la sua intelligence?

    Andrea

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    utente anonimo at |

    "E così, se un sovrano illuminato e un generale saggio risultano sempre vittoriosi sui nemici e realizzano imprese superiori all anorma – tutto ciò avviene grazie alla previsione.
    e questa previsione non può essere ottenuta tramite entità sovranaturali,
    non può essere dedotta dagli eventi,
    non può essere calcolata,
    ma dev'essere acquisita tramite uomini che conoscono la situazione nemica.

    E così ci sono 5 tipi di spie:
    la spia locale, la spia interna, la spia convertita, la spia morta e quella viva.
    Quando le cinque spie lavorano insieme e nessuno conosce il loro tao
    costituiscono la 'rete degli spiriti'
    E sono un vero tesoro per il sovrano"

    red

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  45. avatar
    Silendo at |

    Andrea… ALBATOR… non Albatros… 😉

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  46. avatar
    utente anonimo at |

    I termini del problema del RIS sono politici e non riguardano tanto il dibatttito sul ruolo più o meno sovraordinato del direttore generale del DIS. 
    Essi concernono il mancato controllo politico parlamentare sull'uso delle tecnologie sigint, elint, imint, ecc..in possesso, un concetto ben chiaro al Presidente D'Alema e naturalmente anche al Pref. De Gennaro. Tutto deve fare capo al Copasir e su ciò dovreste leggere più che altro una consonanza di vedute tra i due. Non è solo una questione di razionalizzazione dei compiti e dei costi, dal momento che queste tecnologie sono in uso anche agli apparati del SISR, ma piuttosto direi di perfezionamento degli strumenti di garanza democratica. Il problema c'è e bisognerà porvi rimedio.

    Caro Giovanni, tu sostieni che questa discussione sia affetta da un grave fenomeno di carenza di reciprocità… "espressiva".
     
    Lo SMD che cosa potrebbe rispondere nel merito?
    Bene, se si esprimesse dovrebbe convenire con quanto sopra, altrimenti si esporrebbe alla critica, insidiosa, di non essere sensibile al ruolo del Parlamento nella nostra democrazia.
    Allora, magari si sta avvalendo della facoltà di non rispondere

    Linus

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  47. avatar
    giovanninacci at |

    Linus è esattamente come dici tu: si tratta di un perfezionamento degli strumenti di garanza democratica.

    Ma se questa "garanzia democratica" avesse modo e maniera di esprimersi SOLO attraverso il Copasir, sarebbe un bel problema… con questo non voglio dire che il Copasir non sia LO strumento di garanzia democratica in tema di di SISR, ci mancherebbe, voglio solo dire che il perfezionamento della garanzia democratica passa (soprattutto, direi) "attraverso" le vicende (anche organizzative) che coinvolgono gli enti.

    Il controllo del Parlamento va benone, anzi benissimo! Ma bisogna far in modo, prima di ogni cosa, che il "seme democratico" ( :PPP) germogli e cresca forte all'interno delle Istituzioni.

    Infine, per quanto mi riguarda – già l'ho detto – SMD o SMD/RIS può o meno decidere di dire quel che più gli piace. Rimane il fatto che una struttura dello Stato che riveste una certa criticità e che NON sottostà ad un Comitato Parlamentare di Controllo (qualunque esso sia) non per questo motivo potenzialmente si muove fuori dal mandato della norma che la istituisce e la regola, non ne convieni?

    Detto questo non vedo come un parere qualsiasi di SMD/RIS (come di chiunque altro) possa influenzare sull'esercizio del potere legislativo… O quantomeno non lo influenza né più e né meno di quanto lo influenzerebbe, che so, il documento citato in questo post… insomma che lo influenzino o meno la cosa deve valere per tutti o per nessuno… altrimenti – di nuovo – "Houston, abbiamo un problema".

    (P.S.: i miei 4 cent. ;))

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    utente anonimo at |

    Eh, Giovà, ma l'accountability è tutto. Nessuno apparato amministrativo può esserne esente. In materia di sicurezza nazionale, il Copasir è fondamentale. Più questo controllo è centralizzato e superistretto, meglio è in termini di autorevolezza ed efficacia.
    In queste valutazioni non può trovare spazio la stima e la fiducia per i singoli operatori. Si tratta di procedure e rapporti interistituzionali, per ciò impersonali. Il seme democratico, vivaddio è presente ormai dappertutto, ma taluni dettagli dovrebbero essere, e tu sei d'accordissimo, perfezionati.

    Non hai risposto al mio dubbio..:P
    Alle considerazioni di De Gennaro (&D'Alema), i vertici militari, secondo te che risponderebbero? Sono d'accordo o no? 

    Linus

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  49. avatar
    giovanninacci at |

    Mah guarda Linus, non saprei proprio se sono d'accordo o meno… mi piacerebbe in effetti saperlo ma non ne ho assolutamente idea :))
    Toccherà aspettare e vedere 😉

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  50. avatar
    utente anonimo at |

    @andrea

    se non un propria intelligence, almeno un reparto che funge da coordinatore con le varie FF.AA., gli scettici diranno che così si crea un nuovo SISMI, ma guardando a quello che é successo nei paesi arabi mi sembra logico dotarci di un intelligence militare di un certo livello.

    ALBATOR

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  51. avatar
    .barry.lyndon. at |
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  52. avatar
    Silendo at |

    Caro Barry, buonasera 😉
    Mi rendo conto adesso che non forse non l'ho segnalato a tempo debito…

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