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    utente anonimo at |

    Caro Silendo,
    dopo una lunga assenza (diversi mesi) causa rapimento alieno (il tuo blog mi è mancato, cmq, sinceramente), ritorno per scoprire che:
    a) hai postato di nuovo uno di quei saggi di argomento socio-politico coi numeretti e le formulette logico-matematiche (verso cui personalmente nutro grande pregiudizio)
    b) che hai raggiunto il milione di lettori

    Ebbene:
    a) il saggio che hai scelto è invero molto interessante, mi ha portato a più di una osservazione ma non ce la faccio adesso a metterle per iscritto, mi riservo di farlo nei prox gg (anche se sono sempre tendenzialmente ostile per ragioni forse personali all'approccio 'numeretti e formulette' a questo tipo di dati)
    b) non mi stupisce per niente, il tuo blog è bellissimo. sei proprio bbravo. (i tuoi amici però sono dei casinisti nati, :-))

    un caloroso saluto,
    affettuosi ossequi

    S.

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    AllegraBrigata at |

    Io non c'entro, è tutta colpa loro….!!!! :))))

    Federico

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    giovanninacci at |

    di solito sto sempre attento a non sopravvalutarmi mai ma stavolta mi sbilancio: com'è che mi sento un pochettino chiamato in causa?

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    AllegraBrigata at |

    Giovanni tu non c'entri nulla.
    E' sempre Fefino la causa di tutti i mali.

    :))

    R.

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    Silendo at |

    Caro S. bentornato :)
    Anch'io non ho simpatia per questo approccio ma mi piace mantenere la mente aperta a nuovi input e stimoli 😉 

    Grazie davvero per i complimenti e ricambio con altrettanto affetto i saluti.
    Ovviamente non vedo l'ora di leggere le tue osservazioni 😉

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    utente anonimo at |

    Silendo carissimo,
    siccome stai certamente bramando conoscere le mie auliche riflessioni, e siccome io al momento sarei ancora in una sottospecie di clima vacanziero, ecco ti giungono alfin i miei pensieri.

    Ciò che questo saggio mi sembrerebbe (indica possibilità, eventualmente anche molto remota o praticamente nulla) indicare è che:
    1) le proteste più pericolose scaturiscono in realtà su questioni legate all'istruzione e non alla spesa pubblica (table 2, p. 9)
    2) le misure di austerità portano cmq più dimostrazioni ed episodi violenti che scioperi generali, (p.14) (che peraltro al momento del voto possono pesare molto di più che i disordini dei teppisti)
    3) sono i tagli alla spesa pubblica a provocare proteste e disordini, ma (guarda caso) l'aumento delle tasse non comporta affatto gli stessi effetti dei tagli
    Ora, già da 1), 2), 3) io tendo a dedurne che l'"austerity" provoca reazioni in una fascia di cittadini (dagli studenti, spesso mantenuti, ai mai occupati, in parte anche per scelta, ai teenagers o adulti sbandati, sempre in parte anche per scelta) che in realtà non ne paga le dirette conseguenze.
    Potrebbe essere dovuto al fatto che una cattiva gestione della società da parte di inadeguate classi politiche renda parte dei più giovani incapaci di credere nelle proprie possibilità di adulti e al contempo fermi nel rifiuto della realtà (ad es. i sacrifici non paganti dei genitori, che saranno pure immorali ma andrebbero prima o poi affrontati come dato di fatto che dovrebbe portare a scelte consapevoli), portando i più inclini al rifiuto (generalizzato) alla scelta passiva di rimanere ai lati e poi emergere solo tramite lo scontro. Allo stesso tempo, sarebbe evidente la persistente diffusione dell'idea che lo stato esista non per garantire un sistema politico e giuridico innanzitutto, ma per garantire assistenza economica: cosa quanto mai vicina alla consegna delle chiavi della città alla dittatura o alla mafie. In ogni caso, non sono 'proteste' di una cittadinanza attiva , ma passiva: dunque andrebbero considerate e gestite con tutto tranne che coi timori e nell'urgenza, essendo disordini che si neutralizzano alla radice solo con programmi di lungo termine (o riforme basilari).
    Leggendo poi che :
    4) "Paldam..finds that the run-up to new austerity measures is associated with higher levels of unrest, but that actual implementation is followed by fewer disturbances" (p.4)
    5) i paesi con migliori istituzioni, mostrano meno reazioni violente ai tagli alla spesa pubblica e che dall'altro lato la crescita economica non riduce la tendenza ai disordini nei paesi con istituzioni deboli o inefficaci (p.9), così come il fatto che i paesi più soggetti a disordini sarebbero anche i più indebitati(p.26)
    6) gli autori concludono dicendo che i governi esitano nell'approntare tagli più per timore dei disordini che per un conseguente rischio elettorale (finora non dimostrato),
    a me sembrerebbe (indica parvenza, eventualmente illusione ottica) deducibile che:
    -i governi che non sanno gestire le politiche in merito alla spesa pubblica essendo dunque definibili come governi immaturi (reattivi e non attivi)
    -un governo immaturo si scolla tipicamente dal popolo che vota, o che lavora (in qualunque modo possibile) e che dunque lo sostiene e mantiene, con la tendenza a farsi ostaggio, anche a intermittenza, di una fascia di popolazione che vorrebbe vivere di assistenza a livelli definibili come patologici, o che semplicemente può permettersi di mettere a ferro e a fuoco essendo priva di responsabilità pressanti (figli da mantenere, genitori da accudire, un lavoro qualsiasi che non si vuole perdere)
    -dimostrerebbe ancora una volta, (e soprattutto ce ne fosse ancora il bisogno), che lo stato non dovrebbe essere agente economico basando la spesa sull'assistenza, (la buona economia avendo bisogno di istituzioni reali e affidabili, di cultura giuridica e sistemi sociali avanzati, inclusivi ma ferrei nei principi e di spesa pubblica mirata: istruzione e infrastrutture per prima cosa).
    -il problema dei tagli alla spesa pubblica è il seguente: un governo figlio di un sistema paese che non ha saputo(voluto) gestire la spesa pubblica, non può conseguentemente rinsavire al momento dei tagli, che seguiranno spesso gli stessi errori delle spese
    – che l'assistenza pubblica appunto non è parte della spesa virtuosa, andrebbe considerata a parte e sempre nella doppia prospettiva di indice di instabilità e malfunzionamento (tamponamento d'obbligo sotto alcuni aspetti ma patologico se parte strutturale del sistema)

    Concludendo:
    tutto quanto scritto sopra si traduce, dalle mie parti, nella seguente espressione: "sbaddu supecchiu".
    Traducendo: in questi utlimi gg fa troppo (troppo) caldo pure per andare al mare.

    Dichi la verità, non attendevi altro che questo 'commentino', era al centro dei tuoi pensieri…

    Baciamo mani e guance,
    S. (dove s sta per "spacinnamento", trad.: vedi sopra)

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  7. avatar
    Silendo at |

    Sintesi e commento molto interessanti 😉
    Si vede che il clima vancanziero agisce positivamente sulla capacità analitica :))

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