Un bel libro che ho appena scoperto: "Ancient Chinese Thought, Modern Chinese Power".
Scritto dal noto politologo Yan Xuetong il testo è uno di quei libri utili per capire come la leadership cinese pensa il mondo ed esercita il potere. Insomma, il pensiero strategico cinese illustrato da uno dei loro più importanti esperti.



Silendo…da consigliare in lingua originale!

Le traduzioni non sono mai Fedeli!
Appena riuscirò a leggere il cinese non mancherò….
Senza parole, Sil. Come sempre
A.
Riporto la breve analisi di Enrico Fardella al bel libro di Yan Xuetong.
"Il ruolo attribuito da Cicerone alla Storia come maestra di vita
sembra essere molto popolare anche in Cina. I richiami al
passato dinastico hanno sempre avuto rilievo nella coscienza del
popolo cinese, ma, come ha fatto notare l’eminente politologo
Francis Fukuyama in un recente intervento sul Financial Times,
oggi nel dibattito politico in Cina sembra essere accentuata
la tendenza a rintracciare nella storia antica del paese insegnamenti
utili per il presente. L’osservazione di Fukuyama potrebbe
essere poco interessante se non riguardasse uno dei centri focali
del sistema internazionale, una realtà nella quale il dibattito politico
“ferisce” i suoi protagonisti, spezza amicizie e divide nell’intimo
la società.
L’esito di questo dibattito avrà influenze determinanti sul
modo in cui la Cina interagirà con il resto del mondo, ed è per
questo che europei e americani dovrebbero interessarsene. “Se i
nazionalisti trionferanno a Pechino”, ha scritto il Direttore del
Centro per la riforma europea Charles Grant, “il nuovo ordine
mondiale potrebbe non essere né liberale né multilaterale.”
Sulla base di queste premesse, ThinkIn China, questo mese,
ha presentato Ancient Chinese Thought, Modern Chinese Power, la
pubblicazione, curata dalla Princeton University Press, delle ricerche
del Professor Yan Xuetong, Direttore dell’Istituto
di Studi Internazionali della Tsinghua University e figura di primo
piano dell’intellighenzia cinese (nel 2008 Foreign Policy lo ha
inserito tra i cento intellettuali più influenti al mondo).
Yan propone un’accurata sistematizzazione del pensiero politico
pre-Qin – ossia antecedente all’unificazione della Cina da
parte della dinastia Qin nel 221 a.C. – per rintracciare, in una fase di competizione tra stati in un sistema internazionale frammentato
simile a quello contemporaneo, insegnamenti utili per
il presente. Due sono i punti chiave che emergono dai sui studi:
l’importanza della leadership “morale” per la costruzione del
potere di una nazione e la visione gerarchica del sistema internazionale.
Secondo i pensatori pre-Qin il potere economico e militare,
seppur importante, è secondario per una leadership politica che
fonda la sua legittimazione e il suo potere sull’autorità morale.
Yan la definisce con il termine di human authority e la
pone al centro del concetto di “dominio”. Secondo Yan, ispirato
in particolare dagli scritti di Xunzi, il sistema internazionale è
destinato a superare l’attuale principio di eguaglianza tra stati
e a configurarsi in senso gerarchico. In tale struttura gerarchica
alcuni paesi dominanti, per poter godere di maggiori diritti
rispetto ad altri paesi più deboli e meno influenti, devono assumersi
maggiori responsabilità per il mantenimento dell’ordine.
Il dominio di questi paesi, tuttavia, non potrà essere raggiunto
solo attraverso il potere materiale fondato sulla ricchezza economica
o la forza militare bensì tramite una leadership politica
moralmente ispirata. In questo risiede la differenza sostanziale
tra un potere egemonico e un potere dominante ispirato dalla
human authority. Nel primo caso è necessario possedere un forte
hard power per potersi garantire la fiducia e il rispetto dei propri
sudditi e alleati mentre nel secondo esse derivano dalla suprema
autorità morale della leadership.
A differenza delle principali scuole di relazioni internazionali
occidentali, quali liberalismo e realismo, i pensatori pre-Qin ritenevano,
dunque, che i principali cambiamenti nei rapporti di
potere a livello internazionale fossero determinati più dalle idee
che dal benessere materiale o dal potere militare. Per garantirsi un’egemonia solida sul sistema internazionale, secondo tali pensatori,
un paese deve puntare le sue energie sulla selezione della
propria leadership, poiché da ciò dipende la qualità morale del
paese stesso e, di conseguenza, la sua capacità di proporsi e imporsi
come potenza dominante.
Quali sono le implicazioni di un tale sistema di pensiero per la
Cina contemporanea? Secondo Yan, la Cina non deve solo puntare
a ridurre le differenze che la separano in termini di potere
materiale dagli Stati Uniti, ma deve proporre un modello sociale
migliore e più attraente di quello americano attraverso un rafforzamento
della selezione meritocratica della sua leadership e
processi politici più democratici.
Con i suoi studi sui pensatori pre-Qin, Yan ha provato a influenzare
il dibattito teorico sulle relazioni internazionali finora
monopolizzato dall’Occidente. Lo sforzo teorico è senza dubbio
ammirevole sebbene sia ancora difficile farne un bilancio. Non
c’e’ dubbio tuttavia che la parte più coraggiosa della sua riflessione,
ossia l’ardito passaggio dall’analisi teorica del pensiero politico
della Cina antica alla sua applicazione pratica per la Cina
contemporanea, lo abbia esposto a notevoli rischi metodologici,
fra cui quello di trascurare le peculiarità dei vari periodi storici,
come non hanno mancato di notare vari studiosi di cultura tradizionale
cinese come Yang Qianru, della Renimn University.
Al di là delle opinioni tecniche sul libro di Yan, la sua ricerca
è una manifestazione eloquente della crescente attenzione degli
intellettuali cinesi per il pensiero degli antichi filosofi. Resta da
capire se questo fenomeno sia un’altra breve tappa nella ricerca
di un collante ideologico per il paese o il prodromo di un reale
“Rinascimento” cinese che, come accadde in Italia nel Trecento,
sappia ritrovare nei classici una potente fonte di ispirazione."
Appena riuscirò a leggere il cinese non mancherò….
Silendo, vuol dire che stai studiando il cinese?
Il Pulcino
Pulcino, al momento non ci penso neanche….
)
Mi accontento di studiare la Cina e le sue strategie su testi in inglese
"Arte di governo e pensiero strategico"…
Mi sovviene solo ora come l' "arte del governo" – ovverlo l' "arte del governare" – siano le locuzioni che normalmente si citano per prime quando si tratta di definire il significato del termine "cibernetica"…
http://it.wikipedia.org/wiki/Cibernetica
Che sia un segno? Una chiamata alle armi? L'inizio della Grande Riscossa Cibernetica?