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    utente anonimo at |

    quindi è per questa ragione che hanno apprezzato così tanto la nascita del consorzio Airbus, dell'EADS, del progetto Galileo,  dell'Euro, del caccia europeo Typhoon, eccetera.

    non mi sembra solo un problema di budget.

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    Frattaz at |

    Io gli cambierei sherpa prima di tutto….

     

    Detto questo, a caldo, mi brainstormano due o tre cose:

    Il messaggio per chi era ? Era comunicazione politica o/e istituzionale e/o diplomatica ? (anche vedendo dove è stato fatto il discorso)

    (A seconda di chi fosse il destinatario del "messaggio" il grado di minaccia ed aggressività delle parole cambierebbe non poco.)

    Nella regione dell'est Asia, il discorso non è applicabile esattamente negli stessi termini? Se non lo è, non indica uno spostamento dell'asse strategico US verso la regione sino coreana ed indiana?

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    Silendo at |

    Frattaz, se si legge tutto il discorso (e si tiene presente cosa sta succedendo) il discorso non mi sembra minaccioso ma… "accorato".

    "Se non lo è, non indica uno spostamento dell'asse strategico US verso la regione sino coreana ed indiana?"
    Non ho capito questa domanda, perdonami…

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    Silendo at |

    L'Economist

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    Frattaz at |

    Il testo l'ho letto tutto ma rimango della mia idea sulla scelta delle parole usate da Gates. E' decisamente "accorato", ma le frecciate ai flaws europei sono forti e chiare. Mi sembra un discorso fatto per aprire la strada ad un decoupling, più che un discorso che per presentarne il rischio.
    Insomma non "possible, but not inevitable" ma previsto e non osteggiato.

    Per la seconda domanda, volevo sottolineare come una situazione analoga a quella europea, quella dell'Est Asia sia trattata in maniera differente.
    Il mantenimento della deterrenza estesa, ad esempio, a Corea del Sud E Giappone, della presenza militare ed i rinnovati sforzi di collaborazione con l'Australia, dipingono un interesse sempre crescente per quelle aree a discapito della vecchia europa e della GIUK . ( e della NATO )

    Il tutto mi fa pensare più ad uno sganciamento graduale per rafforzare le proprie capacità di proiezione sul quadrante asiatico.

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    AllegraBrigata at |

    Frattaz: il cambio è già in corso, almeno in parte…

    V.

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    Frattaz at |

    Senza dubbio Vittorio (?).

     

    La scelta delle parole però mi sembra un indicatore importante.

    Più delle critiche che muove, abbastanza generiche e sotto gli occhi di tutti.
     

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