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    utente anonimo at |

    Merlini ha scattato una nitida fotografia della situazione!

    Napolitano, forte dei legami di lungo corso con gli USA e preciso conoscitore dei poteri e delle competenze connesse all'incarico ad oggi ricoperto, ha svolto e continua a svolgere efficacemente quella funzione di "balance" (inteso come contrappeso) se non addirittura di "compensazione" (soprattutto nel campo della politica estera, per colmare alcune evidenti lacune e/o errori commessi dal vertice della Farnesina).

    barry lyndon

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    AllegraBrigata at |

    Ciao Barry. Credo che Merlini si riferisse al Presidente del Consiglio più che alla Farnesina. O sbaglio? 

    E.

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    utente anonimo at |

    Ciao Enrico! :)
    sicuramente si…ma secondo me non in modo esclusivo; dalla lettura dell'articolo ho avuto l'impressione che il riferimento fosse al  "vertice decisionale e gestionale" della politica estera nazionale (nel suo complesso) e, conseguentemente, al tandem Premier-Ministro AE.

    barry lyndon

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    CaioDecimo at |

    Il MAE e molto piu vicino a certe s elte rispetto a qua to riportato nell articolo. La Farnesina ha uno sparuto drappello di diplomatici al Quirinale. Fino a qualche mese fa il Consigliere Diplomatico del PdR era l ambasciatore Cangelosi. Uomo politicamente vicino al presidente Napolitano, Cangelosi fu anche il primo direttore generale per l integrazione europea alla Farnesina. Credo quindi che la quelle visite negli USA fossero opportunamente preparate con l accordo del MAE, incluso l accento speciale sull integrazione europea (si vedano i discorsi pronunciati nel maggio 2010 dal Capo dello Stato). Sostituito Cangelosi le visite sono proseguite (anche di recente)ma con altro profilo: credo che in cio non sia del tutto estraneo il cambio all ufficio del Cons Dipl.

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    Silendo at |

    Caio, il punto è che attualmente il Presidente è il punto di riferimento americano in Italia. La gestione della vicenda libica e la sponda che Napolitano ha dato agli USA sono evidenti :)

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    utente anonimo at |

    Non si muove foglia che la rete diplomatica non voglia :)
    Linus

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    CaioDecimo at |

    Non la rete che e periferica, piuttosto il centro. Il “piazzamento” dei propri uomini avviene -ovviamente – dall alto verso il basso. In quest ottica la rete periferica si “attrezza” per il rientro a Roma. Mi pare che l attuale PdR avrebbe avuto piu margine di scelta negli USA se davvero avesse questo peso. Dove invece e riuscita ad accedere ai posti chiave? Alla UE, perche co e dicevo nel post precedente… Per legarmi ad un altro argomento suggerito ieri da Silendo: in assenza di una strategia espressa dallo Stato sul medio termine, altri soggetti assumono un ruolo privilegiato nei contatti con le autorita americane (quante volte Marchionne ha incontrato Obama?). Gli americani sono pragmatici e capiscono bene il ruolo delle aziende. In questo sistema quali sono gli uomini suggeriti dal Quirinale per contatti aziendali importanti negli USA e graditi agli americani? Credo che gli uomini provenienti da altri ambienti siano di piu. Non si muove foglia che il cubone sotto Monte Mario non voglia, appunto.

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    CaioDecimo at |

    Caro Silendo, ho trovato una tastiera "vera", provo ad ad aggiungere qualcosa al mio precedente post.
    Un'ottica italo-italiana vede – correttemante a mio modestissimo parere – il Quirinale come attuale interlocutore privilegiato nelle scelte importanti quali l'intervento il Libia.
    Se però proviamo ad analizzare il ragionamento che parte da Washington, non possiamo ingnorare il fatto che siamo già in campagna elettorale per le presidenziali 2012 ( Obama ha già annunciato ufficialmente la propria candidatura).
    Nelle condizioni attuali la campagna 2012 si giocherà su temi di politica prettamente interna: lavoro, occupazione le due priorità. La politica estera rappresenta un distrazione per il grande pubblico: metà degli americani non sa neppure dove sia la Libia.
    Gli interlocutori priviliegiati "veri" per l'amministrazione sono quelli che portano lavoro in America, che pagano/pagheranno le tasse negli USA.
    I " soggetti interessanti" per gli americani credo siano – lo sono sempre stati, ma in particolare ora – quelli che portano lavoro in America.
    In questa cornice credo che i centri decisionali veri siano quelli che spostano gli investimenti. Valutando i movimenti in quel settore è possibile capire chi vogliono veramente gli americani. Ragionando sull'ambiente di provenienza dei vari soggetti si possono capire tante cose, e senza fare dietrologia ma semplicemente applicando un principio condiviso nel mondo di chi fa analisi. Esempi concreti di movimenti? Vertici di grandi aziende italiane con presenza negli USA ( o proiezione/interessi sul mercato americano) e dipendenza funzionale/gerarchica con Roma ce ne sono. Non mi pare che in ciò il Quirinale abbia giocato nel recente passato un ruolo di primo piano rispetto ad altre amministrazioni.

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    AllegraBrigata at |

    Caio, la vicinanza del nostro Presidente ad ambienti statunitensi è acclarata, in parte evidente ed in parte no.

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    Silendo at |

    Caio, ci sono diversi livelli di "rapporti", ovviamene :)
    Il peso che può avere un Presidente della Repubblica è consistente e lo è in molte partite… economiche e politiche :)

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    CaioDecimo at |

    Concordo il pieno con Silendo e AllegraBrigata quandosi parla di vicinanza del Presidente ad ambienti USA. Idem per il peso del Presidente ( di un Presidente) sulle possibili contropartite.
    Sono invece meno sicuro che sia quello il punto di gravità nei rapporti con gli USA, soprattutto se si valuta il rapporto da Washington.
    Ancora di più se accade – come accade da qualche mese – quando lo speaker della HoR ( terza carica dello Stato) è esponente di un partito diverso da quello del Presidente in carica: il Quirinale che contatti ha con Boehner? Proprio sull'operazione in Libia si è registrata una forte tensione tra WH e HoR, e la questione non si è ancora chiusa.
    E se uno tra i principali "aspiranti" alla nomination Repubblicana è il Governatore dell'Indiana, e se l'azienda principale della capitale Indianapolis ( 40mila dipendenti, 12 miliardi USD di fatturato) ha il quartier generale europeo in Italia: il Quirinale che rapporti ha con Daniels? Eppure i più recenti provvedimenti parlamentari USA portano un chiaro " timbro" in formato Daniels.
    Gli stessi americani raccontano su Wikileaks – loro malgrado- quanto il Presidente Napolitano sia più vicino al nostro speaker che al PM. E infatti il nostro Ambasciatore a Washington è certamente uomo vicino allo speaker ( si tratta dello stesso ambasciatore artefice del famoso viaggio dello speaker a Tel Aviv). E infatti la signora Pelosi ha ripetutamente incontrato il suo omologo, anche dopo avere ceduto il posto a Boehner. 
    Certo il ruolo istituzionale richiede rispetto, il ruolo della PdR imprescindibile, nonostante la già ricordata Wikileaks ricordi ( 26 giugno 2009 in vista dell'incontro Obama-Napolitano) il fermo desiderio della PdR di non travalicare – anche con atti concreti,  e citando proprio le relazioni internazionali – i limiti stabiliti dalla Costituzione.  Non sono convinto che il centro di gravità sia nel Palazzo che vediamo riprodotto nell'intestazione di questo forum.

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    CaioDecimo at |

    "L'Anp avrà un Ambasciatore a Roma" 
     http://www.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=Notizia&key=17117 

    Il Presidente Obama aveva annunciato all'ONU lo scorso settembre l'auspicio di vedere per il settembre 2011 un ambasciatore palestinese sedere al Palazzo di Vetro. Oggi succede quello che leggiamo sopra. Il legame tra Roma e Washington passa anche tramite Tel Aviv, come ricordavamo in qualche post poco sopra.

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