22 Responses

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    giovanninacci at |

    Mi tocca staccare l'ultimo poster di Melita per attaccare questo post…

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    AllegraBrigata at |

    ahahah ahah
    noi abbiamo le pareti tappezzate Giovanni!!!

    F.

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    Frattaz at |

    Per puro caso silendo, nell'ultimo libro che ti ho segnalato, c'è un case study che prende a paragone l'intelligence Australiana per l'appunto!!

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    Silendo at |

    Sì, anche perchè su quell'argomento gli australiani sono stati tra i primi a produrre.

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    utente anonimo at |

    @ giovanni & federico

    Io sto risolvendo in maniera diversa: sto acquisendo un nuovo immobile= tante nuove pareti….:D

    barry lyndon

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    Silendo at |

    :)) mi sa che siete in combutta eh….. :))

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    utente anonimo at |

    Lettura domenicale:
    Gentile Silendo, siete un meraviglioso secchione. Leggervi regge il confronto con i pasticcini post-pranzo.

    Meno seriamente:
    Dal basso dei miei limitati studi parascientifici e della mia terronaggine, vorrei però commentare un tuo inciso : 'la metà dei quali con master o dottorato'…La metà va bene, purché anche l'intelligence non diventi dominio dei collettori di trenta e lode. Non solo non serve un master per capire ad es. con quale logica una rete mafiosa può essere interessata a fare affari con un gruppo di terroristi 'puri', ma può addirittura essere controproducente. Se posso permettermi, da semplice individuo qualunque ho la forte impressione che il personale di intelligence a volte ragioni in modo astratto o ristretto proprio a causa di studi di tipo spiccatamente accademico che non sempre servono a questo tipo particolare di talento o professione. Faccio un esempio su un altro piano: è come se si pensasse che per divenire filosofi, un dottorato o una cattedra siano strumenti strettamente  necessari o che bastino a qualificare come tale un semplice impiegato statale famoso (non faccio nomi, ce ne sono così tanti che non serve): è la vita l'anima della filosofia, devi voler capire ciò che vivi. Traslando, se intelligere si deve, spero che gli intelligentoni sempre si ricordino che è il mondo e le strategie delle persone che stanno osservando, non parole scritte su fogli (sia anche la traccia di un movimento di denaro).
    Quanto ai compaesani dei canguri: bellissima struttura, davvero molto interessante; però non sono del tutto d'accordo sulla separazione stretta tra collection e assessment, ma questo probabilmente è dovuto alla mia non competenza in materia…ragionando anche secondo i miei studi di logica scientifica, mi pare un restrizione di carattere burocratico, ma sarà un mio errore prospettico. cmq, una bella lettura davvero

    saluti
    S.

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    utente anonimo at |

    Caro Silendo , approfitto di questo tuo post sull'intelligence australiana per segnalare la scomparsa – ormai qualche settimana fa – di Albert Bachmann, già a capo dell'intelligence svizzera. Davvero interessante leggere la storia della sua vita. Qualcosa in italiano qui http://www.ticinonews.ch/articolo.aspx?id=224324&rubrica=14  , molto più materiale ( e molto più interessante) qui http://www.nytimes.com/2011/05/08/world/europe/08bachmann.html 
    CaioDecimo

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    Silendo at |

    Caro S. … mai avrei pensato di essere in competizione con dei pasticcini :)) 
    Seriamente, sono contento che ti sia piaciuto.
    Riguardo alla questione del profiolo accademico degli analisti penso di avere capito cosa intendi e lo condivido.
    Riguardo alla struttura, posso chiederti perchè non vedi di buon occhio la separazione tra le due funzioni?

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  10. avatar
    utente anonimo at |

    Caro Silendo,

    non è che lo consideri sbagliato, in effetti sono due ruoli diversi e hanno strumenti diversi, purché:

    1) chi raccoglie info, di qualsiasi tipo, lo faccia anche con una certa capacità di visione, previsione e molto intuito
    2) chi ragiona sul quadro da comporre, lo faccia con la volontà di trovare elementi a suo favore anche nascosti o ulteriori (o li richieda)

    devi sapere cosa cerchi e perché, devi riconoscere qnd trovi una cosa anche per caso, ma per farlo devi comprendere che gli elementi si intrecciano in un quadro più ampio. per leggerli correttamente, vale lo stesso: per saper leggere, devi saper trovare.

    la realtà è complessa e a volte complicata.

    io la vedo così.
    sarà perché è domenica…cioé, era domenica…

    S.

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    utente anonimo at |

    Se l'analista è chiamato a disegnare uno scenario sulle interazioni tra criminalità organizzata e terrorismo, allora l'esperienza, magari da "sbirro", è quasi imprescindibile. Ma se invece deve elaborare trend globali da qui a 20 anni, occorre una vita da lettore e studioso interdisciplinare.
    Non è vero Silendo?
    Linus

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    Frattaz at |

    Assolutamente sì Linus.

     

    Anche perchè il tipo di analisi necessarie ed il tipo di prodotto finale sono assolutamente diversi tra i due casi che citi .
     

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    Silendo at |

    Sì, Linus. Diciamo che se devi produrre quel tipo di documento devi avere un preciso background di studi… :)

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    utente anonimo at |

    Ecco, per esempio : 'trend globali da qui a 20 anni'.

    evito commenti troppo di pancia sul concetto di trend globale ma sottolineo con forza che l'idea di avere davvero un quadro affidabile su un tempo come 'i prossimi 20 anni' è una forzatura del mestiere in oggetto che andrebbe presa molto ma molto con le pinze.
    Inoltre, vorrei far notare che se davvero si vuol far credere alla gente che gli analisti servano a qualcosa, si dovrebbe evitare di enfatizzare la capacità di previsioni o ragionamenti quando soltanto le ultime guerre in atto mostrano sì l'evidenza di decisori anche cretini, ma altrettanto un'intelligence composta da molti yesmen abbastanza inerti, visto che non si riesce a far riconoscere nemmeno utili o inutili alleanze sul terreno.  Se davvero ma davvero gli analisti riescono a produrre tali raffinate letture globali di lungo termine, allora farebbero bene a tirare un po' fuori i coglioni, il rischio altrimenti è di apparire pura carta da parati: l'intelligence ce l'abbiamo ma non ci serve, sta lì per bellezza.
    Poi, con accademico intendevo proprio questo: quindi si sostiene che per produrre quadri per i prossimi 20 anni (minchia..complimenti, nemmeno Tiresia si lancerebbe oggi in una sfida del genere) si necessiti di profilo di studioso da attente letture. Di libri, presumo.
    No, non secondo me. I fatti battono i libri, molto spesso. Cioé, si studia , metti, Waterloo o il comunismo cinese dicendo: è successo questo e quello, lo dicono i migliori esperti. Poi, tra 15 anni, arriva uno nuovo che ha un buon editore o dei buoni lettori o sponsor rinomati, e si dice: oh cazzo, avevamo una lettura distorta.
    Tra i pochi che si salvano quasi sempre, giallisti e autori di fantascienza. E fumettari. Ecco, magari includendo queste ultime letture già va meglio.
    Ma uno smanettone o un secchione che vive tra quattro mura (se pur prestigiose) perde il contatto col reale, perché non ha tempo a sufficienza per osservare senza preconcetti, ad esempio osservando la clientela del phone center sotto casa sua mentre fuma seduto per strada. Non c'è titolo che possa sostituire l'esperienza diretta. Giusto per citarvi un esempio che potreste gradire: il signor Descartes ha preso parte da militare alla guerra dei trent'anni guerra mentre elaborava le sue ricerche, cioé viveva abbastanza intensamente anche la tecnica e il mondo che aveva vicino (sempre da ingegnere per carità, non era mica un fante qualunque). Tocqueville, invece, ha compreso molte cose della società statunitense e ha osservato intensamente anche l'Algeria: direi, c'è stato di persona..Ecco, volevo dire questo. Gli intelligentoni mirino ad essere soprattutto intelligenti,  e l'intelligenza si nutre di urti. (questo è un 'tecnicismo' filosofico, lo ammetto, ma perdonatemelo..;-))
    ci si dovrebbe applicare con maggiore personalità, il decisore politico potrà sempre permettersi di ignorare chi non si esprime con  assertività e soprattutto chi viene spesso additato alle folle come la causa dell'errore : impiegati statali che costano cari in funzione dei loro alti studi ('e che studiano se non capiscono niente? che stanno a ffa'?' , detto da moltissime persone con più che adeguata istruzione)

    s'abbenerica,
    S.

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    utente anonimo at |

    Lei si potrebbe anche porre il dubbio che l'intelligence non abbia le migliori risorse umane disponibili sul mercato.
    Inoltre, quale metro di paragone ha citato tocqueville e descartes… mi scusi, questi non sono analisti, ma intellettuali entrati nella Storia.
    Linus

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    utente anonimo at |

    Credo che gli analisti dispongano di materiale non sempre reperibile in libreria o all'edicola. Uno scenario a 20 anni non è la previsione degli eventi che accadranno in quel periodo: se fosse così penso che più di qualche analista correrebbe a giocare la schedina vincente del prossimo concorso Totocalcio e magari se ne andrebbe in pensione. Credo che un buon bagaglio accademico sia utile per chiunque, inclusi gli analisti ma senza escludere chi raccoglie il materiale "grezzo". Perchè capire il baretto sotto casa è più facile che capire il baretto a Jakarta, e quello che accade laggiù ci interessa comunque. Perchè nell'attività quotidiana è sempre più normale lavorare con colleghi di altri Paesi, e per collaborare bisogna capirsi ( e non parlo solo di lingue, ma di tutto quello che permette a due persone di capirsi).
    Senza creare le classi dei bravi e dei tonti ad ogni costo insomma: perchè se vogliamo davvero capire cosa accade e non riusciamo poi a capire le motivazioni-problematiche-situazioni di chi lavora con noi allora diventa davvero difficile.
    CaioDecimo

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    Silendo at |

    Caro Linus,
    certamente che non sono analisti i signori da me citati !!, era una provocazione e un esempio a me più facile da fare per individuare figure che coniugassero, oltre alla capacità di osservare, anche gli alti, altissimi studi che voi citate come condicio sine qua non (di certo a ragione).
    Ecco casomai il punto è questo, traendo spunto da CaioDecimo: non è che osservare il baretto sotto casa sia più facile, io la metterei su un altro piano. Considerando che bisogna cogliere informazioni complesse e di diverso tipo, nel mestiere in oggetto, non è che si possa arrivare ad osservare il baretto a Jakarta senza essere prima passati per un allenamento più diretto. O meglio, quaesta è la mia prospettiva logica. Forse non colgo le capacità prettamente professionali degli analisti….ma non capisco come fa un analista che ha molto studiato e che risiede presumibilmente in un ufficio adatto al suo mestiere a cogliere il comportamento degli avventori di un bar di Jakarta o di contrabbandieri iraniani..a meno che non sia al contempo anche un 'operativo', mi verrebbe da dire, che ogni tanto vada a fare un'escursione turistica nei luoghi oggetto del suo interesse…conoscendo evidentemente anche la lingua più usata a livello locale. oppure, siccome ha anche capacità pratiche, è capace di elaborare il materiale che gli arriva indirettamente grazie all'insieme di logiche desunte dalla buona conoscenza di meccanismi a lui più familiari e di formazione specialistica non tipicamente accessibile ad altri che non siano del mestiere, (studi accademici specifici inclusi). ecco, era questo che volevo dire.
    Spero di non aver offeso il gentile Linus, naturalmente! ma avevo premesso che la mia poteva essere un'incomprensione per differenza sostanziale di prospettiva………..e poi gli scenari da qui a 20 anni, no, è un concetto che non sopporto proprio. io direi:
    ho l'attore x che sta facendo A, colgo la cosa e mi rendo conto che andrà avanti almeno per dieci anni perché è un programma di lungo corso. ritengo che nel tempo di anni 7 l'azione A sarà ad un livello tale da aver costretto qualcuno (a me ancora del tutto sconosciuto, mettiamo, perché ci sono troppi candidati possibili) ad una contro-azione, l'azione B. Ora, adesso, io l'azione B non saprei nemmeno dove andarmela a cercare, quindi so che devo stare pronto a questo tipo di segnale entro i prox 7/10 anni, poi l'azione B comincerà a farsi notare in modo evidente, presumendo poi un rapporto tra A e B, nello scenario da me disegnato, che coinvolga sempre più attori che però io adesso non posso individuare. Presumo anche che B avrà bisogno di un tempo di reazione, e che quindi le conseguenze dell'interazione tra A e B si svolgano su un periodo che aggiungerà presumibilmente altri 5 anni (ad es.) al periodo partito col manifestarsi di A.
    A quanto ho capito, voi direste che questo è uno scenario per i prox 20-15 anni; io no: io direi che è uno scenario che allerta/prevede per i prox 10. SOLO per i prox 10 anni. Per il semplice motivo che io B ancora non ce l'ho.
    considerei il contrario presuntuoso, ma forse applico una prospettiva scientifica che è estranea all'argomento…..
    pardon..
    i miei rispetti,
    S.

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    CaioDecimo at |

    Caro S., le tue osservazioni sono molto interessanti.

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    ilraffa at |

    Rimanere vicini alla popolazione per proteggerla e capirla meglio: un concetto semplice, che ha avuto un successo di tale portata che ci chiediamo ormai tutti come potesse essere "prima". E per rimanere davvero vicini è necessario capire non solo la lingua, ma anche la cultura (religione, linguaggio non verbale, sistema dei valori..) delle gente che ci circonda.
    Ecco perchè ritengo che – a parità di condizioni- sia più facile capire "il baretto" in Italia ( sia esso in Sicilia o Piemonte, pur con tutte le differenze del caso) che dall'altra parte del mondo.
    L'analista che viene catapultato dall'università ad un ufficio da cui non esce mai credo sia uno degli stereotipi più diffusi  e più lontani dalla realtà di quel mondo. Il mondo reale è complesso, proprio come ricordava un amico poco sopra. Per lo stesso motivo una solida formazione è opportuna per chiunque, per l'analista ma anche per chi raccoglie le informazioni, per il tecnico e per chi svolge attività di supporto.
    Senza dimenticare che l'attività d'informazione non è fine a se stessa ma è di supporto alle decisioni politiche, e qui non credo sia il caso di aprire un approfondimento sulla solida preparazione ( o sull'apprendimento " sul campo") dei decisori politici, che rappresentano l'utilizzatore finale del prodotto.
    CaioDecimo

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    utente anonimo at |

    Barry e Giovanni, tramite il Nostro vi faccio avere l'indirizzo di un ottimo corniciaio.

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    utente anonimo at |

    Tengo a precisare che non difendo la categoria degli analisti e tantomeno non sono un aspirante tale :)
    Linus

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  22. avatar
    Anonimo at |

    raffa :))

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