58 Responses

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    utente anonimo at |

    Scusate , ma ritengo che la Ns. Agenzia per motivi storici dovesse essere la prima per capacita’ informative sulla Libia .

    B.A.

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    utente anonimo at |

    Difficile credere che nn vi erano sentori di una volontà concreta di cambiamento, quando, soprattutto ad est di Tripoli vi era già da tempo una situazione di fermento evidente e dagli sviluppi imprevedibili. Tant'è che la rivolta è iniziata dopo che un esponente storico dell'opposizione al regime è stato sottoposto a misure restrittive della libertà personale.
    Che De Gennaro ci venga a dire che anche gli altri Servizi sono stati colti di sorpresa nn dice nulla di più di quanto già sappiamo: e cioè che la situazione libica nn è stata monitorata con sufficiente professionalità dai nostri Servizi.

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    utente anonimo at |

    Ma forse con la nuova organizzazione voluta dalla riforma del 2007 travaso di personale dalle agenzie sibsono persi qualcosa, o forse più semplicemente per ragioni di Stato il Direttore nonostante AISE avesse da tempo informato sia Autorità delegata per competenza e la Farnesina il nostro establishment politico non ha compreso la gravita della situazione. E al prefetto tocca raccontare cazz…… Saluti Salva

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    utente anonimo at |

    ciao a tutti
    ma secondo voi azzardando come finirà in Libia?
    Gheddafi se ne va? intervento militare?o restaurazione del Rais?

    Looser

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    marco.castellaro at |

    Sì, ecco, Salva ha detto quello che pensavo, cioè: il Prefetto è stato costretto/ha voluto dire c…….te. 
    Peccato che con la riforma del 2007 QUALCOSA è stato perso……ma solo QUALCOSA…..

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    utente anonimo at |

    Il Prefetto ha detto le sole cose che poteva dire.
    Quello che sappiamo – tra l'altro – e' attraverso resoconti giornalistici, quanto realmente detto un quell'aula non lo sapremo ( e meno male). 
    Proviamo ad immaginare che De Gennaro avesse invece dichiarato che la rivolta era ampiamente prevista, e che anzi i nostri apparati avevano conoscenza perfetta dell'ora e del luogo in cui le proteste sarebbero esplose: quali sarebbero state le reazioni nell'opinione pubblica italiana e mondiale? Quale sarebbe stato l'interesse nazionale italiano nel rilasciare una simile dichiarazione?
    Immaginiamo che le dichiarazioni di  De Gennaro  riportate sulla stampa fossero state di tenore diverso: " si ,sapevamo della rivolta, e abbiamo fatto..": cosa? cosa avremmo dovuto fare per meritarci poi il plauso di chi ora invece si lamenta di una scarsa preparazione da parte della rete informativa nazionale?
    In realta' e fino a questo momento tutto e' proceduto nel migliore dei modi, con i connazionali rimpatriati ordinatamente ed in tempi rapidissimi, senza danni ai nostri investimenti in loco.
    Ci sono stati incidenti, ancora non sappiamo di quale entita': qual'e' la nostra responsabilita' nell'impedire che simili fatti avvengano? Chi ora si lamenta per una nostra presunta " impreparazione" cosa avrebbe fatto se le informazioni a nostra disposizione fossero state (e non discuto se lo fossero o meno) precise su luogo e momento delle proteste: avremmo dovuto interrvenire preventivamente in Libia? da soli o con chi? e per sostenere quale opposizione, visto che di opposizioni ce ne sono piu' d'una?
    CaioDecimo

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    marco.castellaro at |

    Parlando in termini "istituzionali", sicuramente il responsabile della nostra intelligence ha detto quello che poteva dire. Su quello che effettivamente ha detto in commissione nn è dato sapere, né, tantomeno, quello che effettivamente poteva sapere.
    Parlando proprio di interessi italiani in Libia, come hai detto tu, sono stati tutelati adeguatamente. Senonché, la tutela dei nostri interessi in quel paese, abbastanza diffusi ed importanti, nn poteva essere fatta così rapidamente e relativamente bene come è stata fatta se, quantomeno, nn si aveva un minimo sentore di un qualche cambiamento importante.
    Per cui, dire che la situazione libica ha colto di sorpresa nn sembra credibile fino in fondo.
    Se, poi, invece, la nostra intelligence ha voluto dire che tale situazione, nella sua evoluzione, così come l'abbiamo conosciuta ora, è uscita completamente da ogni possibile previsione postuma, allora, torniamo al discorso di prima e cioè che il monitoraggio di tale situazione nn è stato fatto con sufficiente adeguatezza.
    Che, poi, quello che si poteva fare, a livello istituzionale, sia stato fatto, è possibile.
    Ma ciò nn toglie che andare a dire che anche gli altri servizi sono stati presi di sorpresa, equivale a dire che se nn abbiamo fatto tutto quello che si poteva fare nn è colpa dei responsabili dei servizi. E' questo atteggiamento che volevo criticare e che denota il solito tentativo di scansare eventuali e future responsabilità. 

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    Silendo at |

    Buonasera Looser (e benvenuto Marco), se le cose continuano così ho l'idea che Gheddafi resterà al suo posto. A quale prezzo e con quale accordo tra le tribù non saprei dirlo perchè le forze in campo, ed i relativi equilibri, non (mi) sono del tutto chiari.

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    utente anonimo at |

    …certo, il rimbalzo della quotazione dell'oro degli ultimi mesi forse era un precursore di quanto avvenuto…….

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    Silendo at |

    In che senso? :)

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    utente anonimo at |

    …..magari i "magnati" Egiziani, Tunisini e Libici, avuto il "sentore" rivoluzionario interno hanno ricapitalizzato i loro averi in oro…..e non sarebbe la prima volta……al loro posto cosa avreste voi ?

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    Silendo at |

    Al loro posto avrei da sempre investito i miei soldi all'estero per evitare di trovarmi impreparato di fronte ad eventi del genere 😉

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    utente anonimo at |
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    utente anonimo at |

    Buongiorno a tutti.
    mi permetto un qualche conosiderazione sul mancato warning da parte dell'AISE, relativamente ai fatti in Libia.. ritengo che l'episodio sia lo specchio di quanto stia accadendo – in questi tempi – all'interno del S.I. militare..
    I ben informati sapranno del perdurante stato di agitazione/tensione che pervade la 'Ditta' … il Reparto Ricerca e Analisi manca di veri e propri analisti d'intelligence in quanto negli anni  è diventato il punto di approdo di funzionari ed esecutivi provenienti da altre articolazioni, interne o periferiche, colà trasferiti 'in attesa di nuovo incarico' ma senza alcuna preparazione/esperienza nel settore dell'analisi… se esistesse REALMENTE lo spoil – system, valuterei la permanenza in quell'area del Capo centro e/o Addetti c/o le Rappresentanze Diplomatiche in quell'Area.

    FIducioso in un intelligente scambio di pensieri, auguro a tutti buona giornata e buon lavoro.

    Nathan Muir

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    Silendo at |

    Buongiorno Nathan! I tuoi interventi sono sempre interessanti e "stimolanti". Data la rilevanza dell'argomento se riesco a trovare il tempo (in questo periodo è molto ridotto) tento di scrivere un post specifico :)

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    utente anonimo at |

    Concordo con Nathan 😉 e mi permetto di smentire quanto affermato (e non da nathan)  che nemmemo gli americani sono stati ingrado di cogliere l'evoluzione…poichè esattamente 5 giorni dopo l'inizio dei moti in Egitto ha detto candidamente che la flotta Usa sarebbe stata riposizionata nel Mediterraneo…e…che gli israeliani erano nella medesima condizione. Qualche ricordo mi dice che quando glinisareliani tacciono è perchè sanno che qualcun altro parlerà prima di loro.. 😉

    Nessuno

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    utente anonimo at |


    Mi pongo, inoltre, una serie di domande, che spero – come è consuetudine di questo spazio, possano suscitare un valido brainstorming:

    dove sono le cc.dd. 'antenne' del S.I. militare in quell'area, storicamente legata all'Italia?

    esiti dell'attività di HUMINT? anche quella più classica, sarebbe andata bene ugualmente…

    scambio informativo con gli apparati d'intelligence c.d. 'amici'?
    si parlava di Israele e credo che 'chiedere qualche notizia' non sarebbe stato un errore… (in fin dei conti gli abbiamo lasciato campo libero per l'operazione 'Collera di Dio' sul finire degli anni '70..)

    nella Capitale, più precisamente in un quartiere romano, è presente una forte comunità di libici cc.dd. ' fuoriusciti' – dall'epoca del colpo di stato del Colonnello G. – o 'tripolini', che avrebbe potuto 'forse' dare un valido contributo infomativo..quando mi riferivo all'attività più classica di HUMINT nell'ambito della c.d. 'contatto/gestione della fonte informativa'…

    nel medesimo quartiere, inoltre, sono anche presenti le Rappresentanze Consolari di Tunisia, Algeria, Libia…

    Nathan Muir
     

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    utente anonimo at |

    Concordo in pieno con Nathan. Se non noto, vorrei ricordare quando il Colonello Giovannone mandava i "suoi",  vestiti (per modo di dire) da mercanti in mezzo alle piazze arabe per reperire informazioni e controllare i movimenti degli estremisti al fine di anticiparne le mosse. Ore e ore buttati nelle strade. Semplice HUMINT (oggi  snobbata in nome della tecnologia) che se eseguita con grande preparazione e costanza può dare un contributo rilevante nelle analisi preventive. In ambito delle FF.PP è stata "inventata" la polizia di prossimità ( attività che l'Arma fa dal 1814 per esempio!!) proprio per raccogliere informazioni adeguate e veritiere al fine della prevenzione della criminalità diffusa e non. Strano ma vero i suoi frutti li da. Allora mi domando: con tutte le difficoltà del caso ma visti i risultati che potrebbe dare, possibile che non si riesca a comprendere che questa attività è necessaria anche in altri ambiti? (Libia docet)
    Dalton

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    utente anonimo at |

    Come come ha detto Nathan Muir,
    sarebbe forse stato utile andare a "mangiare" in qualche ristorante gestito da esuli tripolini in una delle traverse di P.zza Bologna .

    B.A.

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    utente anonimo at |

    @Nathan; @Dalton

    io – al pari del padrone di casa – sarei molto cauto nel formulare giudizi sull'efficienza (o inefficienza) dei nostri apparati informativi, con particolare riferimento alla situazione libica.

    tale cautela dovrebbe caratterizzare ogni critica e/o considerazione sul "dossier Libia" per almeno due buoni motivi:

    – nessuno (al di fuori degli "addetti ai lavori") è a conoscenza di quale fosse il reale livello di penetrazione dei nostri apparati nel sistema libico e di quali warnings i nostri apparati abbiano effettivamente espresso alle Autorità competenti (leggi: decisori politici);

    – la valutazione di un intelligence failure è un procedimento articolato e complesso, che richiede tempo e documenti da valutare ed analizzare; allo stato attuale siamo in assenza di entrambi gli elementi in quanto: l'evento è tutt'ora in corso (e non se ne conosce l'epilogo!) e gli unici documenti che possono essere oggetto di valutazione sono la Relazione annuale del SISR al Parlamento, qualche articolo di giornale, qualche dichiarazione espressa da esponenti politici (mi sembra un pò poco!!)

    barry lyndon

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    giovanninacci at |

    Concordo pienamente con Barry sui motivi della cautela.

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    Silendo at |

    Barry, ma com'è che ultimamente indovini sempre il contenuto dei miei post? :))

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    utente anonimo at |

    chi, io?? :))

    …a parte gli scherzi, sto solo cercando di dare concreta applicazione alla "massima" del libro bianco sulla difesa e sicurezza francese, da te citata recentemente:

    "Knowledge and anticipation represent a new strategic function and have become a priority" 

    :)))))))))

    barry lyndon

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    Silendo at |

    Ecco, lo vedi????
    Adesso dimmi che non avevi visto il mio post precedente… 

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    utente anonimo at |

    @ barry

    Ammesso che warning adeguate ci siano state; ammesso che "i decisori politici" abbiano:
    1. fatto orecchie da mercante (troppo grave per essere vero) per cause a noi sconosciute;
     2. valutato (in campo ecomico/investimenti) più vantaggiosa una situazione di instabilità o comunque ininfluente

    mi si voglia spiegare allora  con che faccia il nostro Ministro degli Interni si sia inc…to con mezza Europa sul fatto di non avere  il supporto comunitario per contrastare l'immigrazione di massa che tutt'ora ci sta investendo, anche sotto il profilo degli enormi  costi che questa emergenza sta procurando all'Italia?
    Allora mi vien da pensare che  se warnings ci fossero effettivamente stati gli stessi avrebbero generato come minimo un analisi sul problema dell'immigrazione (visto che il tappo era la Libia del rais) e son certo che non avremmo perso tempo nel cercare l'aiuto dell'Europa sottoponendo a chi di dovere i "rumors" della rivolta.
    Scusandomi per la grossolanità del pensiero.
    Ossequi
    Dalton

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    utente anonimo at |

    scusate, dimenticavo :)))

    ergo: warnings non ci sono state o troppo, troppo superficiali.

    D.

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    utente anonimo at |

    buonasera..

    ringrazio per il vivace brainstorming generato e colgo l'occasione per fornire ai Sigg. utenti alcune precisazioni:

    – NON HO MAI DETTO DI ANDARE A MANGIARE IN RISTORANTE E MAI PENSATO CHE LO 'HUMINT' FOSSE UN'ATTIVITA' DA SVOLGERE IN SIFFATTO MODO!;

    – le mie considerazioni erano soltanto un sintetico 'quadro analitico previsionale' sull'area geografica interessata. Ho ritenuto – e lo ritengo tuttora – che questo spazio costituisca un valido modello di condivisione libero del pensiero senza aver alcuna finalità distruttiva delle Istituzioni (a dispetto di altri utenti, in generale);

    – in merito al citato "intelligence failure", un ausilio può essere costituito dall'esame delle recenti Relazioni Semestrali (almeno l'ultimo biniennio da prendersi in considerazione).

    Ringrazio Silendo per lo spazio gentilimente offerto.

    Nathan MUIR 

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    utente anonimo at |

    @nathan; @dalton

    credo abbiate frainteso le mie parole; non ho mai pensato che le vostre osservazioni avessero finalità polemiche o “distruttive”.
    Le trovo, al contrario, molto stimolanti ed utili ad un confronto costruttivo. 😉

    In estrema sintesi volevo solo dire che ora è troppo presto x tirare le somme e che troppi documenti sono a noi disponibili per effettuare delle valutazioni. Anche le stesse relazioni Sisr al Parlamento, sono documenti non classificati la cui finalità è solo quella di informare in modo generico il potere legislativo delle aree di attività degli apparati.

    barry lyndon

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    Silendo at |

    Caro Nathan, se riesco ad articolare un pensiero strutturato sull'argomento (fino ad ora, causa impegni pregressi, non ci sono riuscito) il riferimento alle Semestrali sarà d'obbligo :)

    "(…) senza aver alcuna finalità distruttiva delle Istituzioni"
    Ci mancherebbe altro. Le Istitutizioni prima di tutto!

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    utente anonimo at |

    errata corrige: che POCHI documenti sono a noi disponibili per effettuare delle valutazioni :)

    barry lyndon

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    utente anonimo at |

    Non per essere fiscale…ma la desueta espressioni brain storming…è stata sostituita dalla più innovativa e glam… blue sky thinking… mi hanno ripreso in un convegno con tanti super cervelloni…e personale U.N. e Unione Europea…scusate volevo solo condividere questo con voi…un bacione a tutti dal vostro FOLGORE

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    Silendo at |

    ahahahah ovvero  "diciamo tutto quello che ci passa per la testa senza restrizioni"… :))
    Buonasera carissimo! 😉

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    giovanninacci at |

    evvai!  Praticamente il "bunga bunga" dei cervelli! 

    Carissimo Folgore, bentrovato! :)

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    AllegraBrigata at |

    Saluti a te, Folgore!
    Grande Giovanni…
    :))

    R.

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    utente anonimo at |

    Buongiorno a tutti Amici !!!

    quoto R. :-)

    @Giovanni : la pensione ti fa decisamente bene!!!! :-)

    buon fine settimana a tutti!!

    daniele67

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    Silendo at |

    Anche a te, carissimo Danielone!!

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    utente anonimo at |
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    Silendo at |

    Grazie, Babbano.

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    utente anonimo at |

    Non concordo con l'articolo #37. Personalmente credo che se il PdC avesse avuto in mano documentazione che "sbudargiasse" la comunità estera, non avrebbe esitato a mettersi al fianco del rais (visto ciò che è successo a Roma) anche in previsione del ritorno economico/finanziario che questo avrebbe portato al nostro paese a repressione finita.

    Dalton

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  40. avatar
    utente anonimo at |
    Reply
  41. avatar
    utente anonimo at |


    Se leggete bene sul tavolo ,
     uno dei partecipanti al blue sky thinking  è il Sen. Gasparri ….

    B.A.

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  42. avatar
    Silendo at |

    Sì, Dalton. Diciamo che l'articolo non aggiunge granchè e, secondo me, non c'entra la questione.

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    Silendo at |

    Caro Nathan, con gran ritardo riprendo il filo del tuo intervento numero 14 e 17.

    I nostri Servizi hanno "fallito" riguardo alla Libia?
    A mio avviso tutto (o quasi) ruota attorno ad una questione fondamentale sulla quale dovremmo intenderci: è legittimo aspettarsi che l'Intelligence (in generale, intendo) preveda l'esplosione di una rivoluzione? 
    Meglio: è possibile prevedere l'esplosione di una rivoluzione?
    Se la risposta è "sì" allora ritengo che dovremmo ammettere che i nostri Servizi hanno fallito non avendo previsto gli eventi in Libia (in base a quanto, sembra, è stato affermanto dagli stessi vertici)
    La ricerca scientifica, però, dimostra che è estremamente difficile farlo. Non impossibile ma di certo molto, molto difficile poichè, a causa delle dinamiche sociali tipiche di questi eventi, mancano le informazioni indispensabili. Detto in altri termini, il potenziale rivoltoso non prende posizione fino all'ultimo e non manifesta all'esterno il suo vero pensiero.
    In tale situazione azzeccare lo scoppio di una rivolta è praticamente un terno al lotto. La cosa è oggettivamente ardua.
    Secondo me, quindi, la risposta alla prima domanda è negativa.
    Non è legittimo aspettarsi che l'Intelligence preveda una rivoluzione. Se questo accade, e la rivoluzione viene prevista, tanto meglio ma se non accade non credo si possa parlare, di per sè, di fallimento del Servizio.
    E' però legittimo – e giungiamo al dunque – aspettarsi che un'Intelligence valuti correttamente la situazione sociale, economica e politica di un dato Paese, il livello di stabilità nonchè la solidità (o meno) del potere della sua leadership.
    In breve, se è vero che il Servizio non può azzeccare il timing di una rivoluzione sicuramente però deve capire se le cose in quel Paese sono stabili, quali sono i reali assetti di potere, il livello dell'eventuale malcontento e così via.
    Facendo un esempio di cui mi scuso (è il primo che m'è venuto in mente…), non si può pretendere che un medico preveda la data di morte di un paziente malato di tumore  ma si deve prendetere che il medico diagnostichi il tumore e la sua gravità. 
    La domanda, quindi, è: la situazione in Libia è stata rappresentata dai nostri Servizi al decisore come stabile? Il potere di Gheddafi come solido ed indiscusso (come ad esempio faceva l'Economist Intelligence Unit)?
    Io personalmente non lo so e la lettura delle "semestrali" per quanto utile sotto molti aspetti di certo non ci fornisce informazioni valide in tal senso.
    Prendere atto che probabilmente la nostra Intelligence è stata colta di sorpresa dalla rivolta (come sembra abbiano ammesso il Prefetto De Gennaro, il Ministro della Difesa e, in un certo senso, lo stesso Generale Santini) non equivale, di per sè, a riconoscere un fallimento. 
    Bisognerebbe semmai capire/sapere come è stata valutata dai8 nostri Servizi la situazione in Libia nel corso degli ultimi mesi, tenendo comunque presente che in un regime come quello libico le dinamiche di instabilità possono potrarsi anche per un lunghissimo periodo di tempo prima di esplodere in vere e proprie rivolte. Con tutto ciò che questo comporta in termini di analisi, rapporto intelligence-decisore, warnings ecc..

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  44. avatar
    utente anonimo at |

    Gentilissimo Silendo buongiorno, e auguri a tutti per il Nostro comune Compleanno.

    Vorrei dissentire dal Suo ultimo post…

    A mio modestissimo e sommesso avviso l' Intelligence DEVE riuscire a prevedere, almeno nelle sue grandi linee, una rivoluzione specie se accade in una nostra ex colonia, a 100km o giù di lì dai nostri confini (Lampedusa) e se da ciò ne può derivare un gravissimo danno dal punto di vista dell'immigrazione, di possibili infiltrazioni terroristiche e, non da ultimo, da un punto di vista economico-strategico attesi gli enormi interessi del nostro Stato nel Nord Africa in generale ed in Libia in particolare…..

    Non sono ovviamente in grado di analizzare, se non in maniera assolutamente insufficiente, i motivi che hanno portato a tali carenze di visione strategica, ma credo che, comunque, un maggior impegno sia economico che umano nel particolare quadrante geografico sia, in prospettiva, assolutamente auspicabile……

    Armigero

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  45. avatar
    Silendo at |

    Buonasera Armigero :)
    E' sul concetto di "grandi linee" che dobbiamo capirci. Anche per me un'Intelligence efficiente che opera in un'area di assoluta rilevanza strategica per il proprio Paese deve essere in grado di valutare con esattezza la situazione socio-politica di quell'area individuando, eventualmente, gli elementi tipici di uno stato di potenziale conflittualità.
    Ma mi domando come sia possibile prevedere con esattezza eventi (in questo caso l'effettiva esplosione di una rivoluzione) che nessuno ha pianificato.
    Per meglio chiarire il mio pensiero riporto due passaggi di Paul Pillar e Gary Schmitt.

    "(…) The public too often assumes that the intelligence community is some sort of Department of Avoiding Surprises and consequently blames it for every unexpected event.
    None of this is to say that those who follow the Middle East closely should have been caught off guard by the grievances that have spurred current events. The political and economic ingredients had long been in place for this upheaval to occur. In the 1980s, during Mubarak's early years as Egypt's president, I served as an analyst and later a supervisor for the CIA's analysis of Egypt. Most of the ingredients were present then, too, and though no upheaval happened to occur on my watch, it might have. If it had, given that our assessments were not made public, there no doubt would have subsequently been accusations that the intelligence community had been caught off guard.
    In its later years, Mubarak's regime became even more repressive and sclerotic. A senior CIA official told the Senate Intelligence Committee last month that the intelligence community had warned of instability in Egypt, though it did not know what the "triggering mechanism" would be. How could anyone, for example, have expected that a Tunisian street-cart vendor's self-immolation would set the region ablaze? It is utterly impossible for the White House, intelligence services, or anyone else to predict the timing of future unrest. The events in question are not the result of someone's secret plan, discoverable through assiduous and skillful intelligence work. Popular protests of the sort that are currently sweeping the Arab world are instead the spontaneous, unplanned eruption of people's emotions and aspirations.
    As policymakers respond to developments in the Middle East, those of us who either criticize or endorse their decisions need to keep in mind what is knowable and what is not. There is much that intelligence services could do to make those decisions well-informed. When it comes to the U.S. response in Libya, for example, policymakers are no doubt seeking to know as much as they can about the composition of the Libyan opposition, which has only recently begun to take shape. Who is exerting the most influence, and what role are extremists playing? Collecting information about this has its own major challenges, but at least it is knowable. Intelligence services may be performing this task well or poorly — those of us outside government have almost no basis for assessing just how well or how poorly.
    But much about the events unfolding in the Middle East is still unknowable, largely because it is unplanned. The generals running Egypt today probably do not know what decisions they will be making months from now, which will in large part determine whether the Egyptian revolution fizzles or turns out to be a major step forward for democracy. If they don't know, then no one else, not even the CIA director, can know either.
    Wise policy, on this as well as on any other subject, must be shaped to maximize the benefits for U.S. interests and minimize the costs and risks no matter what turn unknowable events take. Intelligence organizations cannot eliminate the unavoidable uncertainty. Rather, they should be expected to assist policymakers in making their difficult choices by gathering as much information as possible can about what is knowable and, based on that, illuminating likely costs and risks of different outcomes and different courses of action — no matter how unwelcome the message may be.
    "

    "In principle, it’s possible to assess when the frustrations and grievances of a population have risen to the point that a popular uprising becomes a real possibility. But it is not possible to determine what spark will ignite it, or when that will occur. Who could have foreseen that a young fruit seller’s self-immolation in a Tunisian town remote from the capital would touch off a process that would eventually bring down an Egyptian president? No more predictable was the solidarity and perseverance of the Tunisian and Egyptian protestors, who perhaps surprised even themselves with their resolve. It is somewhat ridiculous to expect that American analysts will have a better sense of what people from a foreign society are capable of than the foreigners themselves.
    So what should we expect of the U.S. intelligence community?
    The fact is that while it would be nice to know the future, the point of policymaking is to influence events, insofar as that is possible. This requires knowing the various actors (inside and outside of any foreign government), what their objectives are, how they understand their specific situation, and what influence or power they might actually be able to wield. This is the type of information that helps senior policymakers determine what steps the government can take to move events in a direction favorable to the United States. No coach preparing for his next game wants a report from his scouts that tells him whether he is likely to win or lose; what he wants is a breakdown of the other team’s key players, their strengths, and their weaknesses so he can devise a game plan that gives him the best chance of winning.
    "

    Ciò, ovviamente, prescinde dalla situazione reale dei nostri apparati informativi in loco. Situazione che personalmente non conosco e sulla quale, quindi, non sono in grado di esprimere pareri. 

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  46. avatar
    utente anonimo at |

    E' di tutta evidenza (almeno credo …) che i locali Capi Centro non avessero la sfera di cristallo o fossero stati scelti per le loro arti divinatorie…..

    Credo altrettanto però che chi vive ed "opera" in certi paesi dovrebbe/potrebbe "percepire"….

    Poi è ovvio che non voglio certo fare il professorino con la matita bleu in mano "a posteriori"……. troppo facile come dice la pubblicità…..

    ponevo semplicemente l'accento su una presumibile scarsità di uomini e mezzi (specie eonomici) dovuti all'attuale situazione complessiva…

    Armigero

    Reply
  47. avatar
    utente anonimo at |

    Ancora una cosa…..

    che non si sia riusciti a prevedere l'attuale sitazione è un fatto….

    che sarebbe opportuno tendere a riuscire a prevederle è assolutamente auspicabile……

    Armigero

    Reply
  48. avatar
    Silendo at |

    "Credo altrettanto però che chi vive ed "opera" in certi paesi dovrebbe/potrebbe "percepire"

    Siamo d'accordissimo, lo penso anch'io ed è per questo che nel mio primo commento ho posto l'accento sul quadro di situazione che i nostri apparati hanno fornito, nel corso del tempo, al decisore politico. Perchè secondo me è lì che si deve valutare l'attività dell'Intelligence nell'ambito di eventi come quelli in Nord Africa :)

    Reply
  49. avatar
    utente anonimo at |

    credo che mai come questa volta chi deve valutare valuterà…… (se non lo ha già fatto)…..

    Armigero

    Reply
  50. avatar
    utente anonimo at |

    Se sono stati commessi errori, sicuramente più che l'intelligence sono stati commessi dalla leadership politica. no?

    Reply
  51. avatar
    utente anonimo at |

    Questo lo possono sapere solo loro….

    Armigero

    Reply
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    utente anonimo at |

    solo per notizia, a voler dar retta all'articolo a pag 3 del Corsera odierno a firma di Lorenzo Cremonesi dal titolo "La gioia dei ribelli "adesso non siamo più soli"" l'AISE (impropriamente ancora chiamato SISMI) avrebbe partecipato ad una operazione per "evacuare" i capi della rivolta……..

    Armigero

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    Da Bengasi replicano non solo che sono andati a vuoto, ma soprattutto di aver «abbattuto due caccia nemici». Erano circa le quindici. Pochi minuti dopo l' intera rete di telefonia cellulare delle regioni orientali è stata zittita. Impossibile comunicare. Filtra intanto l' informazione che i capi degli insorti sono stati portati al sicuro da un blitz dei servizi segreti occidentali. Nella zona sono presenti anche agenti del Sismi. E, dai loro rifugi, ancora ieri sera i capi della rivolta ripetevano: «Non ci facciamo intimidire dalle bugie, resistiamo sulla nostra terra. ….

    B.A.

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    Buongiorno.

    in relazione al commento #43…sono in parte d'accordo.
    Non parlerei di fallimento del Sistema di Intelligence 'tout court', xò mi sembra logico che quanto accaduto debba essere assolutamente motivo di rivalutazione di almeno una parte dell'Apparato..

    Gli organi di informazione nazionali dicono che "intanto l' informazione che i capi degli insorti sono stati portati al sicuro da un blitz dei servizi segreti occidentali. Nella zona sono presenti anche agenti del Sismi."

    "chiudere la stalla quando i buoi sono scappati" mi sembra una soluzione tipicamente italiana…mi auguro almeno che l'attività che il Servizio sta svolgendo in questo momento possa compensare il failure…

    buon lavoro,

    Nathan MUIR 

     

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    visto lo scenario mondiale e il continuo interesse dell'italia ad appoggiare quello che e' il piano americano partorito da bush,non credo dovremmo meravigliarci davanti a questi eventi,ancora una volta paghiamo un errore di strategia,bisognava appoggiare la rivolta e spodestare gheddafi nel momento in cui il suo popolo lo voleva fuori,invece abbiamo aspettato che ilrais riprendesse fiato…quanto durera' adesso???cosa puo' l'intelligence davanti alle scelte sbagliate di questi grandi strateghi che ci governano???purtroppo la storia c'insegna che il mediterraneo deve essere nostro,percio' da italiani possiamo solo sperare di mantenerequesto controllo,altrimenti diventeremo noi stessi interesse di altre nazioni pronte a occupare la nostra posizione chiave!!!

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    E allora…VESPA Ministro degli Esteri…tanto poi c'è Margelletti che "sostiene" dopo porta a porta di eiri….Vojo morì…

    FOLGORE!  (e si moriva…)

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    utente anonimo at |

    DISPETTI INTERNAZIONALI, BOMBE, 007: COSI' SI E' ARRIVATI ALLA GUERRA 
     

    … grazie ai buoni uffici di Andrea Margelletti  …

    B.A.

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