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    AllegraBrigata at |

    ONORE!!

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    AllegraBrigata at |

    D.

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    giovanninacci at |

     

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    utente anonimo at |

    barry lyndon

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    utente anonimo at |

    UCCISO DA UN UOMO IN DIVISA AFGANA – «È stato ucciso da un terrorista in uniforme dell'esercito afgano» ha detto poi nel corso di una conferenza stampa il ministro della Difesa, Ignazio La Russa. Secondo La Russa, sono due le ipotesi ancora al vaglio degli investigatori: o che il terrorista non fosse un militare ma indossasse l'uniforme, oppure – «meno probabile» – che fosse un infiltrato nell'esercito afgano, arruolatosi proprio per compiere azioni di questo tipo.
    «I fatti – ha ricostruito La Russa – sono avvenuti alle 12,05 ora italiana in un avamposto nella zona di Bala Murghab», nella parte settentrionale della regione Ovest, a comando italiano. Il caporalmaggiore Luca Sanna e un suo commilitone «sono stati entrambi colpiti da un uomo che indossava una uniforme afgana e che si è avvicinato loro con uno stratagemma, forse manifestando problemi all'arma». Dopo aver centrato Sanna alla testa e l'altro militare alla spalla, l'uomo «si è allontanato. Per questo – ha proseguito La Russa – non è possibile dire ora con certezza se fosse un terrorista che indossava una divisa o un vero e proprio infiltrato nell'esercito afgano. In un caso o nell'altro non si può parlare di fuoco amico, perchè è stato sicuramente fuoco nemico».
    Secondo la ricostruzione fatta poi da La Russa, l'omicida si sarebbe avvicinato ai due militari italiani fingendo un problema al fucile, poi avrebbe aperto il fuoco e approfittando della confusione del momento sarebbe scappato. «Ho attivato – ha spiegato La Russa – le vie necessarie per parlare entro mercoledì con Petreus». Il ministro ha poi detto nel corso dell'incontro con la stampa al ministero della Difesa di essere pronto a riferire alle Camere per dare tutte le informazioni su quanto accaduto. E ha poi ribadito la sua solidarietà alla famiglia della vittima.

     

    NAPOLITANO – Immediato il cordoglio del capo dello Stato. «Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, appresa con profonda commozione la notizia dello scontro a fuoco avvenuto a Bala Murghab in cui un militare italiano ha perso la vita e un altro è rimasto ferito, esprime i suoi sentimenti di solidale partecipazione al dolore dei famigliari del militare caduto nella missione internazionale per la pace e la stabilità in Afghanistan, e un affettuoso augurio al militare ferito». Lo si legge in una nota diffusa dal Quirinale.
    B.A.

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    AllegraBrigata at |

    Onore.

    Andrea

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    utente anonimo at |

    Onore.
    Nelson

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    Jackallo at |

    ONORE!

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    AllegraBrigata at |

    f.

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    Giano08 at |

    Onore a te Luca

    Ga78

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    grafvonSpee at |


     

     

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    ilraffa at |

    Onore a te, altra penna nera andata avanti!

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    Silendo at |

    .

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    utente anonimo at |
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    Silendo at |

    Marine Killed Afghan Policeman Who Pointed Gun, Military Says, Los Angeles Times, 16 January 2011

    EXCERPT: "A U.S. Marine shot and killed an Afghan policeman who pointed a weapon at him Saturday, Western military officials said. The incident took place at an outpost in the Sangin district of Helmand province, one of the most troubled enclaves in Afghanistan. Marines from Camp Pendleton took over command of the violent district from British forces last fall, as part of a drive to expel Taliban fighters from their traditional heartland in Afghanistan's south. The shooting pointed up tensions between the Western military and Afghan counterparts in a crucial phase of their partnership. […] Western military officials said the shooting took place after a dispute between the two men during 'static security operations,' a phrase that generally means they were at their base and not in the field. The Marine told his commanding officers that the Afghan policeman had made threatening statements and handled his weapon carelessly, the North Atlantic Treaty Organization force said in a statement. Soon after that, 'the uniformed police member returned with his weapon raised and pointed it toward the Marine,' according to the statement from NATO's International Security Assistance Force."

    Commento: la triste verità è che le forze di sicurezza afghane, nonostante 10 anni di addestramento, rimangono inaffidabili e infiltrate.

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    utente anonimo at |

    Il nostro Ministro della Difesa sulla dinamica dell'attentato. Da Corriere.it
    http://www.corriere.it/cronache/11_gennaio_19/sanna-infiltrato_98a8b4a0-23e1-11e0-a3c4-00144f02aabc.shtml

    MILANOL'uomo che ha ucciso l'alpino Luca Sanna «era un infiltrato nell'Esercito afghano, cioè uno dei militari» che prestavano servizio insieme ai soldati italiani nell'avamposto di Bala Murghab. Lo ha detto il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, nella sua informativa alla Camera sull'attacco al contingente italiano martedì in Afghanistan che è costato la vita al primo caporal maggiore Luca Sanna e ha provocato il ferimento di un commilitone.

    AVAMPOSTO«Al momento dell'episodio erano presenti nell'avamposto 8 militari afghani e 10 italiani», ha raccontato il ministro della Difesa, Ignazio La Russa. «L'autore dell'attacco non era una persona vestita da soldato afghano, ma un infiltrato nell'esercito, quindi uno degli 8 afghani nell'avamposto». L'infiltrato nell'esercito afghano, ha ancora raccontato il ministro era «in servizio da tre mesi, e da 45 giorni era di servizio nell'avamposto».

    FERITO – L'alpino ferito, invece «è stato sottoposto ad intervento chirurgico con esito positivo e può considerarsi fuori pericolo di vita anche se la prognosi rimane assolutamente riservata». Verrà trasferito con un volo statunitense all'ospedale di Ramstein in Germania per essere sottoposto ad un ulteriore intervento chirurgico anche con l'assistenza di nostro personale medico – ha aggiunto il ministro La Russa. «I familiari potranno raggiungere il ferito con un vettore messo a disposizione dall'Aeronautica Militare».

    TRUPPE – Nella sua informativa davanti alla Camera (dove erano presenti solo 50 deputati, riferisce l'Ansa) il ministro La Russa ha confermato la volontà del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, a non lasciare Afghanistan, nonostante lo stesso premier martedì si fosse interrogato pubblicamente sulla opportunità del mantenimento della presenza italiana in Afghanistan. Silvio Berlusconi «Mi ha confermato», ha detto il ministro della Difesa, la volontà del Governo di non venir meno all'impegno dell'Italia in Afghanistan. «I militari italiani lasceranno l'Afghanistan solo quando lo faranno gli alleati della missione Isaf», detto il ministro. «Benché ci si interroghi, come ha detto il presidente Berlusconi, sulla missione in Afghanistan, non credo tocchi a noi in questo momento vanificare lo sforzo di chi è lì da tanto tempo».

    DUBBI – Martedì, commentando coi giornalisti la morte del caporalmaggiore Luca Sanna, Silvio Berlusconi aveva detto: «Ci chiediamo se serve restare». Aveva poi aggiunto che il governo sta valutando una «strategia per il ritorno dei ragazzi». «Ci interroghiamo tutti, ogni giorno, ogni minuto», ha sottolineato La Russa. «La mia risposta è identica a quella data fin qui dal presidente del Consiglio e cioè che siamo lì nell'ambito di una missione internazionale e verremo via quando lo farà anche il resto della missione internazionale». Nei mesi scorsi il governo ha ribadito più volte che l'Italia resterà in Afghanistan – dove ha la responsabilità della Regione Ovest ed è impegnata al momento con circa 4mila militari – fino al 2014 nell'ambito della missione Nato.

    I FATTI Durante l'intervento alla Camera il ministro La Russa ha ricostruito la dinamica dell'attacco di martedì a Bala Murghab. Alle 15.30 circa locali (le 12.00 circa in Italia), 3 alpini, tra i quali i due poi colpiti e il Caporal Maggiore Matteo Rosa rimasto illeso, si trovavano all'aperto protetti sul lato Ovest dell'avamposto in prossimità del locale dormitorio. Trovandosi al riparo rispetto alla prevedibile provenienza della minaccia e non essendo in servizio di guardia, stavano effettuando manutenzione alle armi in dotazione utilizzando il compressore di uno dei due mezzi VTLM Lince presenti nel sito. Poco distanti il Maresciallo Davide Severini, comandante della postazione, ed il Caporal Maggiore Davide Frangella stavano procedendo ad interventi di manutenzione sulle apparecchiature di bordo del VTLM. Il restante personale italiano era, invece, di servizio nelle postazioni che sono rivolte in direzione EST verso l'esterno dell'avamposto. In questa fase, dall'adiacente postazione dell'Afghan National Army (ANA) distante circa 50 metri, si è avvicinato un soldato afghano, in uniforme dell'ANA ed armato con il fucile in dotazione tipo M-16 di produzione statunitense, facendo capire a gesti che chiedeva di poter impiegare il soffio d'aria compressa fornito dal compressore di bordo del VTLM per pulire la propria arma. Il Caporale Barisonzi e il Caporal Maggiore Sanna si accorgevano che il soldato dell'ANA aveva il caricatore inserito nella propria arma. Ritenendo, presumibilmente, che si trattasse di una distrazione, a gesti e con la voce cercavano di fargli capire che doveva disinserirlo – per ovvi motivi di sicurezza – ma il soldato afghano, avvicinatosi ulteriormente, apriva il fuoco improvvisamente colpendo i due alpini. L'attentatore – identificato in seguito come Gullab AlI Noor, nato nel Kunduz, distretto di Archi, villaggio di Sufi Zaman, in servizio da 3 mesi e da 45 giorni destinato all'avamposto Highlander – approfittando della confusione generata dall'attacco inaspettato e della perfetta conoscenza del dispositivo, raggiungeva di corsa il perimetro del base uscendo dall' aerea e si lanciava lungo la scarpata e quindi sulla Ring Road prima in direzione Est e piegando poi verso Nord Est in mezzo alle montagne

    ESEQUIE – La salma di Luca Sanna arriverà a Ciampino giovedì. La camera ardente sarà allestita al Celio, e i funerali di stato si terranno venerdì mattina a Roma, nella Basilica di Santa Maria degli Angeli. Poi la partenza per la Sardegna, dove era nato e dove si era sposato a fine settembre.

     

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    BILANCI – Sono 36 tra militari e 007 italiani morti finora in Afghanistan, 24 dei quali in attentati o scontri a fuoco e uno suicida. Proprio martedì il generale Biagio Abrate è subentrato come capo di Stato maggiore della Difesa al collega Vincenzo Camporini, nei confronti del quale La Russa ha avuto toni polemici in occasione dell'uccisione di un altro alpino, Matteo Miotto, avvenuta lo scorso 31 dicembre.

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    utente anonimo at |

    Segnalo questo bell'articolo apparso su "Il Giornale" del 19 Gennaio: http://www.ilgiornale.it/esteri/s/19-01-2011/articolo-id=500366-page=0-comments=1

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    Anonimo at |

    DA ANSA.IT

    ROMA – Un militare italiano, il tenente Massimo Ranzani, è morto e altri quattro sono rimasti feriti nell'ovest dell'Afghanistan in un attentato rivendicato dai talebani.

    I militari italiani, del quinto Reggimento Alpini, erano a bordo di un veicolo blindato Lince che e' saltato su un ordigno improvvisato. L'attentato e' avvenuto nel corso di un pattugliamento nella zona di Shindand.

    Il convoglio italiano saltato in aria su uno Ied a Shindad stava rientrando alla base dopo un'operazione di assistenza medica alla popolazione locale. Lo sottolinea la Difesa precisando che l'agguato ai militari italiani è avvenuto alle 12.45 ora locale, a 25 chilometri a nord di Shindad. L'operazione per l'evacuazione dei quattro militari feriti è ancora in corso.

    . . . . .

    NAPOLITANO, PROFONDA COMMOZIONE – Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, appresa con profonda commozione la notizia del gravissimo attentato perpetrato a Shindand, in Afghanistan, contro il contingente italiano impegnato nella missione internazionale ISAF, in cui un militare ha perso la vita e altri quattro sono rimasti feriti, esprime i suoi sentimenti di solidale partecipazione al dolore dei famigliari del caduto e un affettuoso augurio ai militari feriti. Lo rende noto un comunicato del Quirinale.

    SCHIFANI, ALTO PREZZO MA RIMANIAMO – "L'Italia continua a pagare degli alti prezzi ma lo fa in piena coscienza e nella consapevolezza che la libertà è un bene da garantire anche al di fuori dei propri confini". Lo ha detto il presidente del Senato, Renato Schifani, in visita ad una scuola dell'infanzia a Barete (L'Aquila), distrutta dal terremoto e ricostruita grazie anche al contributo del Senato. Ai giornalisti che gli chiedevano se l'Italia rimane in Afghanistan, Schifani ha risposto: "L'Italia non può che rimanere, la nostra presenza è condivisa all'interno della comunità internazionale e sarà essa a decidere i metodi di abbandono dell'Afghanistan, sicuramente quando esso sarà portato a piena democrazia". Il presidente del Senato ha espresso "profondo dolore per un'altra vita che cade immolandosi sull'altare della democrazia" e "vicinanza ai familiari dei nostri feriti".

    CORDOGLIO FINI PER MILITARE UCCISO – "Ho appreso con sgomento e dolore la notizia dell'esplosione di un ordigno che ha colpito un veicolo blindato Lince nei pressi di Shindand, nell'ovest del Paese e provocato la morte del tenente Massimo Ranzani del quinto reggimento alpini. Desidero rinnovarLe il mio apprezzamento per il coraggio, la professionalità e lo spirito di sacrificio con cui i nostri militari svolgono la loro opera in questo tormentato Paese. La prego di voler far pervenire, unitamente al sentimento di profondo cordoglio e vicinanza alla famiglia del soldato caduto, i miei più fervidi auguri di pronta guarigione ai militar feriti e l'intensa solidarietà mia personale e di tutta la Camera dei deputati", è quanto ha scritto il presidente della Camera dei deputati, Gianfranco Fini, in un messaggio inviato al Capo di Stato Maggiore della Difesa, Biagio Abrate.

    DOLORE TRA ALPINI BELLUNO PER MILITARE UCCISO – E' stata accolta con 'profondo dolore'' tra gli alpini della caserma 'Salsa' di Belluno, sede del 7/mo Reggimento alpini, la notizia della morte del tenente Massimo Ranzani, ucciso nell'esplosione di un ordigno in Afghanistan e appartenente al quinto Reggimento alpini, con sede a Vipiteno (Bolzano). Ranzani aveva svolto servizio a Belluno per qualche anno, fino al 2004, come sottufficiale, prima di diventare ufficiale e essere riassegnato a Vipiteno. Appartenevano al 7/mo Reggimento di Belluno i quattro alpini caduti in Afghanistan il 9 ottobre scorso – il Primo caporal maggiore Gianmarco Manca, Primo caporal maggiore Francesco Vannozzi, Primo caporal maggiore Sebastiano Ville e il maggiore Marco Pedone – e il Caporal maggiore Matteo Miotto ucciso il 31 dicembre scorso.

    b.a.

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