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13 Responses to “Vali Nasr sulle rivolte in Nord Africa”

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  1. avatar utente anonimo scrive:

    Il professore ha centrato perfettamente l'argomento,  l'unica coa che mi spaventa é che 100 milioni di affamati saranno alla mercé dei vari gruppi terroristici che aldilà del collante religioso faranno i propri interessi economici e affaristici a danno di tanti disperati e contro il nemico per eccellenza l'occidente. Per loro non sarà diffiicile , basterà indicare  il benessere europeo ed americano come unico responsabile delle loro miserie….

    ALBATOR

  2. avatar Silendo scrive:

    Indubbiamente, caro Albator, la cosa ha aspetti rilevanti anche per la nostra sicurezza nazionale.

  3. avatar utente anonimo scrive:

    Secondo me l'analisi del professore è un po astratta e non tiene conto della realtà concreta di quei paesi, che vivono da sempre nella povertà e che quindi dell'aumento del 20 per cento dello zucchero neanche se ne sono accorti dato che nelle zone rurali non ci sono supermercati e si vive di baratto. E' evidente che le proteste nello stesso tempo in tunisia e  in algeria sono state organizzate a tavolino sulla falsariga degli episodi verificatisi ultimamente a Londra, a Roma e in Grecia (a cui è stato dato evidente risalto mediatico). L'elemento incerto è solamente chi sia la mente e l'organizzatore di tali proteste.

  4. avatar utente anonimo scrive:

    A nessuno è venuto in mente che ci ppotrebbe essere un islam radicale interessato a destabilizzare quei paesi perché "troppo moderati" e tutto sommato immuni da al qaida?

  5. avatar Silendo scrive:

    Buonasera Anonimo. Quindi ritieni che dietro ci sia una pianificazione, una mente. Giusto?

  6. avatar utente anonimo scrive:

    Caro Silendo,
    mi piace tanto il tuo sito,senza dubbio di alto livello ed estremamente interessante, ma…. ogni volta che si parla di islam…le analisi che vengono fatte diventano semplicistiche e ridondanti.
    Il Pulcino

  7. avatar utente anonimo scrive:

    Sì. E secondo me è la stessa che ha organizzato gli attentati alle Chiese in Egitto e in Iraq. E' l'islam radicale (al qaida et similia) che vuole destabilizzare paesi islamici moderati (Egitto, Tunisia, Algeria, Iraq) per arrivare al potere. E sta abilmente facendo passare questi episodi come proteste "per il pane" per giustificare (anche davanti all'occidente) eventuali atti sovversivi più o meno prossimi.   

  8. avatar Silendo scrive:

    Caro Pulcino, ti ringrazio.
    Sull'Islam (come su qualunque altro argomento) ben vengano suggerimenti ed indicazioni ;)

  9. avatar utente anonimo scrive:

    anonimo, c'è una bella differenza concettuale tra mettere una bomba in una chiesa e organizzare rivolte giovanili a tunisi. nel primo caso può riuscirci un gruppo modesto, mentre nel secondo occorrono mezzi e capacità rilevanti. gli islamisti possono essere interessati a questi fatti, ma ciò non significa che ne siano i registi.
    Linus

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