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    utente anonimo at |

    Pochi risultati, delusi gli USA per il mancato accordi con i coreani.
    Qualcuno ha notato la presa di posizione di Chrysler ( a guida FIAT) sull'accordo con la Corea?
    The following statement was issued today by Sergio Marchionne, Chief Executive Officer, Chrysler Group LLC: “Chrysler Group and its 50,000 plus employees greatly appreciate the strong commitment that President Obama and Ambassador Kirk have demonstrated to finalizing an enforceable agreement that provides meaningful market access for American-made vehicles in South Korea. We are encouraged that President Obama and Ambassador Kirk have pledged to continue these efforts in the coming weeks, and Chrysler looks forward to working with the Administration and Congress to fully and irreversibly open South Korea to U.S. cars and trucks.”
    CaioDecimo

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    Silendo at |

    Caio, perdonami, non ho capito cosa vuoi dire riguardo alla Chrysler :)

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    Silendo at |

    "Il mondo alla guerra delle valute" di Franco Bruni (La Stampa).
    "The Long Currency War" (ForeignPolicy.com)

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    utente anonimo at |

    L'agenda USA in Corea includeva temi multilaterali e bilaterali.
    Il vertice non verra' ricordato tra i piu' fruttuosi sul piano multilaterale. Nel bilaterale, posizioni distanti su temi concreti ( carne ed automobili) hanno determinato un ulteriore mancato successo.
    Mentre si svolgeva il vertice bilaterale, un soggetto americano (Chrysler) guidato da un management non americano ( lo staff ad Auburn Hills e' prevalentemente non americano) ha reso pubblica una presa di posizione chiarissima.
    Alcune mie considerazioni:
    1) alla luce della polemica suscitata in Italia da alcune recenti dichiarazioni di Marchionne in TV (italiana), mi chiedevo come mai dichiarazioni altrettanto trancianti si fossero perse nel nulla ( in Italia);
    2) altrettanto mi chievevo quali reazioni avrebbero suscitato in Italia simili dichiarazioni se fossero state rivolte al Governo Italiano mentre si svolgevano trattative altrettanto delicate su tematiche di politica industriale.

    Da G7 siamo passati al G8 e poi al G20; della mia personalissima idea sul perche' di tale allargamento ( soprattuttto in relazione alla ventilata ipotesi di importanti variazioni in seno al Consiglio di Sicurezza ONU) ho gia' scittto in un precedente post.
    Quello che balza agli occhi – a mio parere – e' :
    a) il diverso atteggiamento in Europa rispetto agli USA ( e Chrysler in questo caso si e' mossa come azienda "americana al 100%") sulle modalita' di intervento di importanti aziende private su tematiche di  politica economica;
    b) la sempre piu' evidente commistione di politica ed economia nelle agende dei forum di maggiore spessore (senza alcuna mia valutazione di merito su tale fatto), magari anche solo a margine degli eventi principali ;
    c) la voglia di alcuni soggetti di "mettersi in gioco" rinunciando alle battaglie di retroguardia ed imepgnandosi invece a viso aperto nella difesa delle proprie ragioni, con il conseguente maggiore/minore ruolo del Paese in questione.
    In sintesi, caro Silendo, era mia una riflessione sul ruolo rinunciatario di alcuni, sulla difesa di interessi concreti di altri, sulla reale capacita' di "fare sistema" di un Paese.
    Mi scuso per la lunghezza. Queste mie considerazioni, caro Silendo – e lettori del forum – solo come contributo al dibattito.
    CaioDecimo

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    Silendo at |

    Ti ringrazio. Ho capito perfettamente.

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