32 Responses

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    giovanninacci at |

    Non sapevo che l'unanimità fosse obbligatoria "a prescindere"…
    Devo essermi perso qualche passaggio della Legge di riforma :((

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    Silendo at |

    Eeeeh…. hai studiato poco… ;))

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    giovanninacci at |

    quello senza alcun dubbio!

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    utente anonimo at |

    Si, ma l'unanimità su che cosa?
    Forse l'ecumenico zio Gianni intendeva l'armonia
    Linus

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    giovanninacci at |

    …o al "copasir dell'amore"?

    :)))

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    utente anonimo at |

    "Se il Copasir non ritrova l'unanimità, il governo non trasmetterà i documenti riservati sulle inchieste e le indagini svolte da palazzo Chigi sui servizi segreti. …"

    Silendo ci spieghi meglio.
    L'unanimità a cosa si riferisce … che tutti devono essere con quel rappresentante di Governo ?
    Scherzo.

    Mi sembra che se la Legge 124 o il  Regolamento (?) impongo l'unanimità che di fatto blocca il Comitato di Controllo ….  non inviando i documenti prodotti dalla Commissione Granata , allora Il Comitato di Controllo è autonomo fino a che vuole il Governo. 
    Mi sembra che gli appartenenti al Comitato siano obbligati al segreto anche dopo la partecipazione al Comitato.

    Mi sembra un bel …

    B.A.

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    giovanninacci at |

    se non ricordo male, ma è altamente probabile che io sbagli, è previsto un voto unanime per la richiesta di eventuali indagini su "appartenenti" relative al grado di aderenza delle attività al mandato istituzionale (cito a – mia scarsa – memoria, causa pigrizia assoluta non vado a ripigliare la legge).

    Non ho idea se Letta si riferisse a questo. caso specifico.. ma se fosse così vorrebbe dire che:
    1) prima erano tutti unanimemente favorevoli (a "qualcosa") o comunque tutti unanimemente contrari (alla medesima cosa)
    2) poi il componente FLI ha "scarrocciato" e l'unanimità (una delle due…) è andata a farsi friggere.

    In sostanza cos'è che Letta auspica?
    Che il componente FLI torni sui suoi passi e si ritorni ad una delle due unanimità?

    Ma presumo – alla luce dell'articolo citato nel post – che a una delle due parti (componenti di maggioranza o di opposizione che siano) una delle due unanimità non vada comunque bene…

    In sostanza Letta ha detto solo che il governo non trasmetterà i documenti.

    O sbaglio?

    P.S.: Non ci ho mai capito un'H di politica…

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    utente anonimo at |

    Scusate, se si tratta dell'invio dei faldoni della Commissione Granata queste potrebbero notizie di indagini su appartenenti ai Servizi, ma le indagini sono state già svolte su indicazione del Governo, quindi non capisco la necessità di un voto ad unanimità per acquisire i documenti.

    Sbaglio o c'è dell'altro ?
    B.A.

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    giovanninacci at |

    necessita (per me almeno…) una illuminazione da parte del Vate…
    VATE ILLUMINANTE

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    utente anonimo at |

    Ripeto, il sottosegretario intendeva l'armonia…nel senso che finchè il copasir non organizza una bella cena da fortunato al pantheon (offre D'Alema?), non arriveranno le carte
    Linus

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    Giano08 at |

    Dall’art. 31 (Funzioni di controllo del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica) della legge 124/07 

     

    “[…]

    7. Il Comitato può ottenere, da parte di appartenenti al Sistema di informazione per la sicurezza, nonché degli organi e degli uffici della pubblica amministrazione, informazioni di interesse, nonché copie di atti e documenti da essi custoditi, prodotti o comunque acquisiti.

        8. Qualora la comunicazione di un’informazione o la trasmissione di copia di un documento possano pregiudicare la sicurezza della Repubblica, i rapporti con Stati esteri, lo svolgimento di operazioni in corso o l’incolumità di fonti informative, collaboratori o appartenenti ai servizi di informazione per la sicurezza, il destinatario della richiesta oppone l’esigenza di riservatezza al Comitato.

        9. Ove il Comitato ritenga di insistere nella propria richiesta, quest’ultima è sottoposta alla valutazione del Presidente del Consiglio dei ministri, che decide nel termine di trenta giorni se l’esigenza opposta sia effettivamente sussistente. In nessun caso l’esigenza di riservatezza può essere opposta o confermata in relazione a fatti per i quali non è opponibile il segreto di Stato. In nessun caso l’esigenza di riservatezza di cui al comma 8 o il segreto di Stato possono essere opposti al Comitato che, con voto unanime, abbia disposto indagini sulla rispondenza dei comportamenti di appartenenti ai servizi di informazione per la sicurezza ai compiti istituzionali previsti dalla presente legge.”

     

    Al volo ricordo solo qui la necessità di unanimità, ma mi rimetto al Sommo per altre eventuali integrazioni.

     

    Ma, al di là del dato normativo e dell’articolo dell’ottimo Ludovico, mi pare evidente che l’Eminenza Azzurrina abbia voluto dire a Baffino, tra le righe e manco poi tanto, che “o risolvi sto casino riguardo al falco Briguglio, o … risolvi sto casino riguardo al falco Briguglio, a te la scelta!”

     

    E a buon intenditor… 

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    Giano08 at |

    scusate la pessima formattazione di prima…

    Dall’art. 31 (Funzioni di controllo del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica) della legge 124/07 

    “[…]

    7. Il Comitato può ottenere, da parte di appartenenti al Sistema di informazione per la sicurezza, nonché degli organi e degli uffici della pubblica amministrazione, informazioni di interesse, nonché copie di atti e documenti da essi custoditi, prodotti o comunque acquisiti.
    8. Qualora la comunicazione di un’informazione o la trasmissione di copia di un documento possano pregiudicare la sicurezza della Repubblica, i rapporti con Stati esteri, lo svolgimento di operazioni in corso o l’incolumità di fonti informative, collaboratori o appartenenti ai servizi di informazione per la sicurezza, il destinatario della richiesta oppone l’esigenza di riservatezza al Comitato.
    9. Ove il Comitato ritenga di insistere nella propria richiesta, quest’ultima è sottoposta alla valutazione del Presidente del Consiglio dei ministri, che decide nel termine di trenta giorni se l’esigenza opposta sia effettivamente sussistente. In nessun caso l’esigenza di riservatezza può essere opposta o confermata in relazione a fatti per i quali non è opponibile il segreto di Stato. In nessun caso l’esigenza di riservatezza di cui al comma 8 o il segreto di Stato possono essere opposti al Comitato che, con voto unanime, abbia disposto indagini sulla rispondenza dei comportamenti di appartenenti ai servizi di informazione per la sicurezza ai compiti istituzionali previsti dalla presente legge.”

    Al volo ricordo solo qui la necessità di unanimità, ma mi rimetto al Sommo per altre eventuali integrazioni.

    Ma, al di là del dato normativo e dell’articolo dell’ottimo Ludovico, mi pare evidente che l’Eminenza Azzurrina abbia voluto dire a Baffino, tra le righe e manco poi tanto, che “o risolvi sto casino riguardo al falco Briguglio, o … risolvi sto casino riguardo al falco Briguglio, a te la scelta!”

    E a buon intenditor… 

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    giovanninacci at |

    Beh, Giano carissimo, questa era cosa piuttosto chiara fin dal principio…

    Resta il fatto che se sta benedetta unanimità non c'è… vuol dire che PUO' NON ESSERCI. Se fosse il contrario (ovvero che l'unanimità debba esserci per forza) il concetto stesso non avrebbe più senso, per carenza di definizione…
    Ma, ripeto, la politica e la matematica non saranno mai il mio mestiere

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    giovanninacci at |

    Così come resta il fatto – a suo tempo ampiamente discusso da queste parti – che il parlamentare, una volta eletto, "rappresenta" (et pensa, et decide et – infine – vota… :)) SOLO la Nazione.

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    Giano08 at |

    infatti l'unità NON ci deve essere per forza, sennò a che serve contare chi è di maggioranza e chi di opposizione? se non in alcuni casi, come quello riportato.

    ma qui la cosa non è tecnica, ma politica. e come hai detto tu: è risaputa dal principio…

    non vi arrovellate su un termine :)))

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    giovanninacci at |

    E no! non è giusto dai! :)))
    Ci si fanno le migliori politiche su un singolo termine…
    Una volta che posso farlo, ci voglio fare anch'io

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    AllegraBrigata at |

    Buonasera ragazzi. A pelle penso che la questione ricada sub art. 31, IX comma.

    Davide

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    utente anonimo at |

    http://www.repubblica.it/speciali/arte/recensioni/2010/11/11/news/cia_mecenate_dell_espressionismo_astratto-8997066/?ref=HREC2-2 

    caro silendo mettilo dove meglio credi simpatica però sta cosa…chissà ora…magari si berrà a scoprire che il grande fratello è composto da agenti AISI…

    un saluto dalla terra dell'aquila bicefala

    FOLGORE

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    AllegraBrigata at |

    Ciao Folgore!!
    😉

    R.

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    utente anonimo at |

    … il Comitato, che con voto unanime, abbia disposto indagini sulla rispondenza del comportamento …” Ripeto, mi sembra che i documenti della Commissione Granata sono già stati scritti …Mi sbaglio ?B.A.

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    AllegraBrigata at |

    Babbano, non credo che ci si riferisca ai lavori della Commissione Granata.
    L'articolo parla di "documenti riservati sulle inchieste e le indagini svolte da palazzo Chigi sui servizi segreti" e di "attività di verifica e controllo sui nostri servizi, svolte da un gruppo di ispettori di palazzo Chigi".

    R.

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    utente anonimo at |

    Ma infatti la legge non c'entra niente. Il sottosegretario Letta non è un tecnico. Durante un seminario ha definito Maroni autorità per la sicurezza nazionale. Figuriamoci il concetto di unanimità, inserito in uno specifico caso, all'interno di un comma di un lungo articolo…non sprecherei tempo per sofisticate esegesi.
    Ciò detto, Dagosia docet, siccome D'Alema ogni giorno chiede l'audizione di Berlusconi, questa risposta pare più una ripicca personale. E se anche lui ha perso colpi quanto a stile, allora signori è proprio la fine.
    Linus

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    Giano08 at |

    quoto linus :)

    (una volta tanto )

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    Silendo at |

    Scusate il ritardo :)
    Francamente non riesco ad interpretare la cosa. Credo che si possa affermare, con ragionevole certezza, che non ci si riferisca alla Commissione Granata.
    Riguardo al termine "unanimità", onestamente opterei per un'esegesi "tecnica" :))
    Marco Ludovico mi sembra giornalista piuttosto accorto e non credo che userebbe questo termine per indicare un "accordo" di tipo politico. Boh… vedremo… :)

    Buongiorno Folgore.
    Grazie per la segnalazione. Sull'argomento in Italia è stato tradotto e pubblicato qualche anno fa questo bel libro: "Gli intellettuali e la CIA: la strategia della Guerra Fredda culturale".

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    utente anonimo at |

    Caro silendo sei meglio di wikipedia… 😉 un saluto a tutti i brigatisti…qui sotto c'è berisha che dice che tutto merito suo se si vanno a fare le vacanze "pa visa "

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  26. avatar
    utente anonimo at |

    Mi scuso per l’errore ( non si tratta della Commissione Granata) . Ho trovato illuminante un post del 10 maggio 2010 . Se non sbaglio ancora. Saluti B.A.

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  27. avatar
    Silendo at |

    Carissimo Folgore, si fa quello che si può 😉

    Babbano, tu non sbagli mai 😉

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    utente anonimo at |

    Il Copasir apre un'inchiesta…

    B.A.

    Grazie per la considerazione non meritata .

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  29. avatar
    Silendo at |

    Dal Giornale di oggi, di Chiocci e Malpica.

    La lettera porta la data del 5 ottobre, ed è indirizzata a Gian ni Letta. A scriverla è il presi dente del Copasir, Massimo D’Alema.Che domanda al sot tose gretario con delega ai Servizi di voler «trasmettere con cor tese sollecitudine » alcuni documenti riservati. Si tratta del «testo integrale», spiega D’Alema nella missi va, «delle relazioni conclusive » di due inchieste interne alla nostra intelligence . Una relativa alla denuncia presen tata da Italo Bocchino, che ri­teneva di essere pedinato da uomini dei servizi. L’altra, mette nero su bianco l’ex mi nistro degli Esteri, riguarda «il coinvolgimento di perso nale dell’Aise nel processo Telecom-Pirelli». La richiesta – deliberata all’unanimità dal Copasir la settimana pre cedente – suona però curio sa. Perché la vicenda «Tele com- Pirelli», e in particolare il coinvolgimento di barbe finte, riguarda molto da vici no proprio una questione nel la quale D’Alema e il disciol to partito del quale «Baffino» era presidente erano, loro malgrado, coinvolti. Ossia il dossier «Oak fund». La storia è nota. Il dossier voluto dal capo della security di Pirelli e poi di Telecom, Giuliano Tavaroli, e redatto dall’investigatore privato Emanuele Cipriani, per sco prire i nomi dietro l’«Oak fund» (che in italiano vuol di re «fondo quercia»), che con trollava una quota della fi nanziaria lussemburghese Bell. Quest’ultima possede va la quota di controllo di Oli vetti, che all’epoca (luglio 2001) controllava il 54 per cento della Telecom. E il dos sier venne realizzato in quel periodo, quando Pirelli stava per dare la scalata al colosso italiano delle telecomunicazioni. Tavaroli ai magistrati spiega che si voleva capire chi fossero gli azionisti dell’« Oak fund», nel timore che vi fosse qualcuno del manage ment Telecom che volesse lucrare sull’operazione. E, mi se a verbale Tavaroli, quando venne fuori che i nomi erano invece quelli di «esponenti di un partito dell’attuale mag gioranza »arriva l’ordine a Ci priani di fermarsi lì. Tutto fini to? Macché. Quando il boss della sicurezza di Telecom esce dal processo, patteggian do 4 anni e mezzo, il suo rac conto cambia non poco. Ta varoli, a Repubblica , indica in Tronchetti Provera l’auto re dell’input che ha dato vita al dossier. E, soprattutto, cambia il movente: Tronchet ti, spiega Tavaroli, avrebbe ordinato quel dossier sui Ds proprio per cercare eventua li tangenti nell’acquisizione di Telecom da parte di Cola­ninno. Tavaroli aggiunge al tri dettagli, tra cui la presunta esistenza di depositi di soldi all’estero,finiti dopo un caro sello di società nel conto lon dinese dell’«Oak fund» «cui erano interessati i fratelli Ma­gnoni e dove avevano la firma Nicola Rossi e Piero Fassi no » (dichiarazioni che solle varono una raffica di smenti te e di annunci di querele). Nomi che Tavaroli spiega al quotidiano di aver fatto in vano ai magistrati che gli avrebbero risposto: «Non scriviamo i nomi nel verbale, diciamo “esponenti politici” ». Una versione, quella del la ricerca mirata dei Ds dietro al «fondo quercia», concor dante con quanto dichiarato ai magistrati il 28 marzo 2007 dall’autore del dossier, Ci priani: «Tavaroli mi invitò a svolgere investigazioni sul l’Oak fund dicendo che avrei dovuto verificare se dietro c’era un partito politico».Proprio in quell’interrogatorio, Cipriani, di fronte ai docu menti che gli inquirenti gli mostrano, mette a verbale che non trova «un documen to che indicava un noto sog getto politico», che identifica proprio in D’Alema.E ancora Cipriani aggiunge di aver par lato degli esiti delle sue indagini sia a Tavaroli che a Mar co Mancini, lo 007 all’epoca numero uno del controspionaggio del Sismi, considerato dai magistrati «stabile col laboratore » di Cipriani e Tavaroli. Proprio Mancini rap presenta il «coinvolgimento di personale dell’Aise nel pro cesso Telecom-Pirelli» a cui D’Alema fa riferimento. Ma se la storia è già conosciuta, appare curioso che sia pro prio D’Alema, nella sua quali tà di presidente del Copasir, a firmare la richiesta a Letta per ottenere il «testo integrale » dell’inchiesta interna su quell’affaire che, in un modo o nell’altro, ha visto emergere anche il suo nome. Ma la «sollecitudine» caldeggiata da «Baffino» non è servita a far arrivare le carte al Comitato parlamentare di controllo sui servizi: pochi giorni fa, il 4 novembre, Gianni Letta ha risposto picche a quella richiesta. Spiegando che il Copasir ha già ottenuto, sia per la questione Telecom-Pirelli che per la denuncia di Bocchino, «sintesi del lavoro svolto e dei relativi esiti». Scelta dettata dal bisogno di tutelare «gli aspetti di segretezza» e gli «interna corporis » dei servizi interessati. L’invio di «copia delle relazioni conclusive», spiega Letta a D’Alema, non avverrà: la richiesta è «non coerente con il quadro ordinamentale vigente». Il numero uno del Copa sir si rassegnerà o vorrà insistere? Una strada c’è, è Letta a indicarla nella lettera: il Copasir può con voto unanime disporre indagini sulla «rispondenza dei comporta menti di appartenenti ai servizi ai compiti istituzionali previsti dalla legge». In questo caso il segreto di Stato non può essere opposto. Che farà Baffino?

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    utente anonimo at |

    Si applica il detto "pagare moneta, vedere cammello"
    Linus

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    utente anonimo at |
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    AllegraBrigata at |

    COMITATO PARLAMENTARE
    per la sicurezza della Repubblica

    Mercoledì 16 novembre 2010 – Presidenza del Presidente

    Il presidente D'ALEMA (PD) svolge alcune comunicazioni concernenti la documentazione pervenuta e l'organizzazione dei lavori, sulle quali intervengono i senatori CAFORIO (IdV), ESPOSITO (PdL), PASSONI (PD), QUAGLIARIELLO (PDL) e RUTELLI (Misto-API) e i deputati BRIGUGLIO (FLI), CICCHITTO (PdL), PASTORE (LNP) e ROSATO (PD).
    Esame della relazione prevista dall'articolo 33, comma 1, della legge n. 124 del 2007 sull'attività dei Servizi di informazione per la sicurezza nel 1° semestre 2010. Il deputato PASTORE (LNP) e il senatore CAFORIO (IdV) riferiscono sul documento in esame formulando osservazioni e proposte su cui intervengono il presidente D'ALEMA (PD) e il senatore ESPOSITO (PDL).
    Il presidente D'ALEMA (PD) dichiara concluso l'esame della relazione.

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