34 Responses

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    utente anonimo at |

    Che post, ragazzi!
    Silendo for President….anzi for Director
    Linus

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    Silendo at |

    Solo DNI… eh… altrimenti nisba!!!
    :))

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    utente anonimo at |

    si, però, pensandoci, il blog poi chi lo manda avanti? :))

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    Giano08 at |

    insomma, queste tecniche tendono a "oggettivizzare" il processo di analisi per limitare la parte soggettiva (l'analista) affinché chiunque altro possa capire come si è arrivati a una conclusione, attraverso che meccanismi.

    giusto, Vate? :)

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    giovanninacci at |

    "e poi…"  disse un vecchio e-sperto in pensione  "… avvenne la modellazione concettuale basata sulle meta-relazioni dei sistemi interagenti, ma tutto fu rovinato dal cyber-morbo"

    :))

    P.S.: alla fine ho cominciato ad appendere i post, oltre che sul muro della camera da letto, anche sul soffitto.

    Non che mi dispiacciano le parole del Vate che mi svolazzano sulla testa… l'unica cosa è che ho dovuto smontare lo specchio gigante… :(((

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    Silendo at |

    "insomma, queste tecniche tendono a "oggettivizzare" il processo di analisi per limitare la parte soggettiva (l'analista)"

    Uhmmm…. no, non parlerei di "oggettivizzazione" che mi fa venire in mente il risultato più che il processo. Invece queste tecniche riguardano tutte il processo e non il risultato.
    Insomma, l'analista, con le sue conoscenze e le sue esperienze, è sempre al centro di queste procedure.
    Se invece parliamo di oggettivizzare e di limitazione della parte soggettiva sembra che si tratti di un processo quasi "meccanico", automatico. Così non è e lo vedremo nel prosieguo dei post.

    Giò… io e te dobbiamo fare un discorso chiaro ;))

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    giovanninacci at |

    …dici che era meglio lasciare lo specchio gigante?

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    Silendo at |

    Direi di sì… 😉

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    giovanninacci at |

    però per risparmiare sullo spazio al posto dello specchio potrei mettere una webcam…

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    Silendo at |

    Perchè no. A patto che poi ci fai copia dei tuoi incontri con Melita 😀

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    giovanninacci at |

    se lei è d'accordo, certamente… ;))

    P.S.: ve li mando in formato informatico protetto con crittografia tripla chiave  quantistico-astrale a sei miliardi di bit modulata a ciclo fotonico DIS-continuo 😉

    Così vediamo se Jack riesce a crakkarla :)))))))))))

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    utente anonimo at |

    è un gioco da ragazzi che ci vuole a decrittarli

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    Silendo at |

    Vedi Giò. Non c'è alcuna speranza di segretezza ;))

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    utente anonimo at |

    complessi calcoli matematici è logico un pò come la macchina enigma

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    giovanninacci at |

    pazienza… :((

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    utente anonimo at |

    mi dispiace

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    Silendo at |

    Non ci resta che il piccione viaggiatore. Sempre se non ce lo abbattono a fucilate…

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    utente anonimo at |

    fucilate? metodo antiquato e primitivo ultrasuoni su diverse frequenze e sempre modualri

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  19. avatar
    Silendo at |

    Vabbeh va, ho capito. Si ricorre ad un motociclista dell'Arma…

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    utente anonimo at |

    se ha il tesserino allora passa

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  21. avatar
    AllegraBrigata at |

    Attendiamo con ansia il prosieguo del post 😉

    D.

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  22. avatar
    Jackallo at |

    Giovanni, scometto che la chiave per decrittare è "Viva l'Italia!" o "Patria e Onore".. tutto troppo facile, direi.. 😉

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    giovanninacci at |

    Quelle sono le prime due. La fase di modulazione fotonica è basata sulla keyword "Alfredo Cappellini", che dovresti conoscere bene…  ;)))

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  24. avatar
    utente anonimo at |

    ti sei dimenticato dello stabilizzatore della materia

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    Giano08 at |

    no Vate, mi devi scusare ma non mi sono spiegato.

    per "oggettivizzare" intendevo riferirmi proprio al processo e non la risultato;
    e per "limitare la parte soggettiva", non intendevo meccanizzare il processo stesso.
    in parole povere intendo dice che con queste tecniche – da quel che ho capito – si rende il processo intellegibile a TUTTI, cioè anche coloro che poi lo osservano una volta finito. insomma, se io sono un analista e ragione usando i post-it appesi per la stanza, poi tiro i dadi, vedo il meteo, aspetto le uscite del lotto e chiedo alla mia anziana vicina di pescare un numero da 1 a 94, e così arrivo alla mia "analisi", allora credo che POI nessuno sarebbe in grado di ripercorrere il mio processo analitico per vedere eventuali falle, errori, ridondanze, ecc.

    invece se uso una tecnica strutturata che, in quanto tale, ha un iter preciso (senza nulla togliere al SOGGETTO che poi segue questo iter), allora poi chiunque (conosca la tecnica, s'intende) dovrebbe essere capace di capire come sono arriva a quel dato risultato.

    mi sono spiegato meglio…? spero…
    e… dimmi se sono in errore.
    ciao 😉

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  26. avatar
    Giano08 at |

    (mi scuso per i vari refusi e vocali messe a caso  ho scritto di fretta)

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    Frattaz at |

    Diciamo che intendi …. reversibile :D? Cioè che si possa risalire passo  passo attraverso le tecniche analitiche seguite  ?

    ( Per altro cosa che è indice di una buona presentazione di analisi, cioè che la capisca anche un bambino per la sillogicità dei passaggi :D!)

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  28. avatar
    utente anonimo at |

    Caro Silendo, sono finalmente in possesso di una copia di questo libro. mi ha stupito la rilegatura con gli anelli, utile il grafico pieghevole in quarta di copertina, geniale la frase di Einstein riportata a pagina 89:
    " Imagination is more important than knowledge. for while knowledge defines all we courrently know and understand, imagination points to all we might yet discover and create".
    Mi tuffo nella lettura del  libro.

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  29. avatar
    utente anonimo at |

    anche io mi tuffo nella lettura di playboy

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    Giano08 at |

    si frattaz! 😉

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  31. avatar
    Silendo at |

    Sì, Giano. Perfetto. Questa è proprio uno dei vantaggi delle tecniche in oggetto.

    Anonimo 28, ottimo! Così possiamo valutarlo assieme :)

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    Giano08 at |

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    utente anonimo at |

    Il 28 e' mio io, scusa Silendo, ho dimenticato di firmare.
    CaioDecimo

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    Silendo at |

    Ciao Caio. L'avevo sospettato 😉

    Reply

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