36 Responses

  1. avatar
    utente anonimo at |

    Onore al Presidente.

    Bourne

    Reply
  2. avatar
    utente anonimo at |

    Silendo : Gli operatori dei Servizi con la scomparsa del Presidente Emerito F. Cossiga a mio avviso hanno perso qualcosa in più rispetto a tutti cittadini o sbaglio? Penso che si potrebbe vedere già qualcosa con la richiesta di modifica dei poteri del Copasir presieduto dall’On.Massimo D’Alema.

    La mancanza delle Sue “protezioni” erette per gli operatori a tutti i livelli, spesso realizzate anche con gesti. “plateali” , ricordo ad esempio le Sue autodenunce, lascieranno gli operatori del settore privi di tale supporto.
    B.A.

    Reply
  3. avatar
    utente anonimo at |

    Gli hanno sempre chiesto se era un massone, "ma tra la chiesa e i massoni, ha sempre scelto il Padre Eterno…"

     
    A me piace ricordarlo con questa Sua fatidica frase: " COLORO CHE DICONO DI NON ESSERE MATTI, LO SONO…"
     
    Addio emerito presidente Cossiga.
     
    Marco Federico
     

    Reply
  4. avatar
    utente anonimo at |

    Grazie presidente.

    E ottimo ''post'' Sil.

    Frattaz a CEST-2

    Reply
  5. avatar
    AllegraBrigata at |

    Roberto

    Reply
  6. avatar
    utente anonimo at |

    Spostalo dove credi Silendo : conferma in Commissione (?) che la documentazione su Gladio composta da 15 pag era stata sottratta dalla cassaforte del Min. Difesa e ( probabilmente) consegnata ai brigatisti in cambio della vita dell’On. Aldo Moro.
    Tale documentazione e’ poi ricomparsa, (anni addietro) dopo il bliz presso il covo di Via Montenevoso.

    B.A

    Reply
  7. avatar
    AllegraBrigata at |

    Andrea

    Reply
  8. avatar
    AllegraBrigata at |

    Enrico

    Reply
  9. avatar
    AllegraBrigata at |

    AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO

    Onorevole presidente del Consiglio dei ministri
    Nel mio testamento ho disposto che le mie esequie abbiano carattere del tutto privato, con esclusione, in quella sede di ogni pubblica onoranza e senza partecipazione di alcuna pubblica Autorità.
    «Qualora dopo il mio seppellimento le Autorità competenti dello Stato decidessero una qualche forma di onoranza pubblica – che peraltro io riterrei più opportuno non avesse luogo – è mio desiderio: che in essa trovi posto un momento religioso, secondo i riti della Santa Chiesa cattolica; che il catafalco sia ornato dalla bandiera italiana e da quella tradizionale sarda; che nella rappresentanza armata siano compresi: per l’Esercito, elementi dei Granatieri di Sardegna, per la Marina elementi del Comsubin, per l’Arma dei Carabinieri e per la Polizia di Stato elementi rispettivamente del Gis e di Nocs, corpi da me fondati.
    Sarebbe inoltre mio desiderio che alle eventuali cerimonie fossero invitati il presidente della Regione della Sardegna, il presidente del Consiglio regionale sardo nonchè i sindaci di Sassari, Chiaramonti, Bonorva e Siligo. Ho dispensato, salvo loro diversa decisione, i miei familiari dal partecipare a queste onoranze e prego lei, il presidente del Senato della Repubblica e qualunque altra Autorità non di voler fare premura alcuna, ancor che certamente cortese, nei loro confronti.
    Fu per me un grande onore e immeritato privilegio servire la Repubblica nel Governo, da sottosegretario di Stato, da ministro e da presidente del Consiglio dei ministri: e questi miei sentimenti la prego di voler partecipare ai suoi eminenti colleghi del Consiglio dei ministri unitamente alla mia ferma conferma di fede civile nella Repubblica, nella Nazione e nella Patria". "
    Che Iddio protegga l’Italia!
    Voglia accogliere, Onorevole Presidente, l'espressione della mia più alta stima

    Reply
  10. avatar
    Jackallo at |

     

    Reply
  11. avatar
    utente anonimo at |

    ciao Presidente

    barry lyndon

    Reply
  12. avatar
    utente anonimo at |

    L' impavido difensore di Stay-Behind, con una lettera al Consiglio dei ministri di allora, minaccio di "autosospendersi" se il parlamento non confermava la legittimità della Gladio.

    Marco Federico

    Reply
  13. avatar
    Raffox74 at |


     

    Reply
  14. avatar
    Silendo at |

    Reply
  15. avatar
    utente anonimo at |

    Bravo stimatissimo Silendo,
    hai fatto bene a mettere il video del nostro amato Presidente.
    E' vero con la sua morte scompera l'anima più pura che aveva difeso con Repubblicana convinzione chi questa Italia, nel silenzio, l'ha servita e la serve nell'incognito della professione meno gratificata di tutti, ma più gratificante.
    Oramai nessuno arginerà l'avanzata dell'amante dei dischi, ma forse è così che doveva finire.
    Anche la "baia" cara a LUI ed all'indimenticabile AMMIRAGLIO verrà ceduta ed i migliori verranno pensionati.
    Fine delle trasmissioni.
    E' proprio il caso di dire "Iddio aiuti l'Italia". Ora che Gli sarà più vicino saprà sicuramente come convincerLo.

    Il cocomeraro

    Reply
  16. avatar
    Silendo at |

    E' il minimo :)

    Reply
  17. avatar
    utente anonimo at |

    Grazie Silendo per il video.
    p.s. cocomeraro tranqullo che tutto rimane come sempre, non ci sarà nessuno stravolgimento apocalittico come non ci è stato dopo la pseudo-riforma, ed i cambiamenti generazionali non hanno mai fatto paura a chi conosce la tradizione 😉 Solo chi lavora per la poltrona se la fa addosso, specialmente oggi dove vedo ancora più sciacalli che di certo non Amano la loro Patria, ma si sanno vendere benissimo !

    CL

    Reply
  18. avatar
    utente anonimo at |
    Reply
  19. avatar
    utente anonimo at |

    Vengo meno alla parola data di chiudere per sempre le trasmissioni, ( si vede che ho preso i vizi del Nostro Amato Presidente) ma mi ascolti CL #17, contrariamente al suo performante ottimismo o relativismo ottimistico, credo che le cose future abbiano preso, mi creda, una deriva molto negativa ed anche LUI, penso, fosse molto rassegnato sull'argomento.
    Mi auguro che lei abbia ragione, io sono (dicono/spero/temono o forse no…) fuori dai giochi.
    Ossequi ammirati a Silendo.

    il cocomeraio

    Reply
  20. avatar
    utente anonimo at |

     Silendo, emblematico il commiato

    Quello che avrebbe voluto che fosse compreso solo con uno sguardo, l'ha dovuto mettere per iscritto: un commiato dinanzi al Popolo Sovrano.

    Così ancora una volta l'emerito presidente ci lascia di stucco: "Dio protegga l'Italia"

    Marco Federico

    Reply
  21. avatar
    utente anonimo at |

    Cocomeraio, probabile che le mie siano esclusivamente opinioni ed esternazioni nostalgihe dei vecchi tempi, di quelli con le schede perforate e la carta copiativa reciclata, ma a volte è una vera fortuna essere fuori dai giochi perche non ci si logora il fegato obbligati a dire Signor Si, al primo plurilaureato funzionario che non sa neppure quanto costa un litro di latte 😉 Non torneranno i tempi del caro Ulisse, ne quelli dell'amatissimo ed ancora oggi stimato Igor, UOMINI con le p… ops. con le stellette !!!!
    Il cambio generazionale è inevitabile, fa parte della vita, inutile mangiarsi i gomiti per quattro sciagattati ai posti di comando.. lasciamoli correre ! :-)

    p.s. un saluto alle donne dell'amministrazione che ci leggono spesso.. siete sempre più numerose e soprattutto più BELLE ! 😉

    Reply
  22. avatar
    utente anonimo at |

    Per fare certi lavori bisogna essere dei galantuomini, altrimenti, cadendo ci si sporca non solo le mani…Questo era un concetto molto caro all'Ammiraglio F.Martini.
    Avrei voluto tanto conoscerlo, purtroppo di lui ho solo letto…

    P.S. per quanto riguarda le donne, ben vengano, hanno più volte dimostrato professionalità e capacità operative…

    Marco Federico

    Reply
  23. avatar
    ilraffa at |

    Raffaele

    Reply
  24. avatar
    AllegraBrigata at |

    T.

    Reply
  25. avatar
    Frattaz at |
    Reply
  26. avatar
    utente anonimo at |

    ONORI…

    …al Capitano di Fregata, Francesco COSSIGA.

    Martin BISHOP.

    Reply
  27. avatar
    utente anonimo at |

    Ipocrita fino all'ultimo. Solo in questo coerente con tutto ciò che ha fatto in depistaggi e favoreggiamenti di potenze nemiche come la Libia, che in epoca di guerra fredda disseminò di bombe l'europa e l'Italia. Altrove condannata a risarcire i danni e in Italia mai disturbata nemmeno da un avviso di garanzia, grazie all'opera di "patrioti" come questo che hanno deviato le inchieste verso neofascisti per Bologna e in Ultimo verso i palestinesi. Certo bravissimo, l'ha fatta franca, ma ora ne risponderà a colui che non si può ingannare.

    Reply
  28. avatar
    Silendo at |

    Da APCOM: http://www.apcom.net/newspolitica/20100824_154234_f64212_95639.html

    Roma, 24 ago. (Apcom) – Francesco Cossiga? L'unico politico di peso a non averli 'traditi'. Lo ricorda così, raggiunto telefonicamente da Apcom, il generale Paolo Inzerilli, per 12 anni a 'capo di Gladio, responsabile cioè della branca italiana della struttura di resistenza clandestina Stay Behind che avrebbe dovuto fare fronte a un'eventuale invasione sovietica dell'Europa occidentale. Alle spalle una lunga carriera nelle Forze armate e nei servizi segreti, Inzerilli ha dovuto affrontare una lunga vicenda giudiziaria per il presunto coinvolgimento di Gladio in attività eversive: ne è uscito senza una macchia ma con qualche rancore verso chi in quegli anni prese le distanze da una forza nata solo per "servire lo Stato". Vi siete sentiti traditi dagli esponenti politici e di governo che hanno detto che non sapevano di Gladio? "Direi proprio di sì", risponde l'ex capo dei gladiatori. "Doppiamente: è stato svelato un segreto che riguardava la difesa del Paese, che oltretutto era concordata in ambito Nato, e tutti i paesi Nato avevano lo stesso sistema" Quanto al suo rapporto personale con Francesco Cossiga, il generale Paolo Inzerilli racconta: "I rapporti con lui sono nati quando io ero ancora in servizio, quando è scoppiato il caso. Fui contattato da Cossiga che voleva essere aggiornato su quello che stava succedendo, anche perché doveva essere sentito dal Copaco e anche dalla commissione stragi". Un rapporto che è rimasto solido anche negli anni successivi sul piano umano, "sono andato a trovarlo spesso e volentieri a casa, per parlare delle problematiche dei gladiatori e dell'associazione Stay Behind (di cui Inzerilli è presidente onorario, ndr). Fino a pochi giorni fa, sapevo che stava male e chiamavo spesso". Cossiga difese sempre la legittimità di Stay Behind e la correttezza dell'operato dei suoi membri, ma la gratitudine dei 'gladiatori' è legata soprattutto a quello che il generale chiama "il suo grosso exploit": l'autodenuncia come 'complice' dell'organizzazione. "Quando l'ammiraglio Martini e io fummo indiziati di reato e messi sotto processo lui si autoaccusò, per cui siamo finiti tutti e tre davanti al tribunale dei ministri".

    Reply
  29. avatar
    utente anonimo at |

    A proposito dell'articolo (datato 24 ago,2010) "apcom" su Francesco Cossiga, vi linko: servizisegreti.com ( Francesco Cossiga,Copasir e Gladio).

    P.S. sieti tutti simpatici, anche se ci sono (a mio avviso) troppi anonimi e pseudonimi…

    Saluti. 
     

    Reply
  30. avatar
    Giano08 at |
    Reply
  31. avatar
    utente anonimo at |

    #27 Perche continui imperterrito con queste critiche sterili ed offese a Cossiga? Ti hanno già smentito più di una volta, tu non sei mai stato un Gladiatore, quindi cosa cerchi di ottenere? Lo sanno tutti chi sei, abbi pietà quantomeno dei defunti. Riguardo al caso Moro, leggi cosa dice qualcuno che conta e che si firma, al contrario di tanti altri millantatori
    http://www.stay-behind.it/News/News08/News%2021mar_1.htm

    Reply
  32. avatar
    Giano08 at |

    Anonimo, non ti arrabbiare, davvero… non credo ne valga la pena.

    un caro saluto.

    Reply
  33. avatar
    Silendo at |

    Barbara Palombelli sul Foglio

    Tanta superficialità, molta fretta, numerosi "coccodrilli" imbalsamati, tirati fuori dai cassetti virtuali degli archivi. Succede, a chi muore nei giorni di festa, di essere accompagnato in modo sgangherato nell'ultimo viaggio terreno. Gli amici e i familiari, attoniti, cercavano di rispettare le ultime volontà (dove si alludeva a funerali privati e ad una cerimonia pubblica che nessuno ha proposto, un'insolenza in un Paese dove si commemora anche il caciocavallo).
    I beneficiati dal defunto – numerosi – tacevano o inviavano un necrologio formale. I notisti di turno, sfiancati dal caldo, davano il minimo. Il paradosso della scomparsa di Francesco Cossiga – lui se lo aspettava, forse – è che i più commossi sembravano alla fine proprio quei brigatisti che tennero prigioniero Aldo Moro, gli avversari-complici del delitto più atroce del dopoguerra nazionale.

    Lui se l'era cercata, una fine così poco solenne, sussurrano quelli che aveva attaccato con il piccone (cioè tutto il teatrino e l'intera compagnia). Si nasce e si muore da soli, e la solitudine fu la sua vera compagna nelle notti infinite in cui la porta dell'amore coniugale restava chiusa, un dolore muto e indicibile che segnò tutte le giornate vissute , accompagnando le depressioni e le alterne euforie.
    Lo avrà fatto terribilmente infuriare – sempre che lassù, dove inventarono le Tavole originali, arrivi la Repubblica.it su tavoletta Ipad – quella definizione sprezzante del suo amico di un tempo, Eugenio Scalfari: "una meteora".
    No, adorato maestro Eugenio, Francesco non è stato una meteora nella vita politica italiana. E quando tu e Ciriaco De Mita – insieme, ma l'ex leader dc mi disse che a fare il suo nome per primo fosti proprio tu – lo candidaste al Quirinale, egli fu eletto quasi all'unanimità (protestarono molto i radicali e non lo votò fra gli altri un socialista, Roberto Cassola, che preferì passeggiare in Transatlantico con chi scrive, invece di deporre la sua scheda).

    E' stato un testimone, spesso troppo coinvolto nei fatti che lo hanno visto agire e magari sbagliare (eventualmente non da solo, ma questo dettaglio è sfuggito quasi a tutti). Testimone della complessità e nemico delle semplificazioni, si autodefinì: era un cattolico liberale, democristiano.
    Il giudizio storico arriverà a suo tempo, ma lui non nascose mai a sé e al mondo la consapevolezza che l'Altro è dentro di noi, che male e bene, giusto e ingiusto, si ridefiniscono ogni giorno. Tragicamente, nella società italiana condizionata da poteri tuttora misteriosi, poté tentare di capire e salvare un rivoluzionario figlio di un onest'uomo come Donat Cattin e contribuì a condannare un uomo eccezionale come Moro per ordine delle ragion di Stati (esteri).
    Quando, nel 1989, con il Muro, caddero tutte le reti in cui si sentiva impigliato – militari, internazionali, riservate e palesi – quel tormento interiore prese una forma pubblica, una sorta di confessione in diretta. I suoi ultimi vent'anni sono stati un lunghissimo testamento recitato in libri, interviste, lettere, minacce, lusinghe, utilizzando le malattie come forma di condivisione e di espiazione.

    Non temeva i giudizi altrui (casomai il disinteresse, quello sì). Sapeva di essere una personalità multipla, specchio di tante facce e di tanti personaggi . Difficile, anche giornalisticamente, liquidarlo come una meteora. Le tracce lasciate da Cossiga, il suo portare la politica al popolo ben prima dei grandi comunicatori – negli stessi anni e in parallelo con un altro sardo fin'allora taciturno assai , come Mariotto Segni, singolare coincidenza – la sua incessante fiducia nella capacità delle istituzioni di plasmare gli uomini e non viceversa, il format della diccì spiegato ai Di Pietro prima, ai D'Alema e Berlusconi poi, ci daranno molto da riflettere in futuro.
    Sentiremo la mancanza di un interlocutore profondamente legato ad un Paese che gli dette assolutamente tutte le poltrone più importanti, chiamandolo a responsabilità forse persino eccessive, forse così insostenibili da costringerlo a vivere i sentimenti privati, umani, in modo troppo emotivo. Era autentico, il suo percorso di sofferenza, ed è stato svelato sinceramente. Così sinceramente da non meritare neppure una commemorazione pubblica?

    Reply
  34. avatar
    Silendo at |

    Sapendo di fare cosa gradita in particolare ad un gentile lettore segnalo questo video appena pubblicato su Dagospia:

    "Stasera, a partire dalle 22 e 45, Dagospia si comprime in un televisore per un puntata di "Matrix" dedicato ai dieci anni del sito e a ciò che rappresenta, dopo un decennio, nella realtà dell'informazione italica. Oltre dei cazzetti nostri, sarà anche l'occasione per ricordare colui che ha rappresentato la 'guida spirituale' del sito, Francesco Cossiga, il nostro amatissimo Gattosardo che è scomparso giustappunto un mese fa, il 17 agosto."

    Reply
  35. avatar
    utente anonimo at |
    Reply
  36. avatar
    utente anonimo at |

    Con le ali nel cuore – La Leggenda di Gladio

    Il nostro Fabio Vitucci ci racconta il libro scritto da Silvio Foini ed edito da Giacomo Morandi Editore

     

    Un romanzo molto intenso quello di Silvio Foini, che racconta una grande storia d’amore all’interno del mito di Gladio, l’organizzazione segreta nata in Italia subito dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, parallelamente ad altre organizzazioni segrete nate in quasi tutte le nazioni dell’Europa Occidentale. L’obiettivo era fronteggiare un possibile attacco dell’Armata Rossa all’Europa, o meglio organizzare una serie di atti di sabotaggio e di guerriglia in territori controllati dal nemico (da cui il nome internazionale di Stay Behind, "stare al di qua delle linee"): era chiaro a tutti che le forze corazzate sovietiche avrebbero potuto agevolmente travolgere le prime linee di difesa e solo sul fiume Reno si sarebbe potuta approntare una prima vera resistenza.

     

    Come ci racconta la storia, per fortuna Gladio non ebbe mai ad intervenire in situazioni così critiche, e venne sciolta nel luglio del 1990, subito prima che Giulio Andreotti ne comunicò l’esistenza in Parlamento, provocando tantissime polemiche mai sopite. Negli anni infatti c’è chi ha accusato i “gladiatori” di essere stati in realtà reclutati dalla CIA per combattere una possibile ascesa del Partito Comunista in Italia, con atti di sovversione e addirittura l’organizzazione di alcune stragi (come l’attentato terroristico di Peteano). Ma c’è anche chi, come lo stesso autore, fa invece notare l’incongruenza dello Stato Italiano, che, dopo avere reclutato degli agenti segreti, a lavoro finito avrebbe dovuto proteggerne l’anonimato, e invece, unico in Europa, a più riprese li ha messi nel mirino. Oggi sappiamo che tutte le imputazioni contro i gladiatori, a distanza di lungo tempo, si sono concluse con l’assoluzione degli imputati… ma purtroppo senza il clamore con il quale ebbe inizio la vicenda, aggiungono i sostenitori di Gladio.

     

    Su questo sfondo storico si staglia la vicenda di Fulvio e Titti, che si conoscono da bambini in una camera d’ospedale e che da allora, seguendo la predizione della signora Pia, una vecchietta ricoverata assieme a loro, iniziano una grande avventura. Avventura che li porterà, tra mille ostacoli, ad innamorarsi, a battere addirittura il record mondiale di altezza con l’aliante, ad entrare in Gladio come “interni” (in quanto piloti aeronautici) e finalmente a sposarsi, coronando il loro grande sogno d’amore. Una serie di vicende incredibili (a volte anche troppo!) accompagnano tutto il libro e i due protagonisti, fino ad un’azione di Gladio in terra cecoslovacca in cui un reparto di gladiatori salva Titti, che era stata abbattuta col suo Star-Fighter durante una missione (nella realtà, nessuna operazione di Gladio è stata condotta fuori dai confini nazionali, almeno ufficialmente). 

     

    Un romanzo d’amore e allo stesso tempo d’avventura quindi, dove a farla da protagonisti sono grandi ideali come l’amore, la patria e la libertà. Tutta l’opera è permeata proprio dall’obiettivo dichiarato dell’autore di “esprimere solamente quello che fu lo spirito di Gladio: l’amore assoluto e incondizionato per la nostra Patria e per la sua libertà, la dedizione completa alla sua difesa, anche a costo della vita. Senz’altra ricompensa se non la consapevolezza di aver compiuto un altissimo dovere”. Forse nessuno saprà mai fino in fondo come siano andate realmente le cose, ma sicuramente questo libro è degno di essere letto con trasporto e passione. E magari “con le ali nel cuore”. 

     B.A.

    Reply

Leave a Reply


(obbligatorio)