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    "L'OBBIETTIVO ERA HILLARY"

    dalla Stampa (preso dalla Rassegna dell'Agenzia Spaziale Italiana)  l' articolo di G. Olimpo :

    LA " FABBRICA DELLE OMBRE" PER PRODURRE FALSE IDENTITA' .

    BABBANO ASIMMETRICO

    Mi scuso ma il link non viene accettato …

    P.S. per ALLEGRA BRIGATA … mi sono cyber incartato!!! potete cancellare
     gli ultimi 2 commenti da L'arte cinese … forse tutti e 3 i commenti .

    Grazie B.A.  

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    La 007 sovietica scoperta e’ figlia di un diplomatico che in realta’ sarebbe stato un agente del Kgb. La regola di pescare fra parenti e’ valida in tutti i paesi o no ? B.A.

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    Da Il Fatto Quotidiano : Gli 007 russi usavano la … stegonografia per comunicare…
    B.A.

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    . . . Steganografia . .

    Scusate l’errore di battitura.

    B.A.

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    e si, e poi ci stava la marmotta che confezionava la cioccolata :-)
    possibile che ci siete cascati con tutte le scarpe?
    da voi non me l'aspettavo, speciamente da Babbano che è il più attento a leggersi tutte le news.. forse gli è sfuggito un dettaglio.
    Leggete tra le righe e capite cosa si nasconde in questa 'bufala' mediatica
    eh si in realtà è proprio steganografia !!!! 😉

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    Gli 007 della porta accanto e le vite costruite a tavolino

    GUIDO OLIMPO PER IL CORRIERE DELLA SERA – 

     
    Donald Heathfield è morto nella culla nel 1962 in Ontario. Donald Heathfield è «resuscitato» a metà degli Anni 90 grazie agli 007 di Mosca che hanno rubato la sua identità per passarla ad un cittadino russo infiltrato negli Usa. Il nuovo «Don» e lamoglie Tracey Foley, entrambi sui 40 anni, si sono stabiliti vicino a Boston. Lui gestiva una società di consulenza e viaggiava moltissimo. Lei vendeva case. Coppia perfetta con due figli teenager. Stimati, affabili, dedicati al lavoro. Il Centro, il comando dello Svr a Mosca, gli aveva assegnato il compito di raccogliere informazioni sulla strategia nucleare e l’Iran.

     

    Don e Tracey sono stati addestrati a vivere come americani. Così come gli altri 9 membri della rete smantellata dall’Fbi. Ognuno con un certificato di nascita taroccato, un passaporto falso e un passato costruiti a tavolino. Richard e Cynthia Murphy, residenti a Montclair (New York), partecipavano alla vita del quartiere, chiedevano consigli sulle scuole delle loro due bambine, avevano buoni rapporti con i vicini. Erano contenti di tutto, eccetto della casa. Volevano comprarla perché — dicevano — li avrebbe aiutati a sembrare ancora di più americani ma il «Centro» ha risposto con un nyet. Sembra che tra le persone agganciate dalla Murphy ci fosse anche l’ex tesoriere della campagna elettorale di Hillary Clinton, Alan Patricof.

    Anna Chapman, 28 anni, è invece la donna fatale della storia. Bella, provocante, master in economia, sosteneva di vendere appartamenti ma intanto cercava di reclutare esponenti del mondo della finanza. E qualcuno lo ha agganciato nei night di New York dove non è passata inosservata. «Tacchi alti, abiti attillati, dolce, però non volgare. Anche se sembrava sempre in caccia», ha raccontato una modella che aggiunge: «Di recente aveva pescato un uomo molto più vecchio di lei». Tra i suoi «amici» di Facebook c’era, fino a ieri, Nouriel Roubini, un professore molto noto per aver predetto la crisi economica, consigliere molto ascoltato e un grande amante della vita notturna di Manhattan. Non appena è uscito il nome della Chapman, Roubini ha cancellato il suo nome dalla pagina Internet.

    Anna è una piccola Mata Hari con il gusto dell’ironia. Come indirizzo per il contratto telefonico ha indicato «Fake Street 99», ossia Strada Falsa. Le sue tattiche di contro-sorveglianza non hanno impedito all’Fbi di individuarla e seguirla. Fino ad organizzare incontri con un agente americano che si è finto russo. Nel primo colloquio Anna non si sentiva tranquilla ed ha chiesto: «Siamo sicuri di non essere sorvegliati?». Il suo istinto non si era sbagliato.

    Più esposto il ruolo di Vicky Pelaez, 55 anni, commentatrice di El Diario, giornale in spagnolo stampato negli Usa, e del marito Juan Lazaro, stimato professore che ha vissuto in Siberia. Di origine peruviana, Vicky scriveva articoli piuttosto duri sugli Stati Uniti e si recava spesso in Sudamerica dove riceveva denaro dai referenti russi. Ma a Mosca non erano soddisfatti del livello delle notizie. E uno dei suoi figli ha osservato: «Messaggi criptati? Figuriamoci, mia mamma non era neppure in grado di aprire le email».

    Se Vicky vestiva i panni della pasionaria, Mike Zottoli e la moglie Patricia Mills giocavano la carta della simpatia. A Seattle, dove hanno abitato per diversi anni, Mike diceva di essere italiano. Un mattacchione che si presentava come «banchiere». E forse per questo gli hanno affidato l’amministrazione del condominio. Un compagnone «dallo strano accento» che teneva in casa codici segreti per comunicare con un apparato a onde corte. Poi dall’Oregon si sono trasferiti ad Arlington dove li hanno arrestati. Come altre coppie avevano due bimbi piccoli, affidati adesso ai servizi sociali. Nel 2006 Zottoli vola fino a New York e raggiunge un luogo segnalato da Chris Metsos, l’ufficiale pagatore fermato a Cipro e rilasciato su cauzione. Mike deve cercare un angolo dove c’è una bottiglia semi-sepolta: è lì che avevano nascosto, 2 anni prima, una busta con del denaro.

    Per gli appuntamenti «al buio» gli agenti usano parole d’ordine tirate fuori dal copione di James Bond. Richard Murphy si reca a Roma per ricevere un passaporto pulito da qualcuno che non conosce. Il meeting è fissato davanti ad una libreria, in via Illiria 14. Murphy — ordina il Centro — deve tenere una copia della rivista Time nella mano destra. Se c’è una situazione d’allarme nella sinistra. A questo punto il contatto chiederà: « Mi scusi, ci siamo visto a Malta nel 1999? E tu risponderai: Sì, a La Valletta ma era nel 2000».

    La giornata delle «spie come noi » era fatta di quotidianità noiosa e di rare emozioni. Una doppia vita affrontata con la consapevolezza di essere parte di una missione. Con a fianco altri compagni. Per un ex funzionario del Kgb in azione negli Usa vi sarebbero non meno di 50 coppie di «illegali». Fantasmi usciti da una tomba canadese e diventati i protagonisti di un Grande Gioco. Come ha scritto Anna Chapman sulla sua pagina Facebook, ancora attiva fino a ieri: «Se lo puoi immaginare, puoi farlo; se lo puoi sognare, puoi diventarlo». 

    B.A.

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    QUESTO è l'articolo di IL Fatto Quotidiano

    Spie russe arrestate in Usa, per nascondere
    i messaggi usavano la steganografia

    Gli 007 di Mosca modificavano i codici numerici che compongono audio e file informatici. Si tratta di una tecnica che risale al quinto secolo avanti Cristo.

    La foto sembra quella di una cartolina. Il Washington Mall – uno dei monumenti più noti della capitale degli Stati Uniti – vi appare al tramonto, stagliato su un cielo sereno. Ma a chi l’ha trasmessa, della poesia del sole che cala dietro l’obelisco di marmo, importava poco. Perché ciò che conta, in quest’immagine, è ciò che nasconde. Ovvero, come spiega un rapporto dell’Fbi,  una mappa dell’aeroporto di Burlington, in Vermont. Era a immagini di questo tipo – e alla tecnica che permette di produrle, chiamata steganografia – che Mosca si affidava per parlare con le sue spie, arrestate giorni fa negli Stati Uniti dall’Fbi.

    I dieci agenti segreti catturati negli States – e l’undicesimo, svanito dopo essere stato arrestato e poi rilasciato su cauzione dalle autorità cipriote – utilizzavano, per comunicare ai loro referenti in Russia dettagli su armamenti atomici di precisione o connessioni di potere a Washington, una tecnica che è insieme antichissima e tra le più avanzate. La steganografia – “scrittura nascosta”, in greco – affonda le sue radici nel quinto secolo avanti Cristo, quando il tiranno Istieo rasava la testa dei suoi messaggeri, tatuava i messaggi sul loro cuoio capelluto, e attendeva che la chioma crescesse di nuovo per spedirli in missione. Chi li riceveva sapeva che fare: rasare di nuovo i messaggeri, e scoprire sui loro cranii i messaggi sulle mosse dei nemici persiani.

    Gli insospettabili agenti russi avevano sostituito capelli e tatuaggi con immagini e codici informatici. La tecnica di base è semplice. Ogni immagine, audio o file informatico è infatti composto da bytes, “stringhe” di 1 e di 0 che il computer “traduce” in colori, pixel, dati. E se in alcune di quelle sequenze vengono modificati alcuni “1” o “0”, l’immagine o il suono non variano in maniera percettibile. Ma a quelle “invisibili” variazioni può essere associato un significato ben preciso. Un significato per decodificare il quale occorre una chiave di lettura, che indichi dove si trovino i bytes modificati, e aiuti così a leggere il messaggio nascosto. Senza codice l‘impressione è quella di trovarsi di fronte a foto o audio normalissimi. Con il codice quegli stessi file diventano miniere di informazioni. Che è possible “nascondere” in bella vista, su un qualunque sito internet.

    La svolta nella vicenda delle spie russe arriva nel 2005, quando l’Fbi trova, nella casa di una di loro, una serie di dischetti protetti da una password, un foglio con la scritta “alt-control-e” e una stringa di 27 caratteri, e un hard disk esterno. Usando quel codice come password, gli agenti federali scoprono nei dischetti  – scrive l’atto di accusa ufficiale contro le spie – “un programma che permette di crittografare informazioni, e poi di nasconderle clandestinamente in immagini su siti web pubblici”. E utilizzando quella chiave di lettura per “decrittare” le immagini nei siti citati nell’hard disk, trovano informazioni su indirizzi, appuntamenti, luoghi dove scambiarsi denaro. Insomma, la mappa del giro di spie russe negli States. Nascosta in alcune foto da cartolina.

    BABBANO ASIMMETRICO …

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    http://www.focus-fen.net/?id=n224455

    Telegraph: MI5 investigates Russian sleeper cells in UK

    05 July 2010 

    B.A.

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    ESTUsa-Russia, accordo per uno scambio di spie tra Mosca e Washington
     

    Lo rivela il fratello di un russo condannato per spionaggio per conto della Cia

     

     
    Roma, 7 lug (Il Velino) –

    Un accordo tra Stati Uniti e Russia per uno scambio di spie.

    Sarebbe questa la trovata per uscire dall’impasse e normalizzare i rapporti tra Washington e Mosca, dopo le tensioni seguite all’arresto di una rete di agenti segreti da parte dell’Fbi. A darne notizia è il fratello di Igor Sutyagin, detenuto in Russia con l’accusa di spionaggio per conto della Cia. Insieme ad altre persone – il numero esatto non è stato specificato – potrebbe essere rilasciato in cambio del rientro in patria delle 11 spie russe agli arresti negli States. Sutyagin – uno specialista in armi nucleari condannato a 15 anni di carcere per aver passato informazioni ad una ditta britannica considerata una copertura della Cia -, potrebbe essere presto messo su un volo per Vienna e poi Londra, come riferito dal fratello Dmitry.

    Quest’ultimo ha anche riferito di una visita lunedì scorso da parte delle autorità russe insieme a quelle americane nel carcere di Arkhangelsk, nel nord della Russia, dove è detenuto il fratello, spostato proprio lunedì nel carcere Lefortovo di Mosca. Un altro membro della famiglia di Sutyagin ha raccontato di aver visionato una lista di persone che potrebbero rientrare nell’accordo di scambio. Tra questi, vi sarebbe Sergei Skripal, agente dell’intelligence militare russa condannato nel 2006 per spionaggio per conto del Regno Unito. Nessuna dichiarazione ufficiale è stata resa finora da Mosca e Washington.

     

    (Alessandro Biccari) 7 lug 2010 16:27

    BABBANO ASIMMETRICO

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    Mercoledì 07 luglio, 11:52

    La spia russa puntava a sedurre i
    principi William e Harry

     Anna Chapman voleva "agganciare" i figli del principe Carlo d'Inghilterra per carpire segreti

    Anna 'La Rossa' Chapman, al secolo Anya Kuschenko, 28 anni, la piu' sexy delle 10 spie russe arrestate la scorsa settimana negli Stati Uniti, puntava a conoscere i principi William e Harry, mentre abitava a Londra.

    Lo scrive oggi citando fonti dell'intelligence britannica il New York Post, uno dei tabloid newyorchesi, secondo cui la giovane, attualmente in carcere a New York, frequentava l'esclusivo nightclub Boujis, dall'atmosfera libertina, con l'intenzione esplicita di 'agganciare' uno dei principini.

    Secondo il britannico The Mirror, l'M15, i servizi segreti britannici, hanno avviato un'inchiesta sul caso. ''La possibilita' che una spia russa possa essersi trovata in compagnia di uno dei principi e' estremamente preoccupante – ha spiegato una fonte di intelligence.

    Tentare di proteggere William e Harry in questi ambienti pieni di alcol e' sempre stata un'impresa che ci ha provocato forti mal di testa''.

    Secondo un altro quotidiano britannico, il Daily Mail, Anna alias Anya era anche diventata amica di un Lord britannico, un avvocato, di cui non si conosce pero'  l'identita'.

    Mercoledì 07 luglio, 17:41

    BABBANO ASIMMETRICO

     

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  15. 08/07/2010  – "CORRIERE DELLA SERA", Pag. 18
    SPIE RUSSE IN AMERICA, TRATTATIVE CON MOSCA PER LO SCAMBIO DI PRIGIONIERI
    di: FABRIZIO DRAGOSEI
  16.  
  17. 08/07/2010  – "LA REPUBBLICA", Pag. 18
    MOSCA PRONTA A UNO SCAMBIO DI SPIE IN CAMBIO DEI DIECI ARRESTATI NEGLI USA
    di: FEDERICO RAMPINI
  18.  
  19. BABBANO ASIMMETRICO
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    "… Tutti gli undici sono stati incriminati per " aver omesso di registrasi come agenti di un governo straniero", reato la cui pena massima non supera i cinque anni. "

    Anche gli appartenenti ai ns. OO.I.S. che dovessero essere presenti sul territorio USA potrebbero essere ugualmente incriminati se non avvertissero avvertito della loro presenza ad esempio in occasione di "vacanze" ?

    BABBANO ASIMMETRICO 

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    Scusate lo strafalcione ".. se non avvertissero avvertito della loro …" intendevo " … se non avessero avvertito della loro presenza …."

    B.A.

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    # babbano ma tu hai mai visto un CC che va in vacanza all'estero o puntualmente fa la comunicazione ???? Ma daiiiii…. :-)))
    Al massimo lo comunica in ufficio e fa la trafila burocratica per un ipotetico nullosta… E se lo beccano e scoprono che è un militare??? Azzi suoi 😉
    Figuriamoci se un funzionario o un agente segnala la sua presenza… Sarebbe come mettergli sul piatto d'argento "buongiorno, io sono una spia… ma tranquilli, sto solo in vacanza !" ahahah

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    AllegraBrigata at |

    Babbano, si tratta di scelte giudiziarie dettate da altri interessi…
    😉

    R.

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    utente anonimo at |

    Vi segnalo un video che rende in minima parte quanto di solito accade ad eventuali "spie" scoperte in territorio straniero… Beh, questo se gli va bene, perche di solito è evidente che gli interessi di Sicurezza Nazionale vanno ben oltre a quelli del singolo individuo che spesso viene ceduto a miglior vita senza far troppa pubblicità. Magari con un banale incidente… casuale.
    Una spia non è considerata solo un avversario, il soldato del nemico, ma è quanto di più infido si possa immaginare, quando di più subdolo e pericoloso, e di certo non gli si da la pacca sulla spalla e lo si rimanda a casa dopo una pena di 5 anni. Chi si infiltra in territorio straniero, è cosciente di rischiare la propria vita, ma spesso nella consapevolezza di lavorare per la propria patria accetta anche questo alto rischio, sapendo che a differenza di chi porta la divisa, lui o lei saranno l'incudine superba capace di scardinare le fondamenta del nemico.
    http://www.youtube.com/watch?v=YQbEViigPIE&feature=related

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    Babbano: un'utile ed istruttiva intervista.

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    SILENDO : è solo che gli stessi rischi li corrono anche i congiunti e figli che vanno all'Estero e  l'ipotetico incidente stradale difficilmente sarà selettivo.

    Volevo solo sottolineare che questo non è noto ai familiari …. e neanche viene comunicato prima di diventarlo .

    BABBANO ASIMMETRICO

    P.S. " …Al massimo lo comunica in ufficio e fa la trafila burocratica per un ipotetico nullosta… " così viene raccontato in famiglia .30 o 40 giorni prima del viaggio o in certi paesi è meglio non andare (leggasi non si puo'.)

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    Vorrei dire una cosa e chiedo a Silendo di darmi supporto specifico, essendo io un matematico e non un giurista.

    Dalle mie reminiscenze di diritto internazionale (e delle appendici redatte per le attività c.d. di collaborazione internazionale), il notificare all'estero la presenza di un agente straniero dovrebbe essere inteso nel senso della notifica della presenza quest'ultimo all'Ente omologo.

    Ciò è obbligatorio solo se l'agente va in territorio estero a compiere un'attività lavorativa. Dunque, è ovvio che se il motivo è turismo uno Stato non è tenuto a notificare nulla.

    Quanto accade per la carriera diplomatica (notifica da Ministero a Ministero), accade anche per i Servizi, per le Istituzioni finanziarie nazionali (notifica da Banca centrale a Banca centrale), per tutto.

    Ritengo che la mancata notifica vada letta in tale senso. Chiedo, comunque, a Silendo più esperto di me nella materia dell'intelligence di darmi supporto.

    Saluti a tutti.
    Fibonacci

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    utente anonimo at |

    E' ovvio che se l'obiettivo fosse un'attività di controspionaggio, uno Stato non notificherebbe nulla, in quanto andrebbe contro i suoi interessi.
    Ma a quel punto varrebbero le considerazioni #19 di Babbano Asimmetrico.
    Fibonacci

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    Spie russe si dichiarano colpevoli

    In cambio Mosca rilascia 4 agenti

     

    Le spie russe arrestate il mese scorso hanno accettato di dichiararsi colpevoli. La dichiarazione è stata ufficializzata in un tribunale Federale dello Stato di New York. La corte federale ha ordinato subito dopo la loro "immediata espulsione". In cambio, l'Svr, lo spionaggio russo, libererà quattro persone.

    La scarcerazione degli agenti è stata la mossa iniziale di uno scambio organizzato tra Washington e Mosca. 

    Russia libera 4 agenti
    In cambio delle spie, la Russia infatti è pronta a liberare quattro persone. Lo ha scritto il pubblico ministero americano incaricato del caso, in una lettera inviata al giudice federale newyorchese Kimba Wood che ha deciso l'espulsione. Tra gli agenti rilasciati vi è forse Igor Sutyagin, incarcerato con l'accusa di essere uno 007 statunitense, e che si troverebbe già a Vienna.

    I tre che operavano sotto la vera identità, l'americana Vicky Pelaez, e i russi Anna Chapman e Mikhail Semenko, hanno riconosciuto di essere "agenti della Federazione Russa". Gli altri sette, dopo avere ammesso anch'essi che lavoravano per Mosca, hanno rivelato i loro veri nomi: Richard e Cynthia Murphy si chiamano in realtà Vladimir e Lydia Guryev, Michael Zottoli e Patricia Mills sono Mikhail Kutsik e Natalia Pereverzeva, Donald Heathfield e Tracey Lee Ann Foley si chiamano Andrey Bezrukov e Elena Vavilova. Infine, il vero nome di Juan Lazaro, il compagno della Pelaez, è Mikhail Anatonoljevich Vasenkov.

    Usa, scambio deciso per sicurezza Paese
    Gli Stati Uniti hanno indicato che lo scambio di spie con la Russia è stato deciso per motivi di sicurezza nazionale e per ragioni umanitarie, sottolineando che i dieci agenti russi espulsi non rappresentavano alcun interesse strategico per Washington. Lo ha detto il portavoce del Dipartimento di Stato Mark Toner. "Si è deciso che una decisione rapida e globale della questione doveva essere trovata per ragioni di sicurezza nazionale e umanitarie. L'imprigionamento prolungato dei dieci agenti non sarebbe servito a nessun interesse nazionale".

    Ultimo aggiornamento ore 00:32

    BABBANO ASIMMETRICO

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    AllegraBrigata at |

    Aggiornamenti qui e qui.

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    utente anonimo at |

    da qui1 :

    Il destino dei figli degli agenti espulsi dagli Stati Uniti non è ancora chiaro. … Solo i 10 agenti erano a bordo dell'aereo  …

    L'agenzia di stampa Interfax ha citato un funzionario ministero degli Esteri russo , che dichiarava ai giornalisti che " la rappresentaza diplomatica all'estero russa fornirà tutto l'aiuto possibile " nel portare i bambini – almeno alcuni dei quali sono nati degli Stati Uniti – a vivere in Russia.

    B.A.

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    Silendo at |

    Caro Fibonacci, vado a memoria e ricordo anch'io così. Se riesco a trovare una cosetta ti do una risposta verificata ed aggiornata 😉

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    Silendo at |
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    utente anonimo at |

    Grazie Silendo.
    La mia, comunque, era un'interpretazione estensiva.
    Non so se esista una branca del diritto internazionale dedicata all'intelligence.
    Fibonacci

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    Non solo le spie hanno detto per filo e per segno che usavano la seganografia (una spia che confessa una cosa simile merita un premio nobel per la comicità,) ma da quanto vedo l'opinione pubblica (e pure gli esperti in materia) ancora non mollano l'amo :-)
    Addirittura vi state scervelllando per spiegare come si nascondono le informazioni tra i pixel, geniale ! Anni fa scrivevamo su un capello… ma a voi magari non dice nulla neppure la microfilmatura anni 70 😉

    Ma per fortuna vi ho portato le prove delle spie russe in un filmato inedito :
    http://www.youtube.com/watch?v=kjbIvvxqch0

    p.s. non lo divulgate ! E' SEGRETISSSSSIMO !

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    adesso inizio a credere che le notizie OSINT siano create apposta per disperdere migliaia di risorse umane in costosissimie analisi alla ricerca (a livello mondiale) di cose inesistenti o irrilevanti, mentre le spie in carne ed ossa si sbellicano dalla risate nel solito night club scambiandosi ancora oggi i pizzini :-)

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    Silendo at |

    Di niente, Fibonacci.
    Per l'appunto volevo proprio verificare l'interpretazione estensiva :)

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    AllegraBrigata at |

    Silendone stavo per linkare gli stessi documenti.
    :))

    R.

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    Silendo at |

    Quando si dice la coincidenza, Robertino ;))

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    AllegraBrigata at |

    Segnalo la seguente tavola rotonda presso il CFR: http://www.cfr.org/publication/22620/what_the_russian_spy_case_reveals.html

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    utente anonimo at |
  •  
  • 19/07/2010  – "LA REPUBBLICA", Pag. 21
    PERCHE' TORNANO LE SPIE – CARACCIOLO LUCIO
    di: LUCIO CARACCIOLO
  •  
  • 19/07/2010  – "LA REPUBBLICA", Pag. 21
    PERCHE' TORNANO LE SPIE – FRANCESCHINI ENRICO
    di: ENRICO FRANCESCHINI
  • BABBANO ASIMMETRICO
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  • 26/07/2010  – "LA REPUBBLICA", Pag. 17
    PUTIN INCONTRA ANNA E LE ALTRE SPIE "ABBIAMO CANTATO INNI PATRIOTTICI"
    di: NICOLA LOMBARDOZZI
  •  
  • 26/07/2010  – "IL GIORNALE", Pag. 12
    PUTIN FESTEGGIA LE SPIE ESPULSE:" MA C'E' UN TRADITORE E PAGHERA'"
    di: Marta Allevato
  • BABBANO ASIMMETRICO
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    utente anonimo at |
  • 29/07/2010  – "CORRIERE DELLA SERA", Pag. 17
    ESTETISTA E SPIA RUSSA LA RAGAZZA DELL'EST CATTURATA IN AMERICA
    di: GUIDO OLIMPIO
  •  
  • BABBANO SCIAMPISTA
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    AllegraBrigata at |

    Sviluppi sul caso.
    http://www.difesa.it/Sala+Stampa/Rassegna+stampa+On-Line/PdfNavigator.htm?DateFrom=12-11-2010&pdfIndex=74

    http://www.difesa.it/Sala+Stampa/Rassegna+stampa+On-Line/PdfNavigator.htm?DateFrom=12-11-2010&pdfIndex=75

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    Silendo at |

    Da SpyTalk:

    "Kommersant, said Dimtry Sidirov, the paper’s former Washington bureau chief, “is very close to the Kremlin.” Its story, he speculated, was “an intentional leak,” most likely a thinly-veiled attack on Mikhail Fradkov, head of the SVR, as the foreign intelligence service is known, since 2007, who had recently been “very much under attack” by rivals."

     Mi era sorto il dubbio :)

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    Silendo at |

    Il Foglio.

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    Anonimo at |

     

    MIA, LA MATA HARI DEL CYBERSPAZIO – SEXY, AMMICCANTE MA INESISTENTE – SMASCHERATA LA SPIA VIRTUALE CREATA DA UN TEAM DI HACKERS AL SERVIZIO DELL’IRAN – NON C' È VOLUTO MOLTO PER SVELARE IL TRUCCO: LE FOTOGRAFIE ERANO STATE RUBATE DALL' ACCOUNT FACEBOOK DI UNA BLOGGER ROMENA

     

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    MIA ASH

     

    Mia Ash è una giovane donna inglese, due lauree in Belle arti, una brillante carriera come fotografa a Londra, tanti agganci internazionali.

     

    La sua foto di profilo su Facebook mette in evidenza i lunghi capelli, i tratti dolci del viso e lo sguardo intenso, stile Audrey Tautou nel film Amélie ma con una punta in più di malizia. Ha una passione per il calcio, i social network e il cantante Ed Sheeran, ma anche per gli uomini maturi, meglio se mediorientali. La sua sterminata lista di contatti farebbe invidia ad Annie Leibovitz e la sua situazione sentimentale – «complicata» – è ammiccante. Insomma, una bella sorpresa per chi riceve da lei un' inattesa richiesta d' amicizia. Come sottrarsi?

     

    Peccato che la «femme fatale» della rete non sia umana. Mia, semplicemente, non esiste. È stata «ingegnerizzata» al computer da un team di hackers probabilmente al servizio dell' Iran. Le sue frequenti infatuazioni online per ingegneri e tecnici di società tecnologiche, energetiche o aerospaziali non sono altro che attacchi mirati per installare malware nei sistemi aziendali e carpire informazioni segrete. Ha colpito in Usa, Israele, India e Arabia Saudita.

     

    La Mata Hari del cyberspazio è stata smascherata da SecureWorks, impresa di servizi di sicurezza informatica, incaricata di scoprire l' origine di un megavirus che una compagnia mediorientale era riuscita a bloccare in febbraio. Il «buco» nella rete era un dipendente che da più di un mese flirtava online con Mia. Non c' è voluto molto per svelare il trucco: le fotografie erano state rubate dall' account fb di una blogger rumena; il curriculum vitae – nata nello Staffordshire il 5 settembre 1987, impieghi in prestigiosi studi di fotografia e gallerie d' arte – era un mosaico di profili rubati su LinkedIn.

    MIA ASH 1

     

    Il suo nuovo «amico» di chat s' era bevuto tutto e quando lei lo aveva invitato a fare un sondaggio online non aveva esitato un secondo ad aprire sul computer dell' ufficio l' attachment che Mia gli aveva inviato via email. Era il cavallo di troia con cui gli hacker hanno cercato di infiltrare il sistema, usando il malware PupyRAT.

     

    In cima alla lista dei sospettati c' è il gruppo Cobalt Gypsy, conosciuto pure come OilRig, che sarebbe l' autore di svariati attacchi contro aziende pubbliche e private in Arabia Saudita. Dietro, si nasconderebbe l' Iran, considerato uno dei Paesi all' avanguardia nel cyberspionaggio, con Russia, Cina e Corea del Nord.

     

    HACKER

    La seduzione è da sempre una delle armi vincenti dei servizi segreti. Come non ricordare Mata Hari, l' esotica danzatrice che fece il doppio gioco, lavorando sia per i tedeschi che per i francesi, fino all' esecuzione nel 1917, o le «honey trap» (trappole di miele), come si dice nel gergo di James Bond, tese dalle 007 in gonna durante la Seconda guerra mondiale. Secondo il Times , il fascino femminile era in azione anche all' ultimo summit del G20: i capi dell' MI5 «hanno avvertito che c' erano diverse «honey traps» che puntavano ai funzionari britannici».

     

    Ora, si scopre, non serve neppure una donna in carne e ossa. Basta uno «smile», un «like», uno sguardo virtuale. Non è la prima volta che gli hacker creano finte identità ma, ammette l' esperta Allison Wikoff, «Mia è uno dei personaggi falsi meglio costruiti che abbia mai visto ed è stata in giro per più di un anno». Ora LinkedIn e Facebook l' hanno «cancellata». Chissà quante sono ancora in circolazione.

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