22 Responses

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    Jackallo at |

    "Lui è il gatto.. e io lo sciacallo.. siamo in società.. pa-pà.. di noi NON ti fidar.." 😉

    Tornando seri.
    Io una soluzione in testa ce l'avrei, anche se non ho ancora letto il documento che hai postato, Silendo:
    1. Adottare e adattare la teoria di Monroe al cyber-spazio, in modo da mettere subito le cose in chiaro che "qualsiasi attacco elettronico portato alla Nazione verrà letto come un attacco cinetico e, pertanto, il contrattacco sarà effettuato con i mezzi e/o con le armi che verrano ritenuti più opportuni";
    2. Creare, attraverso un trattato internazionale, un obbligo di assistenza reciproca tra gli Stati coinvolti in un attacco elettronico e introdurre il principio di "responsabilità statale in caso di attacco informatico". Attraverso questi due concetti, a mio avviso, si "costringono" gli Stati realmente "sfruttati" nel rimbalzo del segnale ad attivarsi pienamente per a) far cessare immediatamente "l'appoggio" dato a chi realmente sta attaccando, altrimenti si viene ritenuti "co-responsabili" dell'attacco, e b) garantire la piena possibilità (magari creando un Centro di esperti all'interno dell'UE o delle Nazioni Unite, con tutta una serie di poteri in materia tra cui quello) di svolgere le indagini anche in loco per risalire all'autore reale dell'attacco (lo Stato "ponte" si potrebbe impegnare in questo senso anche "sigillando" le prove e mettendole a disposizione degli esperti internazionali dell'UE o delle  Nazioni Unite).

    Di contro, attraverso la combinazione dei punti 1. e 2., gli Stati che fingono di essere "sfruttati" durante i cyber-attacks da Stati stranieri o dai loro cyber-hacktivist – come fin'ora hanno sempre dichiarato Cina, Russia e Korea del Nord – ci penseranno sù due volte di più prima di lanciare un attacco ai sistemi elettronici ed informatici occidentali, perchè – per il punto 2. – la non collaborazione viene vista minimo come co-responsabilità e, per il punto 1., con la dottrina di Monroe adattata al cyber-spazio, si rischia anche un bel bombardamento a tappeto "in the real world".

    Ovviamente Cina e Korea del Nord non firmerebbero assolutamente mai niente e così varrebbe per loro solo il punto 1., oltre a tutta una serie ulteriore di ragionamenti. La Russia non lo so, date le ultime "aperture".
    Però mi sembra questo già un "passetto" per avere una imputabilità ed un minimo in più di deterrenza (che però, a mio avviso, si crea con ben altro.. ma questa è un'altra storia!).

    Ve l'ho buttata giù bella confusa, così come ce l'ho in testa.
    Prima o poi la approfondisco scrivendola, se pensate che possa valere qualcosa….. così come vorrei fare con altre idee che mi "frullano".
    Il problema è come sempre il tempo.. :(
    Buona giornata a tutti..

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    giovanninacci at |

    0. Un robot non può recare danno all'umanità, né può permettere che, a causa del proprio mancato intervento, l'umanità riceva danno.

     

  3. Un robot non può recar danno a un essere umano né può permettere che, a causa del proprio mancato intervento, un essere umano riceva danno. Purché questo non contrasti con la Legge Zero
  4. Un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani, purché tali ordini non contravvengano alla Legge Zero e alla Prima Legge.
  5. Un robot deve proteggere la propria esistenza, purché questa autodifesa non contrasti con la Legge Zero, la Prima Legge e la Seconda Legge.
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    giovanninacci at |

    :DDDDDDD

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    AllegraBrigata at |

    Jack, sbaglio o quello che dici si ispira vagamente alla prima dottrina nucleare americana?

    E.

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    Jackallo at |

    Si, Enrico. L'idea di fondo è proprio lì.
    Purtroppo in una cyber-war le toerie sulla deterrenza sono molto difficili da applicare per svariate ragioni – basti pensare che tutti sappiamo per esperienza diretta gli effetti di una bomba nucleare, ma nessuno sa quelli di una cyber-war – e quella mi è sembrata una possibilie strada da percorrere.

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    giovanninacci at |

    Una domanda… e non me ne vogliate, vi prego: ma se non ci mettiamo prima bene d'accordo su cosa sia e su come si conduca (e da parte di chi) una cyber-war, come facciamo a conoscerne/prevederne gli effetti?

    E un'altra domanda: e se l'attuale – piuttosto ampia – definizione di azioni… "cyberbelliche" si fondasse su una fallacia di fondo? Su una percezione da "utenti consumer" della problematica (anche da parte di entità ed organismi internazionali)?

    Così, sto (s)ragionando a voce alta…

    saluti cari a tutti!

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    utente anonimo at |

    La cyber-war l'hanno iniziata i produttori di Antivirus molti anni fa creando un nuovo mercato che ruota attorno a pseudo-falle dei s.o. Magari se andate a vedere chi controlla le company in questione ne scoprite delle belle…
    Giovanni magari tu che sei esperto dei palazzi con le grandi ancore… ricorderai quando nella stanza che controlla i motori delle navi della marina venne installato Windows NT !!!!!
    Oppure quando alcuni sistema d'arma venivano gestiti con applicativi che giravano sotto VisualBasic, Visual C++, Qbasic e company…
    Più che di cyber-war preferirei parlare di guerra informatica tra company, ma dal punto di vista prettamente economico e di mercato.
    Punto il dito anche sul Pentagono che tempo fa ha fatto dietrofront sull'utilizzo di facebook in ufficio…
    Keyth Alexander è un grande amicone, peccato che come tanti altri è purtoppo legato a doppio filo con… chi imballa i s.o. per la difesa us. 😉

    http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2010-06-17/cyber-ufficiali-080700.shtml?uuid=AYNvyGzB

    http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Mondo/2010/04/cyberwar-aeronautica-stati-uniti-internet.shtml?uuid=28ee806c-41bb-11df-bb0d-a31217e8b40f&DocRulesView=Libero

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    Silendo at |

    Giovanni, a questo punto non ci lasciare in sospeso. Cos'è per te una "cyber-guerra"??? 😉

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    Jackallo at |

    Enrico, come giustamente mi è stato fatto notare da "Colui che tutto sa (e lo sa anche bene!)", in questo caso non è corretto parlare di dottrina Monroe, ma è più appropriato fare riferimento alla dottrina della "massive retaliation".
    Giusto per completezza e per amore di precisione, dato che Silendo non mi ha "bastonato" pubblicamente.. 😉
    Buona domenica a tutti..

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    AllegraBrigata at |

    ahahah ok ok, tranquillo, avevo capito quello che volevi dire

    En.

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    AllegraBrigata at |

    Jack, è capitato a tutti noi.
    😉

    R.

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    Zabetta at |

    Robertino, vuoi dir che vi bacchetta tutti quanti???

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    AllegraBrigata at |

    Bacchettato mai, Zabettina.
    Non è il suo modo di fare.
    Intendevo dire che è capitato a tutti sbagliare su questi argomenti.
    A quasi tutti….
    ;))

    R.

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    AllegraBrigata at |

    A me mi bacheta sempre, ma perche? :O

    Federico

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    Zabetta at |

    Si vede che te le meriti

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    Frattaz at |

    Per Jack, Giovanni e chiunque altro voglia leggerlo.

    THE PROTECTING CYBERSPACE AS A NATIONAL ASSET ACT OF 2010

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    AllegraBrigata at |

    So per certo che lo conoscono già :))))

    F.

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    Frattaz at |

    Uffi 😉

    La bill è del 16 effettivamente…come minimo lo sapevano dal 15 😉

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    Jackallo at |

    Bhè, effettivamente si.. però grazie Frattaz, due occhi in più sul web.. ehm, scuate, nel CYBER-SPAZIO (se Giovanni non si arrabbia!).. servono sempre.. 😉

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    giovanninacci at |

    Oooooh… io che mi arrabbio? Nooooo, ci mancherebbe :))))
    Sono in pensione! Uno dei pochi vantaggi è questo!

    Tanto verrò ricordato nel libri di storia (militare :))) come l' "anticyber".

    hi hi hi hi :))

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    giovanninacci at |

    Jack sarà invece l' "esorcyber"…

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    AllegraBrigata at |

    Frattaz, l'aveva segnalata il capo proprio qui ;)))

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