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    AllegraBrigata at |

    "Qualora si arrivasse alla auspicata riforma costituzionale, si potrebbe rivedere la composizione e la funzione del Consiglio Supremo di Difesa, trasformandolo magari in un Consiglio per la Sicurezza Nazionale."

    AH! Errore grave! :))) giusto, Sil?

    F.

    Ecostituzionale, si potrebbe rivedere la composizione e la funzione del Consiglio Supremo di

    Difesa, trasformandolo magari in un Consiglio per la Sicurezza Nazionale"

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    AllegraBrigata at |

    :))

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    utente anonimo at |

    Un rapporto davvero interessante!

    Confesso di aver letto solo alcuni paragrafi, e mi riprometto di completarne la lettura al più presto, ma sono stato subito attratto dai paragrafi 9, 10 e 11.

    Vorrei iniziare discutendo il capitolo 9, dal titolo schietto: "Il nodo cruciale, il personale".
    Un paragrafo denso di analisi illuminanti, tanto veritiere quanto altrettanto risapute per chi è addetto ai lavori.

    Mi hanno particolarmente colpito le seguenti affermazioni, sulle quali sarebbe interessante instaurare un dibattito fra i frequentatori di questo blog.

    Ecco le citazioni:

    La prima.
    "E visto che si mette mano agli organici, va anche rivista la “distribuzione” del personale tra le Forze Armate, tenendo conto di alcuni fattori: intanto che il numero di “piattaforme” principali, si tratti di navi, aerei, elicotteri, mezzi corazzati tenderà a ridursi, che l’automazione e la robotica in molti casi
    consentiranno se non di fare a meno del personale, almeno di ridurre enormemente la consistenza degli equipaggi."

    Considerazioni sulla citazione: occorre investire molto sull'addestramento, sui corsi al personale affinchè i militari conoscano perfettamente ogni aspetto tecnico del mezzo tecnologico che andranno a gestire.

    La seconda.
    "Ma se anche ciò non fosse ottenibile a breve, occorre porre fine agli squilibri strutturali che fanno si che sul versante del personale esistano squilibri devastanti, a partire dal “rovesciamento” della piramide, con una sovrabbondanza di alti gradi, sia tra gli ufficiali sia tra i sottufficiali, che rendono il sistema del tutto inefficiente, oltre che estremamente costoso."

    Considerazioni sulla citazione: sante parole, ci vuole maggiore equilibrio fra gradi, ci vuole più "manovalanza" (mi si conceda il termine). Un'azienda che vanta 50 manager e 3 segretari, o 3 operai, non può funzionare correttamente o, quand'anche funzioni, potrebbe portare ad un impiego non consono del personale, in relazione all'addestramento ricevuto e al bagaglio culturale acquisito nel corso degli studi (nonchè, in certi casi, a possibili "frustrazioni"). Parlando in termini di militari col grado di ufficiali, secondo me occorrono più capitani e maggiori.

    La terza.
    "Tutto questo è ancora più assurdo dal momento in cui avanzamenti retributivi e progressione di grado sono in larga misura scollegati (anche questo è peraltro un sistema tutt’altro che ottimale). Già, lo stipendio aumenta automaticamente dal momento in cui si entra in servizio, per anzianità. Il sistema di avanzamento e selezione poi è inefficiente, perché, ad esempio, consente anche al più inetto degli ufficiali di arrivare, automaticamente, almeno al grado di Tenente Colonnello. Così non va. Chi non ha le qualità per progredire può tranquillamente non avere alcuna progressione di carriera (tanto lo stipendio aumenta lo stesso), ma sarebbe sicuramente meglio se..fosse espulso dal sistema. E’ un sistema ingiusto, perché di fatto nelle Forze Armate italiane tutti sono “eccellenti”, raramente c’è un militare che non abbia una valutazione straordinaria, quasi mai accade che la abbia negativa. Altro che selettività! Però il sistema è anche classista: in Italia, salvo casi eccezionali, solo chi ha frequentato un’Accademia ed è uscito tra i primi del corso ha buone possibilità di arrivare ai massimi gradi."

    Considerazioni sulla citazione: altre sante parole. Una considerazione che può portare ad una sorta di paradosso: se la maggior parte dei militari sono eccellenti, vuol dire che la media delle qualifica è quella di "eccellente". Se la media è eccellente, i militari con la qualifica di "superiore alla media", sono più in gamba degli eccellenti? Altrimenti che superiori alla media sarebbero?
    Secondo punto, secondo me occorre maggiore flessibilità nella gestione delle cosiddette graduatorie. Se qualcuno esce penultimo dall'Accademia, però è in gamba e dimostra di valere, non vedo perchè non possa superare qualcuno che invece, per vari motivi, è uscito primo del corso ma poi, "sul campo", ha molto deluso (sebbene anche in questo caso c'è una sorta di cane che morde la coda, ossia… Chi è fra i primi avrà probabilmente e presumibilmente incarichi in contesti che permetteranno di avere maggiore supporto e, di conseguenza, potrebbe essere più facile gestire il proprio lavoro. L'ultimo del corso magari avrà incarichi più "rognosi", ma altrettanto difficili, e gestirli egregiamente, ma è possibile che non verrà notato efficacemente).

    Quarta ed ultima citazione.
    "Uno degli aspetti collaterali della riforma del “sistema” personale è quello del “welfare”, che comprende il bene primario, l’alloggio, per il militare ed eventualmente per la sua famiglia. La Difesa non ha la funzione di costruire e gestire case, piuttosto basi e caserme con relativi alloggi. O eventualmente deve poter corrispondere una indennità di alloggio. La Difesa non ha funzioni “sociali”, altri hanno questo compiti.
    Riteniamo che il modello delle “cittadelle” militari legato a poche, grandi infrastrutture al di fuori dei centri urbani, ma dotate di tutti i servizi, come è normale negli USA e non solo, consentirebbero di fornire di più ai militari e alle loro famiglie: alloggi, scuole, servizi, negozi etc. E a costi enormemente inferiori rispetto a quelli attuali"

    Considerazioni sulla citazione: non trovo parole in più per descrivere questa problematica, visto che è stata descritta brillantemente e sinteticamente nella citazione di sopra. Personale che ha una logistica eccellente, volta al benessere, nonostante numerosi trasferimenti e cambi di sede, è un personale che è più soddisfatto e che lavora sicuramente con maggior serenità e maggior entusiasmo.
    E ciò significa, di conseguenza, una Forza Armata più forte ed efficiente.

    Convenite?

    Mister X

     

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    utente anonimo at |

    il testo presenta qualche imprecisione…non tutti gli argomenti trattati sono ben conosciuti. Le considerazioni sul personale le trovo corrette, anche se ritengo che non vedremo un ribaltamento della piramide nel breve periodo; diciamo che si stanno creando i presupposti cui il sistema tenderà gradualmente. Diverso il discorso dei gradi apicali…li credo serva un intervento mooolto dall'alto e svestito di stellette.

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    AllegraBrigata at |

    Buongiorno a tutti. Purtroppo non ho avuto ancora modo di leggere questo studio e mi dispiace molto. Ho letto solo quello che ha scritto e riportato Mister X e mi trovo pienamente d'accordo.
    In modo particolare riguardo gli avanzamenti di carriera…

    T.

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    Silendo at |

    Federico scusami, non avevo visto la tua domanda.
    Sì, errore grave :) 
    Il Consiglio Supremo di Difesa non potrebbe diventare mai e poi mai un Consiglio di Sicurezza Nazionale dato il ruolo (per così "non governativo" e "super partes") del Presidente della Repubblica.
    Un eventuale Consiglio di Sicurezza Nazionale potrebbe essere costituito solo all'interno del Governo (e non della Presidenza della Repubblica).
    Il modo più veloce, a mio modestissimo avviso, sarebbe l'allargamento delle competenze dell'esistente Comitato Interministeriale per la Sicurezza della Repubblica (CISR).

    Mister X, con grande vergogna devo confessarti che non sono ancora riuscito a completare lo studio del rapporto. Per cui non posso dire la mia :)

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    AllegraBrigata at |

    ragazzi vedo che siamo tutti messi un po' male eh…. :)))

    F.

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    AllegraBrigata at |

    L'ho letto e mi trovo d'accordo con l'anonimo numero 4, c'è qualche imprecisione. Nel complesso però l'autore si muove nella giusta direzione anche perché sono tutte questione ben note, fin troppo.

    A.

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    Silendo at |

    "Italian Armed Forces Under Pressure", di Valerio Briani, IAI – Roma.

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