44 Responses

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    Silendo at |

    Un parere nel merito della pianificazione strategica verso l'Iran o sull'articolo?

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    AllegraBrigata at |

    a proposito di pianificazione strategica, sbaglio o hai un debito con tutti noi???????

    F.

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    AllegraBrigata at |

    Mi riferivo all'articolo ma va bene anche nel merito.

    A.

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    Silendo at |

    Andrea, nel merito posso formulare delle ipotesi in base alle notizie di stampa. Personalmente mi sono fatto l'idea che l'Amministrazione Obama sia attualmente un po' carente sul lato della pianificazione strategica, soprattutto nel settore della sicurezza nazionale. Ma è una mera sensazione. Riguardo all'Iran, secondo me, il problema americano è un altro: oggettivamente hanno in mano poche carte.
    L'opzione militare, benchè tecnicamente realizzabile, è sostanzialmente inefficace. Le sanzioni funzionano poco e comunque Russia e Cina hanno tutto l'interesse a non farle funzionare. Alla fine quale spazio di manovra resta agli USA?

    Riguardo all'articolo, mi puzza di lotta interna all'Amministrazione con la Difesa che sta lanciando un segnale…
    Il memo in oggetto sarebbe di gennaio. Come mai la notizia filtra proprio adesso?

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    Silendo at |

    Federico, hai ragione…

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    AllegraBrigata at |

    Avevo la stessa impressione :)

    A.

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    AllegraBrigata at |

    Concordo. Soprattutto sulla limitatezza delle opzioni.

    f.

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    utente anonimo at |

    gli USA non hanno una soluzione per l'Iran.

    l'UE, invece, potrebbe giocare un ruolo determinante nelle trattative.

    ritengo che l'UE sia l'unico soggetto politico che ad oggi può intavolare un dialogo con la leadership di Teheran che porti ad uno sviluppo "controllato" del programma nucleare iraniano.

    un'iniziativa del genere comporterebbe, nell'ordine:

    1. l'allentamento delle tensioni tra West e Iran;

    2. il rallentamento della corsa all'atomica nella regione;

    3. il rafforzamento dell'influenza dell'UE nell'area e, in generale, dell'Europa sul piano internazionale.

    Anche Parag Khanna del Centro Studi New American Foundation (ex consigliere di Obama), nel suo libro "the Second World", sostiene che l'affare Iran non può trovare soluzione con l'intervento militare satunitense e/o con le risoluzioni dell'ONU ma che può essere trattato efficacemente solo dall'Europa.

    barry lyndon

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    AllegraBrigata at |

    Ciao Barry.
    Bel libro.
    😉

    R.

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    OperationUno at |

    Salve a tutti.

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    OperationUno at |

    Scusate sono nuovo. Una semplice info: per accedere direttamente a questo forum da dove si entra? Grazie.

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    AllegraBrigata at |

    silendo.splinder.com

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    utente anonimo at |

    ma come….e ora si "entra" così?? :)))

    non è più necessario sostenere quelle estenuanti prove…che solo i più arditi e acuti riuscivano a superare??

    è vero: la meritocrazia in Italia è solo mera utopia!!

    barry lyndon

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    AllegraBrigata at |
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    Silendo at |

    Barry, mi era sfuggito il tuo commento numero 8.
    Ti dirò che dubito che l'UE possa avere davvero voce in capitolo. Al massimo potrebbe mediare ma non come vero e proprio attore.
    A mio parere (assolutamente modesto!) i reali soggetti sono: USA, Iran, Cina, Russia, Israele. Europei e Paesi arabi sunniti li vedo in posizione arretrata.
    Inizio anche a sospettare che gli stessi Stati Uniti abbiano nella realtà ancora meno capacità di influenza di quanto non stia emergendo da un po' di tempo.

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    Silendo at |

    Dimenticavo…Barry, poi ti segnalo due libri 😉

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    OperationUno at |

    Chapeau a barry lyndon per la sua quasi-intuizione….. anche se, onestamente,  la mia non voleva essere una domanda a "doppio senso".  Altrimenti, anzicchè utilizzare la locuzione "da dove si entra" (che richiama l'idea di luogo), avrei usato la locuzione "come si entra" (che richiama l'idea di modalità da recruitment)…. saluti…

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    utente anonimo at |

    Io invece mi sono sempre chiesto ma come si esce e non da dove si esce 😉
     

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    utente anonimo at |

    ua hakim Silendo, :) la mia riflessione – molto pragmatica – è partita dalle seguenti premesse:

    – l'Iran sta accellerando il suo programma nucleare e, verosimilmente, entro il 2012 avrà le testate nucleari impiegabili con vettori di media gittata (Shahab – 3);

    – gli USA, l'UE e Israele – per motivazioni non del tutto coincidenti – vogliono evitare che l'Iran completi il programma nucleare e si possa dotare di armi atomiche;

    – Cina e Russia – per motivi economici e geo-strategici – non mi sembra abbiano la stessa fermezza e determinazone dei 3 attori occidentali nel frenare la corsa di Teheran all'atomica; la Russia, in particolare, oltre a non dimostrare una convinta volontà nel contrastare la leadership iraniana sul dossier nucleare, ritengo che non abbia molti canali/strumenti di pressione; sempre Khanna, nel saggio "The Second World" sostiene che la Russia non è un "protagonista" globale ma un più limitato attore regionale (che basa la sua "potenza" sulla deterrenza nucleare e le risorse energetiche);

    Poste queste 3 premesse,

    – eslcudendo che gli USA e Israele possano sedersi a tavolino con Ahmadinejad (Mahumud non accetterebbe mai di trattare!);

    – escludendo l'opzione militare USA, Israeliana  e Joint (sicuramente realizzabile da un punto di vista operativo…ma poi??? quali conseguenze??);

    – escludendo che la Cina e la Russia possano/vogliano far desistere l'Iran dai suoi progetti sull'atomica;

    – escludendo che l'intervento ONU possa essere risolutivo (le risoluzioni, anche le più "cattive" e le sanzioni "mirate" non sono efficaci nel breve-medio tempo);

    rimarrebbe l'Europa che, sebbene non sia riuscita sino ad ora ad esprimere una concreta e lineare politica estera e strategica, ritengo possa sfruttare i suoi canali diplomatic (ufficilai e non) per tentare di aprire un tavolo con l'Iran.
    Ahamadinejad non parla con gli USA e con gli Israeliani; ma con gli Europei (forse) si!!

    che ne pensate??

    barry lyndon

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    giovanninacci at |

    Nel merito non mi azzardo perchè non capisco un' "h" (anzi, anche meno…) di analisi strategica…

    Come presentazione e sviluppo del report, esposizione del contesto e del costrutto logico-formale alla base della tesi… mi sembra assai buono. mancherebbero le fonti e loro validazione, ma in questo contesto  va benissimo così :)

    Devi aver avuto un buon Maestro/Sensei ;))

    Saluti cari a voi tutti!

    Giovanni

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    utente anonimo at |

    Barry aggiungerei alla tua conclusione sulle sanzioni che non solo potrebbero non essere efficaci nel breve periodo, ma potrebbero essere controproducenti.

    Potrebbero avere un effetto di rafforzamento sia sul supporto popolare ad Ahmadinejad ( e anche ai Pasdaran, che non hanno bisogno di altri aiuti), quindi un rafforzamento interno, sia un rafforzamento esterno, della posizione della Nazione Iraniana nella regione, già ben vista anche dai paesi sunniti.

    PS. Ho dei dubbi sulla capacità così a breve termine dell'Iran di ottenere un numero di  testate e vettori adatti ad assurgere a nuclear threat realistica.

    Frattaz….
    ignorante ma che ci prova ;);)

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  22. avatar
    OperationUno at |

    Vero è che la PESC (politica estera e di sicurezza comune) dell'U.E., tra i suoi principali obietivi, si prefigge il mantenimento della pace ed il rafforzamento della sicurezza internazionale; ma, allo stato attuale delle cose, non sembra che il Consiglio europeo stia ponendo in essere una politica incisiva a livello di contrasto nei riguardi delle intenzioni bellicose degli Iraniani. Forse c'è da aspettarsi di più da eventuali iniziative diplomatiche "coperte" che possano esser adottate in via autonoma da qualche Stato europeo (Italia? Francia?) nell'ambito della propria sovranità nazionale. In ogni caso, dall'aria pesante che si respira, nessuno (tranne l'asse USA/Israele) pare seriamente intenzionato a dare una bella tiratina d'orecchie ad Ahamadinejad…

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    utente anonimo at |
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    Silendo at |

    Dunque, dunque… carissimi, in breve vi dico la mia :)

    Mi sembra evidente che il problema non è il possesso di armi nucleari da parte dell'Iran. Il problema è un Iran non…. "contenuto" e, addirittura, in ascesa nel "balance of power" geostrategico dell'area.
    Il possesso dall'arma (o della capacità) nucleare da parte dell'Iran è solo una manifestazione di tale "ascesa". Gli USA ed Israele, per vari motivi, non vogliono che ciò accada.

    L'Iran vuole l'arma (o la capacità) nucleare per esigenze di sicurezza (direi oggettive) e di prestigio, nazionale ed internazionale.

    La Russia non credo proprio che scalpiti per avere un'altra potenza nucleare vicino ai propri confini (tant'è che sta ritardando il completamento e la consegna della centrale nucleare iraniana…) ma ha un rilevante interesse strategico a che gli USA restino il più possibile focalizzati ed impegnati nell'area medio-orientale e  quindi distratti dal contenerla. La Russia sa di avere ancora poco tempo per riprendere posizioni geostrategiche prima che gli USA si disimpegnino da Iraq ed Afghanistan e tornino ad occuparsi seriamente della questione russa.

    La Cina ha rilevanti interessi economici in Iran ed essenziali interessi energetici. Inoltre, come per la Russia, ha tutto l'interesse a che gli USA siano concentrati altrove.
    Ergo: nè Russia nè Cina faranno qualcosa per risolvere veramente la questione iraniana ma agiranno, se possibile, per mantenere un perenne stato di tensione che impegni e distragga gli USA.

    L'Europa ha rilevanti interessi economici in Iran e, attenzione, tutti gli Stati europei sanno di essere potenziali bersagli di ritorsioni non-convenzionali da parte dell'Iran. Si muovono, quindi, con molta cautela agendo al massimo come intermediari.
    Si parla di sanzioni ma si sa perfettamente (USA in primis) che non servono a nulla se non a far vedere che si sta facendo qualcosa (a meno che per "sanzioni" non s'intenda il congelamento di certi conti correnti tra Dubai ed altre piazze finanziarie extra-europee…. 😉 ).

    Che strumenti reali ci sono a disposizione? L'opzione militare ha i limiti che tutti sappiamo.
    Se si vuole evitare che l'Iran arrivi alla soglia nucleare gli si deve dare qualcosa in cambio ovvero bisogna scendere a trattativa. L'Iran, a mio avviso, scenderà a trattativa solo con gli USA.  
    Giungiamo quindi al punto.
    Secondo me in questi mesi gli attori principali stanno muovendo le proprie pedine per arrivare ciascuno ad una posizione di forza al tavolo delle trattative.
    Posizione di forza che Bush Jr. aveva acquisito subito dopo all'intervento militare del 2003 ma di cui, incredibilmente, non ha approfittato.
    Gli USA sanno di non poter risolvere la questione militarmente. Sanno che la strategia di accerchiamento della Persia è fallita e, anzi, si è tramutata in una vulnerabilità strategica. Sanno che senza Cina e Russia (e con la sola Europa) le sanzioni non servono a nulla. Sanno che un qualunque accordo con l'Iran sciita verrebbe visto come un pericoloso cambio di casacca da parte dei paesi arabo/sunniti e da parte di Israele.
    Resta da capire, quindi, quale sarà (o è) la vera (nuova?) visione strategica dell'aerea da parte degli Stati Uniti.

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    utente anonimo at |

    Sul tuo primo paragrafo sono assolutamente in sintonia, ovviamente hai detto quello che pensavo meglio di me 😉 😉

    Il problema è un Iran non…. "contenuto" e, addirittura, in ascesa nel "balance of power" geostrategico dell'area.

    E già siamo a buon punto su questo aspetto.
    Soprattutto se collegato al ruolo Iraniano nella presenza americana in afg e in iraq.

    Per quanto riguarda gli interessi cinesi, mi torna alla mente l'intervento di fitzpatrick sullo spostamento di capitali (Bank Melli of Iran in primis) in cina e malesia.

    (http://www.presstv.ir/detail.aspx?id=123189&sectionid=351020102   ndr)

    Mi sembri ad ogni modo ritornare sempre ( mi viene in mente l'anglosassone 'beating a dead horse' ) al capire l'attuale (esistente  e precisa? ) scelta strategica americana della zona.

    Frattaz

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  26. avatar
    utente anonimo at |
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  27. avatar
    utente anonimo at |

    @ anonimo #26:

    a mio avviso, un pesante limite della simulazione consiste nel fatto che gli attori che hanno "interpretato" le 3 parti in causa (USA, ISRAELE e IRAN), per quanto si siano sforzati di spogliarsi mentalmente della dottrina militare statunitense, rimangono pur sempre degli ex-ufficiali USA.

    Quindi, probabilmente (conoscendo personalmente diversi americani oserei dire: quasi sicuramente), gli stessi – nel corso della simulazione – avranno ragionato, pensato, valutato e deciso come degli americani (anche quando "giocavano" il ruolo degli israeliani e/o degli iraniani).

    Al di la di questa riflessione, credo che i wargames e le simulazioni siano strumenti molto utili per disegnare scenari.

    barry lyndon

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    Verticalpoint at |

    MMMM….
    QUINDI, RICAPITOLANDO, L'ONU è ASSODATO FA FLOP OVUNQUE METTA IL NASO, CONSIDERATI GL'INTERESSI DI RUSSIA E CINA UN INTERVENTO MILITARE CREEREBBE FORTI TENSIONI E SERVIREBBE A POCO, L'UNIONE EUROPEA PRATICAMENTE NON HA MAI AVUTO VOCE IN CAPITO IN ALCUNA MEDIAZIONE….QUESTA DELL'IRAN è COMPLICATUCCIA COME SITUAZIONE.
    BISOGNA ASPETTARE CHE LO SCIATTO (ahmadinejad) FACCIA QUALCHE PASSO FALSO E LEGITTIMI CHIARAMENTE UN QUALSIASI TIPO D'INTERVENTO (militare e non). PERCHè FRANCAMENTE L'AMMINISTRAZIONE OBAMA HA VERAMENTE POCO IN MANO PER POTER PRENDERE UNA DECISIONE.

    SIA CHIARO….VALUTAZIONI PERSONALI (poco professionali)

    p.s.: grazie per il ben tornato, son solo di passaggio a causa di un incidente sciistico che mi ha bloccato…..cmq anche se non intervengo vi seguo sempre.

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    AllegraBrigata at |

    Incidente non grave, spero.

    Roberto

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    utente anonimo at |

    Spero che tu ti demetta presto!
    Ga78

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    AllegraBrigata at |
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    utente anonimo at |

    facciamo come per l'iraq…. stile green-zone per intenderci e risolviamo il problema delle relazioni successivamente con un post golpe 😉
    Per ora l'attività persuasiva tra i giovani iraniani sembra a buon punto… aspettiamo il via e tra poco si procede come al solito preavvisati 
    Russia e Cina danno il bene placido perche' già stanno scegliendo come dividersi le loro fette..

    Che ne penzi zio Silendo di questa ipotesi assurda? e' trapelata dalle tue analisi un opzione del genere o troppo pragmatica?

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  33. avatar
    Silendo at |

    Non ti seguo, perdonami. Parli di un intervento militare o di un cambio di regime mediante golpe?

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    utente anonimo at |

    io mi ripeterei come per l'iraq con la cacciata di Saddam…. stesso stile, stessi metodi (e pensare che Saddam aveva un bel numero di generali compiacenti), anche se la via mediatica per un ipotetico golpe in Iran è più facile rispetto all'Iraq visto che i verdi sono da tempo in allerta.
    Oppure aspettiamo l'ennesimo terremoto e ci aiuterà la natura a risolvere come in cina e in turchia

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  35. avatar
    utente anonimo at |

    Discussione interessantissima… Silendo, sei sempre molto competente… Vi faccio una domanda. Che ruolo potrebbe giocare l'Italia, visti i suoi buoni rapporti con l'Iran, nel raggiungimento di una soluzione/stabilizzazione del problema?

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  36. avatar
    Silendo at |

    #34
    Uhm… una "soluzione all'iraqena", per l'Iran, la vedo molto difficile. Sotto tutti punti di vista. Tra l'altro gli iraniani non sono gli iraqeni ed un'invasione non la prenderebbero tanto bene :)

    #35
    Grazie :)
    Secondo me il ruolo dell'Italia può essere quello del mediatore (uno dei mediatori). Tutto dipende da quale strategia USA ed UE intendono perseguire.

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  37. avatar
    utente anonimo at |

    dalla lettura di tutti i commenti non si evince la parola "SIRIA", che nel caso di specie potrebbe anche leggersi come "LIBANO", ecc..
    secondo voi, esperti di scenari trend…il passato insegna?

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    Silendo at |

    Esperti??? Chi? Dove? Quando? :)

    "il passato insegna"
    Cosa intendi dire?

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  39. avatar
    utente anonimo at |

    il questito voleva essere squisitamente metodologico e posso provare a formularlo meno sinteticamente.
    Chiedevo,in sintesi meno estrema, se nella fase di elaborazione degli scenari, specie tendenziali, nonchè nella ricognizione dei variabili e degli indicatori, quanto e quale riguardo sia da attribuirsi al dato storico.

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    Silendo at |

    Mi devi scusare. Non avevo capito che stessi parlando di metodologia.
    Direi che nella costruzione degli scenari il dato storico ha sempre una notevole rilevanza. Dipende però dalla "metodologia" che si sceglie di adottare, dagli analisti, da oggetto e obiettivo dello scenario, ecc.

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    utente anonimo at |

    rilancio anche qui/ chi sono gi esperti di Iran in Italia?

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  42. avatar
    utente anonimo at |

    Margelletti: un nome, una garanzia. :))))

    …e non solo sull'IRAN

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    utente anonimo at |

    :) conosciuto anche – tranne che nelle universita', dove in realta' non c'e' mai stato – come "professore"

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    AllegraBrigata at |

    Mah… mi vengono in mente due nomi, Nicola Pedde e Zarmandili.

    Enrico

    Reply

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