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    utente anonimo at |

    Mi sembra che il Premier israeliano non demorda!

    http://www.corriere.it/esteri/10_marzo_24/Netanyahu-Usa-clima-teso-valentino_1c795a34-370f-11df-bfab-00144f02aabe.shtml

    riflettevo sul fatto che Israele, in queste ultime settimane, sta affrontando una situazione critica sul piano dei rapporti diplomatici con 2 importanti attori/alleati: USA e UK.
     
    barry lyndon

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    Silendo at |
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    Siccome il premier israeliano è il solo bersaglio da abbattere per washington…forse la questione sta diventando un duello personale..
    Linus

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    In che senso?

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    Caro Sil, penso solo che vorrebbero un altro premier, una coalizione più centrista.  Per quelle nuove abitazioni mi pare abbiano fatto troppo casino a washington. al di là dell'inopportunità e di qualche pasticcio, in effetti poco digeribile del gabinetto di Netanyahu.
    Linus

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    utente anonimo at |

    Poi, se a Washington sono contenti di dare una pubblica sberla al premier israeliano, provocando così l'eccitazione delle piazze palestinesi…
    Linus

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    utente anonimo at |

    Linus, a mio avviso è Israele che sta assumendo delle posizioni intransigenti.

    L'amministrazione Obama oramai è convinta del fatto che le mosse "sbagliate" di Israele si possano riverberare  direttamente sui contingenti statunitensi.
    Il Gen. Petreus in un recente rapporto ha affermato che il mondo arabo associa automaticamente la politica israeliana a quella USA; in altri termini per i paesi islamici (anche quelli moderati) dietro Israele ci sono gli USA. Quindi, l'assunzione di posizioni cosi "audaci" e determinate da parte del governo israeliano (come quella delle nuove abitazioni a Gerusalemme est) comporterebbe una rezione dura e violenta da parte del mondo arabo non solo nei confronti di Israele ma anche nei confronti degli Stati Uniti ed in particolare nei confronti dei contingenti USA presenti nell'area.

    In sostanza Obama sta cercando di dire ad Israele: "occhio a come ti muovi, perchè se fai un passo falso ne paghiamo le conseguenze anche noi americani".

    Per la prima volta un Presidente USA sta considerando come minaccia alla sicurezza nazionale la politica – interna ed estera – d'Israele.

    Ecco perchè Biden ieri e Obama oggi sono inamovibili.

    barry lyndon

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    Ciao Barry! D'accordo,
    ma rimane pur sempre tattica. Come era tattica antisovietica quella di aiutare gli islamisti in afghanistan 25 anni fa; bell'affare!
    Bisogna anche ricordarsi con chi si ha a che fare. Per esempio, in Egitto, paese alleato degli Usa e non ostile ufficialmente a Israele, vive una società nella quale è ancora largamente  ritenuta cosa buona e giusta l'infibulazione delle donne. Lo Stato condanna, ma la società è più arretrata. Queste opinioni pubbliche sono infantili, rancorose e manipolabilissime.
    Linus

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    Caro Linus, pardon moi, ma non ti seguo: che intendi con l'ultimo post??

    barry lyndon

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    utente anonimo at |

    Mi chiedo se ogni azione debba tenere in considerazione gli umori delle plebi arabe. non so, forse sarà utile a breve termine.
    Tanto quelle masse nel loro profondo detesteranno sempre gli USA e Israele. essere accomodanti giova poco.
    Linus

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    Linus, penso di non essere d'accordo con te.
    Hai letto l'analisi di Friedman? Personalmente penso le stesse cose ovvero che gli interessi di USA e Israele siano divergenti. Che non si tratti, insomma, di tatticismi e che l'Amministrazione Obama non stia agendo per acquisire il consenso della piazza araba (se è questo ciò che volevi dire).

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    Rimango perplesso 😉
    il fatto nuovo è stata la scenata isterica per questa vicenda. In passato gli Usa hanno imposto le loro scelte di superpotenza, ma in ben altro modo.
    Forse, più sbraita e più si è impotenti? 😉
    Linus

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    Linus, ma tu vedi il rapporto USA-Israele come il classico rapporto tra il "forte" (gli USA) che generalmente impone le sue scelte ed il "debole" (Israele) che in cambio di sicurezza le accetta?

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    Sil, no no…ma  come il grande protettore, a sua volta influenzato dal protetto.
    Ma schiaffeggiare in pubblico il Premier come un bambino capriccioso non si era mai visto, mi pare.
    Linus

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    Beh, mi pare che i primi a "schiaffeggiare" pubblicamente siano stati gli israeliani nei confronti di Biden… 😉

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    Infatti non giustifico certo quel fatto. Ma mi pare che sia stato ampiamente colto al volo dall'amministrazione. Un inciampo ben sfruttato 😉
    Da profano  non capirò mai che cosa si chiede veramente agli israeliani e che cosa all'anp.
    Linus

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    utente anonimo at |

    Linus, ora ho compreso meglio la tua posizione!

    cmq la fermezza di Obama sulla costruzione dei nuovi insediamenti nella parte Est di Gerusalemme non credo vada letta come un voler essere accomodanti con il "mondo arabo" ed assecondare quelle che tu definisci "plebi arabe".

    gli USA in questo momento sono sovraesposti nell'area e non possono permettere che posizioni troppo rigide da parte di Israele (o dell'ANP) minino il precario equilibrio della regione.

    gli USA non possono intervenire, al momento, per sedare altri focolai e, soprattutto, non possono/vogliono che le proprie truppe siano esposte a ritorsioni/rappresaglie da parte di stati/organizzazioni islamiste a causa di scelte non ponderate da parte di Netanyau.

    barry lyndon

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    Così facendo si guadagna solo un pò di tempo.
    la psicologia araba, quella normale, quella tradizionale, percepisce ogni arretramento dell'avversario fondamentalmente come una debolezza di cui potersi compiacere. L'eterno pendolo tra bastone e carota… mai sbilanciarsi troppo su un lato 😉
    Linus

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    Linus, tu conosci la mia simpatia per Israele e gli israeliani però guarda che la psicologia araba e quella ebrea non sono molto differenti… 😉

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    utente anonimo at |

    Però gli israeliani son cresciuti con la sindrome, direi ben fondata, dell'assedio permanente, almeno in termini demografici…Come la Germania dall'unificazione in poi. No?
    Linus

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    Su questo non c'è dubbio però ti invito a riflettere anche sul fatto che Israele è (oramai da qualche decennio) la superpotenza dell'area mentre invece cerca di "vendere" all'esterno l'idea di essere assediata al limite della sopravvivenza… 😉

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    utente anonimo at |

    Certo, non nego il clichè. Però, la Germania soffriva così tanto questa sindrome da averc scatenato due guerre mondiali 😉
    Secondo me, non si può ignorare che lo squilibrio demografico nella regione non riguarda solo i vivi. Anche i morti. La contabilità delle perdite per uno stato come quello israeliano ha un peso molto maggiore anche sotto il profilo culturale dal momento che è una società fondamentalmente occidentale.
    Linus

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    Quello che volevo dire è che Israele coltiva chiaramente l'obiettivo dell'egemonia regionale e che la fase della "difesa per la sopravvivenza" è oggettivamente superata da anni.

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    utente anonimo at |

    ma in quel contesto, sopravvivere ed egemonizzare si escludono? 😉
    Linus
     

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    Beh, direi che sono due cose differenti. Anche in quel contesto.

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