Studi Strategici ed Intelligence… for dummies

L’intelligence nella contro-insorgenza in Afghanistan

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Il CNAS ha appena sfornato questo studio, piuttosto critico, sul ruolo della Comunità d’Intelligence statunitense nella contro-insorgenza in Afghanistan.
Non ho avuto il tempo di leggerlo nella sua interezza per cui lo sottopongo al vostro, autorevole, giudizio: “Fixing Intel: A Blueprint for Making Intelligence Relevent in Afghanistan“.

Fixing Intel – A Blueprint for Making Intelligence Relevent in Afghanistan



5 gennaio 2010 - 8:35 am | by | 6 Comments »
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6 Responses to “L’intelligence nella contro-insorgenza in Afghanistan”

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  1. avatar utente anonimo scrive:

    Una lettura interessante. Alcune proposte (analisti ai minimi livelli ordinativi) sono anche interessanti, sicuramente attuabili da chi ha abbondanza di risorse.
    I punti su cui spinge sono:
    - siamo troppo presi da IED e dalla ricerca dei leader TB e troppo poco intenti a capire l’ambiente operativo in cui ci muoviamo;
    - dobbiamo fare CO-IN e non ANTI-IN;
    - più disseminazione, più facile;
    - troppo spesso i livelli ordinativi più elevati riversano verso il basso cose note e non danno alcun "valore aggiunto";
    seguono poi alcune frasi da scolpire a lettere cubitali nelle lastre di marmo, tra cui spicca questa: "Microsoft Word, rather than PowerPoint, shuold be the tool of choice for intelligence professionals in a counterinsurgency". MITICO!!!
    Tutti buoni spunti.
    Eule

  2. avatar Silendo scrive:

    Ho finito di leggerlo. Veramente molto molto interessante.
    Non avevo notato, tra l’altro, che l’autore principale è uno dei militari più alti in grado nell’intelligence militare in Afghanistan.
    Qui un articolo dell’ Associated Press che parla di questo studio e qui la valutazione (positiva) di Tom Ricks.

    PS tra le tante cose una mi ha colpito più delle altre:"It is little wonder then that many decision makers rely more on newspapers than military intelligence to obtain `ground truth". Noto che anche l’intelligence militare si trova nelle stesse condizioni della CIA. Rischia di perdere rilevanza scalzata dai media.

  3. avatar utente anonimo scrive:

    Nonchè "papi" di un brillante analista della DIA … come vedi anche altrove i figli sono "piezz’ e core".
    Non mi sorprende che chi deve prendere decisioni legga i giornali e non i rapporti … anzi, ci trovo qualcosa di … noto.
    Per di più, il livello che a loro interessa è proprio quello da OSINT: cosa se ne fanno di report sull’impiego di IED nella X provincia e TTP e del numero di telefono di pincopallino e degli assetti etcetcetc?
    Invece è "consolante" apprendere che gli americani, "inventatori" dell’IPB, si siano accorti che, finora, non hanno fatto quello che sta scritto nei sacri testi …
    Eule

  4. avatar Silendo scrive:

    Vedo che negli States questo paper ha suscitato una grande attenzione tra gli addetti ai lavori: http://ricks.foreignpolicy.com/posts/2010/01/08/the_flynn_report_iii_a_spy_generation_gap

  5. avatar Silendo scrive:

    Michael Flynn, il generale autore di questo studio, attualmente all’ODNI, è stato nominato direttore della DIA statunitense.

  6. avatar barry lyndon scrive:

    A proposito di novità riguardanti l’intelligence militare statunitense, il Pentagono ha appena istituito il Defense Clandestine Service (DCS), una struttura che si occuperà prevalentemente di raccolta informativa fuori area e che collaborerà congiuntamente agli analoghi servizi della CIA.

    L’istituzione del DCS è la concretizzazione di quanto auspicato circa un anno fa dal DNI USA in un rapporto classificato.

    Il personale del DCS proverrà prevalentemente dalla DIA.

    qui il WaPo:

    http://www.washingtonpost.com/world/national-security/pentagon-creates-new-espionage-unit/2012/04/23/gIQA9R7DcT_story_1.html

    qui CBSNews:

    http://www.cbsnews.com/8301-250_162-57419103/pentagon-reorganizes-intel-into-new-spy-shop/

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