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    utente anonimo at |

    Caro Silendo.

    Ti confesso che non ho letto tutte le 80 pagine del report , quindi non avrei nemmeno il diritto di commentare .
    Ciononostante "azzardo" un commento .
    La verità? Io decimerei gli analisti, ma non perchè non servano, anzi …
    Io li decimerei perchè azzardano troppo .
    Oh, poi sai che c’è? Che se il budget glie lo concede, si sbizzarrissero nelle ipotesi più bislacche . Il problema è che i soldi sono finiti, quindi prego rimanere coi piedi per terra

    Tutti sanno che solo il 5% dei dati forniti, vengono analizzati . Non è una novità. Allora qua il problema è uno:o gli analisti sono pochi , o sono culturalmente "scarsi".
    Steele diceva che oggi il problema è che il potere sta da una parte (lo stato) ed il sapere dall’altra(il privato) . E che oggi l’intelligence ha il compito di mettere il richiedente in contatto con i massimi esperti in materia: una sorta di rubrica telefonica.
    E questa cosa mi fa rabbrividire.
    Sono d’accordo che ci vogliano le teste pensanti.Ma la cultura, ove autoreferenziale o sbocco narcisistico della personalità, potrebbe essere un freno dei pensieri .
    Ora farò una provocazione che farà anche ridere:ma se tornasse in auge il "buon senso della nonna"?

    Salutoni a tutti 
    Nemo(TAI) 

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    Silendo at |

    Nemo, facciamo una cosa?
    Prova a dare una lettura ai due testi che ho linkato nel post (quelli editi dalla CIA) e poi apriamo un dibattito più approfondito.
    Mi rendo conto che sono testi un po’ lunghi ma sono (quasi) sicuro che rivedrai un po’ le tue posizioni in merito a quanto afferma Steele 😉

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    utente anonimo at |


     

    articolo di venerdì 23 ottobre 2009

     

    Un supercomputer per i nostri 007
    di Redazione

     

     
     
    Un cervellone elettronico per digitalizzare e gestire il gigantesco archivio dell’Aise, il nostro servizio segreto militare: è questo il progetto cui stanno lavorando con totale discrezione i vertici dell’intelligence, sotto il nome di «progetto Esis». Si tratta, in realtà, di un progetto nato già sotto la gestione del servizio segreto da parte dell’ammiraglio Battelli, che però era stato «congelato» quando a Palazzo Baracchini era arrivato il generale della Finanza Nicolò Pollari. Con la fine dell’era Pollari e il ritorno alla guida dell’agenzia di un «marinaio», l’ammiraglio Bruno Branciforte, il progetto Esis ha ripreso nuovo vigore. Come tutti gli appalti dei servizi segreti, le commesse per il supercomputer non sono soggette a gara d’appalto e il loro contenuto non viene divulgato. Si sa però che lo stanziamento finanziario è imponente e che in posizione privilegiata per partecipare al progetto c’è un’azienda del gruppo Finmeccanica, da sempre nell’albo fornitori della nostra intelligence militare.

    BABBANO ASIMMETRICO

    P.S. x SILENDO forse un TAG come NEWS ? 

    Spostalo comunque dove più ritieni. Grazie

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    utente anonimo at |

    Si Silendo , li leggerò. Troverò il tempo e li leggerò. E magari sarà anche l’occasione per rivedere le mie posizioni a riguardo, perchè no….in fondo la verità si trova se si pensa di non averla no? Altrimenti manco ti viene di cercarla…
    Solo che purtroppo , non essendo l’intelligence il mio "lavoro" ma solo una passione che coltivo, devo trovare gli spazi giusti  ed i tempi altrettanto giusti per leggere il tutto con cognizioni di causa.
    Quindi ti chiedo solo un pò di tempo , perchè questa è la stagione dell’uccello "Padùlo", la cui altezza di volo è arcinota a tutti .
    Un caro saluto 

    Nemo(TAI) 

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    Silendo at |

    :)) Nemo, quando troverai il tempo sappi che sono sempre a tua disposizione per una chiaccherata :)

    Babbano… non è male come idea. Lasciamici pensare un po’. Faccio un paio di valutazioni tecniche e poi ti dico 😉

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    AllegraBrigata at |

    Bel documento!

    Andrea

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