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    utente anonimo at |

    “… Sabrina De Sousa afferma che era un ufficiale di servizi stranieri che lavorano nel Milan e non è stata coinvolta nel sequestro religioso islamico Osama Moustafa Hassan Nasr, noto anche come Abu Omar.

    Lei è uno dei 26 funzionari del governo degli Stati Uniti e sette italiani accusati di coinvolgimento nel presunto sequestro di Nasr.

    Tutti gli americani sono stati loro ascritti l’Italia in contumacia nel primo processo in qualsiasi paese che coinvolgono la CIA di consegne straordinarie programma.

    I magistrati italiani dicono De Sousa, dell’età di 53 anni, nativa dell’India, era un agente della CIA che lavorano sotto copertura diplomatica e fu una dei quattro principali funzionari Usa incaricata di coordinare la cattura di Nasr da una strada di Milano in pieno giorno 17 febbraio 2003. . . .

    De Sousa ha lasciato il suo lavoro nel mese di febbraio a causa del rifiuto del dipartimento di dare la sua immunità e perché le è stato negato il permesso di viaggiare in India per visitare la sua famiglia.

    Ha riferito che le è stato detto che lei rischia l’arresto e l’estradizione verso l’Italia se lasciasse gli Stati Uniti.”

    BABBANO ASIMMETRICO

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    utente anonimo at |
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    utente anonimo at |

    Babbano !!! ? :-O

    “… Sabrina De Sousa afferma che era un ufficiale di servizi stranieri che lavorano a Milano e non è stata coinvolta nel sequestro religioso islamico Osama Moustafa Hassan Nasr, noto anche come Abu Omar……

    Seppli

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    utente anonimo at |

    Dall’ Informazione di Garanzia e sul Diritto di Difesa, art. 369 e 369 bis cpp;Avviso di Conclusione delle Indagini, art. 415 bis c.p.p.; Milano, 6 ottobre 2006, Doc. N.10838 05 R.G.N.R. MOD.21 (full-text, pdf, in italiano) emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano;

    http://www.statewatch.org/news/2006/oct/spataro-avviso-di-conclusione-delle-indagini.pdf

    ” … 26) DE SOUSA Sabrina D., nata a Bombay (India) il 19.11.1955; già Secondo Segretario presso l’Ambasciata degli Stati Uniti a Roma; …”

    Forse ho capito/tradotto male l’articolo, interpretando l’ammissione di appatenenza ai Servizi invece dello Status diplomatico data dalla carica di Secondo Segretario? Lo stesso articolo mi sembra che l’immunità diplomatica sia riconosciuta nello svolgimento di attività ufficiali all’Ambasciatore o collaboratori ai livelli più alti.

    Se invece mi volevi indicare altro, non ho capito.

    BABBANO ASIMMETRICO

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    utente anonimo at |

    ” .. che era …” NO !!! Meglio “.. che fosse … ” o ” … che appartenesse … ” .

    Scusa gli errori.

    BABBANO ASIMMETRICO … RIPETENTE e con MOLTI CREDITI da … .

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    utente anonimo at |

    ” … che lavoravano nel Milan …”

    traduzione automatica errata e non corretta manualmente ! ! !

    BUONE RISATE.

    B.A.

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    utente anonimo at |

    ” … che lavoravano nel Milan …”

    Dopo il 4-0 Inter – Milan

    ;-)) lol Seppli

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    Frattaz at |

    Ah ecco, mi preoccupava la FINT, football intelligence 😀

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    utente anonimo at |

    Io invece, volevo solo mettere in evidenza come dalle dichiarazioni fatte anche negli USA gli operatori delle OO.SS.I. venivano lasciati SOLI dallo STATO e anche i loro familiari ne subivano le conseguenze.

    Conosco chi , per il lavoro presso le OO.SS.I. , ritiene necessario avere disponibilità all’Estero … per ogni evenienza .

    BABBANO ASIMMETRICO

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    utente anonimo at |

    La traduzione “maldestra” voleva mettere in evidenza che anche nel caso degli appartenenti ai Servizi degl U.S.A. questi venivano “non supportati” dalle Istituzioni stesse. Inoltre anche i familiari di questi ne sopportavano le conseguenze del lavoro dei congiunti.

    Per ogni evenienza, mi risulta che è bene crearsi personali provviste all’Estero su cui gli appartenenti ai S. possano contare.

    BABBANO ASIMMETRICO

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    utente anonimo at |

    Della vicenda Abu Omar “maldestro” semmai è stato il supporto alla rendition.

    Seppli

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    grafvonSpee at |

    Beh, forse quel giorno qualcuno che – more or less – lavorava nel Milan c’era!

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    utente anonimo at |

    Vi volevo dare comunque una “Buona” notizia :

    La Corte dei Conti – Sezione Regione Lazio –

    ……

    ASSOLVE

    I signori:

    1) BROCCOLETTI Maurizio, nato a Rieti il 21/02/1943, …..;

    2) MALPICA Riccardo, nato a Napoli il 10/08/1931, …;

    3) PERILLI Valter, nato a Roma il 10/11/1949, ….

    Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio del 10 aprile 2008.

    Depositata in data 06/04/2009

    Sentenza 569 2009 Responsabilità 06-04-2009

    Buona Lettura.

    BABBANO ASIMMETRICO

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    utente anonimo at |

    Sulla tutela legale e giudiziaria degli appartenenti ai Servizi Italiani.

    In data ……..2008 l’…….. depositava deduzioni difensive nelle more del giudizio di interpretazione, allegando copia del D.P.C.M. del 6 maggio 1997 e copia del D.P.C.M. del 31 luglio 2003, che aveva sostituito la disciplina speciale relativa alla tutela legale del personale degli Organismi di informazione e sicurezza contenuta nel citato D.P.C.P. del 1997.

    …..la sua posizione poichè, quale ex dipendente dai Servizi di Sicurezza (SISMI), egli gode di una legislazione speciale riguardo alle spese legali sostenute nei procedimenti amministrativi, contabili, civili e penali.

    BABBANO ASIMMETRICO

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    Silendo at |

    Babbano, una volta un caro amico mi disse: “Sei un drago nel data mining” :))

    Mi sa che non conosceva te :))

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    utente anonimo at |

    Vedi SILENDO mi interessa più la sostanza della forma. Una volta avevo un Capo che gli piaceva trovare gli Orrori di ortografia.

    Da quel momento gli davo subito la documentazione così da usare la penna rossa. Il fatto grave era che della Sostanza non ne capiva nulla.

    Chiedo ancora venia per il MILAN, ma grazie per l’apprezzamento della Sostanza/Capacità.

    BABBANO ASIMMETRICO

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    utente anonimo at |

    x SILENDO :

    Mi sembra che il mio “dolce vagare” in questo mare di dati, ha rilevato la mancanza di riservatezza da parte degli appartenenti alle OO.SS.I.S. tanto da far correre ai ripari negando di fatto l’accesso a documenti pubblici.

    Il problema non è negare l’accesso ai documenti, ma formare i dipendenti stessi alla riservatezza.

    Quanto accaduto, conferma che i familiari dei dipendenti non sono di fatto tutelati, ma non sono informati dell situazioni in cui vengono messi a loro insaputa.

    BABBANO ASIMMETRICO

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    AllegraBrigata at |

    Babbano, tu cosa proponi in merito a tale questione?

    Enrico

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    utente anonimo at |

    Non mi puoi chiedere di sacrificarmi, se non mi dici perchè (sei tu che non ti sei fidato per primo).

    Penso di essere stato … sintetico.

    BABBANO ASIMMETRICO

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    AllegraBrigata at |

    Ma no Babbano, cosa vai a pensare? Che c’entra il fidarsi?

    Dato che mi sembri informato sull’argomento avevo la curiosità di conoscere una tua proposta, una tua idea. Tutto qui. Non c’è niente di nascosto o poco chiaro nella mia domanda.

    Enrico

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    utente anonimo at |

    Non mi riferivo a te, ma al Servizio che non si fida dei Familiari dei dipendenti, ma si fida dei dipendenti che poi non sono in grado di mantenere la riservatezza necessaria.

    L’indottrinamento nel Primo Periodo agli appartenenti ai Servizi presso la Scuola, non mi sembra che assicuri molto, tanto che il criterio di selezione è scegliere fra gli “Amici degli amici” (ndr leggasi figli dei Prefetti o figli di Generali) o fra appartenenti alle FF.AA. ecc. . Proprio oggi mi è capitato di rileggere del “suicidio” del Dr. A. Bove. Si parlava del Dr. M. Mancini molto vicino al Dottor Gianni Letta. Inoltre mi sono ricordato di una intervista all’E. Ex Presidente della Repubblica F. Cossiga nella quale ricordava che fino a poco tempo fa le alte cariche all’ex Sismi fossero riservate agli ex Ufficiali.

    Tutto qui.

    BABBANO ASIMMETRICO

    P.S. : Se ti capita, vai a leggere le motivazioni dell’assoluzione della sentenza sopra riportata. Io sono rimasto sorpreso.

    x SILENDO: puoi cancellare il commento #21 . Grazie

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    utente anonimo at |

    x Allegrabrigata :

    Stavo riflettendo sulla proposta richiesta :

    Se si vuole crearsi una famiglia, con molta probabilità uno dei due non può essere dell’ambiente degli 007 a meno che :

    1) si appartenga a organizzazioni differenti;

    2) uno faccia il collaboratore e l’altro sia assunto alla PCM;

    3) lavoravano entrambi presso la Ditta e successivamente decidono di sposarsi (allora se ci sono già 3 eccezioni perchè c’è questa regola?).

    Nel caso che entrambi lavorino presso la Ditta non c’è alcun problema, nel caso in cui uno dei due lavori per la Ditta allora arrivano le “REGOLE”.

    All’inizio pensavo che la regola dovesse essere che il Babbano dovesse essere messo al corrente ed istruito e che potesse frequentare i colleghi, invece ritengo che il Babbano non debba essere informato di nulla ne tanto frequentare i colleghi( ndr questi non potranno mai essere amici del Babbano … per esperienza e si chiuderanno a riccio al primo screzio familiare).

    Questo perchè in realtà il coniuge BABBANO non saprà mai nulla (limitazioni e controlli) o solo quello che vorranno fargli sapere e sarà solo un modo per scaricare su di lui/lei il peso della situazione dandogli un illusione.

    Il dipendente/coniuge, dopo opportuna formazione, si dovrà sobbarcare l’intera situazione e riuscire a frequentare gli ambienti del coniuge-Babbano senza destare alcun sospetto o creare situazioni inverosimili (se poi non è in grado …interverrà la D. Personale e Sicurezza Interna).

    Confesso che mi sento più Tradito di un appartenente alla struttura Stay Behind.

    Io non ho fatto alcuna scelta cosciente (servire la Patria correndo dei rischi e le relative conseguenze) con tanto di giuramento, mi sono trovato ugualmente Tradito a mia volta senza aver esercitato alcuna azione.

    Ricordo inoltre che nel libro dell’Amm. Fulvio Martini, si fa riferimento alla regola di controllare periodicamente i 740 dei familiari dei dipendenti del SISMI da un certo livello in su (dal Direttore di Sezione?) al fine di verificare degli “arricchimenti” sospetti.

    Mi sembra che questo violi palesemente la libertà del Babbano di turno che deve essere maggiormente ligio alle regole fiscali (ndr per primi sono proprio i 007 che hanno le regole … per non dichiarare la cravatta o per non far conoscere la sua entità).

    . . . (segue)

    BABBANO ASIMETTRICO

    A tale proposito, suggerirei al COPASIR di introdurre nei regolamenti la comunicazione d’ufficio dei redditi completi al giudice che decide della separazione/divorzio tipo la comunicazione al giudice deud o

    in quanto miio imbarazzantim e il coniuge si debba far carico .xva

    vsi lavorava da scapoli , x(vedi regolamento che prevede che non si possono assumere familiari (ma non vieta che lavori al DIS e l’altro al AISEsposareu ( siccome il regolamento prevede uIl coniuge deve essere tenuto all’rcu cosa proporre

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    utente anonimo at |

    caro Babbano,

    ne devi aver viste di cose se una sentenza cosí semplicemente …ti sorprende.

    é proprio vero che ci sono sentenze di diritto e sentenze…di rovescio…

    Grazie per la chicca…

    panta rei…

    Kadmos

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  24. avatar
    utente anonimo at |

    A proposito di traduttori auomatici qualche anno fa , avevo fatto una ricerca per l’introduzione dell’utilizzo dei programmi di traduzione automatica. Avevo suggerito SYSTRAN http://www.systran.co.uk/translation-solutions/enterprise .

    Qualcuno sa che fine ha fatto e se è stata superata … del personale ?

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    Verticalpoint at |

    PER ME LA SIG.RA “De Sousa” NON HA NOLLA A CHE FARE CON IL SEQUESTRO.

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    utente anonimo at |

    E’ Probabile , Verticalpoint.

    A suo dire, il problema è che non ha avuto alcun supporto legale da parte dell’Ente di appartenenza.

    BABBANO ASIMMETRICO

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  27. avatar
    utente anonimo at |

    onore ai caduti della Folgore a kabul.

    barry lyndon

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    utente anonimo at |

    ANSA, Ultimo aggiornamento: 17/09/2009Attacco contro italiani a Kabul, 6 morti e 4 feriti

    Grave attentato questa mattina nel quartiere diplomatico della capitale dell’Afghanistan. La strage e’ stata provocata da un’autobomba carica di esplosivo, colpiti due mezzi di un convoglio. Le sei vittime appartengono al 186/mo reggimento della Folgore

    ANSA

    ROMA – Sei militari italiani sono stati uccisi e quattro feriti in un attentato avvenuto nel pieno centro di Kabul, sulla Massoud Circle, la strada che conduce all’aeroporto della capitale afghana. Sia i morti che i feriti (questi ultimi non sarebbero in pericolo di vita) sono tutti del 186.o Reggimento Paracadutisti Folgore. Nell’attentato sono morti anche due afghani e oltre 30 civili sarebbero rimasti feriti.

    Decine di veicoli hanno preso fuoco. L’attacco e’ stato rivendicato dai talebani ed e’ stato fatto – hanno riferito fonti dei ribelli ad Al Jazira – “con lo scopo di dimostrare che nessuno puo’ considerarsi al sicuro in Afghanistan”. “Sui mezzi c’erano complessivamente 10 nostri soldati. Sei sono morti”, ha confermato il ministro della Difesa Ignazio La Russa intervenendo al Senato. I morti italiani sono quattro caporal maggiore, un sergente maggiore e il tenente che comandava i due blindati Lince. Due delle vittime tornavano dalla licenza. Secondo una prima ricostruzione della Difesa italiana, a provocare l’esplosione sarebbe stata un’autobomba. Due i mezzi militari – due veicoli blindati Lince – rimasti coinvolti.

    L’auto carica di esplosivo e’ scoppiata al passaggio del primo mezzo del convoglio, uccidendo tutti e cinque gli occupanti. Danni gravi anche al secondo Lince: uno dei militari a bordo e’ morto e altri tre sono rimasti feriti. L’attentato e’ avvenuto alle 12.10 locali, le 9.40 in Italia, nei pressi della rotonda Massud, dove il traffico e’ rallentato per i controlli sul traffico diretto verso l’ambasciata Usa, il comando Isaf e l’aeroporto. Sui due lati delle strade sono stati distrutti case e negozi. Secondo le prime ricostruzioni, un automezzo civile (una Toyota bianca secondo quanto ha riferito in Senato il ministro della Difesa Ignazio La Russa) con a bordo i due kamikaze e con un notevole carico di esplosivo sarebbe riuscito ad infilarsi tra i mezzi prima di esplodere. Negli ultimi mesi, nonostante la massiccia presenza di forze armate internazionali, a Kabul si sono moltiplicati gli attacchi suicidi dei talebani.

    L’ultimo e’ stato l’8 settembre scorso, quando un’autobomba ha ucciso tre civili esplodendo davanti all’entrata della base aerea della Nato. Il Presidente dela Repubblica Giorgio Napolitano e’ stato informato a Tokyo dell’attentato; il premier Silvio Berlusconi ha espresso il suo profondo cordoglio personale e quello dell’intero Governo al Capo di Stato Maggiore della Difesa generale Camporini e al generale Castellano che comanda il nostro contingente a Kabul.

    “Il Governo italiano – si legge in una nota – e’ vicino alle famiglie delle vittime, condivide il loro dolore in questo tragico momento ed esprime la sua solidarieta’ a tutti i componenti della missione italiana in Afghanistan impegnata a sostegno della democrazia e della liberta’ in questo sfortunato paese. “I militari italiani hanno pagato un ulteriore tributo di sangue per la causa della liberta’ e della democrazia dei popoli”, ha detto il presidente della Camera Gianfranco Fini nell’Aula di Montecitorio prima di far osservare al’Assemblea un minuto di silenzio in memoria delle vittime dell’attentato a Kabul. “Il sacrificio di questi eroi – ha sottolineato dal canto suo il Presidente del Senato, Renato Schifani – costituisce un ulteriore doloroso contributo che i nostri militari, con grande coraggio e professionalita’, continuano a dare per difendere la democrazia, la pace e la sicurezza internazionale. L’Italia si inchina davanti a questi nostri ragazzi e si stringe commossa intorno alle loro famiglie”.

    L’attacco ai militari italiani a Kabul, costato la vita a sei soldati, “e’ una grande tragedia”. Lo dichiara il portavoce della Nato James Appathurai, esprimendo la vicinanza dell’Alleanza all’Italia, di cui ricorda “l’importante contributo” alla missione Isaf in Afghanistan.eicolo militare italiano dell’Isaf.

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    AllegraBrigata at |

    Onore!

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    utente anonimo at |

    dalla odierna RASSEGNA STAMPA del Ministero della DIFESA :

    FATTO QUOTIDIANO a pag 54

    “CONDANNATE SISMI E CIA”

    di BARBACETTO GIANNI

    Oggi, nonostante le prove non ammesse, il pm procede contro gli agenti che nel 2003 rapirono Abu Ornar di danni Barbacetto Condannate gli agenti della Cia e del Sismi colpevoli d’aver preparato e realizzato il sequestro dell’imam Abu Ornar: il pubblico ministero Armando Spataro inizierà oggi a Milano la requisitoria contro gli imputati e spiegherà perché chiede la condanna di tutti gli agenti segreti coinvolti, italiani e americani. Malgrado la sentenza della Corte costituzionale che, secondo l’interpretazione delle difese, rende inutilizzabile la quasi totalità delle prove raccolte, su cui si stende il velo del segreto di Stato. Abu Ornar, cittadino egiziano con status di rifugiato politico in Italia, viene sequestrato il 17 febbraio 2003 in via Guerzoni a Milano, condotto nella base Usa di Aviano, in Veneto, e poi trasportato su aerei Cia in Egitto, dove è per mesi interrogato senza garanzie e torturato. È una delle tante extraordinary rendftìons(consegne straordinarie) compiute nel mondo dopo l’il settembre 2001 sotto l’amministrazione Busti. L’inchiesta milanese sul sequestro si sviluppa come una spy story da film. I procuratori aggiunti Ferdinando Pomarici e Armando Spalare, con gli agenti dalla Digos di Milano, riescono a individuare 26 uomini della Cia ritenuti gli esecutori materiali del sequestro. E mandano poi sotto processo anche il direttore del Sismi (il servizio segreto militare), Niccolo Pollari, i suoi diretti collaboratori Gustavo Pighero (poi deceduto) e Marco Mancini, i capicentro Sismi di Torino, Raffaele Ditroia, e Bologna, Luciano Di Gregori, e il maresciallo Giuseppe Ciorra: tutti accusati di aver saputo dell”‘opera- e di aver partecipato alle fasi preparatorie. Due fùnzionari del servizio. Pio Pompa e Luciano Seno, sono accusati di favoreggiamento. Il generale Pollari, principale imputato del processo milanese, si è sempre difeso invocando il segreto di Stato: ci sono 80 documenti – sostiene – che proverebbero la sua innocenza e l’estraneità del Sismi al sequestro, ma sono coperti da segreto di Stato, così da impedirgli la difesa. La sua linea difensiva è stata aiutata dai due governi che si sono succeduti (quello Prodi e quello Berlusconi) che hanno opposto il segreto di Stato e hanno poi trascinato i magistrati di Milano davanti alla Corte costituzionale, sollevando un conflitto d’attribuzione tra poteri dello Stato. Una mano al generale è arrivata anche dal Parlamento, che nell’agosto 2007 ha approvato (destra e sinistra insieme) la nuova legge sui servizi segreti che allarga anche all’imputato (e non più solo al testimone) l’obbligo di tacere in aula sui fatti coperti da segreto di Stato. La sentenza della Corte costituzionale emessa nel marzo 2009 ha inferto un duro colpo al processo, dichiarando che è coperto da segreto di.Stato, e dunque inutilizzabile, tutto ciò che riguarda “i rapporti tra i servizi segreti italiani e quelli stranieri” e “gli assetti organizzativi e operativi del Sismi”: tutto o quasi tutto, secondo le difese degli imputati italiani, che si aspettano dunque l’assoluzione dei loro assistiti. Le prove del rapimento ci sono (secondo l’accusa), ma sono inutilizzabili (secondo la difesa). Ora però la requisitoria di Spataro proporrà un diverso ragionamento. È pacifico che il segreto di Stato non può in alcun caso coprire un reato. Lo ha ribadito anche la Corte costituzionale, affermando che il segreto opposto e confermato da due presidenti del Consiglio “non ha mai avuto a oggetto il reato di sequestro”: reato che dunque, in quanto tale, rimane “accertabile dall’autorità giudiziaria competente, nei modi ordinari”: La procura di Milano ha con la sua autonoma attività investigativa raccolto prove (i voli aerei, le presenze negli alberghi milanesi, le transazioni delle carte di credito, le tracce dei telefoni sul luogo del sequestro e fino ad Aviano…) a carico degli imputati americani, tranne Jeff Castelli, allora capo della Cia in Italia, e la sua collaboratrice Sabrina De Sousa. Per gli italiani (óltre che per : Castelli e De Sousa) la strada è più stretta, perché sono inutilizzabili, secondo la Corte costituzionale, tutte le fonti di prova che hanno a che fare con gli assetti organizzativi del Sismi o con le relazioni tra Sismi e Cia. Ma la pubblica accusa sosterrà che restano comunque nel processo elementi sufficienti per arrivare alle condanne- Se sono coperte da segreto le (eventuali) direttive antisequestro che Pollari fa capire di avere emanato, non possono essere coperti da segreto gli ordini illegali che il generale ha impartito ai suoi uomini per preparare e favorire un reato, cioè il sequestro; di Abu Ornar, Questi ordini e la loro esecuzione restano rintracciabili nelle scarte processuali, anche dopo aver fatto il lavoro chirurgico di espulsione di ciò che la Corte ha dichiarato segreto: sono nei documenti trovati nella sede Sismi di via Nazionale a Roma (pur con i necessari omissis); nelle intercettazioni telefoniche; nelle dichiarazioni dei testimoni in aula; nelle ammissioni di Pignerol registrate, a sua insaputa, da Mancini. Questo sosterrà il pm durante la sua requisni:^ ria, che sarà dedicata oggi agli imputati americani e mercoledì prossimo a quelli italiani.

    BABBANO ASIMMETRICO

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    utente anonimo at |

    Scusate l’articolo si trova sulla RASSEGNA è del MINISTERO DELL’INTERNO e non come erroneamente indicata del Ministero della DIFESA.

    B.A.

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    AllegraBrigata at |
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    AllegraBrigata at |

    Articoli vari ed assortiti: il Corriere della Sera e la Stampa.

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    utente anonimo at |

    Dalla Rassegna del Ministero della Difesa :

    01/10/2009 – “CORRIERE DELLA SERA”, Pag. 27

    “Condannate Pollari a tredici anni”

    di: LUIGI FERRARELLA

    01/10/2009 – “CORRIERE DELLA SERA”, Pag. 27

    Il processo dimezzato dalla mannaia del segreto di Stato

    di: GIOVANNI BIANCONI

    01/10/2009 – “REPUBBLICA”, Pag. 21

    Abu Omar il pm chiede 13 anni per Pollari – Abu Omar, le richieste del pm “Condannate Pollari a 13 anni”

    di: WALTER GALBIATI

    01/10/2009 – “GIORNALE”, Pag. 22

    Chiesti 13 anni per l’ex capo del Sismi che ha salvato l’Italia dai terroristi – Pollari ci salvò dal terrorismo, il pm: “Condannatelo”

    di: LUCA FAZZO

    01/10/2009 – “FOGLIO”, Pag. 3

    Editoriali – Go grab his ass

    di: …

    01/10/2009 – “RIFORMISTA”, Pag. 8

    Pollari fellone? Parli il governo

    di: …

    01/10/2009 – “MANIFESTO”, Pag. 4

    Caso Abu Omar, il pm chiede 13 anni per Pollari (Sismi). Italia, almeno 80 voli della Cia – Abu Omar italiani, almeno 80 i voli Cia

    di: SERGIO FINARDI

    ATTENZIONE TAVAROLI HA PATTEGGIA ! ! ! !

    CORRIERE della Sera : TAVAROLI PATTEGGIA ED EVITA IL CARCERE

    BABBANO ASIMMETRICO

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    utente anonimo at |

    Da La STAMPA on line 30/9/2009 (17:27) – IL CASO

    “Abu Omar, tredici anni per Pollari

    Fu il regista di un sistema criminale”

    L’ex direttore del Sismi Nicolò Pollari

    Il pm: condannate l’ex dirigente Sismi per il sequestro dell’imam a Milano

    «E’ stato il primo a tirarsi indietro»

    MILANO

    Tredici anni di condanna per l’ex numero uno del Sismi, Nicolò Pollari e per l’ex capocentro della Cia a Milano, Jeff Castelli; dieci per il capo del controspionaggio militare Marco Mancini e pene comprese tra i 10 e i 13 anni di carcere per 26 agenti della Cia. Sono le richieste di condanna avanzate dai pm Armando Spataro e Ferdinando Pomarici al termine della requisitoria nel processo per il sequestro dell’ex imam di Milano, Abu Omar, avvenuto il 17 febbraio del 2003.

    Spataro, nell’ultima parte dell’atto d’accusa, chiede al giudice Oscar Magi di rimediare a quello che considera «uno strappo insopportabile dei diritti fondamentali», riconoscendo «prove ineluttabili» contro Pollari, il «regista – lo definisce – del sistema criminale» che ha portato all’extraordinary rendition, con la complicità di altri 007 di casa nostra e di quelli americani. «Noi chiediamo al tribunale – ha detto Spataro, chiudendo la requisitoria – di affermare la coincidenza tra verità storica dei fatti e conclusioni sul piano giuridico. L’una e l’altra devono portare alla condanna di chi ha fatto così grave scempio del proprio dovere di fedeltà ai principi della democrazia».

    E la verità storica, ricorda Spataro, è che il leader religioso egiziano fu prelevato da un commando di agenti segreti in via Guerzoni, a Milano, vicino alla moschea di viale Jenner, e poi consegnato alle autorità egiziane che lo torturano in nome della lotta al terrorismo internazionale. «Molti Stati che hanno sottoscritto liberamente convenzioni contrarie alla violazione dei diritti umani si scoprono insensibili al loro rispetto o propongono di esse interpretazioni aberranti». Così ragionando, secondo Spataro «la lotta al terrorismo sarebbe persa in partenza», mentre «abbiamo bisogno per vincerla della collaborazione delle comunità islamiche sia nei paesi d’origine che in occidente ma perchè accada dobbiamo dimostrare che esitono leggi valide per tutti, specialmente per quanti hanno il dovere di applicarle e assicurarne il rispetto».

    Per questo Spataro chiede al giudice di condannare i protagonisti della spy story, in quanto «non ci consolerebbe pensare di avere contribuito a determinare la fine dei metodi barbari e brutali usati in questi anni contro il terrorismo e a causa di un impazzimento collettivo e neppure ci consolerebbe aver contribuito a dibattiti sull’equilibrio tra sicurezza e diritti». I pm hanno invece ritenuto di chiedere una sentenza di non doversi procedere per Giuseppe Ciorra, Luciano Di Gregori e Raffaelle Di Troia, ma solo perchè, hanno spiegato, la Corte Costituzionale nelle sue pronunce sul segreto di Stato ha «eliminato» i documenti decisivi per dimostrare la loro colpevolezza. Spataro è tornato più volte sulle pronunce della Consulta, al centro nei mesi scorsi di un ’fuoco incrociatò tra i governi Prodi e Berlusconi e la magistartura milanese. «Non si puo pensare – ha sostenuto – che la Consulta abbia potuto coprire col segreto di stato una condotta criminale».

    «Spataro ha completamente travisato la sentenza della Corte», ha attaccato l’avvocato di Pollari Nicola Madia, affemando che dai pm sono venuti «giudizi arbitrari e congetture». «Ho piena fiducia – ha aggiunto – nella gisutizia e quindi nel fatto che Pollari verrà assolto in quanto, nonostante il segreto di stato gli abbia precluso di difendersi, già emerge la sua estraneità ai fatti».

    BABBANO ASIMMETRICO

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    da DAGOSPIA.com

    GATTOSARDO VENDICA L’ONORE PERDUTO DI POLLARI, MANCINI, CIA E PERFINO PIO POMPA! – “È COMPRENSIBILE CHE I PM SPATARO E POMARICI PREFERISCANO L’INEFFICIENTE AISE AL SISMI DI POLLARI, PERCHÉ CERTI SETTORI DELL’AISE PRESTANO DA TEMPO ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI MILANO BASSI SERVIZI DA DEFUNTA OVRA DEL REGIME FASCISTA” – “SPATARO SI È GUADAGNATO I “GALLONI” DI PROCURATORE DELLA REPUBBLICA DI MILANO” – “DOPO QUESTE MIE DICHIARAZIONI DOVRÒ CHIEDERE IL RAFFORZAMENTO DELLA SCORTA – SE LE MIE RICHIESTE NON SARANNO SODDISFATTE, MI PORRÒ SOTTO LA PROTEZIONE DELLA CIA”

    1 – Senato della Repubblica

    COMUNICATO STAMPA – Armando Spataro

    Il portavoce del Presidente Emerito della Repubblica Francesco Cossiga ha reso noto che questa mattina il Senatore Cossiga si e’ recato presso l’abitazione privata del generale Consigliere di Stato Nicolo’ Pollari per esprimergli la sua solidarietà dopo l’incredibile richiesta fatta dal noto ex militante della sinistra extra parlamentare Armando Spataro membro della corrente di magistratura democratica dell’Associazione Nazionale Magistrati, di cui solo pochi ricordano l’attivita’ politica svolta quando era addetto al Tribunale di Roma.

    Nicolo Pollari

    2 – Senato della Repubblica

    COSSIGA, LE RICHIESTE DEI PM SPATARO E POMARICI, LA SOLIDARIETA ALL’EX-SISMI E ALLA CIA E I TIMORI PERSONALI DEL PRESIDENTE EMERITO.-

    “Le richieste del pm Spataro al processo per il sequestro di Abu Omar sono un insulto ai servizi di informazione e di sicurezza che proteggono la sicurezza del nostro Paese. Esprimo la mia piena solidarietà a Nicolò Pollari a Marco Mancini ed anche a Pio Pompa. Ed esprimo altresì la mia solidarietà ai “colleghi” della Central Intelligence Agency che hanno operato.

    Marco Mancini

    Certo essi hanno operato in Italia, in Europa e nel mondo per combattere il terrorismo di Al Qaeda. Ed è comprensibile che i pm Spataro e Pomarici (quello che continua a tacere su i fatti di via Montenevoso…) preferiscano il totalmente inefficiente AISE dell’ammiraglio di divisione (“trombato”, e giustamente! all’avanzamento al grado di ammiraglio di squadra!) Di Pinto e del colonnello CC Damiano (e molto mi duole che costui faccia parte dell’Arma…), al SISMI di Pollari e Mancini, anche perché come è noto certi settori dell’AISE prestano da tempo alla Procura della Repubblica di Milano bassi servizi da defunta OVRA del regime fascista.

    Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta

    Ma che cosa aspetta il Governo, ed in particolare il Presidente del Consiglio dei Ministri e il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio, autorità delegata per la direzione politica del DIS, dell’AISI e dell’AISE, dott. Gianni Letta , a cacciare via dal servizio i sunnominati Di Pinto, Damiano e Bonsano a trovare una qualche sistemazione a quella brava persona e buon marinaio che è l’ammiraglio Branciforte ?

    Bruno Branciforte

    Certo ben so, che dopo queste mie dichiarazioni dovrò chiedere al Ministro dell’Interno il rafforzamento della scorta dell’Arma dei Carabinieri a me assegnata, e dovrò anche chiedere ai servizi anti-intrusione all’AISI che mi proteggano dai pedinamenti, dai tentativi di intercettazioni telefoniche e ambientali, dalla propalazione di documenti falsificati e di voci diffamatorie e calunniose o peggio! che potrebbero essere messi in atto dagli uomini e dalle donne che dipendono dall’ammiraglio di divisione Di Pinto, dal generale dei Carabinieri Bonsano – le cui avventure in materia di avanzamento tutti conoscono…- e dal col. Damiano.

    IRENE PIVETTI FRANCESCO COSSIGA E MARA CARFAGNA

    E se le mie richieste non saranno soddisfatte, mi porrò sotto la protezione degli agenti della CIA che operano in Italia! Certo che con queste richieste il magistrato Spataro si è guadagnato i “galloni” di procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Milano, galloni che otterrà anche grazie alla sua militanza nella corrente di ultrasinistra dell’Associazione Nazionale Magistrati, “testa” e “padrona politica” del Consiglio Superiore della Magistratura.”

    [01-10-2009]

    BABBANO ASIMMETRICO

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    Silendo at |

    Mi sa che Cossiga è un tantino incacchiato… :)

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    giovanninacci at |

    Sarà pure tanticchia incacchiato…

    Io però rivendico il sacrosanto personale diritto all’avvio della funzione rotativa degli altrettanto personali cabbasisi…

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    da DAGOSPIA.com ….



    4 – SCONTRO VERBALE IN AULA ABU OMAR SU SEGRETO DI STATO…

    (Adnkronos) – E’ scontro verbale, nell’aula del processo milanese sul sequestro di Abu Omar, sul segreto di Stato. Tutto e’ iniziato quando il pm Armando Spataro ha cominciato, in sede di requisitoria, a ricostruire i fatti. Alcuni difensori si sono alzati in piedi cercando di bloccare la sua discussione affermando che atti coperti dal segreto di Stato non potevano essere nemmeno citati. Ne e’ nata una bagarre interrotta dal giudice Oscar Magi per il quale “il pm si assume le sue responsbailita’”, e ha invitato i difensori a lasciar continuare il magistrato anche perche’ “avrete modo e tempo -ha dichiarato- per contestare”.

    COSSIGA

    5 – PM POMARICI, DA POLITICI INTIMIDAZIONI A PM PROCESSO ABU OMAR…

    (Adnkronos) – Dalla politica e’ arrivato “un tentativo di intimidazione per cercare di impedire che il pm eserciti la sua funzione”. Al processo sul rapimento di Abu Omar, ormai alle battute finali, interviene in aula a Milano il pm Ferdinando Pomarici e porta la sua “solidarieta’ personale dell’intero ufficio al collega” in seguito ad una serie di interpellanze parlamentari successive all’avvio, la settimana scorsa, della requisitoria dell’accusa nei confronti dei numerosi agenti Cia e funzionari ed ex funzionari del Sismi imputati per il rapimento dell’ex imam. Pomarici si augura poi che “le sguaiate polemiche che fino ad oggi sono rimaste fuori dall’aula” continuino a non influenzare il giudizio in corso.

    6 – COSSIGA A POMARICI, DICA VERITA’ SU VIA MONTENEVOSO…

    (Ansa) – ‘Il procuratore aggiunto Pomarici dovrebbe avere il coraggio di citarmi nominalmente, dato che io lo conosco bene e altrettanto lui me; e invece di chiamare ‘intimidazioni’ normali atti di sindacato e indirizzo, dovrebbe forse spiegarci che cosa in realta’ e’ successo anni fa a via Montenevoso in Milano’. Lo afferma il presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga.

    ‘Comunque, agli insulti suoi e del suo amico Spataro – sostiene – io rispondo dando a lui e al suo collega un consiglio: si tengano alla larga dagli Stati Uniti e dai territori da essi controllati perche’ la Cia e l’ Fbi non sono l’Aise dell’ammiraglio De Pinto e del colonnello dei Carabinieri Damiano’.

    BABBANO ASIMMETRICO

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    Non vedo l’ora di leggere gli atti… :)

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    Dove si potranno trovare gli ATTI, oltre che sulla scrivania ?

    BABBANO ASIMMETRICO

    P.S. Confermo a chi mi legge che la modifica da parte del personale della Società esterna, sulle modalità di accesso/ricerca alla B.D. delle Sentenze della CdC ha avuto il suo effetto, anche se tardivo.

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    Silendo at |

    Presso la cancelleria del Tribunale dove si celebra il processo :)

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    Ritevo che fossero messi in Rete da qualche parte come gli altri documenti o registrazioni.

    BABBANO ASIMMETRICO

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    Dalla Rassegna Stampa del Mininistero della Difesa

    02/10/2009 – “GIORNALE”, Pag. 17

    Intervista a Francesco Cossiga – “Per colpa dei pm avremo spie inefficienti”

    di: ROBERTO SCAFURI

    02/10/2009 – “GIORNALE”, Pag. 17

    Commento. Per Spataro l’ex capo degli 007 è come Provenzano

    di: VINCENZO VITALE

    02/10/2009 – “GIORNALE”, Pag. 17

    Ecco i 10 terroristi liberi senza il metodo Pollari

    di: FAUSTO BILOSLAVO

    BABBANO SAIMMETRICO

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    ITALIAOGGI : POLLARI PUO’ ESSERE GIUDICATO SOLO PER ALTO TRADIMENTO . di LAPORTA PIERO

    EUROPA : “DOPO IL LODO, SISMA POLLARI LA CIA OBAMIANA FA LA SFINGE ”

    BABBANO ASIMMETRICO

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    articolo di venerdì 02 ottobre 2009

    Dossier Telecom, Mancini: “Segreto di Stato” di Luca Fazzo

    A invocare il segreto sui complessi rapporti tra l’intelligence italiana e l’azienda telefonica è l’ ex numero due del Sismi (già candidato a dieci anni di carcere per il sequestro Abu Omar), sotto processo a Milano

    Milano – Segreto di Stato sui rapporti tra i servizi segreti italiani e la Telecom dell’era di Marco Tronchetti Provera, quando la security dell’azienda era gestita da Giuliano Tavaroli. Ad invocare il segreto sui complessi rapporti tra l’intelligence italiana e l’azienda telefonica è stamattina Marco Mancini, ex numero due del Sismi (già candidato a dieci anni di carcere per il sequestro Abu Omar), sotto processo a Milano per associazione a delinquere insieme a Tavaroli e all’investigatore privato Emanuele Cipriani. In apertura dell’udienza preliminare davanti al giudice Mariolina Panasiti, Mancini ha depositato la memoria in cui chiede che i rapporti tra lui, Cipriani e Tavarolis venano coperti dal segreto. Sarà ora il presidente del consiglio Silvio Berlusconi a dover confermare – se interpellato dal giudice – l’esistenza del segreto. Rapporti tra la struttura di Tavaroli e gli 007 esistevano sicuramente da anni, sia Tavaroli che Cipriani sono stati utilizzati dal servizio segreto militare per operazioni “coperte”. Ma i rapporti non si sarebbero fermati qui: secondo la Procura di Milano, Mancini avrebbe passato alla Telecom – attraverso la mediazione dell’investigatore Cipriani – numerosi dossier relativi ad attività e notizie del Sismi. Mancini ha sempre sostenuto che in realtà i dossier trovati nel computer di Cipriani non provengono dal Sismi ma da tutt’altre fonti, e che si tratta a volte di vere e e proprie bufale, a volte di materiale di pubblico dominio e addirittura scaricato da Internet. Ma ora la mossa a sorpresa dello 007 Mancini cambia bruscamente le carte in tavola, e getta sull’inchiesta dela Procura milanese l’ombra della lotta tra “cordate” all’interno del Sismi. Perchè Mancini sostiene che gli attuali vertici dell’Aise (la nuova denominazione assunta dal Sismi) hanno approfittato dell’inchiesta milanese per liberarsi definitivamente dagli uomini della gestione Pollari. Mancini sostiene di avere incontrato un alto funzionario del Sismi – di cui non può fare il nome in quanto coperto dal segreto di Stato – che gli avrebbe raccontato che l’attuale capo dell’Aise, ammiraglio Bruno Branciforte, avrebbe proibito al suo staff di fornire alla Procura di Milano le informazioni che avrebbero scagionato Mancini: “Altrimenti quello torna e ci fa un c… così”. All’udienza di oggi, nel frattempo, l’imputato numero uno Giuliano Tavaroli ha formalizzato la sua richiesta di patteggiare la pena: quattro anni e mezzo di carcere e sessantamila euro di risarcimento. Niente processo, per lui. Insomma, tra patteggiamenti e segreti di Stato l’inchiesta-monstre sulla Telecom di Tronchetti, l’indagine che costrinse l’imprenditore milaese a cedere il controllo dell’azienda potrebbe apprestarsi a sprofondare nel nulla.

    BABBANO ASIMMETRICO

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    Scusate, penso che qualcuno (ndr Il mio nome è ULISSE) si stia rigirando nella tomba.

    Quanti Giuramenti di Fedelta’ allo Stato sono stati fatti da queste persone.

    Anch’io vorrei a volte … patteggiare !!!

    BABBANO ASIMMETRICO

    Giuro Fedelta’

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    M che ruolo occupano l Amm. De Pinto ed il Col. Damiano nel AISE ?

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    Servizi italiani: le nomine dei vice

    27 novembre 2008

    generale dei carabinieri Michele Franzè affiancherà il generale Bruno Cornacchione come vice dell’ammiraglio Bruno Branciforte. Questi ha inutilmente sponsorizzato il suo attuale capo di gabinetto, ammiraglio Michele De Pinto.

    BABBANO ASIMMETRICO

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    Uno 007 telefona a un magistrato: Cossiga chiede lumi

    Una telefonata tra un alto dirigente dei servizi segreti militari e un magistrato della Procura della Repubblica di Milano finisce al centro di un’interpellanza parlamentare presentata dal senatore a vita Francesco Cossiga. Nell’interpellanza, Cossiga denuncia la irritualità di contatti diretti tra appartenenti agli apparati di intelligence e magistratura, e afferma che non a caso il «contatto» sarebbe avvenuto prudenzialmente non attraverso telefoni cellulari ma grazie alla cabina telefonica presente all’interno della sede dell’Aise (l’ex Sismi) a Forte Braschi.

    Il senatore non indica le modalità con cui è venuto a conoscenza della telefonata e non specifica il nome del magistrato destinatario della chiamata. L’interpellanza indica però il nome dello 007 autore della chiamata: si tratterebbe di Vito Damiano, colonnello dei carabinieri, attualmente capo divisione all’Aise. La chiamata sarebbe avvenuta il 13 novembre 2008.

    22 luglio, 2009 12:44

    BABBANO ASIMMETRICO

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    Scusate ma “GIURO FEDELTA’ ” è un refuso di battitura e non voleva essere una ostentazione.

    L’ho fatto in passato e per me sarà sempre valido.

    BABBANO ASIMMETRICO

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    RASSEGNA STAMPA DEL MIN. INTERNO

    Da REPUBBLICA : “TELECOM, MANCINI SI APPELLA AL SEGRETO” di RANDACIO EMILIO

    Da LIBERO “COSSIGA E LA GUERRA FRA 007 SU POLLARI. INTERVISTA”

    BABBANO ASIMMETRICO

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    Silendo at |

    Seppli e Babbano, grazie per i link :)

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    Mi sapete dire secondo Voi quale sono le possibilita’ per Marco Mancini di rientrare all’Ex SISIMI ora AISE essendo coinvolto oltre che per il Caso ABU OMAR anche e soprattutto per il CASO TELECOM – TAVARO per il quale non sembra esserci una ragione ISTITUZIONALE – difesa dello Stato contro il Terrorismo SE una semplice interrogazione parlamentare sulla ipotetica appartenenza del coniuge di un Senatore (Uff. carabiniere) è stata collocata immediatamente a Riposo ?

    BABBANO ASIMMETRICO

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    AllegraBrigata at |

    Babbano, non ho capito l’ultima parte della domanda.

    Andrea

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    Se per un fatto così lieve ed indiretto quale un’ interrogazione parlamentare che denuncia l’appartenenza al SISMI, si richiede l’allontanamento dalla Ditta stessa a causa della sua individuazione della sua identità, Tale motivazione dovrebbre esser valida nel caso di Marco Mancini del quale sono state anche pubblicate le foto al momento di sbarcare a Ciampino la giornalista G. Sgrena oltre ai dati anagrafici pubblicati nei vari atti giudiziari.

    Sbaglio ?

    BABBANO ASIMMETRICO

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    AllegraBrigata at |

    Non credo che sbagli Babbano :)

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    L’appartenenza al Sismi di M. Mancini è stata denunciata alla pubblicazione della foto dello sbarco con G. Sgrena?

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    Le foto era all’inizio anonima (solo G.Giugliana Sgrena, successivamente ai “fatti” è stato pubblica che il signore che scendeva con Lei era Marco MAncini. La cosa è stato oggetto di varie considerazioni tra le quali : 1) Non era opportuno presentarsi sapendo della presenza dei fotografi a Ciampino; 2) Il fatto di farsi fotografare insieme alla Sgrena sembrava essere una rivincita sui “Callipariani” (ndr a mio modesto avviso di cattivo gusto).

    Faccio presente che spesso non sono neanche sull’Elenco Telefonico e usano macchine intestate a parenti (ndr suoceri altro cognome) 3) possono non essere presenti sul citofono 4) presenti sull’AIRE.

    BABBANO ASIMMETRICO

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    utente anonimo at |

    Infatti:

    “SUCCESSIVAMENTE ai “fatti” è stato pubblicato che il signore che scendeva con Lei era Marco Mancini.”

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    utente anonimo at |

    Da Il Sole 24 ORE del 22/10/09
    LA DIFESA di MANCINI : "L’ex 007 va assolto"

    La difesa di Mancini: «L’ex 007 va assolto»
    «Assoluzione» piena o, in alternativa, «non doversi procedere per il segreto di Stato».
    È la conclusione di Luigi Ranella e Luca Lauri, difensori di Marco Mancini, ex numero due del Sismi, accusato con l’ex direttore Niccolo Pollari e altri 007 italiani e americani del sequestro diAbu Ornar. Nella loro arringa, i due legali hanno sostenuto che la Procura di Milano ha «trasformato i paletti posti dalla Consulta in birilli fatti saltare in aria» e hanno usato, quindi, prove «inutilizzabili» per il segreto di Stato, pur di arrivare a una condanna (10 anni) «fondata sul nulla».
    Mercoledì tocca agli avvocati di Pollari

    BABBANO ASIMMETRICO

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    http://www.radioradicale.it/soggetti/luca-lauri

    Qui potrete ascoltare la difesa del 21/10/2009 dell’Avv .Luca Lauri , difensore del Dr. Marco Mancini.

    BABBANO ASIMMETRICO

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    utente anonimo at |

    Da Il sole 24 Ore : Sul Caso ABU OMAR parola al Giudice

    BABBANO ASIMMETRICO

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    AllegraBrigata at |
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    AllegraBrigata at |

    :)) Babbano dobbiamo coordinarci

    F.

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    Anonimo at |

    Telecom, suicida il capo della sicurezza: era stato il braccio destro di Giuliano Tavaroli
     

    di Marco De Risi

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    Lo hanno trovato davanti all’entrata dei garage del grande palazzo della Telecom, alla Magliana. Quando i carabinieri sono arrivati sul posto, chiamati da un dipendente Telecom poco dopo le 11, non pensavano di trovarsi di fronte a quello che da li a poco si sarebbe trasformato da un caso di suicidio a un vero e proprio giallo.

    La vittima infatti si chiama Emanuele Insinna, ha 54 anni, ma soprattutto è il capo della sicurezza della sede della Telecom, ex collaboratore di Giuliano Tavaroli, il protagonista della nota inchiesta su spionaggio e dossieraggio.

    Dalle prime indiscrezioni Emanuele Insinna, sposato, padre di due figli, da oltre 15 anni in Telecom, ultimamente sembra fosse molto depresso anche per motivi familiari. La procura di Roma ha aperto un fascicolo sul suicidio. Il pm di turno ha già disposto l’autopsia.

    L’inchiesta Telecom ha avuto inizio alla fine del 2005 con una prima tornata di 21 arresti. Un materiale inedito e scottante quello che riguarda le ipotesi di reato secondo la Procura di Milano. In pratica i magistrati sono convinti che per anni alcuni soggetti all’interno di Telecom Italia, fra i quali l’allora capo della sicurezza Giuliano Tavaroli (che ha patteggiato la pena) ma anche investigatori privati e graduati delle forze dell’ordine, avrebbero messo in piedi un sistema di intercettazioni illegale all’interno di Telecom svolgendo un’attività di dossieraggio.

    L’ipotesi degli investigatori è anche quella che gli spioni erano in contatto con settori dei servizi segreti. Ecco che l’inchiesta Telecom si apre in altri rivoli fino a toccare il sequestro di persona avvenuto nel 2003 a Milano dell’Imam di Milano Hassan Mustafa Osama Nasr. Un sequestro che sarebbe stato illegale e sarebbe stato gestito dalla Cia ma anche da spioni italiani.

    Non solo: il caso Telecom riguarda anche lo strano suicidio di Adamo Bove, l’ex poliziotto che fu messo a capo della sicurezza della Telecom dopo lo scandalo. Il funzionario si gettò da un cavalcavia a Napoli e morì sul colpo. Un suicidio contestato dai famigliari e che, forse, è ancora da chiarire. In questa matassa di misteri, ora, si inserisce anche la morte di Emanuele Insinna (mai indagato nell’inchiesta).

    L’uomo era stato infatti solo citato da Giuliano Tavaroli. In un passaggio dell’inchiesta, quando il gip contesta a Tavaroli il possesso di atti riservati dei servizi segreti, lo stesso Tavaroli dichiara: «Lo escludo – replica Tavaroli alle accuse del gip – Cattive interpretazioni, cattivissime… Si tratta di documenti redatti da Emanuele Insinna, mio collaboratore nell’ufficio Telecom che si occupa del segreto di Stato».
     
     
    Conviene lavorare nella Security ? Boh
     
    B.A.

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    Biduba at |

    Ma di quello che ha combinato l'AISI nel giugno del 2012 ai danni un Info-Operativo (accoltellato alle spalle) durante un'operazione "positiva" di controspionaggio nei confronti di una diplomatica regolarmente accreditata al MAE e di un suo connazionale noto Officer Accertato non se ne parla ancora. Eppure c'è una sntenza presso la Corte di Appello di Roma I Sezione del 13 novembre 2013. Perchè l'azione era positiva: niente di che solo documenti in formato digitale che redatti dall'AISE che parlavano di operatori dell'AISI al soldo di un paese non NATO/UE. Chi è stato professionalmente assasinato: niente solo un ex "Gladio", fedelissimo ed altamente esperto in controspionaggio voluto appositamente dall'AISI.

    Perchè lo hanno incastrato: niente ha detto chiaramente che alcuni attuali dirigenti dell'AISI erano palesemente autocelebrativi e disinformatori.

    Meno male che c'è la Procura.

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    Anonimo at |

    X Bibuba :

    sono reperibili on line  i relativi documenti (es. sentenze ecc .)?

    Grazie Mille 

    B.A. Ponzese

     

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    Anonimo at |

    7 ago 2014 18:01

    1 – A VOLTE RITORNANO. GLI 007 LO FANNO QUASI SEMPRE

    Claudia Fusani per “Huffingtonpost.it

    I colpi di mano accadono spesso d'estate. Meglio se d'agosto, caldo, vacanze, stanchezza, pressione bassa, si sa come va: ci si distrae. Così capita, d'agosto per l'appunto, di vedere il capitan Schettino, quello della Concordia che inchinandosi al Giglio ha ucciso 33 persone e devastato un territorio, tenere una lezione all'università sul tema: "Gestione degli stati di crisi". Certo, lui sì che ne sa qualcosa visto che scappò a gambe levate dalla nave che stava affondando e per questo è sotto processo.

    Ugualmente capita di scoprire che Marco Mancini, 007 dei nostri servizi segreti esteri, prima Sismi e ora AISE, è tornato da Vienna, dove era stato distaccato, ed è a Roma dove batte i piedi perché pretende di tornare ad essere operativo. Un vero agente segreto, di quelli – si diceva una volta – con i baffi finti e il cappello calato sugli occhi. Oggi si dice "impegnato in prima linea nei teatri di crisi internazionali, perfetta sintesi di humint e sigint", di human intelligence e signal intelligence.

    Ora, tra Schettino e Mancini c'è una grossa differenza. Il capitano è sotto processo e diciamo che per lui non si sta mettendo bene. Lo 007 di processi ne ha attraversati due, uno per sequestro di persona (l'imam Abu Omar) e uno per spionaggio (Telecom), è stato condannato ma poi su di lui – e sul suo capo Niccolò Pollari – è calato il velo del segreto di stato.

    E quindi, pulito come un giglio, vuole diventare capo del controspionaggio militare. Diventare il numero due di Alberto Manenti nominato in aprile direttore del Servizio e numero 1 di Forte Braschi. Che poi è sempre stato il suo sogno, questo, di Mancini, ostacolato, a suo tempo, da Nicola Calipari, ucciso a Baghdad dal fuoco amico la sera del 4 marzo 2005 mentre portava in salvo la giornalista Giuliana Sgrena.

    Formalmente Marco Mancini non ha condanne. E però è il caso di ricordare qualche passaggio della sua carriera. Il 5 luglio 2006 viene arrestato con l'accusa di concorso in sequestro di persona per il rapimento di Abu Omar, l'imam egiziano della moschea di viale Jenner a Milano fatto sparire il 17 febbraio 2003. A Mancini è contestata la creazione di una "polizia parallela" composta da agenti italiani e agenti della CIA, una struttura che agisce in quegli anni di terrore ed esegue extraordinary rendition (sequestri di persona di soggetti legati al mondo integralista islamico e per questo ritenuti pericolosi).

    Nel 2012 la Cassazione condanna in via definitiva 23 agenti americani e dopo vari passaggi (14 gennaio 2014) annulla senza rinvio le condanne di Pollari e Mancini in quanto "l'azione penale non poteva essere perseguita per l'esistenza del segreto di Stato". Il verdetto della Cassazione chiude una lunga contrapposizione tra i giudici della Procura di Milano, spalleggiati dalla Cassazione, e la Presidenza del Consiglio, supportata dai giudici costituzionali.

    Mancini è stato protagonista anche del caso Telecom, una gigantesca operazione di dossieraggio (di cui Telecom è parte lesa) messa in piedi dal2003 al 2006 (quando fu scoperta) da uomini della sicurezza interna (Luciano Tavaroli, amico e collega di Mancini), agenti privati (Cipriani) e 007 in servizio, Mancini appunto. Ancora una volta il segreto di stato ha lavato le colpe. Ma non i dubbi. Che restano.

    Ora, questo e molto altro ancora è la storia professionale di Marco Mancini, agente segreto amante delle abbronzature, degli abiti di taglio e del potere, della ribalta e degli aperitivi. In questi anni di processi è stato capo centro a Vienna. Il primo agosto è tornato in servizio a Forte Braschi, a Roma. "A disposizione", si dice. "In attesa di tornare operativo" aggiungono altri. Una destinazione di incarico che deve passare da palazzo Chigi, dalla scrivania del Premier e del sottosegretario con delega all'intelligence Marco Minniti. E su cui siamo sicuri che entrambi vorranno spendere qualche minuto di attenta riflessione.

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