8 Responses

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    utente anonimo at |

    Ottimo..! Grazie…

    The Jackal

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    AllegraBrigata at |

    :)

    Andrea

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    giovanninacci at |

    Non so se può essere interessante o utile alla discussione, comunque… una cosina “europea” 😉 piuttosto recente disponibile sul repository di della Associazione Italiana esperti in Infrastrutture Critiche (di cui del tutto immeritatamente faccio parte) relativa al: “”Protecting Europe from large scale cyber-attacks and disruptions: enhancing

    preparedness, security and resilience”. E’ dei primi mesi del 2009 (mi paare)

    http://www.infrastrutturecritiche.it/aiic/index.php?option=com_docman&task=doc_view&gid=265&tmpl=component&format=raw&Itemid=111

    Saluti cari

    P.S.: per il Nostro Vate: se per caso è stata già pubblicata in passato sul blog, cestina pure il commento ;))

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    utente anonimo at |

    E solo adesso la tiri fuori, Giovanni..! :)

    Grazie.

    The Jackal

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    giovanninacci at |

    Jackal carissimo, diciamo che in questo momento storico ho i riflessi un po’ rallentati…

    Mmmmmmm… deve essere a causa del lento risveglio dopo il letargo invernale ;)))

    Saluti cari

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    giovanninacci at |

    Avevo già detto questa cosa in un vecchio post ma perdonatemi se mi ripeto in questa sede, forse più appropriata.

    Mi domandavo… sono davvero l’unico a continuare a sostenere che la “cibernetica” (AKA Cybernetics) c’entra molto, ma molto poco con quello che qui (e anche dalle parti di Obama) intendiamo come “minaccia/attacco/querra/scaramuccia informatica”?

    Ho fatto una cosa che non faccio mai… ciò anadre a consultare Wikipedia :))) e anche li di computer e PC (ma anche di reti interconnesse) si parla abbastanza poco. O meglio, si parla MOLTO di più di altre cose.

    La mia idea è: se la cibernetica è quella che è (cioè quella di Wiener & suoi compagni di merende) allora la cibernetica, nella vita, c’entra SEMPRE. C’entra a prescindere dalla tecnologia informatica, i computer e le reti di computer variamente assortite, proprio perchè la cibernetica riguarda tutti i “sistemi”.

    Se invece per “cyber-qualcosa” (cyber-spazio, cyber-guerre, ecc.) si intende una specie di idea romantica e romanzata dell’insieme delle minacce, dei rischi e delle conseguenze di “attacchi” che gravano su reti (ed infrastrutture) informatiche E NON più o meno critiche… beh, allora non sono d’accordo.

    Io sarei per chiamare le cose con il proprio nome… anche se poco affascinante ed evocativo. O che attirerebbe meno consensi.

    Perchè è molto più facile “vendere” una “guerra del cyberspazio” che non già una “guerra elettronica”, che già da più l’idea di “morti veri”.

    Ma da noi può già costituire un serio problema politico l’impiego di un aereo “spia” (bleaaah che parolaccia!) senza pilota che ha – per sua sfortuna – un brutto nome….

    Cybersaluti realmente cari

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    AllegraBrigata at |

    Giovanni scusami, non ti ho capito.

    Vuoi dire che si sta facendo riferimento ad una definizione erronea?

    Andrea

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    giovanninacci at |

    Si… direi in buona parte erronea, e poi soprattutto largamente abusata e infine “piacevolmente” politicamente corretta 😉

    Certo, il termine è ormai assolutamente “consolidato” e le cose non cambierebbero poi di molto se lo sostituissimo con uno diverso e più adeguato…

    Non so probabilmente il tutto è legato al fatto che la problematica in parola smuove/suoverà/ha smosso (tipo l’esempio del baco del millennio…) parecchi soldini.

    Però credo che se si decide che una minaccia c’è ed è seria.. beh… forse conviene approcciarci in maniera seria, soprattutto al livello di mass-media, che sono poi quasi sempre l’unica fonte di informazione (ed indirizzo…) della stragrande maggioranza delle persone…

    Fine del mio accorato appello Wieneriano :)))))))

    Saluti cari

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