9 Responses

  1. avatar
    utente anonimo at |

    Ecco Silendo, che senza saperlo mi aiuta! Grazie carissimo!

    Reply
  2. avatar
    utente anonimo at |

    Essì che sono io… Raffox. =D

    Reply
  3. avatar
    Silendo at |

    :)) figurati…

    Reply
  4. avatar
    utente anonimo at |

    posso dire la mia? Mi sembra il solito spreco di carta e di inchiostro.

    Mesi fa lessi uno studio assolutamente simile, sebbene più corto del RUSI: la NATO c’è, è fatta, ha capacità umane e materiali – diceva. L’unico problema è che non ha una missione.

    Nella storia, le alleanze si formano per un obiettivo. Con la NATO abbiamo un’alleanza ma non lo scopo.

    Il risultato è la paralisi. Questi studi cercano, con proposte a livello organizzativo, operativo o strategico di supplire il fattore fondante e fondamentale per tutte le alleanze: l’interesse politico.

    Esempio: in questo studio si parla dell’Afghanistan. Ma l’Europa non sarà mai interessata all’Afghanistan fino a quando la sua sicurezza dipenderà in maniera minima dal Paese centrasiatico.

    Il passaggio su Georgia e Ukraina è forse quello più indicativo: il rapporto – completato da americani – parla della necessità di farle entrare nella NATO. Ma che alleanza è quella nella quale le obiezioni degli alleati non vengono ascoltate?

    Saluti e scusate il tono un po’ eccessivo, aa.

    Reply
  5. avatar
    AllegraBrigata at |

    Andrea, secondo te che fine farà la NATO?

    O meglio: che fine dovrebbe fare?

    Roberto

    Reply
  6. avatar
    utente anonimo at |

    Roberto,

    guarda, sulla NATO per me hanno detto tutto Waltz, Layne e Posen (se mi mandi un’email aa.gilli@gmail.com, ti giro quegli articoli): la NATO è destinata a fallire. Ne ho scritto qualche mese fa:

    http://epistemes.org/2008/03/11/nato-rip/

    1) Gli interessi strategici di Europa e USA stanno divergendo. Cioè si deve alle dinamiche in atto a livello internazionale. L’Europa sta diventando più forte (in termini relativi di state power: se il concetto non è chiaro, spiego in una risposta). Altre potenze emergono, gli USA stanno diventando relativamente più deboli.

    2) La NATO negli ultimi anni, e il rapporto lo dimostra, non serviva gli interessi dei suoi membri, ma del suo principale azionista: era la longa manus della politica estera americana. Faccio un piccolo esempio: nei mesi scorsi ho fatto una lunga ricerca sullo scudo missilistico. Solo dopo 10 mesi di ricerca ho scoperto che la NATO guidava il progetto. Washington decideva, il NATO HQ accettava.

    3) Le relazioni internazionali del nuovo secolo saranno ermafrodite. La differenza tra nemico e amico si sta assottigliando, saremo, penso, tutti competitor – almeno per qualche decennio. Nessuno vorrà fare dei passi che porteranno i suoi competitor ad essere nemici, ma neppure ci si fiderà di loro come se fossero amici. In questa situazione, le alleanze permanenti perderanno ruolo, ci saranno forum multilaterali, veritici, incontri: ma pensare che due Paesi, o gruppi di Paesi, rimangano costantemente alleati mi sembra un po’ un’illusione.

    Credo, poi, questa grande incertezza terminerà con una guerra o con una grave crisi che riporterà le ralazioni internazionali al binomio amico-amico. Ma che USA ed Europa saranno dallo stesso lato è tutto da vedere. La storia diplomatica offre più di una ragione per aver dei dubbi a proposito.

    Nota finale: ho detto che la Nato fallirà, non che finirà. Può continuare ad esistere: le sue burocrazie interne non vogliono rimanere disoccupate. Il punto è se sarà anche efficace: e visto il suo record, mi sembra davvero difficile.

    saluti, aa.

    Reply
  7. avatar
    AllegraBrigata at |

    Grazie Andrea. Anche per il materiale.

    La tua risposta è interessantissima.

    A questo punto ne approfitto e ti chiedo, in questo quadro, quale ruolo potrebbe avere l’Italia. Secondo te.

    Roberto

    Reply
  8. avatar
    utente anonimo at |

    guarda, il paper di Posen è il più interessante, secondo me.

    Cosa dice. Il sistema internazionale è dominato dall’anarchia: assenza di governo. In questa situazione, gli stati vivono in una costante situazione di incertezza. L’incertezza/insicurezza porta gli Stati a cercare di difendersi.

    Uno si difende sviluppando eserciti e costruendo arsenali: ma come la storia dimostra, i Meli non avrebbero mai potuto resistere gli Ateniesi, semplicemente perchè gli Ateniesi erano troppi.

    Nel sistema internazionale stiamo osservando la crescita di potenze di dimensione regionale: gli USA c’erano già, Cina e India stanno emergendo. L’Iran si sta rafforzando e così l’Indonesia, il Brasile e la Nigeria.

    Difendersi/Essere sicuri, nel nuovo secolo, significa avere una massa critica tale da non poter essere minacciati in maniera continuata e profonda (vedi energy security, economic security, etc.). Alcuni Stati come India o Cina devono solo svilupparsi economicamente, avere economie interne abbastanza grandi e poi sviluppare eserciti adeguati per difendere i loro interessi strategici: per esempio, una flotta che permetta alle petroliere di arrivare ai loro porti, senza che un’altra (quella USA) possa bloccarle.

    L’Europa può solo continuare il suo processo di integrazione: più che allargandolo, approfondendolo. Se Italia, Germania, Francia si unissero, sarebbero la seconda economia al mondo. Ovvio, ci vorrà tempo, e il sistema può sempre retrocedere: ma volenti o dolenti, questa è l’unica via per evitare di essere abbandonati a navigare da soli le onde del mare internazionale.

    L’Euro dimostra abbastanza bene il punto: in giorni come questi, con la crisi finanziaria in corso, la massa critica aggregata europea ci ha protetto. Senza, saremmo a pezzi.

    L’Italia dovrebbe, secondo me, cercare di lavorare per far velocizzare l’integrazione europea. Ovviamente, sempre preservando i nostri attuali interessi strategici, ma anche guardando al medio termine: e capendo che questa è realmente l’unica alternativa.

    Visioni tipo quella di Berlusoni del 2003 dell’Italia come migliore alleato degli USA in Europa mi sembrano tra il bizzarro e il fantasioso, visto che nè ci conviene nè siamo in condizione di svolgere tale ruolo (mica forniamo truppe combattenti!).

    In definitiva, l’Italia dovrebbe cercare di far andare veloce l’integrazione europea allo stesso tempo proteggendo i nostri interessi (evitando per esempio che la nostra industria venga penalizzata, o che passino regolamenti che ci azzoppano).

    sono un po’ stanco, quindi mi si perdoni la sintassi un po’ analfabetizzante…

    Reply
  9. avatar
    AllegraBrigata at |

    Grazie Andrea.

    Sei stato chiarissimo.

    R.

    Reply

Leave a Reply to AllegraBrigata Click here to cancel reply.


(obbligatorio)