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    Raffox74 at |

    Bella snocciolata di dati! Leggendo ho subito ipotizzato lo IAI come l’unico valido think tank italiano… e così è. =) Ho indovinatohh!!

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    Silendo at |

    No, l’unico valido non è esatto.

    Se leggi tutto il documento vedrai che dei 5000 e passa think tank esistenti solo circa 400 ottengono, per così dire, delle “nominations”. In questi 400 c’è anche l’Aspen Institute italiano ed il Bruno Leoni (http://www.brunoleoni.it/ ) .

    Entrambi, secondo me, sono valide realtà. In particolare l’esperimento “Bruno Leoni” andrebbe studiato con interesse. Si tratta di un centro studi messo in piedi da ricercatori tanto giovani quanto capaci, con risorse tutto sommato limitate e che produce analis, a mio avviso, molto valide.

    Pochi costi ottimi risultati, insomma.

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    ilraffa at |

    La nostra arretratezza in questo settore è quantomai indicativa di tutta una serie di cose ma soprattutto della scarsa capacità della classe politica ed in generale della classe dirigente di leggere la realtà e di incidervi.

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    utente anonimo at |

    In Italia vi è a mio parere un numero interessante di “esperti” che in quanto a preparazione non sfigurerebbe a fianco a nessuno. Il problema rimane sempre la difficoltà di operare in maniera indipendente e slegata da qualsivoglia “dipendenza” o “soggettività” politica e di lobby oltre alla difficoltà di trovare qualcuno che abbia la volontà, i soldi e il potere di istituire un “serbatoio di pensiero”. Senza contare che se non cè domanda non c’è offerta. Guardiamo “in piccolo”. Quanti blog e siti (intendo non governativi o ufficiali) su intelligence e terrorismo trovate in Italia e in italiano (indendo quelli +’O- seri…)? Pochi.

    Al di là del fatto che tendiamo ad essere esterofili o che crediamo poco nelle ns capacità. Si ha una tendenza a credere che “se è scritto in inglese” è fatto bene (?) se l’ha scritto un italiano allora scoppia pure l’invidia (se è valido).

    Cordialmente

    Cactus

    vi seguo sempre con piacere

    (anche se a volte tendo alla provocazione per stimolare il dibattito …)

    htt://intelcenter-blog.blogspot.com

    PS: ho appena terminato di scrivere un post sul Waziristan che sarà on line questa sera e vi invito a leggerlo)

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    Raffox74 at |

    Aspetta, aspetta! Mi sono espresso male! Intendevo dire che, in un certo qual modo, me l’aspettavo di vedere lo IAI come unico think tank italiano comparire nelle graduatore.

    In merito alla validità non obietto riguardo la tua affermazione.

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    Raffox74 at |

    Intendo dire tra i top 25 dell’Europa occidentale.

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    Silendo at |

    Siamo d’accordissimo, Cactus.

    Detto in altri termini il problema (che emerge anche nell’articolo che ho linkato) è che da noi è il ruolo dei pensatoi ad essere sottodimensionato. Non è tanto la mancanza di buone menti quanto il fatto che da noi si dà pochissimo peso alla produzione di idee ed all’analisi. Questo fa sì che ci sia qualche buona individualità ma non c’è sistema.

    Concordo riguardo al provincialismo italiano che porta a vedere come “in” tutto ciò che è scritto in inglese o che comunque proviene dall’estero. Però il provincialismo funziona anche al contrario. Nel senso che c’è molta poca conoscenza di ciò che viene prodotto all’estero.

    Ad ogni livello.

    Secondo me, vedi, uno punto fondamentale è che siamo sostanzialmente tagliati fuori dal sistema internazionale anche sotto l’aspetto della produzione delle idee e delle analisi. Siamo davvero periferia. Contiamo poco. Anche quando abbiamo ottimo materiale umano.

    E’ questo è un limite tutto nostro, italiano.

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    Silendo at |

    Dimenticavo due cose.

    La prima: Cactus, posso suggerirti di inserire direttamente il link ai post del tuo blog. Rendi più veloce l’accesso per i lettori di questo blog :)

    Mi permetto anche di suggerirti di registrarti su splinder. Anche questo permetterebbe maggiore velocità di “collegamento” al tuo blog. Scusami se mi sono permesso di darti questi consigli pubblicamente ma non avevo altro modo :)

    La seconda cosa. Ho dimenticato di inserire questi altri due ranking 😉

    Top Think Tanks for Innovative Ideas:

    1) Cato Institute

    Cato’s libertarian stance, once viewed as fringe, is now considered respectable. With its anti-incumbent, anti-Washington attitude, Cato has antagonized liberals with its push to privatize Social Security, as well as conservatives with its vigorous opposition to the Iraq war.

    2) Brookings Institution

    From heathcare reform to recommendations on closing the prison at Guantánamo Bay, Brookings has a breadth of expertise that allows it to offer innovative fixes for nearly every critical issue facing the United States today.

    3) Carnegie Endowment for International Peace

    Carnegie’s role in opposing the invasion of Iraq and providing critical research on issues such as Iran’s and North Korea’s nuclear weapons programs places it at the heart of some of Washington’s defining policy debates.

    Best New Think Tanks (of the last 5 years)

    1) European Council on Foreign Relations

    Populated by European heavyweights like Nobel Peace Prize laureate Martti Ahtisaari and former German Foreign Minister Joschka Fischer, the ECFR aims to craft a common foreign policy for an increasingly integrated Europe.

    2) Bruegel

    Funded by EU member states and located in Brussels, Bruegel specializes in driving European economic growth and making the continent more competitive in the global economy.

    3) Center for American Progress

    Thanks to its all-star roster of experts and savvy use of new media, CAP has emerged as the intellectual center of Democratic D.C.

    Most Impact on Public Policy Debates

    1) Brookings Institution

    When important debates occur in Washington—whether over Middle East peace, global finance, or urban strategy—it’s a fair bet that Brookings is driving the conversation.

    2) Heritage Foundation

    A partisan approach, obsession with the latest policy issues, an effective marketing strategy, and proximity to the seat of power (it is steps away from the U.S. Congress) give Heritage an influential edge.

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    Felsina at |

    Silendo, nella top ten dei think tanks aggiungerei anche il tuo blog ;)) ..lo dico seriamente.

    Comunque, pensando ad un think tank fisico (con tanto di sede e board of trustees) sulle teamtiche della sicurezza e dell’intelligence, mi stavo chiedendo chi mai sarebbe interessato a finanziarne le attività, oltre ovviamente a quelle due/tre aziende che operano nel settore strategico… Finché si tratta di tematiche come il libero mercato, l’economia, ecc., che possono attrarre finanziamenti da parte di grandi imprese, non ci sono problemi.

    Mentre la sicurezza e, soprattutto, l’intelligence, sono tematiche, almeno da noi, di stretto dominio istituzionale (non solo nazionale ovviamente ma anche sovranazionale) e accademico. Al di fuori c’è ben poco di valido.

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    utente anonimo at |

    Comunque non mi sembra un problema di quantitá. In Europa l’Italia é quarta per numero dopo UK, DE e FR. Semmai potremmo disquisire sulla qualitá…

    Ma mi chiedo, e vi chiedo, siamo sicuri che questi eccellenti think thank siano sempre in grado di “”operare in maniera indipendente e slegata da qualsivoglia “dipendenza” o “soggettività” politica e di lobby””?

    Kadmos

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    Intelcenterblog at |

    Kadmos

    io ho sempre pensato (e lo testimoniano i miei post) che è molto difficile (ma non impossibile in linea teorica) svincolarsi da qualsivoglia “dipendenza” o “soggettività” politica e di lobby”.

    D’altronde oltre alle “limitazioni” di cui sopra esistono i limiti imposti dalla “presenza” (subdola) di ciò che in analisi intelligence è denominata “biasis” (il termine inglese rende meglio il senso) che gioca un ruolo fondamentale nel ridurre la validità di un efficace valutazione.

    PS: da oggi sono ufficialmente registrato su Spinder (mannaggia il nickname Cactus era già occupato…) come consigliatomi da Silendo che ringrazio “ufficialmente” per l’ospitalità.

    PPS il mio post (in 4 parti) sul Waziristan è stato pubblicato ora sul mio blog)

    http://intelcenter-blog.blogspot.com/

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    Silendo at |

    Kadmos, non tutti i think tank puntano ad essere “oggettivi”. Ce ne sono molti che sono dichiaratamente di parte, i c.d. “advocacy think tanks” per esempio.

    Anzi, in Europa questa tendenza è maggiore rispetto agli USA poichè molti think tanks sono nati proprio nell’orbita dei partiti politici.

    Quello che ritengo comunque positivo, ma è un parere personale, è che ci siano luoghi/strutture dedicate alla riflessione ed alla ricerca policy-oriented.

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    Silendo at |

    Felsina, scusa, mi era sfuggito il tuo commento. Bada che ti denuncio per oscenità se ripeti una cosa del genere 😉

    Chi potrebbe finanziarlo? Le due/tre aziende, appunto :))

    Il settore non tira, da un punto di vista economico. I finanziamenti dovrebbero essere in parte statali ed in parte privati.

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    giovanninacci at |

    Quoto e appoggio il commento di Felsina che non è affatto una oscenità. Ma il fatto è – siamo sempre alle solite – che, capite, questi sono tutti elenchi “open source”…

    Per cercare l’elenco dove è inserito il “silendo.splinder.com” (perchè IO vi assicuro chè esiste) dovete andare a vedere nel materiale NATO COSMIC TOP SECRET…

    Eh! 😉

    Saluti cari a voi tutti

    Giovanni

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    Silendo at |

    Ragazzi, io capisco che vi pago regolarmente però non dovete esagerare. Altrimenti si capisce… :))

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    giovanninacci at |

    Silendo caro… so che tu a questo “segreto” della “top five” classificata ci tenevi e molto ma… che vuoi farci… non sono bravo a tenere segreti!

    Gli unici segreti che riesco a non rivelare sono quelli dei quali… non mi ricordo!

    :-)

    Saluti cari

    Giovanni

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    AllegraBrigata at |

    Giovanni, se scherzavi non sei andato molto lontano dalla verità

    😉

    Roberto

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    utente anonimo at |

    Preciso il mio pensiero. I think tank più importanti esistono (anche) in quanto ci sono gruppi privati (grandi) che li sostengono. Il sostegno di grandi gruppi potrebbe essere anzi la ragione perché questi serbatoi di pensiero diventano importanti. Ciò non toglie che a influenze più o meno rilevanti possono seguire anche analisi eccellenti (ma perché quel particolare tema? perchè in quel particolare momento?)

    Prendiamo quello in cima alla lista (Brookings) e scopriamo chi sono i principali finanziatori (annual report 2007):

    In particular, several companies made major contributions to Brookings this year, including Exxon Mobil Corporation, Pfizer, AT&T, and Alcoa.

    Non esattamente il mio ideale di filantropia.

    Poi magari può capitare di leggere notizie come questa
    , e tracciare una linea (tratteggiata) per collegarla a quest’altra (sempre dall’annual report di cui sopra):

    The Bill and Melinda Gates Foundation gave the largest foundation grant this year—a two-year, $3.18 million grant to Global Economy and Development to support a new initiative that evaluates global health financing proposals to determine the most effective ways to fund health care programs in developing countries.

    Ed ecco fatta la citazione come “Innovative idea” di cui sopra.

    So che la mia ricerca è stata condizionata da un “bias”, come qualcuno starà già pensando (Cactus?). In effetti il “bias” è sempre frutto di vizi interni (di chi conduce l’analisi) e non di ingerenze o pressioni esterne.

    Non so se Silendo è un think tank, ma per quanto mi riguarda è entrato nella mia personalissima classifica tra i top 5.

    Kadmos

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    utente anonimo at |

    scusate, ho incasinato un po’ il link…

    kadmos

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    giovanninacci at |

    Robero carissimo, lo sai… io non scherzo mai 😉

    Saluti cari

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    Silendo at |

    Kadmos ti prego: non farti plagiare anche tu :)))

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    Felsina at |

    Ok, ok, non sarà un think tank ma un “think blog” lo è di sicuro! Bene, anche oggi ho coniato un nuovo termine 😉

    Il punto dove volevo andare a parare è questo. Secondo la definizione scopo del think tank è: “(…) serving in the public interest as an independent voice that translates applied and basic research into a language and form that is understandable, reliable, and accessible for policymakers and the public”.

    In realtà, e mi riallaccio al discorso di Cactus, un think tank veramente indipendente (per scelta dei temi da trattare di volta in volta e per l’ottica in cui vengono analizzati) esiste solo laddove questo si regge finanziariamente sulle proprie gambe. Sappiamo però che nel 99,9% dei casi non è così. Resta quindi da chiedersi, laddove parla di “voce indipendente”, “indipendenti” da che cosa? Da un’ottica istituzionale? Dalle grandi lobby?

    Concludendo: think tanks autonomi e con un’ottica veramente terza, dal mio punto di vista, forse non esistono.

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  23. avatar
    Silendo at |

    Dunque… credo che si debba chiarire un concetto.

    Cosa si intende, veramente, per “indipendenza” e “terzietà”?

    E’ evidente a tutti che l’indipendenza e la terzietà assoluta non esistono. Come detto giustamente da Cactus (e chi fa analisi per professione sa cosa intendo) ciascuno di noi ha pre-giudizi, idee, simpatie ecc. Questo vale nel “micro” ma vale anche nel “macro” di un think tank.

    Se ciò che cerchiamo, quindi, è questo tipo di “terzietà” possiamo star sicuri che non la troveremo mai perchè non è umana.

    Se quella che cerchiamo invece è terzietà ed indipendenza intesa nel senso di analisi serie, argomentante, basate sulla lettura di evidenze empiriche e non invece “marchette” pagate da questo o quel gruppo politico/ imprenditoriale/lobbistico… beh allora direi che molti dei principali think tanks internazionali la garantiscono.

    E’ chiaro che nella categoria “think tanks” rientrano tante realtà spesso molto differenti. Anche all’interno di uno stesso centro-studi spesso ci sono picchi di eccellenza e baratri di superficialità. Ma in linea generale i prodotti che escono da questi pensatoi sono degnissimi ed hanno mediamente un buon impatto sul processo decisionale.

    Producono, con tutti i limiti, conoscenza. Inducono alla riflessione. Parlano quasi sempre con un linguaggio facile, accessibile al cittadino medio. Spessissimo innovano veramente introducendo nuove idee.

    Ecco, è questo il lato positivo di un think tank.

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    Felsina at |

    Infatti, intendevo il concetto di terzietà nella seconda accezione.

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