23 Responses

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    Felsina at |

    L’articolo di Marrin deve essere a dir poco interessante…è il mio autore preferito ;))

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    Giano08 at |

    lo avevo visto anche io…. sile… dai… ce lo stecchiamo? ahahah

    :)

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    daniele67 at |

    giano….creiamo una cooperativa!!! prendiamo una prepagata e quando ci serve…facciamo acquisti!!!!!:-)

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    giovanninacci at |

    Un giorno posterò qualcosa sulla teoria della “prassi della autoorganizzazione solidale”* delle fonti aperte, che è una delle conseguenze del famoso fenomeno dello “sbilanciamento sulle fonti” nell’open source intelligence 😉

    Viva la CoopIntel!!!

    Saluti cari

    Giovanni

    * = non sto scherzando! esiste sul serio! 😉

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    daniele67 at |

    giovanniiiiiiiiii..mi fai morire!!!

    p.s. salute!!!! ( ci siamo capiti no!!!):-)

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    giovanninacci at |

    Daniele, giuro che sono sobrio! :-)))

    😉

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    Silendo at |

    L’articolo di Marrin è già in mio possesso :))

    Domani posto una recensione…

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    Giano08 at |

    ci sto danie’!

    sile….. ….

    …..

    ………………….

    :))))

    😉

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    Felsina at |

    Grazie Silendo!

    Ottima idea Daniele!

    No, no ragazzi, Giovanni è così di natura ;)) Giò, sono parole tue eh!!!

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    daniele67 at |

    grazie felsina!!! se siamo d’accordo me ne posso occupare io!! c’è un sacco di roba in giro per il web!!!

    :-)

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    giovanninacci at |

    Si Felsina ha ragione: sono parole mie 😉

    (auto)validate ed (auto)certificate :-)

    (…il che la dice lunga assai sulla loro – delle parole – attendibilità :-))

    Ciao a tutti!

    Giovanni

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    Silendo at |

    Ragazzi, io sono favorevole a qualunque ipotesi di “consociativismo de noantri” :))

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    giovanninacci at |

    Molto favorevole anche io.

    La INTELCoop sei tu… chi può darti di più?

    Saluti consociati

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    daniele67 at |

    faccio una ricerchina e vi aggiorno!!!:-) magari verso lunedi!!!

    cmq cosa semplicissima da realizzare!!!:-)

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    Giano08 at |

    in qualità di grande esperto di FUM-int, non posso che ribadire il mio pieno assenso! :)))

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    Giano08 at |

    ora seriamente:

    “…il decisore dovrebbe indicare quali sono le minacce i cui sviluppi, dal suo punto di vista, andrebbero monitorati. In fase analitica il decisore dovrebbe conoscere le tecniche e le metodologie adottate.”

    mutatis mutandis, come la si applicherebbe una cosa simile DA NOI?

    quale “decisore politico” potrebbe avere queste competenze?

    lo so, la domanda forse è retorica…

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    Silendo at |

    Giano, ribadendo che l’autore parla dell’esperienza statunitense, io direi che ovviamente il politico deve fare il politico e non l’analista (di intelligence). Ma questo è ovvio, lo sappiamo tutti.

    Il punto è avere a disposizione strutture/procedure in grado di far dialogare costantemente Intelligence e Decisore.

    Ovviamente, il livello qualitativo del decisore è un fattore chiave perchè influenza tutto il meccanismo.

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    AllegraBrigata at |

    Infatti. Tra l’altro non è che deve essere il politico ad interfacciarsi giornalmente con il tecnico. Sono i dirigenti, lo staff, del politico che devono farlo. E’ lì che secondo me si dovrebbe disporre di personale preparato.

    F.

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    Giano08 at |

    appunto… il livello qualitativo del decisore è fondamentale… se poi ci metti che da noi tutte ste grandi “strutture per il dialogo” non ci sono…

    certo, si parla degli Usa, ma anche da noi non sarebbe male se il decisore fosse più partecipe… solo che … vabbè… è che mi vengono in mente certi nomi! :))

    lasciam perdere 😉

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  20. avatar
    Giano08 at |

    federico, lo so che non dovrebbe essere il politico di persona, è chiaro…

    ma vogliamo allora aprire il topic su “la preparazione media degli staff in Italia” ?

    dai.. già piove.. non mi far deprimere ancora di più… :)))

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  21. avatar
    Silendo at |

    No, Giano, aspetta.

    Ricorda che stiamo parlando di Servizi segreti.

    Valutarne i meccanismi di funzionamento reali è cosa molto difiìficile e diventa pressochè impossibile senza l’accesso a documenti ed atti.

    Ora, non è che in Italia ci siano molti studi in materia. Anche a livello di documenti pubblici… non è che ne circolino molti :))

    Insomma, bisogna andarci cauti con i giudizi sul nostro Sistema proprio perchè mancano gli elementi sostanziali su cui basare questi giudizi. Parlo di fonti aperte, ovviamente.

    Strutture per il dialogo. Formalmente ci sono. Il Cesis/DIS. Il CIIS. Per esempio. Bisognerebbe però analizzare, con documenti di fonte aperta, la loro efficienza dal punto di vista di cui stiamo discutendo.

    Tieni presente poi che ci sono strutture e procedure informali (alcuni parlano anche di “cultura”) che sono forse anche più imporanti delle strutture e delle procedure formali e che andrebbero, anche e soprattutto queste, analizzate con molta attenzione.

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  22. avatar
    Giano08 at |

    sile,

    non discuto affatto quello che dici, anzi!

    riflettevo solo sulla competenza media del decisore politico (e dello staff che lo segue) in Italia.

    tutto qui.

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  23. avatar
    Felsina at |

    Daniele, per me è ok. :)))

    Reply

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