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    Giano08 at |

    stando all’autore, a dispetto di quello che (comunemente) si crede, solo negli ultimi tempo al Qaeda sta diventando un network, una rete di cellule, mentre un decennio fa era forte gerarchizzata… interessante. la cosa mi colpisce, ma mi pare che la ricostruzione sia ben articolata.

    mi chiedo se l’evento di stanotte possa essere un esempio di questa “nebulizzazione”, cioè frutto di cellule (fatti salvi i vari “aiuti” che pare che questo gruppo abbia ricevuto per mettere in atto le complicate azioni portate a termine) o invece è espressione diretta del “nocciolo duro”, vista anche la vicinanza geografica con le zone tribali pakistane, al momento possibile roccaforte – se non erro – della leadership qaedista.

    Maestro Jedi Sile, quando hai un attimo dammi un parere.

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    Silendo at |

    Questo è il punto fondamentale che deve essere chiarito.

    Non ho letto ancora il paper, se non superficialmente, per cui non lo commento ma la cosa è semplice.

    Al Qaeda è (o era) un gruppo di persone. Un gruppo all’interno di un più vasto movimento estremista jihadista.

    Ci siamo?

    Quindi: al Qaeda non vuol dire “terrorismo islamico”. Al Qaeda è (o era) uno dei soggetti di una galassia di gruppi terroristici e/o estremisti islamisti. Uno dei tanti, per intenderci. Non il più antico, non il più innovatore (le tecniche operative di al Qaeda sono state tutte inventate e sperimentate altrove). Non il principale dei gruppi, tutt’altro!

    Il terrorismo islamico non nasce con al Qaeda e con Bin Laden.

    Il terrorismo islamico non è mai stato comandato da Bin Laden e da al Qaeda.

    In un determinato periodo storico (tra metà degli anni ’90 ed il 2002/3), per una convergenza di fattori (che possiamo discutere) al Qaeda ha acquisito la primazia su questo PIU’ AMPIO INSIEME DI SOGGETTI.

    Ok?

    Acquisire la primazia non vuol certo dire “acquisire il comando”. Bin Laden&accoliti ha indicato una strada, una strategia. Punto.

    L’attività di contrasto post-11 settembre ha disarticolato, di fatto, al Qaeda. Mettendola sulla difensiva. Incapace di pianificare attentati e attenta solo a sopravvivere.

    Negli attentati post-11 settembre, infatti, il ruolo di al Qaeda è o minimo o inesistente.

    Fino a qui ci siamo?

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    utente anonimo at |

    Ottimo anche perchè è in italiano!!! L’inglese va bene, ma ogni tanto fa piacere leggere qualcosa anche nel nostri amato idioma!!!

    Bourne

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    Giano08 at |

    per carità! e chi dice nulla in contrario :)))

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    Silendo at |

    Bene :)

    Allora qual è il punto centrale?

    Non è tanto che al Qaeda si sta decentralizzando.

    Non è tanto che sta diventando (o è già diventata) un network.

    Il punto centrale è che al Qaeda appare in difficoltà, sembra operativamente inefficiente e sulla scena restano ad operare altri gruppi che si ispirano ad al Qaeda, tendono ad imitarla e coltivano magari rapporti di varia natura con i componenti rimasti di al Qaeda stessa.

    Quello che voglio dire, insomma, è che analiticamente dobbiamo ragionare non in termini di “al Qaeda” ma di “galassia estremista jihadista”. Un movimento eterogeno composto da più soggetti, all’interno del quale Bin Laden e soci sono uno dei tanti gruppi. Benchè, chiaramente, molto importante.

    In Occidente invece molti sono vittime di quello che gli americani definiscono “bias analitico”. Tendiamo cioè a confondere un gruppo (al Qaeda, appunto) con il movimento (la galassia jihadista).

    Addirittura, grazie anche a della pessima stampa generalista, c’è chi ritiene che Bin Laden, in quanto capo di al Qaeda, sia al vertice di una sorta di gerarchia del terrore.

    Le cose non stanno proprio così.

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    AllegraBrigata at |

    … ogni volta che leggo le tue analisi ho un orgasmo !!! 😀

    Enrico

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    Giano08 at |

    OK,

    ti seguo. e capisco :)))

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    AllegraBrigata at |

    Enrico, usa i profilattici però…

    A.

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    Silendo at |

    ahahahah Andrea mi fai morire

    PS ho letto tutto il documento che ho allegato e devo dire che non mi trova sostanzialmente d’accordo :)

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    daniele67 at |

    si evince perfettamente in ciò che hai scritto negli ultimi 2 post!!!

    silendo…sono d’accordo con enrico!!! capita anche a me!!! la tua capacità sintetico-analitica è stupefacente!!! mi stupisce ogni volta!!!

    beh..ora mi bevo un brabdy anche io come l’amico (carissimo) giovanni!!!

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  11. avatar
    utente anonimo at |

    non posso che unirmi idealmente (e anche realmente, bicchiere alla mano…) al brindisi con Daniele e con tutti gli altri che vorranno unirsi al GBB*.

    Prosit!

    Giovanni

    * Gruppo Bevitori Brandy

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    Giano08 at |

    ok sile…

    ora però ci dici perchè! 😀

    daiiii!

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    Silendo at |

    Eh eh…grazie Daniele… confesso che la sintesi è un dono che ho sempre avuto :)

    Giano, chiarisco che non è una critica all’autore del Policy Brief.

    Sintetizzare in poche pagine una questione come questa non è cosa facile e lui – a proposito di sintesi – ha fatto un bel lavoro.

    Non sono d’accordo perchè non è dimostrato: a) che l’adattamento di al Qaeda sia stato voluto e non invece subito (=batosta) b) che tale adattamento ha reso pericolosa (o più pericolosa di prima) l’organizzazione.

    Questo mooooooolto in sintesi.

    Alla fin fine anche l’attuale riorganizzazione (da qualche analista data per certa) certa non è.

    Si sa che da qualche tempo, in Pakistan soprattutto, i terroristi jihadisti godono di una certa libertà. Si fa quindi una similitudine con il passato. Si dice: hanno riconquistato un safe-haven simile a quello di cui hanno goduto in alcuni periodi degli anni Novanta. Di conseguenza stanno tornando pericolosi come prima.

    Ci si dimentica però di dire che quel processo che portò alla formazione dell’al Qaeda storica durò una buona decina d’anni (e non qualche mese).

    Ci si dimentica che la pressione di contro-terrorismo esercitata a livello internazionale è notevole. Niente di paragonabile con il “lassismo” degli anni Novanta.

    Ci si dimentica che addestrare un terrorista non è cosa semplice (per quanto le capacità combattenti di un buon terrorista sono ridicole rispetto a quelle di un qualunque mediocre militare…) e che rimpinguare i ranghi, così duramente svuotati da 7 anni di pesante attività di contrasto, è cosa moooolto difficile.

    Insomma, a mio avviso, la valutazione della minaccia si basa più su una applicazione di schemi passati che non su un’analisi fattuale dell’oggi.

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    Giano08 at |

    ok

    grazie.

    approfondiremo con calma 😉

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    AllegraBrigata at |
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    Silendo at |

    Stavo leggendo proprio questa :)

    La dirigenza storica mi sembra sempre più marginalizzata…

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    AllegraBrigata at |

    Infatti, oramai sembra che inseguano gli eventi.

    F.

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