80 Responses

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    utente anonimo at |

    Arriverò li a Paestum giusto in tempo per ascoltare Margelletti!!!:)))

    Bourne

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    daniele67 at |

    si…ci sarò!!!!la mia amministrazione ha deciso che..ne vale la pena!!!

    prof silendo ma…ci sarai anche tu???:-)

    buon fine settimana!!

    daniele67

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    Giano08 at |

    interessante.. ma qualcuno ha capito se c’è una quota di iscrizione?

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    Silendo at |

    Purtroppo credo di non fare in tempo. Sia perchè è un periodo di lavoro intensissimo ma soprattutto perchè a fine mese devo ritornare negli Stati Uniti per assistere alla presentazione di questo progetto ad Harvard.

    Se non dovessi esserci spero che vengano pubblicati gli atti.

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    Giano08 at |

    mi pare che non ci sia…

    chi va da roma? :)

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    utente anonimo at |

    vengo anch’io.

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    utente anonimo at |

    Se qualcuno di Roma va io potrei seriamente pensare di aggregarmi.

    Raffox

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    Silendo at |

    … che pirla… non ho messo il link al progetto di Harvard…. http://belfercenter.ksg.harvard.edu/events/3742/intelligence_and_policy.html

    Raffox, guarda che se vai tu ed io non riesco ad aggiungermi ti chiederò di farmi una sintesi :))

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    utente anonimo at |

    E che problema c’è! =D

    Raffox

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  10. avatar
    Giano08 at |

    raffox, vi sto pensando seriamente…

    magari partendo venerdì all’alba così da star fuori una notte sola (visto che non tutti lavorano in questo campo…)

    che pensi?

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  11. avatar
    utente anonimo at |

    Giano ti scrivo privatamente.

    Raffox

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  12. avatar
    Giano08 at |

    ok.. qui su splider?

    saluti

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    Raffox74 at |

    Daniele67 ti ho lasciato un pm.

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  14. avatar
    utente anonimo at |

    Question Number 1: che idea vi siete fatti riguardo al convegno in questione?

    Question Nember 2: io credo di partecipare al convegno ma di raggiungere Paestum nel primo pomeriggio di venerdì; penso di passare da Roma in macchina per le 13. Qualcuno si aggrega? We’ll come back saturaday evening?

    Barry Lyndon

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    AllegraBrigata at |

    Risposta numero 1.

    Cose negative del convegno: troppi relatori, troppi argomenti = pericolo di parlare troppo poco di cose che invece andrebbero sviluppate a fondo.

    Qualità dei relatori molto altalenante: qualche buon nome, qualche trombone, qualcuno che da anni rigira sempre le stesse cose.

    Cose positive: è un bene che si facciano convegni e che ci siano luoghi per incontrarsi e discutere.

    Il mio timore è che oramai l’intelligence è diventata di moda. Tutti ne parlano e pochi, ma davvero pochi, sanno davvero di cosa si tratta per cui spesso ci si parla addosso.

    Non vi fate sviare da quanto ho scritto: sono contento che ci siano convegni come questo e mi compiaccio con l’ha organizzato.

    f.

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  16. avatar
    AllegraBrigata at |

    Ben vengano i convegni e le iniziative.

    Non so giudicare perchè la locandina non è “tematizzata”. Non si capisce su cosa parlano i relatori.

    Sembrano affastellati ma sicuramente non sarà così.

    Sui relatori però concordo con Fede.

    R.

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  17. avatar
    AllegraBrigata at |

    La smettiamo di essere diplomatici ?

    Enrico

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  18. avatar
    AllegraBrigata at |

    Smettiamola! Dai, parti tu!!!!!

    F.

    Reply
  19. avatar
    Silendo at |

    La smettiamo un par di….

    Attento che ti tronco le gambine…!!! :))

    Reply
  20. avatar
    AllegraBrigata at |

    Ahahahahah no, dai volevo solo farti un complimento :))))))

    En.

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  21. avatar
    Zabetta at |

    Paura, ehhhhhhhhhhhhh!?!

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  22. avatar
    Silendo at |

    Ecco, appunto, allora te ne tronco due e pure altro se capita… 😉

    Reply
  23. avatar
    Giano08 at |

    no no cazzarola,

    a che servono i nick se NON per fare NOMI E COGNOMI?

    e poi… sono cose che vale la pena sapere… io, per es, conosco solo alcuni relatori…

    quindi.. sugli altri, mi fa piacere sapere qualcosa da persone che la sanno lunga…. 😉

    AVAAAAAAAAAAANTI!

    Reply
  24. avatar
    AllegraBrigata at |

    Zabetta non sfottere…. che tu non l’hai mai visto veramente incacchiato :))

    Noi sì…

    Reply
  25. avatar
    AllegraBrigata at |

    ahahah ok

    En.

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  26. avatar
    Zabetta at |

    Sei sicuro 😀 ? (chiunque tu sia)

    Reply
  27. avatar
    Silendo at |

    ALT !!!

    Giano, aspetta.

    Questo è un posto pubblico e viene letto da un po’ di persone.

    Non si può dire: “Tizio non capisce una mazza” o “Sempronio dice sempre le stesse cose da tot anni”. Ammesso che sia vero.

    Non si può per prima cosa per rispetto nei confronti delle persone e poi perchè proprio nascondersi dietro l’anonimato è da vili.

    Si può, e si deve, criticare (nel senso vero del termine), un saggio, una dichiarazione, un’azione. Ma è cosa diversa. Quando usciranno gli atti, ad esempio, potremo valutarli e commentarli.

    Chiarito ciò (ma lo so che anche tu sei d’accordo) siccome può capitare che leggano questi nostri commenti persone che non conoscono bene lo spirito dei soggetti coinvolti ci tengo a precisare che il convegno è interessante tanto che almeno metà degli AllegriBrigatisti sarà presente 😉

    Io, se posso, vorrei fare lo stesso ma temo di non riuscirci.

    Certo, come tutte le cose umane è migliorabile. Ma questo è fin troppo ovvio.

    Ho organizzato convegni anch’io e so che fatica c’è dietro. Quindi complimenti agli organizzatori.

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  28. avatar
    AllegraBrigata at |

    Sicurissimo, Zaby ;))

    Ti spiego in mp

    En.

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  29. avatar
    Giano08 at |

    va bene…

    capisco bene che intendi…

    vabbè, io ho dei dubbi su alcuni relatori in particolare… te li sottoporrò in pvt magari! :)

    saluti

    😉

    (diplomatici… tze! :)))

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  30. avatar
    Zabetta at |

    Giano, se vuoi ti presto il mio nick. Mi sa che è più adatto a te che a me 😀

    Reply
  31. avatar
    Giano08 at |

    mmm

    non t’ho capita! :(

    vuol dire qualcosa in particolare “zabetta”?

    o ti riferisci alla mia tendenza al “pettegolezzo”, cosa erroneamente (e sottolineo ERRONEAMENTE!!!) riferita alle donne?

    :)))

    Reply
  32. avatar
    AllegraBrigata at |

    ahahah sì Giano, credo di sì.

    Però Zabetta dai questa qui è una cosa comprensibile. Se uno va a vedere un convegno è anche giusto cercare di avere il parere di esperti sui relatori.

    F.

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  33. avatar
    Silendo at |

    Volentieri Giano :)

    Reply
  34. avatar
    Zabetta at |

    Fede, allora esponiti 😀

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  35. avatar
    AllegraBrigata at |

    Ma ho già detto quello che penso :O

    F.

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  36. avatar
    Felsina at |

    Concordo con quanto detto da Fede, però mi sembra tutto molto interessante e poi sono troppo curiosa di vedere come verranno sviluppati gli argomenti. Vedrò se riuscirò a farmi mandare dalla mia amministrazione 😉

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  37. avatar
    utente anonimo at |

    è un convegno con matrice politica…”circoli della libertà”

    tanti nomi, tanto marketing…

    non si dica che con 40 relatori in due gg si riescono ad affrontare argomenti che lorsignori allegribrigatisti non sappiano già…

    la polpa non c’è…diciamo che state pensando alla pubbliche relazioni..che non guasta..

    Reply
  38. avatar
    utente anonimo at |

    ho come la percezione che nessuno in questa agorà virtuale voglia sblianciarsi su commenti relativi alla qualità del convegno e, ovviamente, dei suoi relatori….

    quello che rilevo, scorrendo i nomi dei soggetti chiamati ad intervenire al convegno è che si sta consolidando sempre più una rete tra “soliti noti” e che tale rete la fa un pò da padrona in Italia nell’ambito della divulgazione, dell’approfondimento e del dibattito nel settore INT…

    barry lyndon

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  39. avatar
    utente anonimo at |

    sempre riagardo alla “saldatura” tra i vari ambienti accademici-istituzionali(=politici)-centri ricerca di cui parlavo nel post #38, notare come ad esempio, il testo ddi Mosca, Valentini&Co. (di altissimo livello) è stato pubblicato in concomitanza con la seconda edizione del Master in Intelligence organizzato presso l’Università della Calabria…e che tale testo (insieme a Limes) è parte fondamentale del materiale didattico distribuito ai frequentatori del citato Master….ovviamente Valentini e Caracciolo sono docenti dello stesso Master…

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  40. avatar
    Silendo at |

    :)) Solo perchè ho avuto un contrattempo non ho potuto scrivere un paio di riflessioni sul settore degli studi di Intelligence.

    Abbiate solo pochissima pazienza :)

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  41. avatar
    Giano08 at |

    vabbè… dai…

    un master siffatto… a me pare più di vertrina che di sostanza.

    soprattutto per i poveri illusi che si iscrivono lì (comprese tante ragazzette che, intervistate dai giornali, dicono che faranno le babysitter pur di arrivare a fare le spie… come se fare questo master fosse uguale a fare la spia… mah!).

    ma, ovviemente, spero di sentire il parere di altri leggori del blog, e del padrone di casa…

    sempre che ti possa dire! :)

    saluti

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  42. avatar
    ilraffa at |

    Su questo punto Silendo ha DAVVERO la più grossa expertise in Italia, SENZA ALCUNA OMBRA DI DUBBIO.

    Lo scrivo senza voler fare complimenti. Spero che scriva al più presto un suo parere.

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  43. avatar
    AllegraBrigata at |

    “soprattutto per i poveri illusi che si iscrivono lì”

    Hai mai pensato di entrare in diplomazia??? ti vedrei proprio bene con la feluca in testa. Tipo che il nostro Governo ti manda a trattare con i tedeschi… e dopo due giorni secondo me ci dichiarano guerra :)))))

    F.

    Reply
  44. avatar
    Giano08 at |

    davvero fede, non è un attacco o una critica, anzi mi incazzo per loro: mi da fastidio vedere (in questo come in molti altri campi, vedi per es il giornalismo) ragazzi presi letteralmente per culo, ai quali si spillano soldi e soldi.. ai quali NON si dice come stanno le cose davvero … e tutto questo alla fine quindi per cosa? di fatto per nulla.

    e questi se pensano pure de fasse 10 mesi a studiare 4 argomenti per materia, poi magari escono da lì che manco snno se è caduto il Muro…

    ma dai…

    cmq sì, un mio amico mi dice che mi vedeva bene come ambasciatore… per il Klingon………….

    (chi sa.. capisce ;))

    Reply
  45. avatar
    utente anonimo at |

    osp… per i Klingon :)

    giano

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  46. avatar
    Raffox74 at |

    Hmmm… qualcosa mi dice che hai le orecchie a punta alla Spok. 😉

    Reply
  47. avatar
    AllegraBrigata at |

    Per Barry: nelle pieghe di quanto scritto da noi Brigatisti (Allegri…) si può capire cosa si pensa :)

    Per l’anonimo numero 37: in parte, per risponderti, attendo il post di Silendo (conoscendone le idee in materia), in parte ti dico che chi di noi andrà al convegno lo fa per vari motivi. Curiosità, speranza che si discuta di qualcosa di interessante, occasione per rivedersi :)

    A Giovanni: ho visto con piacere che sei tra i relatori :)

    Roberto

    Reply
  48. avatar
    Giano08 at |

    lunga pace e prosperità raffox 😉

    (anche se non c’e’ frase che meno mi si addice di questa ahahaah)

    saluti 😉

    Reply
  49. avatar
    Giano08 at |

    sorry, intendevo “lunga VITA e prosperità” :)

    lo vedi? io e la pace non ci prendiamo proprio! ahaha

    Reply
  50. avatar
    utente anonimo at |

    Salve di nuovo a tutti.

    Per Roberto, si sarei tra i relatori, problematiche di trasporto ferroviario permettendo ;-). E’ stata una decisione presa in extremis… (di solito mi piace più annoiarmi ascoltando gli altri, che annoiare gli altri parlando…).

    Ad ogni modo – senza troppo sbilanciarmi nemmeno io – vi dico che sono d’accordo con la massima percentuale di tutti voi.

    Nel senso… di convegni, eventi, etcetera, credo che un po’ tutti qui ne abbiamo sul groppone abbastanza (come relatori, auditori e organizzatori anche).

    Ad ogni evento, c’è nel cuore la speranza che “accada” qualcosa di particolare, una specie di “miracolo” per il quale uscendo dai lavori si possa dire “oggi abbiamo concluso moltissimo” oppure “finalmente abbiamo trovato una linea comune” eccetera… robe come questa insomma.

    E’ una aspettativa secondo me legittimissima e che dobbiamo continuare ad avere tutti. Poi – poi – c’è la realtà delle cose, e anche quella dobbiamo viverla, al meglio.

    Di eventi “tipicamente” intelligence qualcuno ce n’è. E ce ne sono anche molti altri “borderline” (mi viene da pensare – per esperienza personale – a tematiche come text/data mining, che più mi sono per certi versi vicine).

    Questi eventi “borderline” però, che sicuremente gioverebbero alla “comunità”, nel caso citato sono – per motivi… matematicamente chiari :-) – difficilemnte avvicinabili dalla media delle persone che si interessano di intelligence (me in testa a tutti).

    Voglio dire che è sempre difficile trovare il giusto bilanciamento tra – per esempio – un convegno incentrato su “statistica applicata alla linguistica” (riservato eminentemente a matematici e statistici) e un convegno sulle “aspettative della riforma dell’intelligence” dove ognuno sostanzialmente può dire quello che gli passa per la mente (in quanto pareri personali) senza timore di essere preso a ortaggi 😉 (entro certi limiti.. :-).

    Si dovrebbe trovare una giusta “formula applicativa” che integri le due (o più…) cose. E poi si dovrebbe – parlo in linea generale, per i convegni di tutte le materie – avere il coraggio di staccarsi (ogni tanto, non sempre…) dal classico profilo “divulgativo” che serve ad attirare la gente …molti eventi dedicati alla “sicurezza informatica” ne sono l’esempio. Per inciso, capisco pochissimo di sicurezza informatica, giusto quel tanto che basta per capire se l’evento è di un profilo realmente divulgativo o “imbrogliosamente divulgativo” (se parlano di cose che so anche io, come se fossero scoperte dell’ultimora… è “imbrogliosamente divulgativo”! Spero di esser riuscito a far passare ciò che volevo dire…).

    Ad ogni modo la “forumula ideale” per il “convegno di intelligence ideale” – almeno in Italia – non mi sembra ancora sia stata scoperta 😉 Va da se che ad ogni evento poi ci saranno i favorevoli e gli scettici.

    Ma – ripeto parlo in generale – vediamo cosa ne esce da questo, (rinnovato mi pare) interesse per l’intelligence in Italia. Magari cerchiamo anche di indirizzarlo (l’interesse…) un po’ verso i “porti” migliori. Magari ne esce una “corrente di pensiero” (azz… parolona troppo grande forse) realmente innovativa. A giudicare – poi – si fa sempre in tempo.

    Ovviamente, attenderò sul blog i vostri pareri anche sul mio intervento, i quali dovranno essere… “sincerissimi” (e sono convinto che lo saranno).

    Saluti a tutti! (e scusate sempre la prolissità…)

    Giovanni

    P.S.: ovviamente, per quelli di voi che ci saranno, se mi fate un fischio (o un cenno, un post-it, un piccione viaggiatore :-) mi farebbe molto piacere conoscervi, e magari farci “una tazza” insieme. Basta che – per farmi capire – diciate che appartenete alla “Brigata Silendo”! Ancora molti saluti.

    Reply
  51. avatar
    AllegraBrigata at |

    Grazie per la risposta Giovanni.

    Pienamente e totalmente d’accordo con quanto da te scritto.

    Ho appena letto il nuovo post del padrone di casa.

    Credo che sia quella la metodica che dovrebbe essere usata per un convegno veramente fruttuoso e utile.

    Abbiamo superato da tempo la fase del “parliamo a bassa voce di intelligence” o del “ritroviamoci tra di noi”.

    Dovremmo evitare che di questi argomenti si impadronisca la “moda”.

    C’è bisogno di uno scatto in avanti, come scrive Silendo.

    A questo dovrebbero servire le Università.

    Silendo, aspettiamo il tuo prossimo post :))

    Roberto

    Reply
  52. avatar
    Silendo at |

    Sono d’accordo con Roberto che è d’accordo con me :))

    Seriamente, Giovanni, o si organizzano convegni scientifici o il settore, da questo punto di vista, resterà al palo.

    Vedi, come meglio scriverò nel post (se riesco a finirlo…), la questione centrale è quella della scelta. Tra l’Intelligence come “professione” e come disciplina accademica (le due cose sono strettamente connesse: simul stabunt vel simul cadent ) o l’Intelligence come “mestiere” e come “tecnica”.

    E’ una scelta che deve essere fatta.

    Non c’è una via di mezzo.

    Se si vuole davvero professionalizzare il settore non si può prescindere dallo studio scientifico della materia, il che implica necessariamente: università seriamente coinvolte, veri centri di ricerca (che facciano ricerca scientifica realmente), convegni scientifici, formazione di esperti accademici, ecc.

    Altrimenti l’Intelligence resterà quello che è adesso in Italia. Cioè una degnissima “tecnica”.

    Reply
  53. avatar
    daniele67 at |

    silendo, giovanni, roberto…è un vero piacere leggervi!!! mim aprite la mente ed è veramente facile darvi ragione!!! volevo solo aggiungere che credo sia un “problema all’italiana” dove spesso si parte da: compriamo quel programma intanto…poi impareremo ad usarlo (forse) e poi..non si psende niente per fartelo spiegare da chi lha fatto!!! hai ragione silendo, £degnissima tecnica” ma fatta in casa e con tante lacune (parlo per me)!!! ragione da vendere!!

    ancora complimenti!!!

    daniele67

    Reply
  54. avatar
    utente anonimo at |

    per Silendo: quoto quanto hai detto -che non avrei saputo esprimere meglio- in una percentuale che si aggira intorno al “duemila per cento”. Non c’è bisogno di aggiungere nulla.

    E, Roberto, hai centrato in pieno l’argomento: se la “moda” (anzi meglio la “sub-cultura modaiola”) si impadronisce di questo dibattito, siamo (leggi: “la cultura dell’intelligence è”) bella che spacciata. Ammesso e non concesso che non lo sia già…

    Siccome mi sembra che siamo bene o male tutti sulla stessa lunghezza d’onda (e in casi come questi le piccole divergenze – che pure sempre esistono – diventano un valore, non uno svantaggio…) mi permetto di fare a me stesso una domanda “al plurale maiestatis”, cercando -come dire- di calarmi nella personalità della “intelligence community”. La domanda è: “quanto le Università ci aiuteranno in questo? E quanto sono (o saranno pronte) – in termini di volontà – ad aiutarci?” e ancora “quanto e come sapranno aiutarci, in termini qualitativi?”(ergo, non sarà magari il caso di sensibilizzare prima coloro che ci dovrebbero aiutarci a dar forma questa cultura?).

    Come diceva quello… “la domanda sorge spontanea, la risposta no (o comunque meno)”. Almeno per me.

    Daniele, il tuo esempio del “intanto compriamo il programma” è perfetto. Nel senso che: “intanto abbiamo una degnissima tecnica, e intanto arrangiatevi con questa”.

    C’è da domandarsi (noi ce lo domandiamo, forse dovrebbe iniziare a domandarselo anche qualcun’altro) per quanto tempo ce la faremo ancora a tirare avanti “solo” con la – pur degnissima – tecnica.

    Il fatto è che a guardare in prospettiva ai prossimi dieci o venti anni, mi sembra (potrei anche sbagliare) che il futuro tenda ad evidenziare più la necessità di grandissimi professionisti (e con tecniche sopraffine), che di degni tecnici.

    Penso che staremo a guardare. E un po’ anche a fare, spero!

    Saluti a tutti

    Giovanni

    P.S.: l’ho già detto ma… gran bella discussione

    Reply
  55. avatar
    utente anonimo at |

    Cari amici,

    bene il dibattito si fa sempre più interessante e debbo dire da osservatore esterno, quanto sia utile (almeno a mio avviso!) continuare su questa strada. Talvolta anche con delle divergenze: mi sembra assai sterile ragionare con pensieri univici: le divergenze son talvolta essenziali (vedasi le differenti prospettive). Per quanto mi riguarda il giusto appcrocccio sarebbe quello di partire dalla propria prospettiva scientifico-disciplinare e talvolta metodologica per poi avvicinare il target, ossia l’oggetto di studio. Almeno questo è il mio personale modo di vedere ed interpretare la specifica dialettica riguardante l’argomento.

    Ora io terrei a sottolineare l’importanza di alcuni campi ed oggetti di studio (scusate ma è questo il linguaggio che spesso si adotta nell’ambito delle scienze sociali):

    1) come ampiamento detto in questo contesto, il concetto d’intelligence;

    2) e cosa assai necessaria strutturare, analizzare e d interpretare nel senso più ampio possibile il concetto di comunità d’intellice.

    Secondo me è in quest’ultimo concetto che occorre far ruotare la problematica in termini rigorosamente scientifici e non meramente divulgativi (come giustamente sottolineava Nacci).

    Reply
  56. avatar
    utente anonimo at |

    Ah dimentivo due cose: una di firmarmi nel precedente post: sono io Bourne.

    L’altra è che affermo qui pubblicamente di attingere per i miei umili studi fonti quali quelle del padrone di casa (Silendo) e anche qualche documento prodotto da Giovanni Nacci…!

    A presto.

    Bourne

    Reply
  57. avatar
    Giano08 at |

    “se la “moda” (anzi meglio la “sub-cultura modaiola”) si impadronisce di questo dibattito, siamo (leggi: “la cultura dell’intelligence è”) bella che spacciata. Ammesso e non concesso che non lo sia già… ”

    la seconda che hai detto…

    ma a parte questo, mi chiedevo ora mentre leggevo gli altri vostri commenti: ma perchè gli utenti di questo forum/blog incardinati a livello amministrativo e accademico o persone che cmq abbiano pubblicato qualcosa di interessante in materia (ce ne saranno di tutte ste categorie elencato, no?) non si mettono intorno ad un tavolo, magari con la complicità di una università romana che li ospiti (roma perchè sta al centro d’Italia), e non provano a tirare giù un programma per un convegno di livello elevato, scientifico, veramente divulgativo?

    non dovrà essere una vetrina, quindi non ci servono i sottosegretari e ministri a tutti i costi. quanto alla divulgazione, bhè credo basti fare un postm qui e lo saprà tutta la gente che lo deve sapere…

    poi si possono identificare altri relatori esterni al blog o alla cerchia dei lettori del blog, ci vorrà del tempo e un minimo di organizzazione..

    ma non è una cosa impossibile. se poi una università vede lungo e decide di investire un minimo su una cosa simile, si potrebbe addirittura pensare a qualche relatore di livello internazionale.

    insomma, io butto lì delle idee venutemi estemporaneamente. e sono anche CERTO che qualcuno st’idea la ha e la ha da tempo…

    vabbè… non sarebbe il caso di iniziare a pensarci?

    saluti.

    ps: sul resto, sono d’accordo, non aggiungo nulla che sarebbe solo una ripetizione.

    Reply
  58. avatar
    Silendo at |

    Dunque, provo a dare una risposta collettiva ma non esaustiva. Nella speranza di completare ‘sto c..vvolo di post che oramai giace, quasi terminato, da ore :))

    Facciamo una foto della situazione, velocissima. Fino a quando l’Intelligence era essenzialmente una specializzazione di Forza Armata o di Forze di Polizia l’assetto attuale del settore poteva essere corretto.

    Sappiamo tutti, infatti, che fino a qualche anno fa le minacce erano essenzialmente di tipo militare (esterno) ed eversivo (interno).

    Era quindi tutto sommato funzionale che l’Intelligence fosse, appunto, specialità di FFAA (esterno=SISMI) e di Polizia (interno=Affari Riservati/SdS/SISDE).

    Durante la Guerra Fredda, diciamolo senza vergogna, le questioni politico-strategiche erano in mano ad altri Stati.

    Oramai da anni la natura della minaccia (e della competizione) è profondamente mutata per il nostro Paese. Soprattutto per il nostro Paese.

    Per noi molto più che per altri soggetti statuali.

    E’ giocoforza, quindi, che la natura dell’Intelligence italiana cambi.

    L’Intelligence non può restare specialità di Forza Armata o di Polizia (e quindi essenzialmente “tecnica”).

    Per rispondere alle esigenze di sicurezza di questo Paese l’Intelligence deve profondamente ristrutturarsi e “salire di scala”. Deve diventare vera e propria “professione”.

    Altrimenti il risultato sarà:

    1) a livello di processo decisionale nazionale le scelte saranno fatte senza un’importante strumento di conoscenza, il che vuol dire che il Paese continuerà (ESATTAMENTE COME ADESSO!) a dipendere in gran parte da processi decisionali esteri. Non so se mi spiego?

    2) all’interno, nel rapporto tra Amministrazioni, i Servizi lentamente degraderanno schiacciati (più di quanto non lo sono già) da un lato dagli Esteri (ed anche dall’Economia/Bankitalia) e dall’altro dall’Interno. Il decisore taglierà fuori, insomma, l’Intelligence andando a prender altrove le informazioni e le analisi di “qualità”.

    Cosa si può e si dovrebbe quindi fare?

    Diverse cose la più importante delle quali è formare e assumere professionisti.

    Che ruolo dovrebbe giocare l’Università in tutto questo?

    Un ruolo fondamentale, direi.

    Sicuramente la ricerca la fa l’Accademia… di certo non i Ministeri. Sicuramente è l’Università che forma i professionisti, non (principalmente) i ministeri.

    Si vuole studiare il ruolo dell’Intelligence nel processo decisionale per migliorare le prestazioni dei nostri Servizi ? In linea generale non è compito del DIS fare ricerca. Dovrebbero essere i ricercatori universitari, gli storici, ecc.

    Si vogliono migliorare le tecniche analitiche ? Idem.

    Si vuole trovare un analista finanziario ? Dubito che prima si bandisca un concorso e poi il Servizio si incarichi di formare professionalmente il vincitore?

    Si vuole un esperto di aree geopolitiche? Idem.

    E così via su tantissimi punti fondamentali.

    Non solo, se non ci sono esperti esterni ed indipendenti viene meno un aspetto fondamentale del corretto rapporto Stato-cittadino: chi può valutare se il Servizio opera bene o opera male se non ci sono (ad esempio) docenti di Intelligence, ricercatori e così via? Sarà lo stesso Servizio ad auto-valutarsi (!!!) oppure saranno ex-appartenenti agli stessi (hmm…).

    Il risultato sarà quello che abbiamo in Italia da anni: si va dallo pseudo-esperto che, per arruffianarsi la Struttura (che magari gli dà consulenze), dirà che la nostra Intelligence è il top of the world anche quando magari toppa di brutto, al giornalista pseudo-investigativo che non capendoci una mazza (colposamente o dolosamente) solleverà polveroni magari privi di qualunque sostanza.

    Concludendo: l’interscambio Istituzioni-Accademia (intesa come vera ricerca scientifica) è un punto chiave ed imprescindibile se si vuole far salire di scala l’Intelligence italiana.

    Però di vera ricerca e di vera Accademia deve trattarsi.

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  59. avatar
    AllegraBrigata at |

    Oh, io non ho niente da aggiungere… 😉

    X Giano: … mai sottovalutare la potenza del Silendo… e non dico altro…..

    F.

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  60. avatar
    AllegraBrigata at |

    Non solo, se non ci sono esperti esterni ed indipendenti viene meno un aspetto fondamentale del corretto rapporto Stato-cittadino: chi può valutare se il Servizio opera bene o opera male se non ci sono (ad esempio) docenti di Intelligence, ricercatori e così via? Sarà lo stesso Servizio ad auto-valutarsi (!!!) oppure saranno ex-appartenenti agli stessi (hmm…).

    Bene!!!!

    Questa è una cosa che non sottolinea mai nessuno!!!

    Mi viene spontaneo chiedermi una cosa vedendo quanto è successo altrove. In UK ed in USA soprattutto.

    Se avessimo dovuto patire qualcosa come l’attacco delle Twin Towers o il fallimento della ricerca delle ADM in Iraq e se fossero state istituite delle commissioni di inchiesta chi avrebbe potuto svolgere la più importante attività di analisi indipendente sul funzionamento/malfunzionamento dei Servizi???? Chi, in Italia????

    Dove sono le professionalità????

    Parlo di professionalità indipendenti chiaramente.

    Su questa cosa sono anni che rifletto e cerco di far riflettere…

    Pensateci bene pure voi.

    Davide

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  61. avatar
    Giano08 at |

    ahhahaha

    silendo come i Klingon! ahahah

    :)

    minchiate a parte, hai ragione.

    peccato che per far questo però servirebbe che una Accademia andasse dall’istituzione a dirgli “ehi ciccio, io ho tirato su sto centro studi con le palle, che famo? colloboriamo?”

    ma… in Italia.. accademie così.. ci sono?

    e anche senza accademia alle spalle, ci sono centri studi simili?

    personalmente, io che non sono uno dell FFAA o un ministeriale, avrei più che interesse a collaborare (fosse anche iniziando a fare fotocopie, eh! non è che uno arriva e fa il senior analist) con un centro simile.

    ma se ce ne sono.. sono ben nascosti!

    e se chiedo, come mi è capitato, lumi a qualche “decisore politico” (o presunto tale…) mi si risponde che ci sono i master di intellingence, le facoltà di scienze investigative.. ecc..

    ahhhh! allora sì… che culo, mi verrebbe da dire!

    quindi? nasce prima l’uovo o la gallina? cioe’, è il centro che non ci sta e non si pone come dialogante delle strutture che fanno intellingece istituzionale, o sono queste che monopolizzano e sono chiuse e per questo non aiutano a far nascere certi centri? (o peggio ancora, i politici si impicciano ai fini elettorali di ste cose e…come tutte le cose fatte SOLO per procacciare voti, non sono che mere paillettes da usare come vetrina…)

    e NON mi dite che sono pessimista, mi pare anzi di fotografare la realtà..

    well… almeno quella che conosco io…

    ps: no Fede, non sottovaluto Silendo.. anzi.. mi aspetto belle sorprese 😉

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  62. avatar
    Silendo at |

    Giano, qualcosa la si sta tentando di fare. Qualcosa di serio, intendo.

    In Italia malfunziona tutto, non solo questo ambiente. In Italia la ricerca fa…., le Università sono “stipendifici” di parenti, le strutture pubbliche annaspano. Insomma, il malessere e l’incompetenza è diffuso.

    Fare qualcosa di valido non è facile… però credo che ci si stia provando.

    Una grossa colpa, per esempio, ce l’hanno gli ambienti accademici del settore storico e politologico. All’estero i primi studi accademici sull’Intelligence sono venuti proprio da questi ambienti. Per la precisione dalle discipline storiche in Gran Bretagna e da quelle politologiche negli USA.

    In Italia da parte di questi ambienti non c’è praticamente alcun interesse a studiare l’Intelligence. O meglio c’è… ma bisogna cercarlo con il lanternino… 😉

    La parte Istituzionale si è sempre posta nei confronti dell’Accademia in un’ottica non “sistemica”. In genere convegni e contatti servono a dare lustro a questo o quel Direttore o a questo a quel dirigente.

    In particolare i contatti con le Università sono stati funzionali, negli ultimi 15 anni, al ‘lifting’ dell’immagine dei Servizi stessi. Cosa peraltro comprensibilissima e giusta… solo che adesso bisognerebbe riuscire ad andare oltre :)

    NB: deve essere chiaro però che lo studio scientifico-accademico della materia non ha dirette connessioni con le assunzioni.

    Lo specifico perchè molti entrano in questo blog proprio alla ricerca di informazioni su questo aspetto. Quando parlo di dignità scientifica degli studi di intelligence parlo di una cosa che prescinde dalle modalità di assunzione negli stessi.

    E’ evidente che lo studio serio porta ad una creazione-diffusione di cultura nel (e del) settore ed è altrettanto evidente che questo dovrebbe influire sull’efficienza del settore stesso ma chiarisco che le due cose non sono necessariamente connesse 😉

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  63. avatar
    Silendo at |

    Davide, non avevo letto il tuo intervento.

    Colgo l’occasione per sottolineare una cosa che spesso sfugge.

    Una cosa è l’expertise sulle singole materie/minacce oggetto dell’attività di intelligence: terrorismo, criminalità, energia, ecc.

    Un’altra è l’expertise sul funzionamento strutturale dell’Intelligence. Cioè su come i Servizi operano, si strutturano, si interfacciano con il vertice politico, ecc.

    In Italia non è che non abbiamo expertise (indipendente) nel settore delle minacce. Oddio, non è che ce ne sia a iosa (basti verdere spesso il livello degli esperti di terrorismo)… però comunque ce n’è.

    In Italia è assente quella sull’Intelligence.

    Ecco, quindi, che i timori di Davide sono giustissimi…

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  64. avatar
    Giano08 at |

    che lo studio serio di certe tematiche non sia collegato all’assunzione, mi pare ovvio.

    poi… se ventenni o “convintoni” entrano qui per capire come si diventa 007…. ‘azzi loro! ahahah 😉

    saluti e aspetto con fiducia di capire cosa si sta provando a fare seriamente qui da noi in Italia.

    ciao

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  65. avatar
    utente anonimo at |

    Silendo: tu parli di “dignità scientifica degli studi di intelligence…” che “che prescinde dalle modalità di assunzione negli stessi”… Tu evidenzi la distinzione tra “expertise delle minacce” e “expertise sul funzionamento”…

    Non so se sarà a Paestum o altrove, ma io DEVO offrirti (almeno) un caffè.

    Così parliamo un po’ di quella che mi piace chiamare “la futura ontologia dell’intelligence”…

    Il termine non è sicuramente preciso o esaustivo e forse filosoficamente un po’ tirato per il collo (ma nemmeno troppo però…). Tu credi che stiamo parlando della stessa cosa? Stiamo parlando di dare dignità scientifica a studi seri sui “Metodi”, sui “processi”, sulle “Organizzazioni”, sulle “Relazioni e co-relazioni”… in altre parole sul “sistema intelligence”?

    Se si… ti DEVO offrire (almeno) un caffè!!! :-)))

    Sai cos’è? Se è si, lo offro a TUTTI (è un impegno serio) quelli che sono qui e che stanno contribuendo a questo bel “convegno” on line!

    Una ottima serata a tutti :-)

    Giovanni

    P.S.: non credo di avervelo detto (ancora) ma… gran bella discussione!!! :-))))

    P.P.S.: Bourne, ti ringrazio di cuore per la fiducia che riponi nelle mie possibilità. La fiducia infatti (ma solo quella vera, quella sincera, delle persone come si deve) aiuta a rimanere umili. Grazie ancora, per questo.

    Reply
  66. avatar
    Silendo at |

    ahaha sì, penso che stiamo dicendo la stessa cosa :))

    Temo di non essere a Paestum ma un caffè lo accetto volentieri (sono caffè-dipendente, purtroppo…).

    Magari, meglio, si può andare in un bel locale di Lap-Dance… 😀

    No, dai, scherzo. Faccio finta di essere seriamente impegnato nella missione di salvare l’Intelligence italiana :))

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  67. avatar
    utente anonimo at |

    No dai, perchè? L’idea del locale non era male… servirebbe a stimolare il… “terminale” (…sinaptico, ovvio).

    La Patria e la Scienza ce lo impongono!

    Giovanni

    P.S.: male che va, fondiamo un “Caffeina Social Club”. E’ un’idea…

    Reply
  68. avatar
    Silendo at |

    CI STO !!!!!

    Possiamo fare, in piccolo, come hanno fatto ad Oxford con l’Oxford Intelligence Group.

    Noi costituiamo un costituiamo un Caffeina Intelligence Group.

    Magari, come sede, possiamo usare i tavolini di Sant’Eustachio.

    Il passeggio femminile è di elevata qualità ;))

    Reply
  69. avatar
    daniele67 at |

    notocon piacere che quando si parla di femminnuce…siamo tutti “””intelligence””””:-)

    grandi!!!!

    daniele67

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  70. avatar
    utente anonimo at |

    Ci sto anche io!

    Ovviamente bisogna stabilire dei limiti (minimi).

    Dei prerequisiti insomma: soci “junior” da dieci caffè al giorno. Soci “senior” oltre 15. I decaffeinati contano la metà.

    Sono banditi gli orzi e quelli che li bevono.

    Un caffè corretto (sambuca) vale come 1,5 caffè normali. Se la correzione è al Fernet, vale 2 caffè, più l’elogio verbale del Presidente Silendo.

    Per il passeggio femminile ci regoliamo “on site”, ovviamente.

    Mi pare che ci siamo. Vediamo come va. Poi magari pensiamo ad un “gruppo” su Linkedin.

    Intanto vado a farmi il penultimo (forse) caffè.

    Cari saluti e “all night long”.

    Giovanni

    P.S.: che sono andato un po’ off-topic?

    Reply
  71. avatar
    AllegraBrigata at |

    ahahahahah…. ma come mai, Silendo, hai scelto proprio quel bar????? :)))))

    Comunque, non ti mollo! Se stasera non scrivi il post vengo lì e ti meno!!!!

    F.

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  72. avatar
    utente anonimo at |

    …ho idea che qui tra un po’ si passa a qualifica “riservatissimo”!

    Non lo fate! Sono più di dieci anni che non ho il NOS!

    Una buona serata a tutti

    Giovanni

    Reply
  73. avatar
    Zabetta at |

    Fede, cos’ha quel bar di speciale? :)

    Reply
  74. avatar
    AllegraBrigata at |

    Zabetta…. stai leggendo un po’ troppo Giano, mi sa…. :))

    Giano, si scherza…

    Vittorio

    Reply
  75. avatar
    Zabetta at |

    Dici? :O

    Reply
  76. avatar
    AllegraBrigata at |

    Sì.

    V.

    Reply
  77. avatar
    Giano08 at |

    ajooooooooo!!!!!!!!!!!

    Zabbè, non je da rretta!

    fare domande è la BASE del sapere 😉

    e poi.. se uno chiede passa per ignorate una volta.. se non chiede mai… resta ignorante per sempre ;)))))

    saluti 😉

    Reply
  78. avatar
    utente anonimo at |

    considerate le difficoltà connese ai trasporti, causa sciopero generale in data 17, io raggiungerò Paestum in macchina partendo dalla Toscana.

    se qualcuno vuole un passaggio…si faccia vivo

    barry lyndon

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  79. avatar
    AllegraBrigata at |

    Accidenti…. questo convegno mi tenta…. potremmo aprire un “panel Silendo” :)))

    F.

    Reply
  80. avatar
    utente anonimo at |

    Per SILENDO

    dal Calendario del Convegno del 17 e 18 p.v. si evince che

    GIOVANNI NACCI è fra i relatori.

    Ho trovato interessante i seguenti Link :

    http://www.giovanninacci.net/

    http://www.intuslegere.it/

    http://www.intuslegere.it/chi.php

    http://www.centrostudiintelligence.org/newsite/

    da BABBANO ASIMMETRICO

    Reply

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