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    utente anonimo at |

    Vorrei, innanzitutto, fare i miei complimenti al Sig. Andrea Gilli perchè il suo articolo denota analisi e lucidità nell’interpretare la politica estera italiana offrendo, tra le altre cose, notevoli spunti.

    Sono d’accordo con tutto con quello che viene detto nell’articolo , un pò meno quando si parla di Afghanistan…a dire la verità non penso che sia utile “minacciare” un ritiro delle nostre truppe piuttosto mi sembra più proficuo non aumentare o modificare in modo significativo i nostri assets. Per ciò che concerne le missioni internazionali a cui partecipa l’Italia…ho sempre avuto l’ impressione che dopo la prima guerra del Golfo contro l’invasione dell’ Irak qualcuno ha pensato che a fronte di un costo umano nullo o quasi ( da parte alleata ovviamente) si potesse guadagnare “punti” sul piano internazionale…. ed in questo contesto vanno viste le varie missioni in Kurdistan , Mozambico e Timor est. Secondo me ai piani alti della diplomazia italiana si sopravvaluta e di molto l’invio di soldati all’estero.

    Soltanto un appunto all’articolo…è vero che la Germania non ha alcun soldato in Libano (allora, se non sbaglio, si parlò dell’inopportunità di aver magari esercito tedesco e israeliano a contatto l’uno con l’altro) comunque il governo tedesco ha mandato una task force navale al largo delle coste libanesi.

    Gianluca

    p.s. spero di essere stato comprensibile…ho scritto tutto di getto.

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    Silendo at |

    Andrea e Mauro, lo ripeterò fino alla noia, sono due analisti lucidi e preparatissimi. Come pochissimi in Italia…

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