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    utente anonimo at |

    Caro Silendo,

    perchè accade questo? Perchè chi fa analisi politica tout court è a luoghi non curante di un concetto basilare definito “relativismo culturale”. Tutto parte da tale problematica,che è di natura scientifica e non tutti gli analisti tengono in considerazione il concetto di “alterità” sociale e politica. Capisco un tale fenomeno in chiave nostrana, ma non è concepibile in paesi dove l’argomento è assai caro ad istituzioni accademiche che hanno nomi importanti come SOAS, YALE, HARVARD, e chi più ne ha più ne metta…

    Scusa lo sfogo, ma no tutto può essere relegato alle esclusive analisi nell’ambito delle Relazioni internazionali.

    Petraeus docet. In Iraq. E tu sai il perchè.

    A presto.

    Bourne

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    Silendo at |

    Premetto che sono d’accordo con te.

    Ritengo però che il problema sia (purtroppo) più banale.

    L’Italia conto poco a livello internazionale. Questo fa sì che i centri di analisi (intendo Mass Media, istituti di ricerca ecc) dedichino poche risorse al nostro Paese.

    Qualunque realtà necessita di tempo e studio per poter essere capita e raccontata.

    In genere le migliori analisi sull’Italia provengono proprio da persone che vivono nel nostro Paese da tempo e quindi hanno avuto la possibilità di capire e di approfondire, liberandosi degli ovvi pre-giudizi.

    Quando invece non vengono dedicate le risorse è chiaro che il prodotto sarà mediocre.

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    utente anonimo at |

    Mi accodo ai vostri pensieri… quante volte mi è capitato di leggere articoli bislacchi e pressapochisti su riviste prestigiose come ‘The Economist’! Penso che al fine di poter stilare una valida argomentazione analitica di uno scenario politico di un paese, occorrerebbe immergersi nel quotidiano del paese stesso e seguirne la scena… raccogliere tutti gli elementi più significativi della vita sociale, politica e anche culturale, osservare lo sviluppo economico (e, se c’è, anche il progresso). Ma, dice bene Silendo: l’interesse verso l’Italia è poco rilevante. Però a pensarci bene, non è meglio così? Almeno siamo fuori dall’occhio del ciclone 😛

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    utente anonimo at |

    Ach! Non mi sono loggato!

    Mi firmo qui, per sopra: Raffox

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    utente anonimo at |

    Le cause della banalitá di queste analisi mi sembrano molteplici. Io noto almeno due elementi.

    1) Gli stessi italiani all’estero sono fortemente politicizzati. Nei circoli diplomatici, istituti di cultura, docenti all’estero, in generale, il cuore batte a sinistra. Ogni luogo comune sul nostro Paese viene dunque confermato, per ragioni di parte. Su ció hanno forti responsabilitá fogli politici come Repubblica o personaggi quali Enzo Biagi o Scalfari. Tanto per chiarirci, cito un’esperienza diretta: se ad una cena diplomatica in una rinomata localitá losangelina, un professore, italiano, di una nota universitá californiana afferma, ed ad ascoltarlo vi sono diplomatici, imprenditori, giornalisti, autoritá locali, che il Governo di centro-destra (2001-06) aveva dei chiari tratti nazi-fascisti, beh, non bisogna poi stupirsi della banalitá di certe analisi.

    2) Spesso a fare queste analisi sono persone non meno politicizzate. Su Epistemes, pochi giorni orsono, qualcuno ci ha scritto, con l’indirizzo di una famosa banca internazionale, chiedendoci se non ci sembrava il caso di parlare dell’incombente rischio alla democrazia italiana. Conosco gli studenti italiani che studiano all’estero. Penso che siano poi questi che, magari, fanno da analisti per i celeberrimi centri-studi. Dubito che nelle loro analisi diventino oggettivi, tutto d’ún tratto.

    3) Molto spesso vi sono pesanti interessi geopolitici o economici che spingono a ridicolizzare il nostro Paese, cosí da evitare, o almeno cerca, che la sua politica possa intaccare degli interessi non nostri. Come il Corriere o Repubblica sostengono certe parti politiche perché queste difenderebbero meglio gli itneressi dei loro azionisti, cosí penso sia per giornali quali FT, Economist, Le Monde o El Pais. Mi sembra chiaro che, tanto per fare un esempio, l’industria della Difesa italiana competa con quella inglese, tedesca, francese e spagnola, sia a livello politico che economico. Ridicolizzando il nostro Paese, la speranza é di indebolirlo, proprio per ridurre la nostra forza internazionale. Magari dovremmo capirlo anche noi. Non fare come i cialtroni che negli ultimi giorni hanno subito dato spazio alle opinioni “critiche” dall’estero (oltertutto, fingendo che per 2 anni esse non vi siano state verso Prodi).

    Scusa la lunghezza.

    aa

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    AllegraBrigata at |

    Perfetto, Andrea.

    Hai azzeccato il punto.

    Le cause sono un misto di superficialità dovuta a problemi che io chiamerei “strutturali” (indicati da Silendo), di mentalità provinciale unita a malafede e ottusa ideologia da parte dei nostri concittadini all’estero e, per finire, evidentissimi giochi di potere in ambito internazionale.

    Complimenti.

    Roberto

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    utente anonimo at |

    Allora: un noto scienziato sociale, del quale non farò il nome, ormai defunto, poneva alla base del metodo di ricerca della nostra disciplina (? tu lo sai Silendo qual è!) “l’interpretazione” e la “succesiva “analisi” dei fatti culturali. Due termini e due atti non casuali che negli U.S.A hanno fatto scuola, soprattutto a Princeton, ma anche ad Harvard. Dico questo perchè spesso eminenti analisti si dimenticano di tale prassi metodologica e ci si limita solo ad appprossimative e meccanicistiche stesure di report, troppo oggettivi e assai meno soggettivi: l’Italia è l’italia; la Francia è la Francia e così via…Infine un defunto, ma grande filosofo del novecento classificava i “sistemi politici” quali sottosistemi dei “sistemi sociali”.

    Dove vorrei arrivare (scusandomi se sono ossessionato e ossessionante)?

    L’analisi politica ha bisogno nelle proprie fondamenta di un’ottima analisi sociologica e udite udite, antropologico culturale…Diversamente sono soltando analisi generaliste e a luoghi approssimative…

    A presto.

    Bourne.

    P.S.: caro Silendo per fortuna che ci sei tu con il tuo spazio che metti a disposizione di noi tutti, altrimenti come faremo a scaricare le nostre preoccupazioni epistemologiche? Grazie!

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  8. avatar
    Silendo at |

    :))

    ti ringrazio Bourne 😉

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