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    PegasoCavallino at |

    ??????? e ripeto ???????.

    Come già ampiamente detto, anche dai giornali, bisogna vedere cosa si trova o meglio cosa ci rimane. Moro è stato desecretato nel 2001, non mi sembra che se ne sappia più di prima (è un bene o un male?). Se, casualmente e ripeto casualmente, viene ritrovato un documento che potrebbe far riaprire una indagine, il Sigillo di Stato viene apposto solo al documento o anche all’indagine ritenuta chiusa e desecretata? Viene aperta un’altra operazione dove affluiscono tutti i documenti precedenti o ne diventa una a parte? Penso che il vero problema non siano tanto i documenti o le verità (o presunte tali) che si trovano negli archivi ma il controllo quasi esclusivamente politico del Segreto di Stato.

    Chi assicura che le informazioni contenute negli atti desecretati e resi pubblici non vengano strumentalizzate (come spesso succede) da mass-media o politici, a discapito di una o dell’altra fazione politica e, che invece di fare informazione non se ne faccia disinformazione, a discapito della Sicurezza dello Stato, tra l’altro già ampiamente compromessa, e di chi ci lavora?.

    Molte informazioni potrebbero avere ancora un carattere di “attualità” ed essere usate impropriamente (scusa se mi ripeto) e coinvolgere anche delicati equilibrii con il medio-oriente, quindi le stesse informazioni potrebbero essere usate impropriamente da eventuali gruppi terroristici (anche questa potrebbe essere una ipotesi).

    E’ sacrosantamente giusto che i giudici, affinché possano svolgere efficacemente il loro lavoro, siano informati su documenti secretati. Ma è anche vero che abbiamo dovuto assistere a manipolazioni politiche di indagini da parte degli stessi. Non si è in grado di assicurare la certezza della pena, figuriamoci quella dell’informazione.

    A questo punto sorgono altri dubbi: L’informazione al pubblico fino a che livello può arrivare? E soprattutto da chi deve arrivare? Che valenza si dà al termine “Democrazia” o “informazione democratica”. Questo termine viene usato molto spesso e impropriamente, soprattutto per giustificare curiosità giornalistiche o interessi politici di parte.

    Non sarebbe meglio che i cosiddetti “Segreti di Stato” prima di essere desecretati ed approvati come tali da organi politici, vengano passati al vaglio severo di Analisti (parlo di quelli veri, di quelli che non solo hanno l’esperienza sul campo ma che sono anche plurilaureati in materia ed attivi) che abbiano un quadro completo ed attuale della situazione nazionale ed internazionale?

    Per me ci sono troppi SE e troppi MA.

    Antonio

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  2. avatar
    ilraffa at |

    Beh l’informazione ai cittadini deve essere massima se non c’è il Segreto di Stato. La ratio della normativa in materia è proprio questa.

    Indubbiamente i giornali stanno dicendo tante stupidaggini dovuto ad un eccesso di semplificazione.

    Infine su alcuni dubbi da te avanzati nella prima parte del tuo intervento direi che rientrano nelle fattispecie penali 😉

    Voglio dire che se quel documento riguarda un avvenimento di 30 anni prima non può essere apposto il Segreto di Stato. Tutto ciò che un’amministrazione fa contro questa disposizione costituisce un reato.

    Io andrei oltre.

    Dico che la questione della gestione degli archivi, dei Servizi e non solo, e della loro pubblicità è stata trascurata in Italia e questa legge non può essere che l’inizio. Si spera…

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