19 Responses

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    Felsina at |

    Se Silendo me lo permette, visto che si parla di terrorismo, vorrei sapere da voi cose ne pensate del cyberterrorismo. E’ dal vostro punto di vista una minaccia possibile e reale o è pura fantascienza?

    Ho notato che fino ad oggi (per fortuna) non si sono verificati casi, tuttavia, credo che non sia una minaccia da sottovalutare.

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    AllegraBrigata at |

    Felsina, sicuramente Silendo lo permette.

    Allora ti dirò che io conosco davvero poco questo tipo di minaccia.

    Da quel pochissimo che so mi sembra non sia una minaccia di alto livello, soprattutto per il nostro Paese le cui infrastrutture non mi sembra siano così dipendenti da sistemi informatici.

    Tu cosa ne pensi ?

    Roberto

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    AllegraBrigata at |

    Io sono nelle stesse condizioni di Roberto e ti dirò anche che tutti gli altri sono nelle nostre stesse condizioni. Non è un argomento che possediamo (o sbaglio, ragazzi?).

    neanche a me sembra un pericolo di altissimo livello.

    Sicuramente non da sottovalutare ma personalmente non lo inserirei tra i principali.

    f

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    AllegraBrigata at |

    Ti sbagli Federico. Vittorio può rispondere, non credi ?

    Andrea

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    AllegraBrigata at |

    Hai ragione, non l’ho dimenticato. Ma non posta per il momento.

    F.

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    AllegraBrigata at |

    Felsina, secondo me allo stato attuale della tecnologia è un problema secondario.

    Secondario rispetto a minacce superiori. Non voglio dire che sia una bufala. Voglio dire che ci sono minacce di gran lunga più pericolose.

    Anch’io, comunque, non sono un esperto in materia. Seguo solo un po’ l’argomento. Tutto qui.

    E.

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    Silendo at |

    Felsina, io sono assolutamente ignorante in materia quindi mi astengo doverosamente dal dire vaccate.

    Piuttosto tu che ne pensi ?

    Sicuramente sei più preparata di tutto noi messi assieme, non ho dubbi :)

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    Felsina at |

    Che non sia una minaccia tra le più contingenti forse è vero però ci sono diversi hackers ideologicamente motivati che potrebbero non limitarsi ad attaccare un sito web facendo un defacciamento ad esempio. Molte infrastrutture critiche nazionali (anche quelle italiane) sono governate da sistemi informatici. Basti pensare alle centrali elettriche, all’acquedotto o allo stesso sistema telefonico. Quest’ultimo in particolare è interamente gestito da computer e può essere fatto colassare da un bravo attaccante. Il 15 gennaio del 1990 il sistema telefonico americano della AT&T è andato in crash: per nove ore circa milioni di persone sono rimaste prive copertura telefonica senza la possibilità di chiamare i numeri di emergenza. Di tale crash fu accusato un noto gruppo hacker anche se poi la AT&T smentì dicendo che si trattò di un bug del sistema. Quale sia la causa reale non è dato sapere. Tuttavia, ciò è tecnicamente possibile e secondo me è essenziale alzare la guardia su questo genere di attacchi perché prima o poi approfitteranno di questo punto debole (spero di sbagliarmi).

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    Silendo at |

    Stai attenta perchè rischi di essere nominata “Esperta dell’Information Warfare” di questo blog :)

    A tuo parere qual è l’effettivo livello di vulnerabilità di un Paese come l’Italia ?

    D’accordo che attacchi del genere sono tecnicamente possibili (ricordo ancora le lezioni del bravo Pierantoni…) ma, all’atto pratico, che grado di pericolosità esiste ?

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    ardimentoso at |

    Ricordo che si è svolto di recente un convegno sul cyber terrorismo a Roma, organizzato dall’onorevole Ramponi. Qualcuno di voi c’era, immagino. Io sì. (c’erano anche tutti i vertici dell’intelligence, etc etc.)

    😉

    Poi qualcuno di voi può dirmi autorevolmente qual è stato il valore del contributo di quel dibattito

    :-))

    ciao

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  11. avatar
    Silendo at |

    Mi dispiace Ardimentoso, io non c’ero e, cosa grave, l’ho saputo pure in ritardo.

    Devo dedurre che non sia stato molto interessante, o sbaglio ? :))

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    ardimentoso at |

    Diciamo che non mi ha suscitato emozioni travolgenti…

    Nè conservo documenti di valore fondamentale distribuiti in quel consesso (veramente non conservo niente, perchè niente c’era)

    ma che si fanno a fare i convegni, in Italia?!!

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  13. avatar
    Silendo at |

    Infatti…. la maggior parte sembrano più una sfilata di primedonne che incontri scientifici.

    Una domanda personale (se mi è permesso): mi sembra di capire che tendi a seguire tutti i convegni del settore, o sbaglio ?

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  14. avatar
    ardimentoso at |

    Ciao,

    sì, i convegni romani, il più possibile.

    a.

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    Silendo at |

    Beh allora di sicuro ci saremo visti decine di volte :))

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  16. avatar
    Felsina at |

    Ciao Silendo, caspita, per me sarebbe davvero un onore essere l’esperta del blog su questa tematica. Ti ringrazio per la fiducia. :)

    Mi chiedevi qual è la vulnerabilità dell’Italia per gli attacchi di cyberterrorismo. Ti posso dire che nessun Paese, neanche gli USA che pure hanno disponibilità di tecnologie avanzate e di fondi, può ritenersi al sicuro. Il livello di vulnerabilità dell’Italia è elevato. Poi, ovviamente, da qui a dire che sia un possibile target per questo tipo di attacchi non sono in grado di dirtelo perché non ho dati in mano che mi consentono di formulare una tale ipotesi. Leggevo comunque giusto questa mattina sul giornale che un esperto di IT security, Ian Winkler, è riuscito a penetrare in poche ore all’interno di un computer che gestisce una centrale elettrica.

    Quando leggo queste cose mi vengono i brividi. Molti non se ne rendono conto ma ormai molte cose sono gestite dai computer, dagli scambi dei binari dei treni sino alle apparecchiature mediche. Sembra incredibile ma questi sistemi informatici spesso sono collegati a dei network, a volte anche ad Internet. Basta quindi un pc ed una persona con alti skills tecnici e cattive intenzioni per creare seri problemi all’incolumità pubblica. L’importante è esserne consapevoli e saper prevenire questo tipo di attacchi.

    Poi, un conto è il cyberterrorismo e un conto è lo spionaggio militare informatico (che può trasformarsi poi in un attacco di information warfare vero e proprio). Recente è il caso di spionaggio dell’esercito cinese, che ha reclutato tra le sue fila elite hackers, ai danni dei computer del Cancelliere tedesco Angela Merkel (proprio mentre si trovava in Cina) e della Casa Bianca.

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  17. avatar
    Silendo at |

    Ti facevo questa domanda perchè nel corso degli anni (soprattutto da metà degli anni ’90 in poi, come ben saprai) si è fatto un gran parlare del pericolo informatico ma, a distanza di tanto tempo, noto che la reale pericolosità sembra tutto sommato minima.

    Con questo non voglio ovviamente dire alcunchè. Tra l’altro proprio le c.d minacce ad alto impatto/bassa probabilità sono alla base di un gran numero di “intelligence failures”. Quindi assolutamente da non sottovalutare.

    Riguardo all’offerta, prendila sul serio.

    Oltre alla possibilità di segnalare documenti, studi ecc che ritieni interessanti sarebbe un onore per me/noi pubblicare qualunque tuo commento in materia.

    Se ti va qui sei la benvenuta.

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    Felsina at |

    Hai ragione, per fortuna fino ad oggi si è fatto un gran parlare senza che sia successo nulla di grave. Tuttavia, la anticipatory intelligence ci insegna che saper prevedere le minacce future ed essere pronti per contrastarle è un gran vantaggio.

    Vorrei segnalare al riguardo un bel libro che è davvero illuminanate: “The Cuckoo’s Egg – Tracking a Spy Through the Maze of Computer Espionage” di Cliff Stoll. Lo si può acquistare on-line per pochi dollari. Si tratta di una storia vera di spionaggio informatico avvenuta proprio negli anni ’90.

    Come vedi ho preso sul serio la tua offerta :))

    Grazie per la benvenuta, mi trovo davvero bene qui :))

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    Silendo at |

    Grazie per la segnalazione :)

    Gli sto già dando un’occhiata.

    PS sono (vabbeh… siamo) davvero contenti che ti trovi bene :)

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