Alexis Debat

Alexis Debat era un esperto internazionale di terrorismo. Aveva una laurea della Sorbona ed un PhD.
Scriveva sulle riviste più importanti, era stato Consulente del Ministro della Difesa francese, direttore scientifico dell’Istituto Montaignè di Parigi, docente universitario e molto altro ancora.
Grazie ad un poderoso CV era diventato analista dell’ABC News per la quale realizzava importanti reportage ed interviste: Bill Clinton, Bill Gates, Kofi Annan, Bloomberg, ecc. 
Il Nixon Center, prestigioso centro studi di Washington, gli aveva affidato la direzione della sezione dedicata allo studio del terrorismo.
Alexis partecipava ai più importanti convengi internazionali ed era rispettato ed ascoltato da molti.
Da molti ma non da tutti… perchè Alexis era un impostore.
Non aveva conseguito una laurea alla Sorbona. Non aveva un PhD. Non era mai stato consulente del Ministero della Difesa (limitandosi ad essere un modesto impiegato di un ufficio del tutto secondario), non era un docente universitario nè, men che mai, direttore scientifico dell’Istituo Montaignè.
Alexis, insomma, si è inventato quasi tutto e quel pochissimo di vero l’ha gonfiato un bel po’.
Persino le interviste erano delle invenzioni. Eh sì, perchè, come scrive chi l’ha smascherato, non si riesce a credere che nell’era di Internet e della comunicazione globale ed in real time si possano pubblicare una mezza dozzina di interviste farlocche senza essere scoperti. Si possa inventare un curriculum di tutto rispetto senza che nessuno, per almeno un paio di anni, si sogni di verificarne l’attendibilità.
In realtà, come afferma il bravo Guido OIimpio (lui sì che è un esperto DOC), "Debat è il classico esempio di quanto avvenuto negli USA dopo l’11 settembre. La sicurezza è un affare miliardario, il consulente diventa una fonte a volte ben retribuita e nessuno si preoccupa di controllare ciò che dice. Perchè è quello che a Washington vogliono sentire"

PS Silendo, che da anni non riesce a trovare il tempo per completare il suo cursus studiorum con un PhD, si ripromette di informarsi presso la Edenvale University.
L’Università dove Alexis ha conseguito il suo…

7 Responses

  1. avatar
    utente anonimo at |

    Caro Silendo,

    era qualche tempo che non ti scrivevo. Il tuo ultimo articola mi rammarica perchè io, vivendo in una regione distante ed isolata dalla penisola italiana cerco giorno per giorno a suon di sacrifici di poter realizzare ciò che un bugiardo qualuque riesce a costruire ad artifizio e ad avere credibilità. Quella credibilità che non può esser data a persone che come me non non son contigue e non hanno avuto per così dire un pedigree militare, ecc, come accade in italia.

    Tal volta i titoli e gli studi maturati in seno alle strutture universitarie non servono. Quindi niente credibilità.

    Scusa per lo sfogo, ma certe cose fanno male soprettutto a chi con impegno e nel “silenzio” si occupa di determinati ambiti disciplinari.

    A presto.

    Bourne.

    Reply
  2. avatar
    Silendo at |

    Non scusarti. Capisco il tuo sfogo.

    Soprattutto mi rendo conto di cosa si provi a veder circolare presunti esperti il cui curriculum è mediocre (a dir poco).

    Il punto, secondo me, è che, per diversi motivi, in Italia la disciplina degli studi strategici non ha prodotto un solido corpus di esperti civili.

    Cosa dirti ? Resto fiducioso che alla lunga competenza e preparazione vengano premiate.

    PS se vuoi “approfondire” i tuoi sfoghi mandami pura una mail 😉

    Reply
  3. avatar
    utente anonimo at |

    C’è gente che nasce mediocre… Dubat ha dovuto studiare alla Edenvale per diventarlo (Cit. Pat Buchanan, adattata)

    Reply
  4. avatar
    AMALTEO at |

    impressionante questa vicenda.

    che dobbiamo fare? avere dei “certificatori” del valore delle competenze? e chi certifica i certificatori?

    io ho un metodo: chiedo a silendo. il mio consulente personale.

    e allora ti chiedo subuto: cosa ne pensi della competenza di alexandre del valle?

    ti scrivevo anche perchè su quel post importante in cui – a braccio – hai fatto quella analisi così puntuale in tema di “cultura” e di ideologia islamica mi ha scritto jazzfan. uno che ha un passato di esperienza anche su questi problemi.

    dice in quella conversazione:

    Caro Paolo,

    solo oggi, purtroppo, ho avuto modo di entrare in questo raffinato “salotto” e presenziare a questa interessantissima “conversazione”. La cosa mi ha riportato indietro negli anni, quando di cose analoghe mi occupavo professionalmente (cose lontane anni luce).

    “Ascoltando” Silendo, che ho incontrato qui per la prima volta, sono rimasto molto favorevolmente impressionato, però, uno che scrive certe cose sembra più essere “del mestiere” e non un dilettante come potrebbe apparire dal suo sito “for dummies”. In ogni caso condivido in pieno la sua analisi sul mondo arabo e sulla Umma.

    Professionalmente ho avuto modo in passato di frequentare sovente e a lungo colleghi e amici di religione islamica, prevalentemente africani (Egitto, Tunisia, Marocco), turchi e indonesiani. Quando dico frequentare non intendo solo lavoro, ma cene, tennis, gite con le famiglie e, a parte la carne di maiale e (talvolta!) gli alcolici, per il resto non c’era differenza con gli altri amici e colleghi europei.

    Parlo purtroppo di almeno 20 anni fà, molto prima dell’11 settembre. Oggi forse quel tipo di persone avrà più difficoltà (o paura) a relazionarsi con gli occidentali, perché anche in quei paesi che, con i dovuti distinguo, possiamo definire “democratici”, il fondamentalismo stà cominciando a diffondersi.

    La soluzione è non lasciarli soli. La comunità internazionale,e l’Europa in particolare, dovrebbe essere più attiva e non limitarsi solo e sempre ad azioni “politically corect”. Trattare allo stesso modo Abu Mazen e Hamas o Mubarak e Ahmadinejad può, momentaneamente, farti stare tranquillo, ma alla lunga avrà conseguenze devastanti.

    Grazie per l’ospitalità

    GiGi

    il post è qui:

    http://amalteo.splinder.com/post/13841800/Conversazione+sull+11+settembr

    Reply
  5. avatar
    Silendo at |

    Ahahaha Amalteo, essere il tuo consulente mi onora ma mi imbarazza moltissimo :))

    Dunque, riguardo a Del Valle penso che sia persona estremamente preparata ma non ho letto tutto quello che ha scritto.

    Lessi, anni fa, molto prima dell’11 settembre, un libro in cui esaminava i rapporti tra intelligence USA ed estremisti islamici e poi alcuni articoli di politica internazionale apparsi su riviste francesi.

    Ho acquistato ma non letto l’unico (almeno credo) suo libro tradotto in italiano. Dopo aver letto il tuo post, però, mi ha incuriosito e l’ho ricollocato tra i libri da leggere a breve (il brutto è che in questa categoria ce ne sono non meno di una dozzina….).

    Credo, per una serie di motivi, che graviti attorno ai Servizi francesi. Un po’ come Luttwak gravita attorno a quelli israeliani.

    L’idea che mi sono fatto (ma si basa su istinto, niente di più) è che sia un ottimo docente e ricercatore che svolge anche funzioni d’influenza. Ripeto: è solo una mia sensazione.

    Volo sul tuo blog…

    Reply
  6. avatar
    AMALTEO at |

    bene e grazie

    dopo il tuo post sul millantatore debat mi era venuto qualche dubbio.

    come sai la politica estera non è la mia materia.

    a me la documentazione di alexandre sembra forte e di ampio raggio. inoltre non scrive proprio benissimo (o forse è tradotto male) e non credo quindi che possa diventare un corsivista di quotidiani

    Reply
  7. avatar
    Silendo at |

    Che Del Valle possa essere un impostore proprio lo escluderi.

    E’ da anni nel settore. Da molto prima del boom di pseudo-esperti e consulenti post-11 settembre.

    I casi come quelli di Debat sono rarissimi per non dire unici e comunque possono mascherarsi tutto sommato per un breve periodo.

    Oddio…in effetti in Italia abbiamo Igor Man…zella che è in auge da un ventennio…. 😉 … ma almeno lui non millanta.

    Reply

Leave a Reply


(obbligatorio)