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    utente anonimo at |

    l’articolo e soprattutto il titolo è ovviamente un po’ ideologico – ma visto l’autore non c’è da stupirsene. Se leggi l’articolo di Giuliani su FA trovi molti più spunti.

    Anche se il nome Podhoretz mi fa drizzare un po’ le orecchie (specie dopo aver letto il suo libro la quarta guerra mondiale), il saggio di Giuliani è a parer mio condivisibile.

    Identifica bene la necessità di un trade-off tra idealismo (per la politica interna) e realismo (per condurre al meglio la politica estera) e sviluppa alcuni pensieri interessanti e originali. Rocca esalta la visione idealista: in realtà fosse così idealista avrebbe detto “ripeterò la politica del mio predecessore”. Ciò non è nè fattibile nè consigliabile (almeno se vuole essere eletto). Quindi è immaginabile che Giuliani cerchi di essere più pragmatico. Quando dice che la democrazia non è solo elezioni, ha bisogno di tempo, di sostegno, di un ambiente culturale, politico e sociale che la favorisca, personalmente mi sembra si stia distaccando nettamente da Bush.

    Discorso simile anche con l’Iran. Qui dice, noi siamo pronti a trattare, ma non a farci prendere in giro.

    Again, a me sembra un discorso molto pragmatico e ragionato.

    Non ho letto gli altri interventi su FA (non ho tempo): ma non mi stupirei se questo fosse il migliore.

    saluti, aa.

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    Silendo at |

    Ho postato l’articolo di Rocca convinto che l’avresti visto e commentato :))

    Più che altro, in questo caso, mi interessava evidenziare gli esperti dello staff. Conosco quasi tutti ma di Kim Holmes ho letto poco o nulla.

    A giudicare dai loro curricula direi che le posizioni di Giuliani si ispirano ad un realismo un tantino “aggressivo”. Non ho letto, però, l’articolo su Foreign Affairs. Mi riprometto di farlo al più presto.

    PS l’articolo di Rocca, tra l’altro, si ispira ad un altro articolo in inglese 😉

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