6 Responses

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    Zabetta at |

    Ciao, sono qui :)

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    AMALTEO at |

    buona argomentazione, sul filo del diritto (parte legale) e della sociologia politica (legittimità)

    il problema è la linea di comando.

    chi ha dato gli ordini, cosa cercavan. perchè e per chi

    a me sembra che queste siano le domande necessarie

    grazie per l’attenzione

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    utente anonimo at |

    Parto da lontano: ottimi i tuoi discorsi, i tuoi scritti, ma…E’ questa la classica situazione del cane che si morde la coda, ovvero protremo rimanere giorni e giorni a parlare di problemi, non dico spiccioli, ma quasi!

    Il vero proble è la riforma, ma non di facciata (vedi cambio di nome dei Servizi, ecc.) bensì il cambiamento d’approccio filosofico alla materia!

    Qualche personaggio più influente ed esperto di me è da tempo che non nasconde che il vero cambiamento dell’intelligence italiana lo si avrà smilitarizzando quest’ultima, come d’altronde già avviene nei paesi maggiormente evoluti in materia. Spero proprio di non aver mal compreso il Presidente Emerito…

    Buon lavoro.

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    utente anonimo at |

    “si può considerare legittimo prendere informazioni su un gruppo di persone le quali, si ritiene…. possano costituire in pericolo per il Governo attualmente in carica ????

    Assolutamente sì.”

    A questo punto è necessario definire cosa si intenda per “pericolo per il Governo attualmente in carica”.

    In altre parole, non può parlarsi di legittimità dell’operato dei Servizi per qualla parte (sicuramente marginale) di attività da essi poste eventualmente in essere al fine di scongiurare la probabile sconfitta elettorale della forza politica insediata a Palazzo Chigi e delegittimare gli avversari che aspirano ad insediarsi nelle stanze dell’Esecutivo a seguito di regolari e libere elezioni.

    I Servizi non possono indirizzare, disorientare o intossicare l’opinione pubblica a favore di una parte politica nel preciso contesto di una campagna elettorale.

    Affermare che ciò sia legittimo, significherebbe conseguentemente legittimare attività finalizzate all’alterazione del principio che sta alla base di una democrazia:l’espressione di un voto libero da parte del cittadino.

    Non ritengo debba rientrare nei compiti dei Servizi quello di bloccare l’alternanza politica, perchè tali apparati devono tutelare la democrazia. Anche con mezzi non-convenzionali (che ben vengano le garanzie funzionali!).

    Quanto appena esposto per esprimere il mio dissenso con la tua affermazione sopra citata e per ribadire il concetto già espresso:

    chi fa intelligence, a mio avviso, non deve e non può far politica!

    chi fa intelligence può, ovviamente, attingere da OSINT, a patto che le informazioni attinte da tali fonti (assieme a quelle HUMINT e SIGINT) non siano impiegate per scopi non istituzionali.

    Barry Lyndon

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    Silendo at |

    X Barry: sono assolutamente d’accordo con te. Su tutto.

    Era questo che intendevo quando ho scritto: “Ovviamente la legittimità nell’acquisizione (direi: la legittimità dell’attività informativa e conoscitiva) non rende automaticamente legittimo qualunque uso si faccia poi di quelle informazioni.

    E ovviamente non è legittimo che risorse dello Stato vengano distolte da attività di Istituto ed utilizzate per il tornaconto del politico di turno.”.

    Il riferimento al Governo in carica voleva dire che 1) ciascun Governo tende ad avere una propria visione dei pericoli e delle opportunità, magari diversa da quella che ha un altro Governo 2) i pericoli che possono minacciare un Governo possono essere diversi da quelli che possono incombere su di un altro Esecutivo.

    E’ quindi legittimo che un Governo cerchi di capire meglio la realtà delle cose e questo lo fa (anche) attraverso l’intelligence.

    L’attività informativa quindi è sempre legittima. Se poi però si adopera l’Intelligence per minacciare, influire ecc allora il discorso cambia.

    Il punto è che, ritengo, se ci fossero davvero stati tentativi del genere sarebbero già diventati di pubblico dominio. Magari sbaglio, ci sono stati ma la documentazione è ancora riservata… però, fino a prova contraria, la mia idea è che si è adoperata, e si sta adoperando, un’attività del Servizio per lotte di potere, sia tra Amministrazioni dello Stato sia tra gruppi politici.

    X l’utente anonimo (adotta un nick qualsiasi ti prego :) ): la riforma è essenziale !! I nostri Servizi sono mal strutturati in relazione al mutato contesto strategico e ciò, in gran parte, a causa del fatto che il personale ruota troppo velocemente, che è generalmente proveniente da Forze di Polizia (in sostanza non abbiamo spie professioniste ma funzionari in prestito da altre Amministrazioni dello Stato), non esistono vere norme per la progressione in carriera (il Direttore è letteralmente un “dio” che può fare qualunque cosa in fatto di assunzioni e di pianta burocratica).

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    Silendo at |

    Scusa Barry, oggi sono dislessico e particolarmente stordito.

    Non ho risposto a questa tua affermazione: “chi fa intelligence può, ovviamente, attingere da OSINT, a patto che le informazioni attinte da tali fonti (assieme a quelle HUMINT e SIGINT) non siano impiegate per scopi non istituzionali.”.

    Probabilmente non ho capito bene il senso ma se vuoi dire che l’attività informativa è legittima se è legittimo il fine di tale attività direi che sono d’accordo con te, il punto però è che una cosa è la teoria ed un’altra è la pratica.

    Mi spiego meglio.

    La dottrina dell’Intelligence dice che il meccanismo di funzionamento di un Servizio è un ciclo. Il c.d. “Ciclo dell’Intelligence”.

    Il ciclo inizia con la pianificazione dell’attività (informativa ed operativa) dietro input del Decisore (in pratica il vertice politico convoca il Capo del Servizio e dice, o dovrebbe dire: “Mi serve sapere come stanno le cose su questa realtà”). Dopodichè il Servizio raccoglie le informazioni, attraverso Fonti Aperte, Humint (le spie e gli informatori), i satelliti e le intercettazioni (Techint).. insomma… attraverso potenzialmente tutti i mezzi di cui dispone e che ritiene necessari adoperare.

    La terza fase consiste nell’integrazione delle informazioni e la quarta nell’analisi di queste informazioni.

    L’ultimo step è la diffusione del prodotto analitico al decidore.

    Dopodichè si riparte dall’inizio (è per questo che si chiama Ciclo).

    Stando così le cose allora ok. Il tuo discorso, secondo me giustissimo sia chiaro, sarebbe praticamente applicabile.

    Ma questa però è teoria.

    In pratica un Servizio si dà gli input da solo. Vuoi perchè il Decisore ha poco tempo, vuoi perchè non ha le capacità… fatto sta che il Decisore, in genere, non indirizza un bel niente.

    E’ il Servizio stesso, sulla base di sue valutazioni, che stabilisce le priorità e quindi pianifica di conseguenza.

    Cosa voglio dire ?

    Voglio dire che normalmente l’attività operativa (la raccolta di informazion) viene affettuata a priori. Senza sapere per che cosa quelle informazioni verranno poi utilizzate.

    E allora, in tal caso, come si fa a discernere la legittimità di un’attività di ricerca e raccolta di informazioni ?

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