3 Responses

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    AMALTEO at |

    grazie silendo

    da non perdere davvero.

    non c’è nulla da fare. in politica estera la pressione delle estreme sinistre e la originaria cultura di d’alema non è all’altezza dei compiti e del controllo degli equilibri in quel’area.

    d’alema è sulla scia di andreotti. in una situazione profondamente cambiata

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    Silendo at |

    Ti scrive uno che per anni ha avuto stima di D’Alema (niente di che, intendiamoci, ma pensavo fosse comunque una spanna sopra al livello medio dei suoi colleghi di partito).

    Ebbene, confesso che fa impressione la superficialità con la quale si muove (lui, come la maggior parte dei Ministri di questo Governo!).

    Il problema non è il seguire una linea politica differente da quella che io ritengo corretta. No, il problema è il non avere una linea ma sbandare in base agli equilibri di forza interni (in perenne ricerca del consenso delle ali estreme e quindi ad esse supino) e sulla base dell’opposizione alla linea israeliana (non a quella americana cui Baffetto è sempre stato piuttosto succube) qualunque essa sia.

    Il tutto unito ad una prosopopea che proprio non si capisce da dove possa originare, considerando che politicamente (ma anche in molti aspetti del privato) ha collezionato più fallimenti che successi… eufemisticamente parlando !

    La gestione della questione libanese/sirina e di quella palestinese/israeliana è patetica.

    La vicenda Mastrogiacomo viene usata come case study di pessima gestione di una crisi internazionale.

    In Afghanistan si dice una cosa e se ne fa un’altra.

    E pensare che come consulente ha la Dassù…

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    AMALTEO at |

    non è una grande argomentazione, ne convengo.

    ma proprio sono arrivato al minimo:

    http://amalteo.splinder.com/post/13201089/Massimo+D%27Alema%3A+nomen+non+fa+

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