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    utente anonimo at |

    …pare che la coppia BranciforteParisi funzioni un pò meglio di quella GabrielliAmato…staremo a vedere!

    barry lyndon

    PS: l’Univeristà della Calabria ha attivato un Master che sembrerebbe essere interessante…anche se ho il ragionevole dubbio che possa essere solo fumo negli occhi….(organizzatore: Mario Caligiuri; presidente onorario: il Pikkonatore; tra i docenti: Mini, Jean, Caracciolo….; tutto alla modica cifra di 3500 euro da pagare in 2 comode rate! :-)

    what do u think about??

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    Silendo at |

    Ops… mi era sfuggito :O

    Dunque, premesso che conosco piuttosto bene tutti i docenti (meno Caligiuri, di cui però ho letto diverse cose) e sono tutte persone preparate. Magari non tutti sono portati all’insegnamento (Carlo Jean, per esempio, è una mente eccezionale, un divulgatore incredibile ma come docente ha qualche pecca 😉 ).

    Il vice Prefetto Valentini, per esempio, è considerato uno delle menti migliori del Viminale ed è stato in passato il Direttore di “Per Aspera” (adesso Gnosis), la rivista del SISDe. Il Prefetto Fasano attualmente è all’Ispettorato del Ministero dell’Interno ma in passato è stato vice Direttore Operativo del SISDe. Solo per fare due esempi.

    Il punto è che un Master di (se non erro) 4/6 mesi è assolutamente troppo breve.

    Partiamo dalla mia esperienza personale. In materia, qualche anno fa, ho seguito un altro Master.

    E’ durato quasi due anni, di cui 16 mesi di lezioni effettive (due fine settimana al mese, lezioni dalle 9 alle 17 con pausa di un’ora e mezza)

    Nonostante ciò molti argomenti sono stati solamente accennati.

    Quello che voglio dire è che la materia è complessa e sei mesi sono troppo pochi.

    Diciamo che si tratta più che altro di un ciclo di “conferenze” che hanno lo scopo di introdurre, ma solo molto genericamente, alcuni concetti principali.

    Un Master invece dovrebbe fare altro.

    Non è una critica agli organizzatori, sia chiaro, è una constatazione.

    C’è poi una questione più tecnica, diciamo così.

    In Italia gli studi in materia sono praticamente inesistenti.

    Solo in un’Università esistono programmi accademici sull’Intelligence (da circa 4 anni e con risultati che cominciano ad essere realmente di buon livello). iamo quindi molto indietro a livello accademico.

    La disciplina, insomma, si sta diffondendo solo adesso e siamo almeno 40 anni indietro rispetto agli anglosassoni. Questo fa sì che ci sia un po’ di confusione su cosa sia l’Intelligence e spesso anche tra coloro che in questi Master insegnano.

    L’Intelligence è una materia estremamente tecnica. Chi fa Intelligence ha bisogno di apprendere specifiche metodologie: le tecniche di analisi c.d. “strutturata”, i case studies, i fallimenti, come si fa analisi nelle varie branche (controterrorismo, controproliferazione, criminalità, politica, economia, leadership, ecc), come si gestiscono e si valutano le fonti, come si stendono le reti operative, e così via. Tutti argomenti molto specifici.

    In Italia invece l’Intelligence, a livello accademico, viene vista più come una sorta di grande contenitore dai contorni poco definiti in cui discettare dei massimi sistemi (tra l’altro tipico riflesso della cultura scientifca italiana: principalmente teorica e quasi per nulla pratica). Si parla di geopolitica, di economia internazionale di governo, di etica e così via. Manca, insomma, lo studio del concreto, dei dati, delle tecniche, il confronto tra casi, l’analisi storica e tutto ciò che fa di una disciplina una disciplina tecnico-scientifica.

    Questo master, da quel poco che ho visto, rispecchia secondo me questa tendenza.

    Si parla di geopolitica (in Italia tra l’altro la confondiamo cone la “politica internazionale” che è una cosa diversa), di economia ecc ma si dedicano solo 24 ore alla spiegazione delle metodiche analitiche, ad esempio.

    Il docente, tra l’altro, pur essendo un buon esperto (più che altro un giornalista nonostante si venda come “Analista strategico OSINT”….) non ha mai effettivamente svolto analisi di intelligence nel vero senso della parola (anche se adesso è uno dei consulenti del Segretario del CESIS ed in passato ha insegnato presso le scuole dei Servizi) e cioè presso i Servizi.

    Detto ciò, personalmente lo consiglierei a chi è interessato alla materia, non ha idea di cosa sia e non vuole spendere molto, nè in termini di soldi nè in termini di tempo.

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    Zabetta at |

    Al limite i soldi ce li puoi mettere tu.

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    AllegraBrigata at |

    Ho dato un’occhiata pure io al master.

    In effetti è di durata davvero troppo ridotta.

    D.

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    utente anonimo at |

    THANKS….in sostanza mi fai intendere che, sulla scorta degli elementi acquisibili dalla rete, questo Master è una “macchinetta mangiasoldi” che distribuirà, nella migliore delle ipotesi, qualche perla di saggezza su argomenti di carattere generale, interessanti ma al tempo stesso contornati da cornice fumosa…..in 2 parole: TANTO FUMO!

    curiosità n.1: in quale Università in Italia sono attivi corsi correlati all’intelligence ed alle sue tecniche?

    curiosità n.2: il Master più “corposo” che tu hai frequentato è ancora attivo? presso quale stuttura si svolgono le lezioni? lo rifaresti?

    barry lyndon

    PS: sono rimasto coplito dalla nota del Sismi. Non per il relativo contenuto ma per la modalità di comunicazione adottata, sicuramente inusuale per i Servizi Italiani, ed in particolare per il Servizio Militare.

    Forse con Branciforte alla guida, il Sismi (prossimo SIE?) inizia a percorrere la strada (auspicabile, a mio avviso) volta ad instaurare un “dialogo positivo” con la pubblica opinione; seguendo, al riguardo, il sentiero traccciato dal SISDE con l’esperienza editoriale di “Per Aspera Ad Veritatem – Gnosis” e sulla scia degli apparati inglesi e statunitensi, che da tempo hanno compreso l’importanza della creazione di una loro identità pubblica ben individuabile, delineata con l’efficace impiego di strumenti di pubblica informazione (siti internet ufficiali, riviste, conferenze stampa, note, comunicati ecc….).

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    Silendo at |

    No, un attimo.

    Non penso “male” di questo master.

    Le persone che insegnano sono serie così come l’organizzatore.

    Tra l’altro, i tre quarti dei docenti sono stati miei docenti proprio nell’altro Master e con qualcuno ho una conoscenza anche più approfondita. Metto le mani sul fuoco, insomma.

    Penso che sia un inizio e che ci siano dei limiti oggettivi.

    So, per esperienza diretta, cosa vuol dire organizzare un master e parlo di un master biennale, un master del sistema anglosassone.

    So quanto costa organizzarlo, ad esempio. So quante persone devono iscriversi per poterlo effettuare, lo staff che bisogna avere per poterlo sviluppare, ecc.

    La materia “intelligence” non dà quelle garanzie di flusso di iscritti che altri argomenti danno e questo ha evidenti implicazioni. E’ normale, quindi, che un’Università inizi con qualcosa di piccolo, come appunto un corso dal numero ridotto di ore.

    E’ chiaro, però, che un master così corto non può dare molto. Ma per limiti oggettivi, non per “malafede” di chi l’organizza.

    Ecco, era questo il senso del mio ragionamento.

    Valuta che io stesso, se tornassi indietro di una decina d’anni, probabilmente mi iscriverei ad un corso del genere. Tra l’altro il costo è ridotto, per il prezzo medio dei corsi del genere.

    Riguardo all’altro (vero) Master è la Link Campus University di Roma ad organizzarlo (trovi il link nella mia lista a sinistra).

    E’ appena iniziata la quinta edizione e, ne ho conoscenza diretta, direi che è in continuo miglioramento. I docenti sono validi e ci sono ottimi agganci istituzionali. La struttura accademica è abbastanza sperimentata ed è sotto continuo aggiornamento.

    Ha anche questo alcuni limiti, ovviamente.

    Sia quelli dovuti all’argomento (ad esempio non c’è possibilità di stage presso i Servizi ma si possono fare presso il Ministero dell’Interno, presso aziende private ecc) sia quelli dovuti al fatto che siamo in Italia…. 😉 Manca una biblioteca specializzata, per esempio e ci sono, accademicamente parlando, cose che devono essere messe a punto (qualche docente che dovrebbe essere sostuito, argomenti che dovrebbero essere affrontati meglio, ecc) però presonalmente lo rifarei. Anzi in un certo senso devo dire che lo sto rifacendo… diciamo che mi mantengo in continuo aggiornamento 😉

    Il costo è quello di un master biennale, per cui è molto alto (anche se credo che da quest’anno si possano comprare singole lezioni o blocchi di lezioni) ma è l’unica vera specializzazione italiana sull’intelligence e considera che fino alla quarta edizione, ogni anno, tra un terzo e la metà degli iscritti erano funzionari dello Stato con ruoli professionali “particolari” (dirigenti dei Servizi, ufficiali delle FF.AA. ecc).

    Riguardo al SISMi tutto dipende dalla riforma in dibattito al Senato.

    Se passa la norma per cui il grosso del personale deve essere assunto direttamente dai Servizi, per cui ci si “libera” di poliziotti, carabinieri e militari, vedrai che molte cose andranno a posto e si riuscirà a raggiungere il livello dei Servizi anglosassoni 😉

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    utente anonimo at |

    Ti volevo chiedere quali sono i requisiti x poter frequentare il Master della Link Campus University

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    Silendo at |

    La laurea se vuoi conseguire il titolo. Si può frequentare anche senza laurea ma in tal caso si è considerati “uditori” e non si consegue il titolo.

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